Archivio per giugno 2010

Voglia di andare al mare

30 giugno 2010

Alla presentazione del dossier sull’Affaire Mont Blanc, oltre alle interessanti informazioni che l’Associazione Libero Pensiero ci ha presentato al riguardo, ho potuto constatare ancora una volta l’assenza della politica. Gli unici rappresentanti di un movimento politico erano in due: Dina Squarzino e Alberto Bertin di Alpe, degli altri partiti di opposizione nessuna traccia. L’attenzione verso il territorio che tutti invocano, quasi quanto la vocazione turistica di Aosta, nei fatti si traduce più che altro in un’imprecazione. In una scocciatura! Eppure che un gruppo di cittadini si sia messo d’impegno per cercare una verità nei futuri e succulenti appalti pubblici nel nostro capoluogo, dovrebbe risvegliare, nei politici di professione, una certa curiosità. Orientare le loro responsabilità verso le intelligenze oneste che sempre sono lasciate sole, per non lasciarle sole. La politica segue invece altre strade e sono strade vecchie. Sono strade di carta, di compitini ben svolti, di chiacchiere fra amici-parenti al bar. Nessuna reale passione trapela sotto la trasversale maschera dell’impiegato. Non si stupisca allora dell’assenza di partecipazione, della svogliatezza, delle schede bianche, di quelle nulle e della gran voglia di andare al mare!

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La storia si fa in casa

30 giugno 2010

Questo post è un esempio piccolo piccolo, ma significativo di come funziona la Valle d’Aosta e di come se ne scrive la storia. Mi sento di farlo perché spesso sono le vicende più banali che incuriosiscono il più largo pubblico e che meglio comunicano il “regime” in cui stiamo vivendo. Per questo, e solo per questo (la mia anima ha digerito tutto perché ho un’anima grande), ho deciso di scrivere di me.

Alla presentazione alla stampa della mostra “L’Adret et l’Envers” di Andrea Granchi a cura di Alessandro Parrella, tenutasi all’Accademia delle Arti e del disegno di Firenze, fra gli interventi di rito quello del neo-sindaco di Saint-Rhémy-en-Bosses, Corrado Jordan, spicca su tutti. Alle formalità tipiche dell’occasione, Jordan aggiunge la negazione di un periodo importante per il suo Comune: quello che include la nascita dello spazio espositivo del Castello e dei cinque anni consecutivi. (L’apertura del castello è stata inaugurata dalla sottoscritta con una mostra di artigianato dei partecipanti ai vari corsi della Coumba Freide.). Così, secondo il comunicato stampa del Bureau de Presse, Corrado: “ha ringraziato Edi Avoyer, suo predecessore per aver intrapreso il percorso che attraverso le esposizioni del pittore parigino Norbert Verzotti e poi di Dario Ballantini hanno consentito a un vasto pubblico di avvicinarsi con un approccio diverso allo splendido borgo di Saint-Rhémy”. Con questa affermazione il neo-sindaco ha cancellato cinque anni di storia del suo Paese! Le dieci esposizioni che ho curato negli anni di collaborazione con il Comune, per lui non contano niente. E non lo dico per difendere il mio lavoro, ma per rispetto verso tutti coloro che in quegli anni hanno presentato le loro sensibilità attinte dal territorio. Sì, perché lo sforzo da me intrapreso e poi gettato ai rovi, è consistito proprio nel cercare di conferire un’identità culturale al Castello, un genius loci che avesse radici nel contesto: vuoi della Comunità Montana vuoi della Valle d’Aosta. Sono persona sgradita al Potere e quindi debbo essere messa ai margini e dimenticata. La verità sacrificata agli umori dei politici. La storia fatta in casa come la grappa. Sono certa che il Signor Jordan non ce l’ha con me, ma questo non alleggerisce la gravità della sua dichiarazione, soprattutto verso i suoi compaesani.

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Cheneil non si tocca!

29 giugno 2010

Cari nipoti, posso dirvi che in Valle ho contribuito alla costruzione di centrali, inceneritori, ascensori, strade, funivie..., tutto in nome dello sviluppo sostenibile e del turismo dolce!

Secondo Valerio Cappelletti (presidente della Consorteria di Cheneil, amministratore delegato delle funivie Cime bianche di Valtournenche, amministratore delegato della Edil Cervino, membro esperto del paesaggio (sic!) nella commissione edilizia del Comune di Valtournenche ecc ecc), la Conca di Cheneil, definita una perla delle alpi, così com’è e cioè nel suo stato incontaminato, sarebbe una rovina (per gli affari). Per darle un senso (per poterla sfruttare pienamente), occorrono un ascensore e una strada larga tre metri; progetti già approvati dalla Regione, la stessa che in altri casi si appella al concetto di turismo dolce ed ecosostenibile. Vi ricordo l’intervento di Manuela Zublena, assessore all’Ambiente e Territorio, nel recente convegno “Esperienze di confronto di turismo alpino. Innovazione e buone pratiche. Cultura alpina a confronto”, dove ha presentato come esempio di eccellenza il progetto di Saint-Marcel, cioè: “un turismo dolce, sostenibile, che nasce in modo semplice dalla popolazione, non calato dall’alto, capace di esprimere il paese nelle sue diverse componenti. La Valle d’Aosta non è stata esente in passato da una certa deriva nella tutela del paesaggio, in particolare nell’edificazione. Il turismo di quegli anni ha stravolto il tessuto sociale. Questo nuovo progetto va in senso inverso: respinge le velleità di speculazione edilizia, non incentiva grandi strutture, promuove la valorizzazione di ciò che c’é, favorisce la riscoperta del territorio e il recupero del patrimonio. (ANSA).  Invece l’ascensore e la strada di Cheneil sono calati dall’alto! Incentivano la speculazione edilizia, stravolgono il paesaggio, senza nessun rispetto per la popolazione che si è dimostrata contraria alla loro realizzazione. Non sono bastate le firme, gli appelli degli intellettuali, le marce, lo scempio si farà! Grazie.

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Il disegno delle mutande

29 giugno 2010

Sembra che avere a che fare con l’Union implichi per forza un calar di brache. Se ieri le mutande le esibivano quelli con il marchio PD, oggi lo spettacolo viene offerto dai nuovi protagonisti della scena politica di maggioranza firmati PdL. Il nuovo spogliarello ha suscitato e suscita reazioni altrettanto vivaci. Motivo della polemica è il dissenso nei confronti della posizione critica, sostenuta anche dal PdL locale, verso la manovra finanziaria del Governo. Secondo i contestatori, Dario Frassy, Eddy Ottoz, Giancarlo Borluzzi, Pasquale Siciliano e Orlando Navarra, il partito avrebbe dovuto rispettare le linee politiche nazionali e non cedere agli interessi autonomisti dell’ UV; secondo Massimo Lattanzi, capogruppo del PdL, e Alberto Zucchi, vice coordinatore, i “trombati” non avrebbero capito che la politica del PdL è cambiata in senso autonomista e federalista per salvaguardare gli interessi della comunità valdostana. Insomma, sembra che avere a che fare con l’Union, paradossalmente si perda in unità, a tutto vantaggio dell’Union.

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Grimod a tutta birra!

29 giugno 2010

Altro calcio in culo per Grimod!

L’Omino coi baffi in pensione non ci va. Grimod è stato nominato presidente dell’Aps (Azienda pubblici servizi) e noi, di Patuasia news, l’avevamo previsto! Come avevamo previsto Giordano sindaco! E come avevamo visto l’ombra lunga di Mogol in quel di Cittadella dei Giovani: ci facciamo paura da soli!

Da sindaco a presidente di una società a totale partecipazione pubblica con 80 dipendenti, grazie alle capacità maturate nel decennio da Primo Cittadino. Alla solida esperienza al servizio della collettività. Lo affiancano persone altrettanto collaudate e scelte fra i quattro partiti della coalizione destrista: Scoffone della Stella alpina, Bracci del Pdl, Musso della Fédération e Calchera dell’Uv. Tutti insieme appassionatamente per mettere in moto la macchina amministrativa che per il momento va avanti a suon di calci in culo!

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La prova del nove

28 giugno 2010

Quelli dell’Alpe sono come le vedette, nel senso che gli piace stare a guardare. A distanza di qualche mese dalla nascita, del giornale che dovrebbe essere lo strumento del partito, non se ne sa ancora nulla. Tutto è fermo sul chi-sarà-il-direttore? Eppure la strada per uscire dall’impasse dovrebbero conoscerla. Non sono forse quelli che sventolano fieri la bandiera della meritocrazia? Quelli della trasparenza e dell’onestà? Quelli del nuovo modo di fare politica? Allora what’s the problem? Che bandiscano un bel concorso per titoli e su invito e voilà che tutto si risolve. Ma, forse, la semplicità della soluzione e, soprattutto, l’eventuale, inusuale coerenza che in politica scarseggia assai, non piace neppure a loro.

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Alla luce del sole

28 giugno 2010

Dalle dichiarazioni espresse dal presidente della Giunta, Augusto Rollandin, sul dossier “La Regione Valle d’Aosta e la società Saint-Bernard: un coup de foudre sul parcheggio dell’ospedale”, redatto dall’Associazione Libero Pensiero, emerge chiara la presunzione di chi ha il potere dalla sua parte. Così ha dichiarato dalle pagine della Stampa, Rollandin: “Il dossier? Non l’ho letto e se attacca l’area parcheggi dell’ospedale nemmeno mi interessa leggerlo. Sono straconvinto della necessità che quei lavori vengano fatti.». Un’affermazione grave che giustifica qualsiasi cosa in nome della necessità. Il Presidente sottolinea il concetto: «Come si fa a parlare di lobby del cemento quando ci sono in ballo lavori per aumentare i servizi a disposizione di tutti i cittadini?». Secondo il Presidente, se c’è in ballo un servizio per i cittadini, si escluderebbe a priori qualsiasi scorrettezza, diciamo, burocratica. Invece, sappiamo tutti molto bene che è spesso l’esatto contrario. Gli esempi in Italia sono centinaia: i grandi affari sono sempre stati affari di appalti pubblici. Ma torniamo a noi. Secondo Stefano Ferrero, presidente dell’associazione ALP, non si capisce bene come mai, nell’accordo di programma fra Regione e Comune del 29 gennaio 2010 per l’ampliamento a est dell’ospedale Parini, viene escluso l’acquisto del residence Mont Blanc al costo, allora, di sei milioni di euro, per poi essere reintegrato successivamente con una modifica il 21 maggio 2010. Chiedersi il perché di questo ripensamento è legittimo. Trovare curioso che la società “Saint-Bernard srl”, proprietaria dell’immobile, ha come socio di maggioranza la “Edilsud srl” di Giuseppe Tropiano (animatore della Festa di San Giorgio e Giacomo) di cui è anche l’amministratore unico, altrettanto. Provare stupore nello scoprire che tra i soci ci siano anche Serafino Pallu, l’ingegnere del ponte sul Buthier, nonché progettista del futuro e contestatissimo condominio in via Chabod, nonché  ritenuto fra i responsabili per il crollo dell’ex caserma della Guardia di Finanza; i fratelli Claudio e Corrado Coda, figli di Gianni Coda, non è un reato. Il chiedersi quali saranno i vantaggi economici dell’acquisto, al momento misteriosi, per l’intera comunità è infine doveroso. L’affermazione conclusiva del Presidente Augusto conferma e ribadisce la sua spavalda sicurezza: «Stiamo facendo tutto alla luce del sole». Non sempre si rapina di notte e non sempre si usano i passamontagna.

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