Archivio per dicembre 2009

Gli auguri del Presidente per il 2010

31 dicembre 2009

IU! IU! IU!

Cari elettori e care elettrici, permettetemi di dire qualunquamente che questa crisi è una minchiata assai! Ma quali criiisi? Faccio un esempio calmo calmo: IU! IU! IU! Cazzu cazzu, dichiarai il mio reddito che, infattamente, è più di un milllione di euri: è crisi questa? Nooo certo! E che ci posso fare, se in Valle dicono (che si lavassero la bocca con la varechina) che è aumentata la povertà, ecchissono IU? San Gioggioeggiacomo? Tralaltramente IU! IU! IU! senza indugi, continuerò a commannari e a coprire di cemento sopra e sotto che questo, e lo dico a quelli che non gli sputo se no li profumo, si chiama PROGRESSO! N’tukulo chi non capisce!

Buon Anno ai miei elettori, degli altri mi fotto.

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La mia Valle è la mia banca!

30 dicembre 2009

La mia valle è la mia banca e il mio conto sale ancor più su la la la la...

Il principe dei parolai, pardon, dei parolieri italiani, tal Mogol è il nuovo autore milanese della canzone ambasciatrice di nos-atre. Scordiamoci Montagne Valdotaines del parigino Alfred Roland (ma come la mettiamo con l’articolo 8 della legge regionale 16.03.2006 n. 6 che l’ha adottata quale inno ufficiale della Regione Autonoma della Valle d’Aosta?) e partecipiamo al languore delle parole della “La mia valle“. Che, come l’isola di Peter Pan, non c’è. Augusto Rollandin si è dimostrato entusiasta dell’opera che ha nobilitato al rango di diplomatica della nostra Regione. La canzonetta parla di valli verdi e belle, di cavalli (che la Fontina si prepari con il latte di cavalla?), di boschi e silenzio, di aquile e di pace, di aria pura e di castelli… , stucchevoli luoghi comuni che cozzano con la politica ambientalista del nostro Attila. E’ stata da pochi giorni inaugurata la funivia più alta d’Italia, un’opera dispendiosa e inutile che darà fastidio, oltre che agli alpinisti veri e agli amanti del paesaggio, pure alle aquile. Per la pista dei campionati del mondo che si sono svolti altrove, sono stati sradicati migliaia di alberi a La Thuile. Il blu e il silenzio saranno inquinati dal frastuono puzzolente degli aerei che atterreranno nel futuro aeroporto Corrado Ex, l’aria pulita sarà ammorbata dai gas dell’inceneritore. La creazione mogoliana conclude con: La mia valle è la mia chiesa e io vivo qui. Sarebbe stato più opportuno sostituire chiesa con banca!

Curiosità: parrebbe (usiamo il condizionale) che il Signor Mogol sia stato ospitato dall’intera collettività aostana alla modica cifra di 15.000 euro, ma non insistiamo ché l’ammontare esatto della somma è difficile da individuare tra i meandri delle spese di rappresentanza.

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La vergogna più alta d’Italia!

28 dicembre 2009

Ma che cazzo vuoi che me ne freghi della spiritualità della montagna!

Un’inaugurazione che sarebbe quasi passata inosservata, se non ci fosse stata una valanga a travolgere tre  sciatori. Le tragedie, si sa, attirano più i media dei tagli dei nastri e questa ha rivelato l’ennesima vergogna che ammanta le nostre montagne. Diciotto milioni di euro sono stati spesi totalmente dalla Regione autonoma Valle d’Aosta per finanziare un nuovo mostro: il Funifor Passo dei Salati-Indren. Un impianto targato Monterosa Ski che partirà dai  2970 metri dal Passo dei Salati per raggiungere, in cinque minuti, i 3275 metri del ghiacciaio di Indren. La Società è euforica: con i soldi nostri farà felice molti spericolati sciatori che potranno “raggiungere il paradiso di neve fresca nel cuore del Monte Rosa, perla selvaggia del Monterosa Ski“. Non ci sono piste battute, il paradiso è riservato ai freeride, gli appassionati del fuori-pista. L’impianto (due cabine di 60 posti l’una), segue un tracciato tutto valdostano perché il Piemonte aveva detto no al progetto per motivi di impatto ambientale. Il 14 aprile 2006, il Presidente della Commissione centrale di tutela dell’ambiente montano del CAI, il dottor Giorgio Maresi, firmava un documento indirizzato al competente ufficio della regione Valle d’Aosta in cui spiegava le ragioni dettagliate di un simile rifiuto. Oltre al rischio di valanghe e al pericolo geologico, il dottor Simone Guidetti, dell’Ufficio Tecnico Ambiente, ricordava che l’ipotesi di ampliamento degli impianti da sci, proposta dalla Monterosa SpA, andava in direzione opposta alle politiche di sviluppo sostenibile del territorio montano definite dalla Convenzione delle Alpi, sottoscritta dall’Italia, e auspicate dalla Comunità Europea. Senza il partner piemontese la Valle d’Aosta è andata avanti da sola, fregandosene bellamente dei pareri autorevoli dell’Arpa Piemonte, del Corpo forestale dello Stato, del CAI e soprattutto del fatto che il paesaggio violato fa parte di un SIC (sito di importanza comunitaria), istituito specificatamente per la salvaguardia degli ambienti glacio-nivali delle pareti sud del Monte Rosa. In un SIC è vietata ogni nuova edificazione e ogni trasformazione del territorio, come sia stato possibile aggirare simili norme dovremmo chiederlo ad Aurelio Marguerettaz che questa sera, in occasione della consueta conferenza stampa di fine anno, si è complimentato pubblicamente dell’opera appena inaugurata. Proprio lui, l’assessore regionale al Turismo, che solo questa estate blaterava contro l’immagine consumistica della montagna, contro l’idea di un luna park alpino privo di valori e spiritualità!  E che cos’è questa funivia, se non un monumento al disprezzo del vero alpinismo? Disprezzo che si estende alle associazioni ambientaliste e alpinistiche che non sono mai state interpellate: è questa la trasparenza di cui si sono riempiti la bocca i diversi assessori regionali in questa sera di fine anno? La funivia funzionerà per coloro che praticano il fuori-pista: è facile prevedere quindi un’utenza ridotta, tale da non portare una sufficiente reddittività all’impianto da eludere gli inevitabili debiti di esercizio. Altro debito annunciato che si somma a quello del Casinò e che si sommerà a quello del futuro aeroporto.

L’allegra brigata, questa sera a Palazzo regionale, ha sfoggiato il solito ottimismo e la consueta bonomia delle frasi fatte. Ma bastava guardarli in faccia per capire: hanno volti eloquenti.

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Gli auguri del Sindaco per il 2010

27 dicembre 2009

 

Le roi des ponts

Salve, sono il Sindaco, meglio conosciuto come l’omino del Ponte! E da un ponte auguro a tutti i valdostani un nuovo anno di bestemmie su quattroruote. L’anno nuovo non mi vedrà nei panni del Sindaco, ma, forse, in quelli di assessore ai Lavori pubblici. Per il piacere di grandi e piccini, continuerò a farvi giocare con i birilli e a far girare la testa con le rotonde… che si rimane sempre bambini in fondo no? Tanti auguri!

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Le palle di Natale

24 dicembre 2009

Buon Natale!

Siamo agli sgoccioli ormai e non possiamo più divagare: ci tocca fare gli auguri! Noi, gli antipatici di Patuasia news, non ci lasciamo facilmente contaminare dalla cosidetta magia del Natale, per il semplice fatto che della magia abbiamo un’altra percezione. Non troviamo incantevole la piazza trasformata nel set di Chicken run, intrappolata da sedie scolorite e dalla onnipresente televisione in formato gigante. Niente di fatato nei simil-babbi natale che circolano per le vie, perforando i timpani con isteriche campanelle. Siamo rimasti indietro, all’atmosfera pacata e silenziosa della sobrietà. Al silenzio ovattato che regala il freddo. All’intimità di una candela. Siamo vecchi dinosauri e detestiamo senza pietà le centinaia di babbini natalini che si arrampicano ai balconi dei condomini e delle villette a schiera, con un mese di anticipo! E che vi restano attaccati fino all’estate! Gran successo commerciale, ma con la magia che c’entrano?

BUON NATALE!

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Augusto Paperone

23 dicembre 2009

Il nostro Presidente della Giunta, Augusto Rollandin, non solo fa il pieno di voti, ma anche di soldoni! Dalla sua dichiarazione dei redditi del 2008 risulta, infatti, un fatturato lordo di € 1.081.082,00. Complimenti!

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Buon Natale cucciolo!

23 dicembre 2009

Se adesso mi metti sotto l'albero non è che poi mi scarichi su una strada!

Nei negozi di animali, in questo periodo, abbondano i cuccioli. Molto spesso arrivano da pseudo-allevamenti dell’est; costretti a viaggi allucinanti, arrivano in Italia stremati e in pessime condizioni, non sono pochi quelli che muoiono durante il tragitto. Il loro costo è basso e per questo i commercianti di animali li preferiscono ai nostri allevamenti, anche se la “qualità” del “prodotto” è inferiore. Un mercato vergognoso che aggiunge una macchia nera nera sull’anima già sporca del genere umano.

Regalare un cucciolo fa felice un bambino, noi speriamo che faccia felice anche il cucciolo.

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