Archive for the ‘Disonestà’ category

La Valle d’Aosta NON è Charlie!

12 gennaio 2015

Quanta retorica stucchevole su facebook in nome della Libertà di espressione. Vivo in un posto dove l’omertà e la paura la fanno da padroni, ma nessuno osa dirlo. Neppure al presidio, dove le parole si sono condensate come il miele. Tutti si sentono Charlie. Qualcuno ha anche osato a scrivere che la Vallée d’Aoste è Charlie! Bestemmia nazionalista che fa ridere. Avete notato una rubrica di satira sui giornali locali? Dopo il “Cittadino valdostano” Vincenzo Calì, direttore (cercatelo, merita) e una breve parentesi sulla Gazzetta della prima ora, non ho visto quotidiani, settimanali locali che ospitassero un po’ di veleno. Giusto Le Travail che si è beccato una querela da parte di Caveri, il paladino della libertà di espressione.  Di recente mi era stato suggerito un corso di satira da tenere per la formazione obbligatoria dei giornalisti, l’idea proposta dal Presidente dell’Ordine non è passata… chissà perché?

A ciel sereno!

22 novembre 2014

La legge regionale non prevedeva l’obbligo di certificare le spese, dunque la prassi per alcuni gruppi consiliari era quella di non conservare le fatture. Altra prassi comune era quella dei regali natalizi nonostante la legge (creata dallo stesso Consiglio) fosse sempre stata chiara: i contributi finanziari sono dati se inerenti alle funzioni politico-istituzionali dei Gruppi consiliari per diffondere sul territorio la conoscenza sull’attività dei Gruppi stessi. Difficile che una scatola di cioccolatini rientri in questa voce. Naturalmente da parte di tutti i consiglieri coinvolti nell’indagine non c’è traccia di imbarazzo, figuriamoci se mai arriveranno alle scuse. Sono eternamente sereni e confidano nell’operato della Giustizia che, come afferma il PD, “saprà riconoscere la piena e assoluta innocenza di tutti i membri del partito per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio.” (La Stampa). Anche Alpe ha cercato di agire per il meglio, e l’UV non può che aver utilizzato con correttezza i soldi di tutti. E i pranzi e le cene e gli aperitivi del PdL e di Stella alpina non possono che essere stati digeriti per la salute di noi tutti. Può essere che i nostri politici siano stati in buona fede, se così fosse, la gravità del loro comportamento sarebbe ancora più pesante. La spensieratezza in politica mal si combina con la responsabilità. Cosa diceva Norberto Bobbio? E’ disonesto colui che rivolge la sua azione a vantaggio non del corso  sociale, ma a vantaggio proprio o del proprio gruppo. Dunque i soldi pubblici dati per il partito (finanziamento illecito) non è tanto un vantaggio per l’intera collettività, ma riguarda solo il partito di appartenenza, una specie di propaganda indiretta. Così le cene, le lotterie, le sagre, i regali e le feste varie. Ecco cosa sfugge ai politici e non solo a quelli di casa nostra: il senso dell’onestà come la intendeva il grande filosofo torinese. Usare i mezzi della politica, in questo caso i contributi, per il bene collettivo che esula non solo dal proprio interesse personale, ma anche di partito.

L’altra faccia della medaglia

15 maggio 2014

Come si fa a credere nel valore del merito se non si crede nella sua applicazione? Due esempi: A Roberto Louvin viene conferito il ruolo di presidente della Paritetica, invece di valutare il suo spessore intellettuale e professionale Chantal Certan, già segretario e ora consigliere regionale di Alpe, lascia intendere che sia perché ha lasciato il partito, dunque un debito pagato. Secondo esempio: sono stata invitata a realizzare una mostra sui disturbi alimentari, invece di valutare il mio curriculum e le mie capacità creative i due grillo-talpa, Cognetta e Ferrero, vanno immediatamente a chiede all’Ufficio di Presidenza l’elenco dei miei eventuali (e inesistenti) incarichi. Secondo loro, ma non solo loro, altro debito pagato. Come posso dunque credere a chi strimpella a destra e a manca che bisogna cambiare il sistema quando nel suo cervello albergano le stesse vecchie dinamiche? Lo stesso modo di valutare le persone che esclude qualsiasi merito? Di considerare solo in base dell’appartenenza politica? Per cambiare bisogna essere diversi. Pensare e soprattutto agire altrimenti. Sia la Certan sia i due grillo-talpa sono l’altra faccia della stessa medaglia, quella che al momento sta sotto.

Siamo tutti rollandiniani?

14 aprile 2014

Signori chi non la pensa come Raimondo Donzel, Carmela Fontana e Jean-Pierre-Guichardaz è rollandiniano! Centoz è rollandiniano. Io sono rollandiniana, il resto del mondo che si dissocia dai tre moschettieri è rollandiniano. ‘azzo! ‘azzo! ‘azzo! Lo vogliono dimettere, invece gli fanno campagna elettorale. Doppia personalità? Stato confusionale? Senilità precoce? Non credo a quanto sta accadendo. Donzel e i suoi fidi stanno massacrando il PD per la gioia dei grilli che hanno sempre visto il PD come il nemico numero due. (Non credo, infatti, che se ci fosse stato il Congresso PD, Stefano Ferrero avrebbe esordito con un: qui siamo tra amici!). Per la gioia dell’UVP che vede il suo elettorato lievitare (i tre passeranno alla Gabella? A questo punto è una domanda che va posta). Per la gioia di Alpe che spera anch’essa in qualche briciola di elettore e naturalmente per la soddisfazione della maggioranza che vede sfaldarsi l’opposizione. Ma quale Renaissance, qui è la Restauration! Quella che a breve non vedrà più traccia di un qualsiasi partito nazionale in Consiglio! Ottimo risultato, grazie Donzel, sei stato grande. Non so, a volte penso che l’autosospensione sia tutto un pretesto per tenere sotto scacco il partito. Cosa ha detto di così grave Centoz?

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La legge è chiarissima!

19 febbraio 2014

Finora non ho fatto nomi, non mi sembra corretto dal momento che le responsabilità individuali non sono ancora chiare, ma puntare il dito contro una politica di irresponsabili invece mi sembra doveroso. Noto che i politici indagati si comportano tutti allo stesso identico modo. Tutti stanno sulla difensiva. Tutti fanno finta di niente. Eppure i soldi non si sono spesi da soli. Preferiscono parlare d’altro come se lo scandalo non avesse prodotto loro nessuna ferita. Quelli feriti e mazziati siamo ancora una volta noi: gli elettori. Quelli che pagano siamo sempre noi. Se la sono presa con l’assessore Baccega perché suo figlio ha un incarico presso il Casinò dove ha la delega, giusto e sacrosanto far notare la scorrettezza e imporgli le dimissioni, ma con che faccia possono chiederglielo? Con quale attendibilità, dopo questo scandalo, possono affrontare la maggioranza? L’unico modo per continuare a essere una minoranza credibile saranno le dimissioni di tutti i consiglieri con un rinvio a giudizio per peculato o finanziamento illecito ai partiti. Non potranno dare colpa alla legge che definiscono lacunosa e opaca: la legge è chiarissima! Allora… o non sanno leggere e quindi dovrebbero dimettersi perché è bene che gli analfabeti facciano altro o  la loro lettura segue un codice morale troppo allegro e superficiale e quindi irresponsabile e gli irresponsabili è bene che non seggano su scranni così vitali per la collettività. Daranno le dimissioni. Avranno il coraggio di fare autocritica, chiedere scusa e mettersi da parte? Lo vedremo. Avremo presto la conferma  se la politica vuole cambiare se stessa o se usa le belle parole solo e unicamente per autoconservarsi.

Ladri e delinquenti!

23 gennaio 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

In questi giorni si fa un gran parlare su giornali e TV di evasione fiscale, di quanto costa al paese, alla comunità tutta. Soprattutto ai meno abbienti che, come al solito, pagano per tutti. Proprio una di queste sere, a cena con amici toccati anch’essi in maniera più o meno pesante dalla crisi, è saltato fuori lo stesso argomento di discussione. Che però ben presto ha portato alla luce una amara constatazione. Buona parte degli amici abitavano, posteggiavano o lavoravano in alloggi, garages o magazzini affittati in nero. Parzialmente o completamente. Da anni. Alcuni da decenni. Altrettanto amaramente sono usciti anche i nomi dei “locatari”. Nomi importanti, nomi in vista, di imprenditori, di commercianti che privi di ogni minimo scrupolo ritengono che il gioco valga la candela data l’esiguità delle sanzioni, la bassa probabilità di essere scoperti e il bisogno degli affittuari. Nel frattempo questi ladri e delinquenti (bisogna chiamarli con il loro nome) continuano a sottrarre enormi somme di denaro all’occhio del fisco e quindi risorse a tutta la comunità che continua, più o meno ignara, a pagare le tasse al posto loro. Purtroppo l’entità delle sanzioni previste per l’inquilino, magari già in difficoltà per colpa della crisi, fungono da deterrente contro un’eventuale denuncia. Ma la domanda è un’altra. Nei casi specifici emersi durante la cena, si parlava di decine e decine di alloggi e di garages, di interi condomini. Di vere e proprie situazioni alla “Girardini” per intenderci, apparentemente di dominio pubblico ma altrettanto apparentemente ignorate dalle istituzioni che dovrebbero vigilare. Come è possibile un tale disprezzo, che non si tenta nemmeno di dissimulare, per le leggi e per le regole? Migliorare la politica è senz’altro un’intenzione meritoria ma che non può prescindere da una forte opera di moralizzazione dell’intera società che tollera e a volte persino giustifica pessimi esempi come quelli sopra citati.

Tanto pago io!

17 gennaio 2014

Si parla di feste, di cene, del pagamento dei giornali di partito con somme sproporzionate oppure di dipendenti e di locali di partito” (La Stampa). E chissà che altro verrà fuori dall’inchiesta sui costi della politica, già perché i nostri politici mica sono diversi dai colleghi nazionali, pure loro c’hanno famiglia! Le indagini sono ancora in corso perché le somme da giustificare sono ancora tante… e i partiti coinvolti tutti!