Archivio per maggio 2012

Aria nuova!

31 maggio 2012

Novità nello Statuto di Stella Alpina! Tutti i partiti desiderano un lifting per attrarre il loro elettorato sempre più stanco: è la moda del momento, ma quella di SA va controcorrente e forse la novità è proprio questa. Il limite dei mandati era di due oggi con una piccola modifica arriva a tre. Giusto per dare aria alle stanze!

Nuovo interessante blog!

30 maggio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Il 17 aprile, l’amministrazione Derriard sostiene di aver adottato alcune “rettifiche e integrazioni” al testo della variante generale al Piano regolatore di Courmayeur, in corso d’approvazione. Un gruppo di cittadini assume invece il compito di dimostrare che non si tratta di semplici aggiornamenti e integrazioni, ma di un nuovo piano regolatore, adottato con una procedura che solleva seri dubbi di legalità e che contrasta con gli obiettivi e le premesse del precedente documento di programmazione urbanistica. A titolo d’esempio, le nuove NTA (Norme Tecniche d’Attuazione):

  • prevedono la possibilità di ampliare il campo da golf, cosa vietata invece dal testo definitivo adottato nel 2007 perché si andrebbero a distruggere zone SIC e ZPS protette dall’Unione Europea.
  • stravolgono il sistema degli equilibri funzionali disciplinato, consentendo la realizzazione di seconde case prima della realizzazione dei volumi alberghieri.
  • prevedono la possibilità di realizzare edilizia abitativa nelle zone artigianali e industriali, oltre che in diverse zone agricole e destinate a ricettivo, attività non consentita invece dalle NTA adottate come testo definitivo del 2007.

Il comitato ha quindi pubblicato sul WEB un apposito blog http://courmayeurbenecomune.blogspot.it/ , per informare la comunità e chiunque sia interessato al bene comune di Courmayeur. Qui trovate tutto, compreso il primo post “iniziamo così”, che come ogni inizio che si rispetti “ce n’est que un début”.

Imparare a scrivere?

30 maggio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ieri sera stavo guardando il TG3 quando, vedendo il servizio sulla riapertura del colle del Piccolo San Bernardo, mi è sorta una perplessità. Nel servizio il sindaco di Séez, paesino francese al di là del colle, è stato presentato come GIANLUC Grand. GIANLUC? Ora, io non sapevo chi fosse né come si chiamasse il sindaco di tale ameno paesino, ma ho pensato che al massimo potesse chiamarsi Jean-Luc, a meno di clamorosi svarioni linguistici dei suoi genitori. Invece no. Il sindaco non si chiama nemmeno Jean-Luc, ma Jean-Louis Grand come si può evincere dal sito dell’annuario dei comuni francesi http://www.annuaire-mairie.fr/ville-seez.html . Troppa fatica dare un’occhiata? E’ ancora una volta evidente che l’unico svarione qui l’ha fatto qualche redattore che, troppo pigro per controllare quello che stava per essere messo in onda, ha pensato bene che un GIANLUC valesse ben un Jean-Louis qualsiasi. Sì, lo so. C’è di peggio. Ma questo paese è figlio anche di questa mediocrità e di questo atteggiamento di sufficienza nello svolgere il proprio lavoro.

Si illumina d’immenso!

30 maggio 2012

Ho come l’impressione che la rubrica: Lettere alla Stampa, sia diventata uno spazio pubblicitario. Troviamo ieri Romano Dell’Aquila che si fa in due per dar luce all’opaco Milanesio amico-suo, oggi una dicasi turista, Vanda Pennazzo, che si sbraccia per Luigi Berger sindaco di Champdepraz, imprenditore e amico-suo. Fa sorridere il tono bucolico. A detta sua il faccione di Berger “si illumina ogni qualvolta gli si parli dei boschi, dei sentieri, dei laghi, dei panorami della sua valle”. Avete presente Paperon De Paperoni alla vista dei dollari? Ecco, la luce che rishiara la facciona di Luigi è quella! Questo ultimo spot pubblicitario è curato dalla stessa società di marketing di quello di Dell’Aquila, anche qui la bontà del soggetto politico è sopra ogni cosa. Per Milanesio l’Università rappresenta l’ultima è più importante sfida della sua vita e quindi è cosa buona e giusta che sia lui a occuparsene, per Berger non “è possibile che proprio chi ha tanto amato, tanto ama e tanto ha fatto per la sua valle,… non abbia avuto e non abbia tutt’oggi rispetto per quei suoi luoghi in cui è cresciuto. “. Entrambe sono dunque brave persone, amano la loro terra al di sopra di ogni interesse personale. Le centraline nel Parco? Un tentativo subdolo di Legambiente di screditare l’imprenditore-sindaco. Insomma in queste lettere-spot chi critica, chi avverte delle anomalie nella gestione pubblica delle risorse sono persone cattive che non conoscono a fondo i loro interlocutori, loro sì buoni e generosi. Mi chiedo: ma da dove vengono fuori questi personaggi? Possibile che esistano davvero? Che esistano ancora? Come conclude la turista Vanda: che tristezza!

Sprechi in Valle 1

29 maggio 2012

Oggi che le risorse incominciano a scarseggiare è bene ricordare tutte quelle che in tanti anni l’Union valdotaine e i suoi alleati hanno buttato al cesso. Come dice un noto proverbio popolare: tutti i nodi vengono al pettine.

 

Ciaff!

28 maggio 2012

Rollandin voleva una banca e si è beccato uno sberlone. Chi ben comincia…

Brrrrrr…

27 maggio 2012

Regione e Bccv. La prima vuole mettere i suoi uomini, la seconda si offre, ma Bankitalia non vuole ingerenze politiche. Ai voti tutti quanti, senza distinzioni. Tre anni fa, Ennio Brochet, il consigliere designato non fu eletto, la Regione vuole evitare che la beffa si ripeta. La Regione vuole una banca! Bccv vuole i favori dei politici. Bankitalia boccia. Bankitalia ricorre al Tar. Il politico, Claudio Lavoyer, ha usato Bccv che si è fatta multare da Bankitalia per procedure non corrette. La Bva erogava crediti a go go, abbiamo visto che fine ha fatto. Banca e politici… non fa bene.

Chi c’è dietro?

25 maggio 2012

Qualcuno conosce la S.E.V.A  la società valdostana che si occupa di eolico? Si sa che ha sede ad Aosta, ma non ci sono tracce su internet. Si sa che sta cercando di colpire le coste italiane con progetti enormi, ma chi c’è dietro non si capisce.

Digressione 43

24 maggio 2012

L’immagine che mi si presenta comprende un gruppo di avvoltoi su un ramo che guardano sotto in attesa di una vittima da spolpare. In questo caso la vittima è il Movimento 5 stelle che io considero un interessante esperimento e come tale imprevedibile (grazie a quella che fino a ieri si è chiamata antipolitica, oggi sono stati dimezzati i finanziamenti ai partiti…). Si spera che muoia presto, una brutta caduta durante i primi passi e questo per la soddisfazione di dire: io lo sapevo, io l’avevo detto, non ci siamo che noi. Mors sua vita mea! Gli occhi sono tutti puntati sui quattro ragazzi sindaci, principalmente su Pizzarotti oggetto di critiche anche da parte di un gruppo di imbecilli cinquestellati. E non sono sguardi bonari. Questa attesa, questa voglia di agonia io la chiamo meschinità e aggiungo anche stupidità politica, perché, se Il Movimento 5 stelle inciampa e muore non è che qualcuno ne porterà a casa un pezzo, no, non sarà così. La delusione si aggraverà e andrà a ingrossare il grande serbatoio di chi non vota e non voterà più. Chi se ne frega se Hollande teme per la sua cara Parma e chi se ne frega di Grillo, io tifo per i quattro ragazzi che si sono trovati sulle spalle una responsabilità enorme e che sconfina con il loro ruolo di amministratori. A loro io dico: forza, non temete gli idioti anche se sono tanti e vi vogliono morti! Non mi fanno paura i vostri sbagli perché so che sono in buona fede:  siete giovani, avete tutto il tempo per imparare. Mi fanno paura i vecchi avvoltoi che vivono la novità come una minaccia al loro status quo.

Radical chic!

23 maggio 2012

La risposta di Romano Dell’Aquila fa il paio con quella di Milanesio. Se quest’ultimo rivelava la sua natura arrogante di vecchio politico, con la dichiarazione: che palle, in risposta alle critiche mosse al suo ruolo di amministratore unico dell’Università valdostana, Dell’Aquila rivela il vuoto assoluto di qualsiasi argomentazione. Si rifà allo stereotipo che vuole gli antagonisti dediti al No a prescindere. Un giudizio obsoleto e appartenente a un’epoca che sa di preistoria. Infatti, i due signori sono preistoria, ma ancora non l’hanno capito! Non è vero che non vogliamo un ospedale nuovo! E’ vero il contrario: nuovo e dislocato fuori città: il referendum chiariva a fondo la proposta alternativa (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito). Non è vero che non vogliamo un nuovo aeroporto! Vogliamo un aeroporto turistico per il volo a vela, coerente con il paesaggio e la natura della nostra Valle (a Dell’Aquila questo deve essere sfuggito),  quello commerciale lo abbiamo a 100 km, un buon servizio di navetta a chiamata risolve il trasporto senza sprechi e senza cattedrali nel deserto. Siamo per il ripristino della linea Aosta-Pré-Sain-Didier che potrebbe finalmente diventare una metropolitana capace di liberare la città dalle auto, altro che contrari allo sviluppo e alla modernizzazione! Contrari solo allo spreco di risorse per progetti inutili e costosissimi questo è vero. Siamo dei radical chic? Forse, ma non siamo dei pregiudicati: cos’è peggio? (A Dell’Aquila qualcosa deve essere sfuggito).