Archivio per gennaio 2010

Autonomia in svendita

29 gennaio 2010

La Triplice Alleanza

Chissà, se nel folto gruppo di coloro che votano Union, c’è qualcuno che storce il naso all’idea di vedersi tra poco accanto il PdL.  A sentire Piera Diémoz si direbbe di sì. Infatti la signora Diemoz prega i dirigenti del suo Mouvement di non vendere il partito a Berlusconi, probabilmente in virtù della forte contraddizione che vede i principi fondanti dell’UV scontrarsi con quelli del Popolo della Libertà. Cosa le risponde il compagno di partito Osvaldo Chabod? In buona sostanza le risponde che i valori ideali si possono facilmente accantonare per dar spazio al pragmatismo del guadagno (in senso politico). Che per questa realistica ragione ci si può accompagnare anche con chi ha idee diverse dalle proprie, con chi è culturalmente un nemico. Miracolo del compromesso! Per convalidare il brillante cinismo di questa teoria, Chabod prende ad esempio la Lega nord, partito rimasto vergine nell’identità, nonostante la comunanza con il Premier. Un partito dalle idee forti, vicino nel cuore e nell’anima all’Union, entrambi padri del federalismo. Si complimenta Chabod, dalle pagine del Peuple, del successo conseguito da Bossi in materia di federalismo fiscale: primo pilastro del federalismo globale! Cita Prezzemolo-Chanoux che invitava i pigri valdostani a non soggiornare troppo a lungo nelle pieghe del passato, ma di marciare svelti verso il futuro e cioè, secondo l’interpretazione di Chabod, dritti dritti nelle braccia del Popolo della Libertà. Sorvolando così sulle minacce verso la nostra autonomia proferite proprio dalle camicie verdi, facendo spallucce alla xenofobia e al razzismo, mettendo pannoloni ecologici (nuova virtuosa campagna della Zublena) per assorbire la fifa che un autentico federalismo fiscale dia una dolorosa sforbiciata ai nostri contributi statali!

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I politici visti da Patuasia!

28 gennaio 2010

E’ pubblicato il nuovo album di Patuasia. Quando siete tristi per motivi vostri, fateci un salto, una risata riusciremo a strapparvela, è sicuro. Il merito vogliamo giustamente condividerlo con i politici: senza le loro facce non avremmo potuto essere così creativi!

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La Patrie dei famosi di serie C

27 gennaio 2010

Altre braccia rubate!

Abbiamo sempre criticato le scelte turistico-culturali quando queste sono facili scimmiottature della volgarità televisiva. Abbiamo sempre sottolineato la contraddizione fra queste scelte e l’intenzione di valorizzare l’identità legata al territorio. Quindi valutiamo come l’ennesima cretinata quella di voler ospitare il cast del programma televisivo L’isola dei famosi. Le motivazioni dell’assessore Aurelio Marguerettaz al riguardo sono le motivazioni di un commerciante, ma un uomo pubblico ha doveri verso la collettività che non sono propriamente quelli di un commerciante. Che razza di testimonials sono quelli dell’isola? Di quali valori culturali sono portatori? A quale target si rivolgono? Che immagine della Valle d’Aosta contribuiscono a diffondere? E quell’immagine ci piace? Queste domande il nostro Marguerettaz avrebbe dovuto porsele, perché prima di promuovere una qualsiasi cosa occorre avere un’idea chiara del prodotto che si vuole offrire. Idea che lui non ha. Un prodotto di eccellenza, tanto per citare un termine da lui usato spesso, per essere tale necessita di scelte mirate e coerenti. Ma nel suo cervello non alberga un ben che minimo concetto di turismo che sia sinonimo di qualità, piuttosto di caciara che fa numero: BASTA CHE ARRIVI GGENTE! “«La funzione specifica dell’Assessorato del turismo è quella di promuovere l’immagine della Valle d’Aosta, cercando di diversificare l’offerta, sulla base degli andamenti del mercato turistico, per consentire al maggior numero di persone possibile, compreso il pubblico del programma L’Isola dei famosi, che raccoglie una media di 5 milioni di spettatori, con punte di 7 milioni a puntata, di conoscere ed apprezzare le bellezze della nostra regione». Non lo sfiora l’ipotesi che la Valle non è cibo per abbuffate, ma raffinato e delicato piatto da gustare. No, non è nel suo stile! Una volta sui nostri sentieri passeggiava il fior fiore della cultura italiana, oggi verrà sostituito dai vip televisivi di serie C e dai loro fans. Ve l’immaginate a godere della bellezza dei monti?

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Emily è andata fuori!

26 gennaio 2010

Una donna d'antan...

Emily Rini, consigliera regionale targata UV, è tenera, tenerissima, così tenera che si taglia con un grissino! Alle polemiche sorte in seguito alla nuova legge da lei proposta (insieme a Hélène Imperial, altra consigliera UV) e che vedrà la futura Consigliera di Parità eletta dal Consiglio invece che dal Ministero del Lavoro, così risponde dalle pagine del Peuple: ” Je pense que trop de choses ont été dites et que cette loi a été quelque peu instrumentalisée. Malheureusement il s’agit d’un climat malsain – un type de climat qui à mon avis déçoit les gens – Cette loi a été signée par les trois chefs de groupe de la majorité mais surtout par les trois femmes de cette même majorité… et je considère qu’il est offensif de penser une seule seconde que des femmes pourraient agir contre d’autres femmes…”. Non è deliziosamente fuori da ogni tempo una così? Fuori luogo? Fuori?

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Nuovo sondaggio

25 gennaio 2010

Chiediamo agli utenti se Raimondo Donzel è da considerare una persona culturalmente di sinistra, soprattutto in base alle sue scelte politiche e al comportamento dimostrato nei confronti degli alleati di un tempo e degli elettori che lo hanno votato alle Primarie. Grazie per la partecipazione.

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Con chi sta Donzel?

24 gennaio 2010

Ma Donzel è di sinistra?

Donzel la mette sull’ideologico, la mette facile. Per lui l’imperativo è: non consegnare la Valle d’Aosta alla destra! Un’argomentazione che mantiene, soprattutto per le generazioni passate, un certo fascino. Cosa poi voglia realmente significare è un’altra cosa. Donzel, come Berlusconi (perdonatemi il confronto sproporzionato), si rivolge alla pancia degli elettori e non al loro cervello. Sbandiera, in loco, lo spauracchio del fascismo, come l’Altro, in Italia, quello del comunismo. Nella Penisola ha funzionato, da noi funzionerà? Donzel cerca di raccattare i voti degli unionisti romantici, i fedeli all’immagine di un partito martire della Resistenza, seppur nato dopo. (Non è la realtà che conta, ma quello che di essa si percepisce e si riconosce solo quello che fa più comodo). Donzel attacca la sinistra che considera radicale, includendo nel mazzo persone come Guido Dondeynaz, Roberto Louvin, Iris Morandi, Dina Squarzino, Carlo Curtaz…, Donzel è ridicolo! Ma sa che oggi non sono i contenuti a dare spessore alla politica, ma lo spettacolo di cui l’aggressione verbale è l’ingrediente principe. I contenuti sono l’amministrazione della nostra città, governata da lustri anche dal suo partito e da quella parte di unionisti e autonomisti che, secondo lui, hanno garantito un buon governo di centrosinistra. I contenuti sono lo spreco di denaro pubblico, lo scempio urbanistico, la speculazione selvaggia, il vuoto di identità che ancora caratterizzano il nostro capoluogo. Se questo è di sinistra, caro Donzel, allora la destra non fa più paura!

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Tutti a casa!

21 gennaio 2010

Riqualificazione fa rima con calcione!

Dare una risposta alla richiesta di abitazioni in città. E’ con questo obiettivo che il Comune di Aosta ha dato la stura alla nuova speculazione edilizia (Loro preferiscono il verbo riqualificare !) che consuma tutto ciò che resta del territorio urbano. E’ notorio che i progetti privati, appena approvati dalla nostra lungimirante amministrazione, possano risolvere il problema di chi cerca la prima casa. Il condominio (otto piani fuori terra) di viale Federico Chabod, infatti ha tutte le caratteristiche per soddisfare le esigenze delle fasce più deboli della società; è certo che il costo al metro quadro degli appartamenti sarà adeguato al loro basso reddito. Un Comune santo, santissimo il nostro! Novantuno gli alloggi che sommati ai cinquantasei, in via di costruzione al quartiere Dora, fanno centoquarantasette per altrettanti nuclei familiari. Se poi vogliamo aggiungere i numerosi condomini costruiti negli ultimi anni sul territorio comunale superiamo il migliaio e la POPOLAZIONE NON CRESCE! E il Centro Storico è vuoto! Dunque che razza di politica è stata fatta finora? Quali sono gli interessi veri che muovono le strategie del Comune? Non quelli della Città turistica (dal Teatro romano al posto del Grand Combin svetterà un condominio!), non quelli della città ecologica (costruire in periferia significa usare l’auto per recarsi in centro), non quelli della città solidale (i costi degli immobili sono proibitivi, mutuo regionale incluso), ancora una volta gli interessi restano soprattutto quelli degli impresari, degli speculatori e dei politici!

L’unico modo per riqualificare la città è quello di mandarli a casa! TUTTI!

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