Archivio per novembre 2012

L’assurdo!

30 novembre 2012

Il casino che sta scoppiando in casa Union ha del paradossale, ma anche del paranormale. La crisi è scoppiata perché un assessore non ha ubbidito all’ordine del suo presidente di partito e del suo presidente di giunta di non recarsi a votare per il referendum. Cioè ha ubbidito alla Costituzione che nel voto vede un preciso dovere dei cittadini. Vi sembra normale che un partito che ha al suo interno anche il Prefetto che è colui che fa le veci dello Stato, vada in crisi perché alcuni eletti sono stati incoerenti? Cioè sono andati a votare, espletando un dovere oltre che un diritto? Ma si può chiedere la coerenza in questo? Credo che Beckett sarebbe stato lieto di vivere in Valle d’Aosta perché nel teatro dell’assurdo non ci batte nessuno.

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Squalificati e squallidi

30 novembre 2012

Il signor Mario Badino aveva scritto una lettera al Presidente della Republica, lettera cofirmata da 200 persone, per chiedergli  se l’invito al non voto da parte di alcune forze politiche fosse legittimo. Il Quirinale ha risposto.

La Costituzione, nel disciplinare i rapporti tra singoli e i pubblici poteri, prevede anche una serie di prestazioni puntuali e di comportamenti qualificanti, il cui adempimento, per la sua necessarietà e rilevanza sociale, viene considerato un dovere. Tra gli altri, il dovere di voto, definito civico dall’articolo 48, comma secondo. L’adempimento di tale dovere è affidato peraltro più alla coscienza, appunto civica, degli elettori che alla obbligatorietà del relativo comportamento, non assisita da efficaci sanzioni giuridiche.” Quindi il Quirinale conferma ciò che abbiamo detto e cioè che votare è un dovere civico. Non è obbligatorio, ma è un comportamento qualificante. L’invito all’astensione per il voto referendario, da parte dei nostri politici di maggioranza, è quindi da intendere come l’invito ad assumere un atteggiamento squalificante. E simile comportamento non può di certo elevarsi a diritto come volevano far credere. Da politici squalificati e squallidi che possiamo avere?

La Rini!

30 novembre 2012

Emily Rini, presidente del Consiglio della Valle d’Aosta, bacchetta l’assessore Viérin reo di aver travisato un chiarimento in un processo alle streghe. Contesta la Rini che qualcuno dica che si vuole controllare o limitare la libertà di insegnamento. Sostiene la Rini che le istituzioni al contrario ne garantiscono la massima libertà. Non sa la Rini che il presidente dell’Università valdostana è Augusto Rollandin già presidente della Giunta e number one del suo partito? Allora che se ne stia zitta, che non dica cretinate a cui nessuno crede e che la smetta di recitare la parte dell’educanda. Imparata a memoria e senza nessuna partecipazione critica ed emotiva. Please!

Preventivo Sveart (Svenart)

29 novembre 2012

A grande richiesta ecco il preventivo di Sveart (Svenart)!

Conto Economico IVA inclusa
Ideazione e Progetto Manifestazione  12.000,00
Curatela Espositiva e Contributi Critici  18.000,00
Segreteria Generale e Coordinamento Esposizione 168.000,00
Catalogo e Predisposzione Materiali Scritti e Promozionali  72.000,00
Progetto di Ufficio Stampa e Comunicazione  42.000,00
Sito Internet Biennale  24.000,00
Immagine Coordinata e Grafica  12.000,00
Applicazione IPHONE – IPAD  6.000,00
TOTALE A  354.000,00 Euro

Altre Spese per Organizzazione Evento IVA inclusa
Allestimento Sede Espositiva  24.000,00
Costi Manodopera e Materiali per Allestimento  12.000,00
Pubblicità & Comunicazione  24.000,00
Spese Inaugurazione Evento  36.000,00
Spese di Ospitalità 40.000,00
Varie & Eventuali 10.000,00
TOTALE B  146.000,00
TOTALE GENERALE (A+B) 500.000,00
Saint-Vincent, 15 aprile 2011

Spento sarà lei

29 novembre 2012

Il critico e curatore di Svenart, Paolo Levi, così esordisce in conferenza stampa: ” Grazie a Rollandin, questo presidente illuminato di un paese spento“. Doveva arrivare lui, professore di arte, per dirci che siamo spenti. Spenti, ma spendaccioni visto che gli abbiamo dato 500.000 euro per il suo giocattolo. L’anziano signore nel suo delirio afferma che Saint-Vincent rottamerà eventi come la Biennale di Venezia, Documenta a Kassel, la Tate Gallery (che non è un evento, ma un museo), Rivoli (che non è un evento, ma un museo). A questo parole persino Rollandin che di arte non solo non ci capisce, ma non gliene frega un accidenti, solleva un sopracciglio, accenna a un sorrisetto che Levi, nel suo personalissimo vaneggiamento, non nota. Dunque, Saint-Vincent affida la sua “sfida culturale”, come dice Adalberto Perosino più somigliante a una sorpresina kinder che a un sindaco, a un personaggio simile. Ma li cerchiamo con il lanternino questi qui? L’altro curatore-insegnante, Federico Faloppa, trova azzeccatissima l’idea di essere venuto in Valle d’Aosta e gli credo. Quale altra amministrazione avrebbe sponsorizzato una roba simile? Faloppa con le parole galoppa, aggiunge che si tratta di una grande esposizione: ottantotto opere una grande esposizione? Così grande da mettere in crisi la Biennale di Venezia? Le parole chiave che gli hanno aperto le porte di questa brillante idea sono: nuovo e altro. Parole davvero nuove e altre. Dice che Svenart fotografa quello che sta succedendo in Europa. Ma di Biennali di giovani artisti europei ce ne sono diverse e nate molto prima, grazie anche ai fondi UE. Ma Svenart è soprattutto una “filosofia europeista per giovani” conclude in conferenza stampa tale Claudia Trafficante, sputando così non solo sull’arte, ma anche sulla filosofia.

Adeguato sarà lei!

29 novembre 2012

Quando leggo queste affermazioni non sapete quanto mi incazzo! Oggi si inaugura Sveart che io ho ribattezzato in un più esplicito Svenart. Così dice, dalle pagine della Stampa, uno dei due curatori Federico Faloppa: “credo che sia un budget adeguato a un progetto come questo. La preparazione di Sveart ha richiesto tempo, ma anche risorse economiche che ne permettessero la realizzazione. Le spese per le spedizioni, l’ospitalità e per un oculato allestimento sono molte”. E sono balle! 500.000 euro cioè un miliardo delle vecchie lire per questo progetto che non ha nulla di innovativo (manifestazioni di questo tipo ce ne sono e da svariati anni) sono troppi! Si sfruttano i giovani che non costano nulla per far guadagnare i curatori che, da operazioni di questo tipo, sono gli unici a trarre un vero beneficio. E questi osano parlare di sfida culturale? L’unica sfida di questo “progetto ambizioso” è poter garantire un oculato vitalizio biennale. Ma la crisi che toglie risorse agli studenti valdostani non sfiora questi avventurieri dell’arte? E il Casinò in passivo che chiede i soldi a CVA com’è che li investe in queste pseudo biennali?

Mangiato pesante!

29 novembre 2012