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Le passeggiate di Maria Josè con Deffeyes

24 agosto 2014
Maria José di Savoia

Maria José di Savoia

La Grande Storia , ottima televisione, ci ha ricordato quanto i nostri vecchi sapevano bene, ossia  che i fascisti erano un branco di ladri.
E che Maria Josè, moglie del principe ereditario, cercò di sedurre il Duze ( alla romagnola…).
Sgomento, disperazione e disappunto: il trapano di Predappio nell’occasione si inceppò! Tutti conosciamo la pietosa leggenda, inventata da storici di corte, del presunto antifascismo di casa Savoia.
Che sia nato dal disappunto della bella belga, “cileccata” dal Duze?

Maria Josè: un antifascismo della minkia, appunto……

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Forza Elio!

20 agosto 2014
Elio Riccarand

Elio Riccarand  (Foto da alpevda.eu)

Son giorni difficili per Elio Riccarand, chiamato a dure prove per difendere la sua salute. Gli giungano i miei pensieri di affetto e vicinanza, insieme a quelli di tutti coloro che condividono le sue idee.

Uno dei pochissimi dirigenti della Sinistra a non essere servo culturale ( e politico…) dell’Union e del suo localismo per privilegiati. Se credenti, pregate. Se non credenti, invocate il Fato, gli antenati, il Destino, gli astri.

In gamba, vecchio amico. Molti ti sono vicini, et quorum ego.

Riccarand è odiatissimo dai bakkani e dalla Sinistra ufficiale ( quella dei venduti per insipienza, magari pure gratis ..) sostanzialmente per tre ragioni:

1) come storico ha smascherato il bluff della Jeune Vallèe d’Aoste, nobile congrega di clericali che di antifascista non facevano proprio nulla, tanto che mandavano i verbali delle loro riunioni alla Questura fascista.

2) come storico ha scritto la biografia di Emile Lexert, che la Sinistra nicco-dolchiana voleva occultare ( insieme al PCI clandestino dal 1922 al 1943!) per vendere il monopolio della Resistenza al solo Chanoux, suo unico artefice insieme a Zorro e Maciste…..

3) come politico è il padre del referendum propositivo alla svizzera, che vanamente ha cercato di inserire nel nostro statuto.

Ha così smascherato con una coerente misura federalista l’Union, da almeno un ventennio governata da una loggia massonica di costruttori di opere pubbliche inutili.

Libro: Elio Riccarand.; “Storia della Vda contemporanea, 1919-1945“, ediz Stylos.

 

Roberto Mancini

Valle d’Aosta criminale

8 giugno 2014

Gli attentati degli anni ’70 – ’80 – ’90 (Questo articolo è stato concesso da Nuovasocietà.it)

Già negli anni ’70 e ’80 la cronaca giudiziaria valdostana aveva registrato vicende delittuose riconducibili a forme di criminalità organizzata, e negli anni ’90 il verificarsi di gravi episodi di intimidazione testimoniava dello sviluppo in loco di dinamiche criminali inequivocabilmente attribuibili a esponenti della ‘ndrangheta calabrese. In genere si tratta di delitti contro la persona e il patrimonio che, visti nel loro insieme, inducono ad ipotizzare che stesse cercando di affermarsi anche in Valle una forma organizzata di gestione delle attività illecite sul territorio.

Nelle notti dell’8,9 e 10 agosto ad Aosta, erano fatti esplodere ordigni esplosivi rispettivamente contro la bottiglieria di proprietà di Maddalena Apolloni in via Lostan, e contro il negozio di abbigliamento Canonico e Vacchina in via Gramsci. Colpito anche il distributore di carburanti Esso gestito da Giovanni Rossi, in viale Partigiani. Venne successivamente individuato quale responsabile Carmelo Oliverio, poi condannato con sentenza passata in giudicato. Si tratta del nipote del Santo Oliverio indicato come capobastone di un “Locale” di ‘ndrangheta valdostana dal pentito Caruso. Successivamente le accuse contro l’Oliverio ed altri 15 imputati, formulate dall’ ”Operazione lenzuolo” dell 2000, vennero archiviate. Ma dell’esito di quel processo vi daremo conto nei prossimi numeri del giornale.

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Federalismo calabrese

3 giugno 2014

Che dire del referendum fallito di Courmayeur? In primis che in questo caso, più unico che raro, la vituperata “casta” (presidente Rollandin, assessore regionale Marguerettaz, sindaco Derriard) era più avanti della tanto decantata “ggente”: la denominazione “Mont Blanc” poteva accrescere il brand della località, si rischiava di essere noti in tutto il mondo, di dover diventare più competitivi. Gli albergatori di “Couvma” (alla milanese…) hanno riposto stupendamente, colti da sonno profondo e da encefalite letargica: vuol dire che guadagnano già abbastanza così. Nè si è mossa la potente lobby degli illustri accasati di “Couvma” e dintorni, che ogni anno si raccoglie all’hotel de l’Ange: i Deaglio&Fornero, De Rita, Bassanini, Violante.
Loro “Couvma” la vogliono isolata, appartata, simile ai loro sogni di infanzia: mai nessuno di loro favorità una ferrovia veloce Caselle-Courmayeur. Per loro l’autostrada più cara d’Italia non rappresenta un problema, ma anzi una protezione, seleziona le presenze. E l’Union? Il problema della Balena Rossonera è che in questo decennio ha talmente allontanato i cittadini e i suoi bovini iscritti dalla partecipazione attiva e dal voto (astensione al referendum consultivo di Riccarand, astensione al referendum piro, astensione alle recenti europee), che i soldatini rossoneri han perso la bussola: quando Guste invitava al voto, hanno creduto che scherzasse. Così sono rimasti a casa. Gli ascari di Stella Alpina, idem: loro imitano sempre, male e in ritardo, gli unionisti. Dunque pure loro, le brutte copie, si sono astenuti. In tema di umorismo involontario, alcuni unionisti invocano ora il referendum svizzero senza quorum. E’ un provvedimento, tipico del federalismo svizzero, che terrorizza la Balena Rossonera. In questo caso, come nella vicina Confederation Helvetique, tutte le opere pubbliche superiori ad 1 milione di euro dovrebbero essere sottoposte a referendum popolare. La loggia massonica del cemento&costruzioni, che dentro la Balena Rossonera ha sgovernato negli ultimi 25 anni la Vda, si può permettere questo affronto? Non può. Nei lavori pubblici, meglio il federalismo calabrese… (roberto mancini)

 

Aosta Capitale dell’Ambiente!

22 maggio 2014
Quando si fanno i fieni?

Quando si fanno i fieni in piazza Plouves??

Privatizzare il Concours Cerlogne?…

19 maggio 2014

Si annuncia uno dei più radicati riti di regime, il Cerlogne.
La scuola pubblica dovrebbe organizzare manifestazioni di questo tipo per l’inglese, il cinese, l’arabo, lo spagnolo, il russo. La scuola pubblica deve insegnare le materie che aiutano a capire il mondo globalizzato e a lavorarci, non quelle che emozionano una minoranza della popolazione, o solo i partiti etnici. Quelle, soprattutto le lingue, che aiutano a comunicare, non a segnare il territorio come il piscio dei gatti. La scuola pubblica non deve “emozionare”, per quello c’è Dario Argento. Perché non organizzare un corso di marxismo o di mistica fascista? Emozionerebbe di sicuro qualche studente… I privati, quelli che giustamente nel loro dialetto vedono le loro radici, si tutelino da soli: potrebbero privatamente pagarsi il concours Cerlogne. La scuola pubblica deve agire nell’interesse collettivo, non parziale. Ci fosse una Destra decente in Vda, queste proposte le farebbe lei.
Invece solo peracottari berluskonisti, talmente ignoranti che, dal nome e cognome, pensano che Benedetto Croce sia stato un prete… Finirà così: quando la ottusa nomenklatura localista sarà costretta ad accorgersi che la scuola pubblica deve insegnare inglese a go-go, si continuerà col patois. Poi statisti insigni, pensosi del bene dell’Autonomia, finanzieranno con denaro pubblico ( magari 500.000 euro a fondo perduto…) scuole private di inglese, opportunamente create ed intitolate a parenti, famigli, compari di loggia e fidanzate “in sonno” di Jovencan e Brusson. Gabelle linguistiche… Così una lezione costerà 70 euro all’ora, mentre con la scuola pubblica sarebbe gratis, e loro ci guadagneranno pure sul ritardo che hanno imposto alla scuola pubblica. Da ghigliottina… In metafora eh? (roberto mancini)

 

Sonni tranquilli e asciutti

9 maggio 2014

Chi manca all’appello? Prima i Facchineri di Cittanova, poi i Nirta di san Luca, ora i Pesce di Rosarno.
Ci ha pensato la trasmissione “Le Iene” di ieri , 7 Maggio, a mostrarci la pericolosità di questo ultimo clan. D’altra parte già in sede di conferenza stampa dell’operazione Hybris, quella nata dal rogo di tre auto al quartiere Dora e che portò, circa 6 mesi or sono, all’arresto di alcuni membri della famiglia Taccone di St Marcel, collegati secondo l’accusa al clan Pesce, così il colonnello Rocco: “Abbiamo scoperto un substrato culturale di stampo mafioso incredibile. E’emerso un quadro inquietante, in cui appare evidente il collegamento diretto con famiglie calabresi legate all’ndrangheta. Ora, dopo la notizia della Stampa di Torino sulle armi della strage di Duisburg transitate in Valle tramite la famiglia Nirta di Quart, mi attendevo un soprassalto di allarme sociale dalla comunità valdostana.
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