Archivio per ottobre 2012

Halloween!

31 ottobre 2012

Se vincerà il NO, in Valle ci sarà Halloween tutto l’anno!

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Oscurantismo

31 ottobre 2012

C’è un particolare che non viene spesso ricordato e che vale la pena di rimettere in circolazione, affinché si sappia dove viviamo e chi ci amministra. Mi riferisco all’oscuramento del sito del Comitato del SI da parte dell’Amministrazione regionale. E’ stato inserito in una black-list (pure Patuasia) rendendolo inaccessibile a tutti i dipendenti dell’amministrazione pubblica. Sono esclusi anche gli utenti delle biblioteche per cui si può dire che si tratta di vera e propria censura. A prova di ciò il sito ufficiale della Regione è facilmente consultabile. Gli impiegati possono informarsi, senza distrarsi dal lavoro, sulle meraviglie del nuovo impianto, ma l’ufficialità trascura altre informazioni scomode come le tormentate storie con la magistratura di alcuni titolari degli appalti, i danni alla salute, i costi che graveranno sulle nostre tasche ecc ecc, tutte notizie che si trovano invece sul sito a costo zero http://www.vallevirtuosa.it . Nei fatti la par conditio è una bufala! Altro esempio: l’USL prende le distanze dai suoi medici oncologi che avvertono dei danni alla salute che può causare un pirogassificatore, ma non prende altrettante misure dal dottor Sudano, dipendente pubblico, che invece afferma il contrario. Che il posto nel quale viviamo sia un piccolo regime governato da ometti e donnuncole si evince anche da questi fatti. Briciole di una pagnotta ormai diventata indigesta.

Mani sporche

31 ottobre 2012

Il giudice Paolo De Paola ha detto che il referendum sul pirogassificatore “è motivato dalla necessità di valutare al meglio la tutela della salute della popolazione, che su questa materia così fondamentale e delicata ha il diritto di esprimersi.” (valledaostaglocal.it)
Invece per i partiti della maggioranza, contrari al referendum, i cittadini valdostani devono stare zitti, non recarsi alle urne e accettare passivi che alla loro salute decidano i politici che li rappresentano. Ma vi rendete conto in che mani siamo?

Domandina facile facile

31 ottobre 2012

Secondo voi tutti i torrenti valdostani che si trasformano in centraline fanno parte della Green Economy?

Gli sprechi sono altri!

30 ottobre 2012

E’ stata respinta la richiesta di sospensione cautelare del referendum sul pirogassificatore, che quindi si svolgerà regolarmente il 18 novembre prossimo. Ce la stanno mettendo tutta per stoppare la volontà popolare, ma al momento non ce la fanno. Gli argomenti sono pochissimi e quasi mai di natura scientifica. Le sparate di Sudano non le ascolta nemmeno lui, quella della diossina poi… . Parla perché deve farlo, ma si vede che è immotivato, privo di passione. Dopotutto che passione ci vuole per invitare all’astensione? Roba da ufficio. Ego Perron, altro impiegato, riflette sui costi e dice che “il costo di questa consultazione sarà di 450mila euro. Una spesa di cui avremmo fatto molto volentieri a meno”. (aostasera.it). Tra poco si inaugurerà a Saint-Vincent, SVEART, la Biennale dei giovani studenti europei (artisti ancora non sono), come se di manifestazioni del genere in Europa non ce ne fossero! Siamo gli ultimi del carro anche in questa iniziativa che però ci costa 500.000 euro! Che strano che il Presidente dell’Union non si soffermi su questa spesa che porterà profitto solo al curatore e agli organizzatori che gli orbitano intorno. Una spesa di cui la collettività valdostana avrebbe fatto volentieri a meno.

Libertà è partecipazione

30 ottobre 2012

Riceviamo dal consigliere comunale Vincenzo Caminiti di Stella alpina e volentieri pubblichiamo.

Siamo alla vigilia del referendum: pirogassificatore sì pirogassificatore no? Credo che tutti i cittadini possano avere dei dubbi in merito, leciti sì, ma risolvibili ciascuno secondo la propria sensibilità e il proprio pensiero. D’altronde, ogni scelta crea difficoltà ed ogni scelta delle responsabilità, ma non per questo la soluzione è astenersi dal scegliere. Personalmente ho ascoltato sia le ragioni di Valle Virtuosa contro il pirogassificatore sia quelle di Valle Responsabile, con opinione opposta, perché ho ritenuto doveroso, proprio in quanto amministratore, formare una mia opinione che mi consenta di votare con coscienza, perché SI, io andrò a votare. Il dibattito così acceso mi spinge a pensare che il referendum sia la migliore occasione per permettere al cittadino di esprimere la sua opinione su di un argomento così importante e, da alcuni, ritenuto così grave per la salute; penso che il fatto che il cittadino possa esprimersi in merito sia quanto di meglio si potesse garantire in un sistema democratico. Ma ecco che qui siamo al paradosso, da una parte si parla di salvaguardare e valorizzare l’autonomia, dall’altra si tende a dire ai cittadini di non andare a votare invitando a disertare uno degli istituti più democratici del nostro Statuto, creato proprio dal Governo regionale in una delle massime espressioni della sua autonomia: il referendum propositivo, prerogativa solo di poche regioni. Personalmente ritengo mio dovere, soprattutto nel ruolo di amministratore, difendere tutti gli istituti di partecipazione popolare, nel caso il referendum, esortando ad andare a votare. In eguale modo chi è convinto nel volere il pirogassificatore dovrebbe chiedere ai propri elettori di votare in tale direzione, se ne sono convinti, come lo sono gli amministratori che hanno patrocinato il progetto. Illustrare le proprie ragioni, convincere i propri elettori della bontà delle proposte, questo è democratico, non certo spingere all’astensione, perché il diritto di voto è una conquista, e il referendum è una forma particolarmente preziosa di democrazia, un’eccezione che consente al popolo la possibilità di decidere personalmente e non tramite i suoi rappresentati. Io sono consapevole che il mio movimento, la Stella Alpina, si è espresso in modo divergente dalla mia opinione, ma proprio perché siamo in democrazia le opinioni diverse si possono esprimere senza censura. Si vada quindi alle urne e se dovesse vincere il sì e la scelta di una soluzione alternativa, vorrà dire che in alcune occasioni può essere che il cittadino sia di diverso avviso su questo tema rispetto alla maggioranza oggi al governo regionale; viceversa se vincesse il no vorrà dire che questa scelta degli amministratori è stata condivisa. Un referendum non significa che i cittadini sviliscano i loro amministratori, poichè non si può pensare che la ragione sia sempre dalla parte di uno e, caso mai, si avrà l’intelligenza di fare un passo indietro. Il buon amministratore apprezzerà sempre la partecipazione perché sa che è con essa che vive la democrazia.

Non siamo buoi

29 ottobre 2012

Suggerisco la lettura di questo articolo firmato da Stefano Montanari.