Ciao belli, ciao ciao!


E' stato bello!

Dai, ditelo che è stato bello!

Cari amici e soprattutto cari nemici, Patuasia vi saluta… pronta per nuove e mirabolanti avventure!

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56 commenti su “Ciao belli, ciao ciao!”

  1. Nemo Says:

    Cosa vuol dire? Non fare scherzi, eh…?!?!?

  2. marburg Says:

    Non è possibile!!! Proprio adesso che comincia il circo del Comune di Aosta, oltre a tutto il resto… E ci lasci senza i tuoi commenti?!? Come faremo senza il tuo punto di vista coraggioso e fuori dagli schemi? Solo la pappa precotta della stampa locale? Cosa mi leggo la mattina per sorridere e per pensare? Non ci abbandonare, o almeno prenditi solo un periodo di riposo.
    Rifletti bene!

  3. cesara pavone Says:

    Davvvvero!!!!?????
    Patrizia Perino chiede “come mai”?
    Io azzardo: 7 anni fa e fino a 2-3 anni fa con l’avvento e la diffusione degli smartphones, i blog erano un buon modo per poter far sentire la propria voce fuori dai canali ortodossi.
    Quanti ne sono nati? quanti sono sopravvisuti?
    I post di un blog se paragonati ad un tweet appaiono lunghissimi, c’è fretta ed un tweet si divorsa in un attimo
    Poi cosa dica e cosa lasci è un altro discorso…
    Certo, Patuasia è stato un blog di successo, penso sia ancora il più letto in VdA , soprattutto da chi non segue o non ha profili su altri social
    grazie per aver accompagnato le nostre giornate!

  4. Roberto Mancini Says:

    Si, è stato bello.
    Però capisco che tu ti senta logora. Quelli come LaTour/Girouette invece non si stancano mai.
    Che sia per quello che vincono sempre?
    Mah….
    Fammi sapere eh?

  5. Ugo Says:

    È una grave perdita per la nostra regione perché eri l’unica voce fuori dal coro, l’unico modo per potersi fare delle idee diverse da quelle “imposte” alla stampa dal regime unionista. Una voce libera che come tale ha tutto il diritto di smettere di denunciare, probabilmente logorata dagli insulti o dalla mediocrità della maggior parte delle persone che vivono in questo posto.
    Mi auguro che Patuasia rappresenti il seme di un nuovo modo di pensare e che presto possa germogliare sotto qualche altro nome: questa sarebbe una grande vittoria.

    Per il resto… La vita è breve. Avvelenarsela per gente che non merita, penso non ne valga la pena. Pur se dolorosamente, condivido la tua scelta.

  6. Ya basta Says:

    Grazie per quello che hai permesso in questi anni. Abbiamo letto e potuto commentare quello che la stampa di regime non può dire. Capisco che un’esperienza ha una in inizio e un termine. Divertiti

  7. Anna Says:

    Spero non sia un addio definitivo, ma solo una pausa per riprendere la carica necessaria. Capisco quanto impegno sia necessario per portare avanti tutto questo. La ringrazio per quanto ci ha dato.

  8. exit-paul Says:

    Spero di rileggerti.
    Intanto, grazie per aver stimolato il dibattito e, qualche volta, una sana polemica in questa povera Valle.

  9. Ugo Lucio Borga Says:

    Una voce critica, tagliente, opportuna. Patuasia ha avuto il merito di mettere nero su bianco quel che molti pensano senza osare dirlo per timore delle conseguenze. E che delle conseguenze ci siano, nel denunciare la pochezza della politica non solo nostrana, è fuor di dubbio. Il coraggio vale mille qualità e senza sono inutili tutte. Speriamo sia solo una pausa, meritata.

  10. bruno Says:

    Ciao, bella, e grazie di tutto!

  11. Plucio Says:

    Grazie Pat
    nonostante la distanza mi avete fatto partecipare a questo grande “dérangement”,
    Ancora grazie a tutti per le vostre opinioni, per fortuna divergenti :=P

  12. Bruno Cavallaro Says:

    nonostante gli undici commenti che mi precedono, io non riesco a crederci. Non posso credere che Patuasia blog possa cessare l’esistenza. Letto il post di Patrizia, neppure lontanamente avevo interpretato una possibile chiusura di questo spazio; vi ho visto un ulteriore guizzo di creatività, una sorta di teaser pubblicitario preliminare a nuove trovate di comunicazione intelligente. E ancora non smetto di pensare che Patuasia – il blog – c’è, a disposizione di chi non ha smesso di esistere fuori dal gregge, comunque.

  13. guadonelguano Says:

    Sacrosanto il diritto di chiudere i battenti. Ora tocca il passaggio del testimone, largo ai giovani quindi…ma dove sono? E ce n’è qualcuno capace di fare non di più ma almeno altrettanto di quanto fatto da Patuasia? Io personalmente non credo, non qui in Valle. Che desolazione. Che peccato Pat, che si spenga la luce senza che qualcuno sappia ritrovare l’interruttore.

  14. Bisker One Says:

    Ah, allora non ero l’unico a NON aver interpretato questo post come un addio. Come Bruno Cavallaro, non penso proprio che Patuasia molli così l’unica voce davvero indipendente che abbiamo qui in Valle d’Aosta.

  15. GG Says:

    Nenche io ho capito. Qualunque sia la decisione, definitiva o temporanea, comunque grazie Patuasia, unica limpida voce fuori dal coro dei belati valdostani. Breve o lunga che sia l’assenza, ci mancherai molto.

  16. Il Pretoriano Says:

    @Gentile Patuasia,
    Lei vuole chiudere il blog….!
    Per caso, non è che Le hanno fatto una proposta, che come si dice in gergo “che non può rifiutare”? Vorranno chiuderLe la bocca, ma non potranno cancellare quello che Lei ci ha insegnato in questi anni, ovvero stare vigili e documentarsi SEMPRE per stare col fiato sul collo ad una classe politica che si è dimostrata inetta, corrotta e non all’altezza della fierezza di noi valdostani.
    Per favore non molli, resti al Suo posto e noi saremo al suo fianco…basta chiamare!

  17. piera Says:

    Non sempre ho condiviso le tue posizioni, ma ho sempre apprezzato questo angolo di stimolante discussione che ha riunito, anche se solo virtualmente, persone con la voglia di capire.
    …ma alle ” mirabolanti avventure “.. siamo invitati?

  18. FlaBi Says:

    Cara Patuasia, incrociando le tue parole con la foto ed i commenti, mi sembra di essere dentro la pagina di un romanzo un po’ surreale alla Garcìa Marquez, in cui il protagonista, vivo e e vegeto ma da tutti creduto morto, osserva da dietro una colonna, con un sorriso sornione e beffardo, il suo stesso funerale. Così mi piace prendere sul serio le tue parole ad attendere fiduciosamente le tue nuove e mirabolanti avventure. Spero almeno in una metamorfosi, se non in una riapertura del blog. Altrimenti la nostra povera Vallée perderebbe una voce libera, ahimè più unica che rara nel nostro soffocante contesto. Grazie per quel che hai fatto finora, anche quando non ho condiviso. E grazie per quel che farai.

  19. Bruno Cavallaro Says:

    @FlaBi a me era venuta in mente subito la canzone di Jannacci … si potrebbe andare tutti quanti al tuo funerale …
    ovvio che lei non viene.

  20. Pierre_1 Says:

    non si può chiudere un blog che funziona così bene !!!!!

  21. Elio Says:

    Non avete fatto caso che il sito di Patuasia è sempre in funzione, dato che noi continuiamo a inviare i commenti e questi vengono automaticamente pubblicati?

  22. poudzo! Says:

    Cara Patuasia come TI CAPISCO! alla fine daie oggi daie domani il cervello chiede AIUTO!! a volte basta una lunga pausa,a volte NO. Mai forzare troppo,ti fotti la salute come il sottoscritto,da veri imbecilli.

  23. libero Says:

    l blog più letto della Valle d’Aosta chiude e i giornali non danno la notizia? Questo mette in chiaro che i giornalisti preferiscono occuparsi di capre! Tutto onore a te Patuasia.

  24. Ugo Says:

    Concordo con libero… Mi sembra davvero vergognoso che nessun giornalista abbia dato notizia di ciò considerando il ruolo che questo blog ha avuto nella nostra piccola regione. Mah…

  25. Andrea Says:

    Chi è capace di fare quanto hai fatto ha un’ energia e una passione che si porta dentro. Difficile smettere …

  26. guadonelguano Says:

    E sei i giornalisti ne avessero dato notizia probabilmente Ugo e compagnia avrebbero scritto ‘che vergogna i giornalisti, appena Patuasia ha chiuso i battenti non hanno perso tempo per darne notizia e farsi veder belli dai potenti’, o roba del genere. Con voi, divoratori di giornali capaci solo a criticare chi li scrive, si vive sempre la storia del vecchio, il bimbo e l’asino.

  27. rinaldo Says:

    Non capisco, sarò ingenuo, ma non vedo scritto che Patuasia scompare…
    Ok, dice che è stato bello!, ma anche che è pronta per nuove e mirabolanti avventure…

  28. Ugo Says:

    No caro guadonelguano. Perché che piaccia o meno la chiusura (definitiva, provvisoria) di Patuasia è una notizia e come tale sarebbe stato opportuno darla, magari chiedendo a Patuasia stessa i perché della decisione.
    Insomma, non stiamo parlando del blog dell’oratorio, ma di un blog che in poco più di 6 anni ha fatto 3 milioni di visite ed è (era) l’unico a fare delle serie analisi politiche.
    Quindi se i giornalisti avessero dato la notizia avrebbero semplicemente fatto il loro dovere!

  29. Bisker One Says:

    @rinaldo
    Mi sa che ad essere ingenui siamo in tre: ci sono pure io assieme a Bruno Cavallaro. Probabilmente Patuasia è solo andata in vacanza per un po’.

  30. Anna Says:

    Invece di fare le comari, parlate di qualcosa. Per esempio la nomina degli assessori al Comune di Aosta. Oppure un argomento interessante potrebbe essere la nomina alla SISTRAB di tal Omar Vittone, che già aveva fatto tanto parlare per la nomina alla RAV nel 2012. Ma, a parte tutto quanto detto nel 2012, la Regione non aveva stabilito il divieto di nomina di pensionati, e il personaggio in questione lo è (almeno era scritto sui giornali dell’epoca) nelle società partecipate?
    http://www.gazzettamatin.com/sezione.php?sez=4&art=13168
    http://patuasia.com/2012/04/19/stato-di-inquietudine/

  31. guadonelguano Says:

    E sia, Ugo, posso concordare con lei. Però non si può negare che il tiro al giornalista sia uno degli sport preferiti in Italia, trasversale e accanito. In realtà, per dirla con Montalbano la quasi totalità dei giornalisti non ne possono nulla se certe notizie non escono. Sono dipendenti, ripeto per i duri di orecchie: di-pen-den-ti a busta paga con più o meno regolare contratto di lavoro (spesso nemmeno quello) che sottostanno a capiservizio, direttori ed editori. Incazzarsi con i giornalisti se la stampa non è libera è come incazzarsi con i carabinieri del Radiomobile se la mafia non è ancora stata sconfitta,

  32. frettaZero Says:

    Dai, non buttatevi giù, che qualcosa si muove. E scusate se per ora possiamo darvi solo gattini ciechi.
    Un arrivederci a Patuasia, che sicuramente riapparirà sotto altre spoglie e con cui auspichiamo un proficuo rapporto, sperando che la nostra alopecia linguale non l’abbia offesa.

  33. poudzo! Says:

    Guadonelguano HA RAGIONE e lo sanno tutti che è cosi che gira il mondo.

  34. Bruno Cavallaro Says:

    Commento n. 34: scrivo per tenere accesa la fiaccola.
    Ricordo che una ventina di anni fa frequentavo una piccola comunità/comune di sannyasins (i discepoli/amici di Osho Rajneesh). Mi ci trovavo talmente bene che vi frequentavo volentieri spesso i fine settimana: buon cibo, bell’ambiente, possibilità di meditazioni di gruppo. Poi, i due ex coniugi che avevano trasformato la loro villetta in comunità/comune, nel Varesotto, decisero di trasferirsi in Thailandia. E chiusero tutto. Ci rimasi male, ho creduto che non fosse nel loro diritto riprivatizzare uno spazio divenuto ormai “pubblico”.
    Anche Patuasia-blog non mi sembra un oggetto privato …

  35. Anna fosson Says:

    Democrazia è avere e sentire voci “fuori dal coro”, per cui mi mancherai, Patuasia, anche se spesso non ho condiviso i tuoi pensieri. E poi, caspita, che bello veder scrivere in italiano…quello vero con congiuntivi giusti!

  36. Luigi Martin Says:

    Patrizia, fustigatrice unica! La lettura dei tuoi commenti, come quelli di Mancini e di Bruno, anche se non sempre da me condivisi, erano una piacevole abitudine. Lasci un vuoto. Peccato. Con la tua intelligenza, la tua cultura e la tua caparbietà rifarai ora nuove mostre e scriverai nuovi libri. Questo é il mio augurio, sincero.

  37. Bruno Cavallaro Says:

    persisto, nella mia ingenuità, a non accodarmi al corteo funebre

  38. Bruno Cavallaro Says:

    da “Lettere dalla Kirghisia”, di Silvano Agosti.
    Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili. La produttività si è così triplicata, dato che una persona felice sembra essere in grado di produrre, in un giorno, più di quanto un essere sottomesso e frustrato riesce a produrre in una settimana. In questo contesto, il concetto di “ferie” appare goffo e perfino insensato, qui dove tutto sembra organizzato per festeggiare ogni giorno la vita.

  39. Nemo Says:

    Qualcuno la Kirghisia l’ha trovata anche qui.

  40. Bruno Cavallaro Says:

    quella dei mafiosi e dei politicanti non è creatività, ma ottusità di mente. Sono in craving costante di emozioni per sentirsi vivi, magari lavorano 3 ore di giorno ma dormono imbottiti di tranquillanti e il loro benessere è chimico. Faranno la “bella vita” ma sono di un paesaggio interiore desolante

  41. Ludovico Einaudi Says:

    Amen

  42. Bruno Cavallaro Says:

    Giorgio Gaber ci avrebbe da dire: di destra, di sinistra, di centro o nessuno dei tre, ma in Italia tutto finisce in un amen.

  43. Bruno Cavallaro Says:

    Seconda tranche di Mafia Capitale, e Patuasia tace. Si inaugura ad Aosta la nuova consigliatura, e Patuasia tace.

  44. Bisker One Says:

    @Bruno Cavallaro
    Comincio a perdere le speranze. Mi sa tanto che Patuasia ha davvero chiuso baracca e burattini.

  45. Bruno Cavallaro Says:

    @Bisker One questa è ancora la sua casa e noi siamo i burattini che le teniamo caldo il focolare finché Tecnologia lo permetterà

  46. Bruno Cavallaro Says:

    L’avanzata di Isis verso Baghdad, con gli ingegneri idrici che intervengono sulla diga di Ramadi per prosciugare l’Eufrate, reiterando quanto più volte fatto in passato, è una dimostrazione ulteriore che la Storia non è finita.
    … e Patuasia tace.

  47. GG Says:

    La Vallée di ieri conferma la chiusura, auguri a patuasia per la nuova attività, condoglianze a noi…

  48. Bruno Cavallaro Says:

    Dopo una nottata temporalesca e semi insonne spalanco il browser al risveglio e mi ritrovo vis-à-vis con Giorgio Gaber (GG) che mi porge dall’aldilà un annuncio della Pravda salassa sulle reali condizioni di raucedine di Patuasia: così inizia la mia domenica in questa isola salassata.

  49. Bruno Cavallaro Says:

    il “blocco del turn-over” spiegato a un bambino

    piaccia o non piaccia, se non sei figlio di genitori ricchi, ti serve un lavoro per poter vivere con lo stipendio. Quando 5 anni fa sono stato obbligato a cambiare posto di lavoro mi sono presentato ai nuovi colleghi. Una di loro aveva raggiunto l’età per la pensione, e il giorno seguente andò in pensione e io non la vidi più. Un altro dei miei nuovi colleghi, purtroppo era ammalato da tempo. Da oltre un anno non lavorava, per una leucemia (una grave malattia) e da lì a un altro anno sarebbe morto, senza mai poter ritornare a lavorare. Un’altra delle mie colleghe, proprio lo scorso lunedì è andata in pensione, ha raggiunta l’età per non dover più lavorare. Altre mie due colleghe, lo scorso anno hanno chiesto e ottenuto di lavorare di meno – part-time, a tempo parziale – per motivi giustificati. Quindi, da quando 5 anni fa ho iniziato a lavorare in questo posto, c’è stata, da una parte una sottrazione (meno persone), dall’altra un invecchiamento di me (addizione di anni). Ho quasi 60 anni.
    Lo scorso giovedì, una capo della ditta per cui lavoro ci ha riuniti tutti e ci ha detto che “in base ai calcoli fatti” il personale è più che sufficiente.

    Questo significa “blocco del turn-over” in pratica: persone che non hanno mai messo piede lì dove lavori si arrogano il diritto di decidere che a quasi 60 anni puoi sostituire più di due persone tutte insieme. Al bambino direi: “questo si chiama Capitalismo”

  50. giancarlo borluzzi Says:

    Sono dispiaciuto.
    Patuasia è stato un esempio di quel coraggio di esprimersi criticamente che in questa valle di servi manca alla stramaggioranza dei residenti, per natura ipotonici.
    Sarebbe bello se qualcuno prendesse in mano questo blog, chiamandolo magari “Patuasia due”, con lei che interviene quando le sfagiola.
    Io lo vedrei diversamente impostato, togliendo incombenze quotidiane a chi lo facesse suo: permettere che gli argomenti siano proposti da ogni utente.
    Il blog di Patuasia rispettava l’abito mentale della padrona, ma ci sono temi diversi che, proposti da chicchessia, possono essere graditi.
    Resta il problema della responsabilità del capoblog, ma se tutti sono accorti non dovrebbe essere un gran problema.
    Chi si fa avanti?

    @Bruno Cavallaro, qui nato in articulo mortis.
    L’economia può essere diretta dallo Stato o appannaggio della libera iniziativa.
    La prima ha bestialmente fallito, fatti una ragione del fatto che la seconda ha le sue regole.
    Discorso credo ostico per un già frequentatore di “comuni”.
    Di passaggio: quanto scritto sui kirghizi è pura fantasia.

  51. Bruno Cavallaro Says:

    @giancarlo borluzzi tutto mio è il piacere di raccontare mille e una nota, accomodato nella comune di quell’araba fenice di Patuasia. La ditta per cui lavoro è la Sanità pubblica, che non pecca proprio di Santità (riascolta l’intervista di Fazio a Gino Strada, io concordo parola per parola con Gino). Rispetto alla Kirghisia, so che non si tratta del Kirgizstan, ma era un mio outing sulla mia ingenuità: a metà libro stavo per lasciare tutto per andare in Kirghisia.

  52. Il Rapsodo Says:

    Cara Patuasia mentre tu annunciavi di sospendere il tuo blog un altro momumento alla satira (televisiva) David Letterman andava in Pensione. Ecco lui ha lasciato per raggiunti limiti d’età mentre tu lasci per raggiunti limiti di sopportazione? Ma poi il tuo è un vero addio o farai come Frank Sinatra che fece tre anni di concerti come ultimo concerto di addio al pubblico. Ciao e aspetto, se vuoi, una tua risposta. Il Rapsodo

  53. Bruno Cavallaro Says:

    http://www.lastampa.it/2015/06/10/edizioni/aosta/spaccio-di-cocaina-ad-aosta-denunciate-due-donne-l4RUYFW2dxHFhu7Jo4bs3K/pagina.html

    (le case sfitte vanno usate creativamente. Questo blog è una casa sfitta accogliente.)

    “Spaccio di cocaina” andrebbe in realtà letto: “truffa”. Se andate a comprare le sigarette e vi danno un barattolo di Vinavil vi sentireste truffati. Così vi dovreste sentire se al posto di eroina da iniettare vi danno calce, topicida e un pizzico di cocaina.

  54. Ludovico Einaudi Says:

    Topicida? Calce?
    A Bru… Ho capito la casa sfitta, ma che cazzo stai addì?

  55. Bruno Cavallaro Says:

    @Ludovico Einaudi il levamisolo è un antielmintico usato sia in veterinaria sia in medicina umana. Un giorno sì e tre no c’è un tossicomane che va in overdose o ha crisi epilettiche a volte fino al coma in Pronto soccorso. Questo a causa del taglio, con levamisolo o altri farmaci, con calce, anche con topicida. Ci sono valdostani che vanno a Torino o a Milano a comprare eroina o cocaina e di eroina o di cocaina ce ne è veramente poca dentro. Al contrario, se compri del vino, dell’whiskey, delle Marlboro o un gratta&vinci, ti avveleni ma sai cosa prendi. E’ un discorso che rimanda alla legalizzazione e all’antiproibizionismo (criminale e criminogeno).

  56. Bisker One Says:

    M’aspetterei, a questo punto, che Patuasia riprendesse le redini del suo blog per qualche commento sul ribaltone in consiglio regionale, e sul bacio di Giuda che l’imperatore ha appena dato al piddì – come fece coi berluschini: accolti in maggioranza a metà legislatura, spariti dalla scena politica la legislatura dopo.


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