L’origine del cambiamento


L’opposizione nazionale e la minoranza del PD hanno ruttato contro l’Italicum perché legge antidemocratica che toglie agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati. Che sia un pretesto solo per affossare il Governo è chiaro come il sole. (Il vecchio PCI non ha mai voluto le preferenze e un referendum del 1991 ha decretato la volontà popolare che le ha affossate). Ma vediamo più da vicino il frutto di questo presupposto e inalienabile diritto. Date un’occhiata alle liste e rispondete alle domande: chi è stato eletto? Il più bravo? Il più attivo? Il più intelligente? Il più capace? Il più colto? Il più creativo?… NO! Sono stati eletti i più bravi nelle promesse. I più attivi nel porta a porta. I più intelligenti nel saper saltare nel carro più opportuno. I più capaci nell’offrire pacche sulle spalle, aperitivi e caffé. I più colti nell’arte della seduzione. I più creativi nella menzogna. E i migliori fuori! Non hanno mamme, parenti vari. Non hanno amici carissimi e santissimi. Questo e solo questo è il frutto delle preferenze! E si chiama clientelismo! Eccolo il risultato della demagogia che vuole il popolo sovrano. Il popolo è quello che è. Ma chi lo dovrebbe guidare deve stare sopra. Essere migliore in tutto. Dunque la politica deve premiare solo i politici meritevoli e darsi gli strumenti per farlo. Introdurre il concetto di meritocrazia che non è quello di portare più voti, quello spetta al partito con il suo programma. I candidati della lista vanno scelti all’interno di ogni movimento o partito, valutati ed eletti dall’assemblea degli iscritti. I candidati apicali in base alle primarie. Le maglie del clientelismo, del voto comprato anche solo con un caffé, non si chiuderebbero del tutto, ma si restringerebbero molto. Se lasciamo fare alla massa con la scusa di una democrazia cafona, becchiamoci i peggiori con la conseguenza che abbiamo sotto gli occhi: una politica accattona che fa sempre più schifo.

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11 commenti su “L’origine del cambiamento”

  1. bruno Says:

    In poche parole, una legge che disciplini la partecipazione alla vita pubblica. Quella legge non prevista in costituzione e che nessun partito vuole né vorrà mai. Una democrazia da riscrivere fin dalle basi. Alla “liberazione” non ha fatto seguito la costruzione del nuovo stato. A parte la costituzione, tutta la legislazione di base, compresi i codici, sono rimasti quelli fascisti. Un buon punto di partenza per il prossimo libro de Désandré, se lo vorrà.

  2. luchino Says:

    quoto in toto
    peccato che nei partiti il “merito” più grande non sia la competenza nè la conoscenza dei problemi, nè la creatività, ma semplicemente la fedeltà al leader. rimpiango le frattocchie, almeno là e allora si insegnava a far politica…

  3. fausta baudin Says:

    La preferenza unica sarebbe la soluzione migliore per impedire il controllo del voto, e tutte le conseguenze elencate. Ma non generalizzare, Patrizia.

  4. patuasia Says:

    Non si tratta di generalizzare, signora baudin, si tratta di valutare la realtà. Dia un’occhiata alle liste e poi mi dica se chi ha preso le maggiori preferenze è il migliore fra gli altri. I candidati sindaci e vice non contano in quanto decisi dai partiti. Mi riferisco alle liste presenti in Aosta, anche se il discorso si può estendere.

  5. GG Says:

    Patuasia e Bruno (insieme a Roberto) sono i miei commentatori politici preferiti in VdA, ma questa volta non concordo con loro.
    Se la democrazia ha un senso, se il suffragio universale è un valore, allora bisogna che i rappresentanti siano scelti dai cittadini e non dagli “Uomini della Provvidenza” che di volta in volta si affacciano sul panorama nazionale (e valdostano). Spostare la scelta sulle primarie con il voto degli iscritti, porterebbe solo a iscrizioni di massa (dei soliti corrotti), per ratificare la scelta del potente di turno. Meglio se possono scegliere tutti, in questo modo è più difficile comprare tutti i voti, magari solo per mancanza di risorse.
    Certo l’attuale sistema è migliorabile, a me piacerebbero:
    1. Una preferenza sola, così i voti comprati “valgono” meno e c’è meno controllo, specialmente nei piccoli centri (due solo se quota rosa donna-uomo).
    2. Riduzione del numero dei consiglieri a seconda dell’affluenza: meno astensionismo, minor controllo del voto.
    3. Limite dei mandati (10 anni di impegno sono abbastanza per chiunque), è vero che poi ci sono candidati “poco esperti” come dice Pat, ma almeno ci togliamo di torno tutti i “professionisti della poltrona” le cui azioni sono quasi esclusivamente dettate dal mantenimento e dalla riconferma.
    4. Legge sul conflitto di interessi.
    5. Immediata decadenza dei condannati e impossibilità di “riabilitazione”.
    …e molte altre che possano ridare centralità all’elettore, responsabilizzandolo, facendolo partecipare e diventare “cittadino”.
    Se continuiamo a chiamare gli elettori “popolo bue”, “massa”, “democrazia cafona”, facciamo solo il gioco degli imbonitori da fiera.

  6. patuasia Says:

    La pensavo come lei signor GG e mi sono ricredute. Io credo che invece la politica come per tutto non abbia bisogno di dilettanti allo sbaraglio, ma di professionisti capaci di far politica che non è esattamente e solo l’asfaltatura delle strade. Poi, come in tutti i mestieri, ci sarà la gavetta e poi la pensione. Gli imbonitori di fiera sono lì perché sono l’immagine riflessa di chi li elegge. Comprendono le loro debolezze e solletica i loro intestini…
    Ho chiesto in giro a conoscenti per chi avessero votato, le risposte erano abbastanza uguali e si sommano in questa: ho votato un mio amico che mi ha chiesto il voto, non so di che partito sia, però gliel’ho promesso. Ecco.

  7. Weil Says:

    Dal punto di vista dell’interesse sociale il “male assoluto” sono i “partiti” che ormai hanno come obiettivo solo ed esclusivamente ” gli interessi di partito”. Gli interssi della società civile non sono minimamente contemplati e i risultati sono sotto gli occhi di tutti !
    Unico obiettivo dei “poveracci” che occupano la politica è di …riempirsi le tasche! Se aspettiamo che gli attuali problemi economici e sociali li risolvano questi personaggi …. gli illusi e i poveracci siamo noi.
    Forza, ognuno nel suo piccolo e per ciò che può combatta questa situazione… possiamo farcela! 🙂

  8. sbuffovda Says:

    Cosa ne pensa dei voti della signora Girod a Fontainemore? Anche questa volta è stata accusata di tutto e di più, …

  9. vetriolo Says:

    ma i candidati che ci ammorbavano con i loro commenti prima delle elezioni che fine hanno fatto? arrivederci, a tra 5 anni.

  10. Bisker One Says:

    Una chicca: il Bomba gongola perché ad Aosta ha vinto il suo candidato. Niente di più falso: ad Aosta ha vinto il Partitone, senza il cui supporto il candidato del Bomba sarebbe finito, se va bene, al quarto posto in classifica. Qualcuno vada a ricordare questo “piccolo” dettaglio al Bomba, prego.

  11. marcox Says:

    Mentre i candidati politici 5 stelle continuavano a fare propaganda sempre sullo stesso tema, tra gli altri, della loro riduzione dello stipendio, pensando che gli avrebbero votati tutti per questo gesto, cosi da finanziare chissa cosa con poche migliaia di euro l’anno, microcredito da microscopio, il Presidente otteneva solamente un incremento di 60 milioni di euro x il prossimo anno… Lui il suo stipendio mi sa che se lo merita tutto dai valdostani…


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