Archivio per dicembre 2010

Evviva Patuasia!

30 dicembre 2010

Piccolo, grande blog!

L’anno non poteva finire nel modo migliore: oggi, 30 dicembre, il blog di Patuasia è al 34° posto nella classifica generale WordPress e ha conquistato la home page! Piccole soddisfazioni crescono!

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Buon anno!

30 dicembre 2010

Buon anno!

Patuasia augura a tutti, amici e nemici, un anno ricco di voglia di vivere, zeppo di entusiasmo, stracolmo di bellezza, abbondante di ironia, opulento d’amore… . Alla facciazza della crisi auguriamo un anno di cultura che è la vera ricchezza, perché la cultura permette di superare i limiti e di giudicare chi ci governa. La cultura è libertà di espressione e di parola. La cultura è un bene primario come l’acqua. La cultura salva. (Claudio Abbado).

Buon anno!

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Oro blu

28 dicembre 2010

La Lipu-BirdLife è preoccupata. Secondo l’associazione la futura centrale idroelettrica di Chavonne è “incompatibile con le esigenze di tutela delle specie e degli habitat e cancellerà un modello di turismo di sostenibilità verso l’ambiente” (Aostasera.it). Chissà cosa dirà il VIA (Valutazione di impatto ambientale). L’esperienza ci fa dubitare di un responso favorevole alla natura. L’idroelettrico, cioé l’energia pulita, rappresenta un businnes da sfruttare pienamente e da noi l’oro blu non manca. Chissà cosa dicono l’assessore Zublena, così attenta allo sviluppo sostenibile e l’assessore Marguerettaz così sensibile al turismo ambientale.

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Al fuoco, al fuoco!

28 dicembre 2010

Per le domande fatte ci hanno accusati di faziosità. Le auto però continuano a bruciare (Pontey). Anche le case (Saint-Nicolas). SFIGA? Il silenzio copre il fuoco (siamo gemellati con la Calabria anche in questo). Ci piacerebbe sapere qualcosa di più, non ci bastano le cinque solite righe riportate sui giornali. Sempre le stesse parole sull’intervento intempestivo dei vigili del fuoco. Sugli accertamenti delle cause. Vorremmo che le puntate non si ripetessero, ma andassero avanti. Ci piacerebbe conoscere la fine della storia o meglio l’origine. Giusto per sapere dove si vive.

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Sotto l’albero…

27 dicembre 2010

Ehi, sembra che Babbo Natale sotto l’albero qualcosa ci ha portato! Riceviamo da Roberto Cognetta e Stefano Ferrero e volentieri pubblichiamo.

Con una certa soddisfazione siamo lieti di annunciare la nascita del Movimento 5 Stelle Valle d’Aosta. (http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/valdaosta/) Abbiamo ricevuto, in questi giorni, una comunicazione ufficiale e possiamo così cominciare, anche qui, le attività del Movimento di liberazione nazionale.

Quando abbiamo cominciato non sapevamo esattamente cosa fare e come farlo. Fin dalle prime riunioni, organizzate tramite il meetup in quel di Chatillon e poi ad Aosta, ci trovavamo a discutere sulle cose che, secondo noi, non funzionavano, ma non sapevamo come muoverci. Il fatto che in VdA ci sia una sorta di sistema mafioso-politico nel quale o sei allineato e coperto da sponsor, oppure non esisti; dove la meritocrazia passa attraverso il legame di parentela e dell’amicizia politico-affaristica; dove vige la massima di Andreotti: “le leggi con gli amici si interpretano e con i nemici si applicano”, abbiamo cercato, tramite le nostre numerose iniziative, di portare alla luce dell’opinione pubblica gli affari che si svolgono nelle stanze del palazzo. Il sistema ci ha dapprima infiltrato e poi, non riuscendo a gestirci, ha cercato di denigrarci e di isolarci. Noi, ovviamente, questo sistema, cerchiamo di combatterlo al meglio delle nostre possibilità. Certo non è semplice, alcuni di noi ci hanno rimesso, professionalmente e spesso anche economicamente, molti si sono resi conto che abbassare la testa sarebbe più facile e più redditizio. Ma, da persone che non accettano i soprusi e le ingiustizie non molliamo.

Il nostro movimento si basa sull’assioma che “uno vale uno” e cioè che ognuno di noi è una persona e non un numero o un voto e come tale vale per ciò che fa e per ciò che esprime. Il movimento non ha capi, segreterie, presidenti, comitati o qualsiasi cosa serva per ingabbiare la volontà del singolo. La nostra è una organizzazione di persone che vuole riappropriarsi della politica e utilizzarla per il cittadino e non uno strumento contro di lui.

Quindi, dopo la notizia, rivolgiamo un semplice appello a chi non si riconosce nel sistema o a chi lo subisce:  “Non sei solo, se ti unisci a noi puoi fare davvero la differenza per cambiare questo stato di cose”.

Vi aspettiamo nel Movimento per cambiare anche la nostra Valle d’Aosta.

Gli auguri del Presidente per il 2011

24 dicembre 2010
Pilu e buoi dei paesi tuoi!

Cari elettori e, soprattuttamente, care elettrici, spessatamente e qualunquemente anche quest’anno finì. E come finì? Bene dicu io, pecché i piccioli sono rimasti a ca’! Un pochino meno, ma se il contributo statale scende prima o poi sale basta che ci siamo amici con tutti quelli che contano e che gli altri si fottano! E poi, con la scusa della crisi, più facile è tenere stretti i rapporti con la gente: ci siamo capiti? Per l’anno prossimo auguro agli amici un aeroporto tutto di pilu, una università con corsi sul pilu e una metropolitana di pelouche, ma cazzu cazzu cazzu che volete di più? Falaltremente, nonostante il bene che ho fatto per questa regione, ancora c’è qualche intellettuale che si lamenta (non lo sputo se no lo profumo!). La ferrovia? E vi sembra che IU! IU! IU! prenda per viaggiari quella monnezza di treno? Ma che vi siete infradiciati il cervello? Qualunquemente e infattamente ‘n tu culo la ferrovia! Ai nemici auguro la lettura forzata del libro di poesia-per-coscritti, detto pamphlet, dell’illustrissimo poeta Milanesio Bruno. E che per fortuna, sua e mia, questa città di tanta storia è di poca memoria. Ih Ih Ih! Qualunquemente  e infattamente ‘ntu culo la memoria!

Fine anno

23 dicembre 2010

Consueta conferenza di fine anno della Giunta regionale con i giornalisti. Dietro al nuovo bancone le teste dei vip spuntavano come spilli. Caricature di sé come solo i politici sanno essere. Roba da paese con tanto di filmatino alle spalle in stile Ceausescu-prima-della-caduta. Immagini della “grandeur” di questo lembo ridicolo di terra. Apre gli spot pubblicitari Alberto Cerise, presidente del Consiglio. Apre la bocca e subito dice una cazzata: ai giornalisti amici e nemici… scrivete quello che volete, ma i giornalisti, caro Cerise, per deontologia professionale non dovrebbero essere né amici né nemici dei politici, dovrebbero essere giornalisti e basta, lo sapeva? E poi non è necessario che lei sottolinei il concetto della libertà di stampa, dovrebbe essere scontato. (La cazzata conferma però un’amara e risaputa verità). Sugli altri non mi dilungo troppo, perché la loro performance non è stata degna di nota. Voci impastate, noia, pessimo italiano, demagogia, provincialismo. Neppure l’imperatore  è riuscito a galvanizzare la serata con i suoi buoni propositi: la parte è vecchia e lui ormai la recita di malavoglia. Marguerettaz sembrava di corsa. Affannato e con la voce roca, ma ricca di pathos, ha elencato una serie di commoventi luoghi comuni e una serie di genialate da piegarsi in due dalle risate. La più divertente è quella della prenotazione degli alberghi online, presentata come una rivoluzionaria novità del servizio turistico locale. Non c’è che dire, fra tutti è quello che ha il sense of humour! Scialba, come sempre, la Zublena che ha annunciato la meraviglia del pirogassificatore e al contempo i nuovi progetti per la riduzione dei rifiuti. La contraddizione fa presagire un nuovo e lucroso businnes: quello dello smaltimento dei rifiuti altrui. Marco Viérin non si è quasi visto. Lanièce è rimasto costantemente bloccato in una posa di gesso con tanto di manine giunte (pensava forse al presepe?). Lavoyer, senza la cravatta fluorescente, è scomparso tra le pieghe delle sue rughe. Isabellon si è tricerato dietro l’Europa. Tutto sommato, su quel palcoscenico di quel teatrino rifatto, ha brillato la figura dell’assessore Laurent Viérin. L’unico che non ha letto il compitino. L’unico che sa parlare in italiano e in francese, l’unico che ha un suo progetto politico. Che può piacere o no, ma c’è. E, in parte, anche condivisibile. La serata si è conclusa in libagioni al soldo pubblico, come a dire che la crisi non è per tutti. Naturalmente me ne sono andata.

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