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Cartolina

9 aprile 2015

Nel sito turistico della Regione Valle d’Aosta l’immagine riportata della Porta Pretoria è quella di un tempo con tanto di piazzetta delle Armi. Allora i punti sono due: o il sito non è aggiornato ed è grave perché offre un’informazione sbagliata di un monumento, o anche le istituzioni si vergognano di mostrare ai turisti qualcosa che di cartolina ha ben poco.

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Meno lettori?

23 marzo 2015

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Buongiorno,

Le scrivo perché ho avuto modo di visionare un dato statistico relativo alla Biblioteca regionale: è interessante notare come a partire da inizio anni 2000 (dopo una crescita costante dal 1996, anno di apertura della nuova sede) vi sia stato un calo costante dei prestiti di libri nella sezione adulti che a occhio pare essersi dimezzato negli ultimi 15 anni. In calo anche i prestiti della sezione ragazzi e della fonoteca. In aumento, se pure a fasi altalenanti, il prestito in videoteca. Penso sia comunque un dato interessante anche questo per “leggere” la realtà aostana/valdostana.

Sempre meglio la tempesta!

12 marzo 2015
Giornalisti fuori!

Giornalisti fuori!

Sono la prima. Un gentile quanto irremovibile Paolo Giunti (amministratore delegato della Coup srl, la partecipata regionale) non mi permette di entrare insieme ai politici invitati. I giornalisti avranno una visita riservata loro, questioni di sicurezza. La motivazione non è contestabile anche se chiaramente fasulla: lo scavo è sicuro per 20 persone e non lo sarebbe per 25? “Avete sollevato una tempesta in un bicchiere d’acqua”  mi dice, peccato che il problema sia stato creato dalla Coup srl: è la prima volta, infatti, che alla stampa non è stata concessa la presenza. Si dà il caso che non solo gli scavi possano interessare l’opinione pubblica, ma anche e soprattutto il comportamento dei politici al riguardo. L’esclusione di oggi non permette di conoscere con utile anticipo le intenzioni e gli orientamenti politici nei confronti del sito archeologico. Quegli orientamenti che condizioneranno il futuro della città.

Questione di una manciata di minuti e mi raggiungono i colleghi delle principali testate locali. L’amministratore delega il compito della scrematura e se va inflessibile: i giornalisti devono stare fuori.

Stampa tumulata!

8 marzo 2015

Giovedì prossimo alla visita istituzionale agli scavi nell’area del futuro, speriamo mai, ospedale i giornalisti non sono stati ammessi. Strano. Non si capisce il perché e nessuno finora l’ha motivato. Gli scavi sono pubblici, l’area è pubblica, l’interesse pure… dunque? Che non vengano fuori con la scusa della sicurezza perché basterebbe fornire dei caschi e poi per cosa che è tutto piatto? Come sono stati in visita archeologi e amministratori di altre regioni così potremo andarci anche noi giornalisti. Non è mai un bel segno quando si cerca di mettere all’angolo la stampa, non certo di libertà e di trasparenza. Io ci sarò e invito i colleghi a presenziare alla visita insieme ai politici regolarmente invitati.

Silenzio di tomba!

6 marzo 2015

Nell’area che dovrebbe essere occupata dal nuovo ospedale si è scoperto, oltre al cromlech, un cumulo di pietre che parrebbe una sepoltura importante. Il silenzio che aleggia intorno alle antiche pietre preoccupa. Io di questa Sovrintendenza non mi fido. Non mi fido neppure dei politici, degli amministratori, dei dipendenti pubblici… Capisco un certo riserbo, ma qui è il silenzio tombale! Eppure una simile scoperta dovrebbe animare il dibattito culturale e non solo locale. Invece si è prudenti, si ha paura di parlare… ci sono forti interessi che cozzano contro la cultura. Si vuole minimizzare la scoperta per poi seppellirla sotto all’ospedale: giusta locazione per attirare turisti da tutto il mondo! Aspetto la campagna elettorale per vedere chi vorrà cavalcare questo difficile cavallo. Chi effettivamente crede nelle potenzialità culturali e turistiche del nostro capoluogo.

Abbonato!

13 febbraio 2015

Oltre agli abbonamenti della Saison culturelle, in Valle ci sono altri tipi di abbonamenti che fanno la felicità di qualcuno. Uno di questi “qualcuno” è il critico d’arte Alberto Fiz, così affezionato alla Valle d’Aosta da presentare ogni anno una sua mostra. Nel 2011 cura “L’infanzia nell’opera di Paul Klee”, nel 2012 “Wassily Kandinsky e l’arte astratta tra Italia e Francia”, nel 2013/14 “Universo Depero”, nel 2014/15 “Mendini – Empatie. Un viaggio da Proust a Cattelan”. Prima ancora, dal 2002 al 2004, è stato consulente della Regione Valle d’Aosta dove ha gestito gli spazi del Museo Archeologico Regionale e del Centro Saint-Bénin. A questo punto è inevitabile la domanda: perché lui? Perché sempre lui? Per quali meriti? Non mi sembra che le sue mostre abbiano attirato turisti da tutta Italia e creato code agli ingressi. L’ultima, quella su Depero, ha contato 4.714 visitatori di cui 2.760 con l’ingresso gratuito. Quella attuale sull’amico Mendini ne vedrà ancora meno ed è costata 140.000 euro. Non mi sembra neppure che ci sia un disegno che unisca le differenti proposte, piuttosto un’offerta casuale che nasce chissà come. Sta di fatto che la Valle d’Aosta (cioè noi) è per lui diventata una garanzia… voluta da chi? Uno stipendio sicuro che si aggiunge a quello di direttore del museo MARCA di Catanzaro. Calabria e Valle d’Aosta. Mare e monti. Perpetuo gemellaggio.

2° Premio Patuasia-Artisanat

31 gennaio 2015
2° Premio Patuasia-Artisanat 2015

2° Premio Patuasia-Artisanat 2015

Il secondo Premio Patuasia-Artisanat 2015 va al Maestro: François Cerise. L’opera in questione è Santa Caterina. Una figura allungata con appena qualche incisione a disegnare le pieghe dell’abito. La santa volge lo sguardo di lato come se un bisbiglio l’avesse appena distolta dall’incanto del silenzio. Tra le crespe della tonaca scorrono due steli che prendono la forma di due gigli. Delicati si appoggiano al viso di lei come a protezione. La materia è secca. Corrosa dal tempo. Il segno ruvido disegna angoli puntuti, ma quanta delicatezza in quei fiori che poggiano leggeri sullo zigomo. François Cerise è un poeta. Lo è per natura, per indole, per grazia ricevuta. Non c’è scuola che tenga: la poesia alberga nella sua anima e ce la rivela ogni anno con le parole del legno.

Meriterebbe un Museo a sé! (Ricordo che ha donato nel 2003 alla collettività valdostana 5.000 pezzi di cultura materiale riguardanti il territorio valdostano e dove sono?).