Archivio per gennaio 2011

Distratti e disattenti!

31 gennaio 2011

Si lamentano i consiglieri di minoranza comunale in targa Alpe, di avere scarsa visibilità sui media. Da questo punto di vista, ammettono di sentirsi inutili. Si avverte, nell’articolo apparso nell’ultimo numero di Alpe, una palpabile e legittima frustrazione. Si chiedono, se la disattenzione della stampa nei loro confronti, fosse anche causata dall’incapacità, intrinseca al partito, di comunicare. Si domandano, se sia meglio riflettere o spettacolizzare. Si rispondono, prendendo a esempio il giornale, che si può fare l’una e l’altra cosa: veicolare contenuti tramite forme piacevoli e di facile lettura. Ma, rilevano, nelle assemblee consigliari questa possibilità comunicativa rischia di trasformarli in clown. Chiedono, quindi, all’elettorato di aiutarli nel diventare opposizione anziché minoranza. E qui mi cascano le braccia per due motivi. Motivo uno: si rendono conto ora, dopo essere stati eletti e dopo averci assicurato, in caso di sconfitta elettorale, un’opposizione (quella che svolgono evidentemente non è tale neppure per loro, visto che pregano affinché l’anno nuovo ce la porti), di non sapersela cavare con i media? Chiedono a noi un aiuto per presentare i loro contenuti, quando noi li abbiamo votati perché convinti fossero loro i migliori? (Aiuto che peraltro non ascolterebbero, lo dico per esperienza). Motivo numero due: questa trasparenza nel presentare i propri limiti non è un’ingenuità imperdonabile per dei politici di lungo corso? Questa ammissione pubblica di inettitudine non svilisce “l’elevato contenuto delle loro riflessioni politico-amministrative?”. Fortuna per loro che non sono tutti come Patuasia, più spesso disattenti e distratti.

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La grande abbuffata

30 gennaio 2011

Qualcuno ha una mentina?

Anticipando forse l’aggravamento della crisi che colpisce il mondo occidentale, i nostri amministratori hanno deciso di accelerare i tempi dell’abbuffata, allargando a dismisura la greppia. Nuova funivia del Monte-Bianco: 100 milioni di euro; nuova università: 100 milioni; teleriscaldamento: 60 milioni; ampliamento del Parini: 150 milioni; people mover: 80-100 milioni; pirogassifigatore: 225 milioni; parcheggio ospedale: 40 milioni; acquisto quote Deval: 40 milioni. Sono solo alcuni dei progetti faraonici già approvati dall’Amministrazione, i cui costi cresceranno geometricamente durante la realizzazione. Se a questi “investimenti” aggiungiamo il rifacimento di molti impianti idroelettrici ex-ENEL – gran parte della manutenzione straordinaria dovrà essere realizzata in questo decennio, con costi impressionanti e conseguente crollo della redditività di CVA – possiamo avere una vista d’insieme e intuire il piano. “Abbiamo esagerato, qui crollerà tutto”, sembrano aver capito. “Mangiamo allora a quattro palmenti finché è tempo e lasciamo ai fessi che ci hanno votato il conto, sotto forma di un debito mostruoso”. Se pensiamo infatti che potremo ripagarlo, con gli interessi, vendendo statuine di legno o bottiglie di vino, ci sbagliamo di grosso. O se crediamo alla fola dell’investimento produttivo, ricordiamoci del trenino per Cogne, dello Splendor, dell’aeroporto, del Billia, ecc. Fino a oggi, l’eccesso di risorse del trasferimento sostitutivo ci ha in realtà permesso di vivere in un mondo surreale, dove tutto era possibile, “gli anni Rollandin”. Non sarà così a lungo e non lo sarà soprattutto nella seconda metà del decennio, in cui il peso del debito si farà sentire con tutta la sua gravità. La Valle d’Aosta rischia ormai il fallimento finanziario, conseguenza di quelli politico e morale. La prima iniziativa da prendere è rendere pubblico il bilancio di Finaosta, in tutti i suoi dettagli: sono soldi (e debiti) nostri. Da lì potremo partire per, forse, provare a fare qualcosa. In fretta, però: siamo già in ritardo e i forchettoni stanno apparecchiando tavola…

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Guste Mica Qualunque!

29 gennaio 2011

Guste Mica Qualunque, il film di successo ogni martedì!

Protezione?

28 gennaio 2011

Contesto il concetto di Protezione civile, se questo viene applicato solo in caso di calamità. La protezione civile deve essere sempre presente sul territorio e soprattutto far opera di prevenzione delle catastrofi. Allora mi spiegate il senso delle parole di elogio da parte dell’attuale responsabile nazionale, Franco Gabrielli, per una regione che ha deciso di costruire un pirogassificatore in un’area, la plaine,  già critica per il tasso di diossina registrato ultimamente dall’Arpa Valle d’Aosta insieme all’Arpa Toscana? Prevenire non è meglio che intervenire? Mi sembra che l’iniziativa abbia come senso ultimo quello di far chiudere le palpebre ai cittadini, un po’ come tutte quelle conferenze sulla legalità. Il “come siamo bravi” per sviare l’attenzione dalla realtà.

Digressione 6

28 gennaio 2011

Sapete qual’è il Paese dove le tasse sono più alte del reddito? E’ facile intuirlo: l’Italia. Dunque, in qualità di pubblicista ho percepito, nell’anno 2010, 200 euro, ne devo sborsare all’Inpg (Istituto nazionale previdenza giornalisti) 220. Il Ministero del Tesoro ha attribuito a questa categoria professionale un minimo di 3.000 euro annui, su questo minimo la cifra sopraindicata. Mi chiedo, ma ce lo chiediamo in molti, su quale esperienza sia stata concordata la cifra minima, perché è risaputo che una buona parte di pubblicisti guadagna una miseria (campa su altri redditi ai quali vengono applicate altre tasse). Si sa anche che la buona fetta dei suddetti lavora presso giornali locali che pagano pochissimo e spesso non pagano affatto. Per mettere insieme un centinaio di euro e mantenere quindi il tesserino, si fanno i salti mortali. Ma il colpo più mortale lo dà, appunto, l’Inpgi, per maggior correttezza il Ministero del Tesoro. Che fare? Se a questo misero reddito viene sommato un altro misero reddito? Io, pur essendo una persona che rispetta le regole e che, malgrado tutto, confida nello Stato e nelle sue Istituzioni, ho deciso questa volta di non pagare. Il troppo è troppo e al furto di Stato c’è un limite.

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Fra capre e vacche

27 gennaio 2011

Fabio Berriat, vicepresidente del Comité régional Batailles des Chèvres, vuole portare la finale ad Aosta, con lui la maggioranza degli allevatori. Niente da fare la minoranza, cioè l’assessore Giuseppe Isabellon, non vuole e pertanto la manifestazione rimarrà dove è sempre stata. La Croix Noire è uno spazio sottoutilizzato, non si capisce perché non potrebbe ospitare le capre oltre che le mucche. La giustificazione è bizzarra: l’Arena sarebbe troppo grande e poi la tradizione vuole Perloz come Capitale mondiale des Chèvres, anche se a seguire la manifestazione ci sono solo quattro gatti. Trovo legittima la richiesta del direttivo di traslocare la competizione caprina, sperando così di farla conoscere e quindi farla crescere, ma temo che questa ambizione si scontri con la lobby degli allevatori di mucche, molto più potente e più numerosa. Per l’assessore i conti tornano: vince la maggioranza.

Capito il concetto?

27 gennaio 2011

Come sarebbe una piccola città turistica come Aosta se potesse fornire accesso gratuito e diffuso a internet alle migliaia di turisti che ogni anno ci fanno visita…? Immaginiamoci un collegamento ubiquo e veloce ovunque. Nel déhors di un bar, in una piazza, nel Teatro romano, all’interno di una mostra. Tra l’altro la Valle
d’Aosta era stata scelta come regione campione per la sperimentazione del WI-MAX, cosa ne è stato…?
http://punto-informatico.it/3075490/PI/News/wifi-firenze-connette-centro-storico.aspx