Emily è andata fuori!


Una donna d'antan...

Emily Rini, consigliera regionale targata UV, è tenera, tenerissima, così tenera che si taglia con un grissino! Alle polemiche sorte in seguito alla nuova legge da lei proposta (insieme a Hélène Imperial, altra consigliera UV) e che vedrà la futura Consigliera di Parità eletta dal Consiglio invece che dal Ministero del Lavoro, così risponde dalle pagine del Peuple: ” Je pense que trop de choses ont été dites et que cette loi a été quelque peu instrumentalisée. Malheureusement il s’agit d’un climat malsain – un type de climat qui à mon avis déçoit les gens – Cette loi a été signée par les trois chefs de groupe de la majorité mais surtout par les trois femmes de cette même majorité… et je considère qu’il est offensif de penser une seule seconde que des femmes pourraient agir contre d’autres femmes…”. Non è deliziosamente fuori da ogni tempo una così? Fuori luogo? Fuori?

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37 commenti su “Emily è andata fuori!”

  1. giancarlo borluzzi Says:

    … mi scappa da ridere !

  2. mistery Says:

    da una che ha dichiarato, prima di essere eletta, un reddito di circa 8000 euro e che viaggia su un SUV cosa vuoi aspettarti? chi credi che l’abbia messa lì e per fare cosa? ma pensa veramente, “une seule seconde”, madamigella, di essere in grado di esprimere una posizione autonoma? ma mi faccia il piacere…..

  3. Mahdi Says:

    Già, un Porsche Cayenne col numero da votare appiccicato sopra… Automobile totalmente “out” da allora, se non lo era già. E’ comunque rassicurante sapere che Emily scrive in francese (anche se sarebbe stato meglio “offensant”, ma non sottilizziamo). Certo, perché non possiamo pensare “une seule seconde” che lei o altri consiglieri unionisti non padroneggino perfettamente la lingua di Molière o che, calunniosa insinuazione spesso sentita, si affidino a traduttori professionisti per poter sembrare bilingui, tanto crassa sarebbe la loro ignoranza. Come lo ha infatti recentemente detto a Parigi il più colto tra loro, non a caso il capo in un partito che ha nella cultura il suo punto di forza, “i francesi in Valle si sentono a casa”. I contenuti sono poi adatti al vulgus pecus unionista: quanto ci fa ridere, per rimanere educati, le varrà sicuramente qualche voto di preferenza in più. Brava, Emily! Ancora uno sforzo e un assessorato sarà tuo: hai già dimostrato di avere il livello adatto per entrare in Giunta.

  4. Andrea Says:

    Brutta cosa l’invidia neh???io la conosco e gira in fiat500,il porche non lo ha mai avuto!!!!ma e’ di un parente…finalmente abbiamo in politica un po’ di volti nuovi, anche bei volti il che non guasta, che sono istruiti e sanno esprimersi!ma l’invidia fa brutti scherzi…

  5. frecciarossa Says:

    La Fiat 500 è un cult della borghesia ricca, attualmente molto più trendy di un Porsche.

  6. Mahdi Says:

    Mi scusi, Andrea. Avendo notato l’adesivo col numero in lista, ne avevo erroneamente dedotto che la Porsche le apparteneva. Invece, come lei spiega con vivacità, era di un parente, evidentemente preoccupato che Emily potesse arrivare in ritardo ai comizi o che apparisse ai potenziali elettori come qualcuno che fa politica per interesse. Sapevamo già, e l’articolo sul Peuple lo prova ad nauseam, che si tratta invece di passione per il bene comune, e per quello delle donne in particolare, ma la sua precisazione fuga ogni residuo dubbio. Grazie. A questo punto, posso davvero inziare a provare un po’ d’invidia: la 500 mi fa impazzire…

  7. Andrea Says:

    Perché non mettete da parte la gelosia e guardate i fatti invece delle stupidaggini??!!purtroppo la rini con la sua gentilezza ed educazione vi disarma….

  8. Andrea Says:

    Dovreste conoscere le persone prima di giudicarle…..

  9. Andrea Says:

    L’adesivo sull’autovettura e’stato solo un gesto di festa ed allegria di fronte all’elezione di una giovane….non ci vedo niente di male!ma voi vedete il marcio ovonque

  10. Kurt_Cobain Says:

    ehi 🙂

    Però si comporta da politica esperta… 🙂

    Quando c’era da votarla mi ha perfino chiamato al cell… (siccome ho l’assicurazione della macchina presso l’azienda di famiglia…) e mi domandavo se c’erano gli estremi per una denuncia…

    E poi la butta in caciara, e questo va tanto di moda oggigiorno… divino!
    Non difende il suo operato argomentando, ma parla del clima…
    Malsano…
    Quanto ha ragione…

    Per quanto riguarda l’amico (suo) Andrea…
    Anche tu la butti in caciara? Ma chi è invidioso?
    Di una macchina? Davvero nella vita pensi bisogna essere invidiosi delle macchine degli altri?

    La tua amica è un politico, almeno tu che le sei amico abbine rispetto e pensa che le osservazioni rivolte non siano sempre e solo fottuto straripante gossip, ma semplici osservazioni a cui si può rispondere senza tirare in ballo frasi fatte o climi non compiacenti.

    E’ il suo lavoro, lavorare per tutti, se fa cazzate lo si fa notare.
    Se non risponde e divaga sul clima si fa notare che è “fuori”.

  11. Livia Says:

    Emily rini=schiava di rollandin

  12. superzenta Says:

    La Signora Rini noi l’abbiamo tirata in ballo perché non ci è piaciuta in quanto personaggio pubblico. Di lei come persona privata non ci frega niente. Possiamo criticare il suo operato da politico? O anche lei, Signor Andrea, aspetta con impazienza la legge che limiterà la libertà dei blogs? Sarebbe contento, se fossimo denunciati per il semplice fatto di aver criticato una legge che secondo noi mortifica la natura della Consulta femminile? La definisce democrazia questa?

  13. Andrea Says:

    Credo che emily accetti di buon grado tutte le critiche alla legge,che poi non e’ stata redatta da lei ma dalla sua collega

  14. Andrea Says:

    Darle della schiava non mi sembra un’offesa alla legge ma alla persona

  15. superzenta Says:

    Lei è un amico come ce ne sono pochi e lo dico senza ironia, però non ha fatto un piacere a Emily, rivelando che la legge l’ha redatta la sua compagna di partito. Le confermo che ogni valutazione fatta alla consigliera Rini è rivolta al suo ruolo pubblico: si può dare dello schiavo a un politico che usa la testa altrui.

  16. Andrea Says:

    Le leggi sono sempre redatte dal primo firmatario

  17. Slash Says:

    Con quei meravigliosi occhioni la rini può dire qualsiasi cosa!!!!

  18. El Pì Says:

    Boh, al di là di tutto, è l’argomentazione riportata in questo post che lascia un po’ di stucco.

    Si deve apprezzare una legge che riguarda le donne semplicemente perchè scritta/firmata da tre donne. Ah davvero?

    E’ un po’ come quella volta che Caveri è stato nominato direttore artistico della rai regionale, ma ha giurato che sarebbe stato imparziale. Ti devi fidare insomma.

    Un po’ come quando Lanièce è stato nominato assessore alla sanità, dopo che la cassazione l’aveva dichiarato ineleggibile. “E’ troppo bravo” dissero. Stessa cosa, ma per altri noti motivi, per Milanesio alla Testafochi.

    Andando avanti, di somiglianza in somiglianza, si arriva all’esempio degli esempi: Berlusconi che giura di non fare gli interessi delle proprie aziende. Anche là, basta fidarsi.

    Ma al di là di tutto tutto, a che serve la consigliera di parità?

  19. Mahdi Says:

    Una volta ancora grazie, Andrea, per la precisazione sull’autore della legge.
    Devo in parte anche darle ragione: prendiamo in giro Emily perché, ammettiamolo, è più facile e perché, in effetti carina, ci pare possa sopportare più facilmente qualche sberleffo.
    Col che ci dimentichiamo però, a nostro rischio e pericolo, che nell’UV OGNI consigliere, uomo o donna che sia, nasconde un pericolo, alberga un attentatore alle libertà personali, rappresenta un rischio per la salute pubblica – come dimostra la sinistra vicenda dell’inceneritore, gestita da par suo dalla (politicamente, s’intende) schiava di giunta Zublena.
    Davvero, Andrea, le esprimo tutta la mia riconoscenza per averci richiamati tutti a una vigilanza più stringente e per averci giustamente ricordato di “guardare i fatti”. Che fanno schifo e paura a un tempo.

  20. lorella vezza Says:

    Questa legge ha il solo merito di permettere al partito di maggioranza di appropriarsi anche delle nomine della Consigliera di pari opportunità e della Consulta femminile. Due ambiti che finora erano rimasti lontani dai loro interessi perchè considerati di poca importanza. Probabilmente dopo aver “occupato” tutte le postazioni interessanti presenti sul territorio si sono resi conto che si può accontentare qualcuno anche con le briciole.

  21. Slash Says:

    Ma la Rini e’ filo rollandiniana?

  22. Etta Says:

    Effettivamente su questa legge le giovani donzelle hanno esagerato. Pero’ bisogna ammettere che l’UV e’ l’unico movimenti che ha fatto eleggere due giovani donne. Entrambe istruite, una laureata in giurisprudenza e l’altra in medicina. Entrambe con due visi “puliti”, anche se la bellezza di una non e’ assolutamente paragonabile all’altra ma questo non credo che pregiudichi nulla nella loro carriera. Una rollandiniana DOC e l’altra anti-rollandiniana, garantendo equità di posizioni. Quindi non credo sia opportuno accanirsi su di loro, bisognerebbe vedere cosa combinano gli altri.

  23. giancarlo borluzzi Says:

    Quando una persona unionista scrive di politica il divertimento per il lettore è assicurato, come pure Etta conferma. Le due donne rossonere in Consiglio regionale hanno aderito a un’UV che ha uno statuto partitico pieno di insensatezze su etnie-francese-federalismo e che dichiara sua radice le teorie di uno Chanoux che riconosceva due razze (razze, neppure etnie) in Valle, di cui quella autoctona superiore per intelligenza a quella degli italiani. Di fronte a queste facezie è del tutto irrilevante la presunta equità nell’essere una pro e una contro il Rollandin. Sopra si parlava di auto. Posto che le persone si caratterizzano per il loro modo di pensare, nessun antiunionista può essere geloso di una persona unionista anche se quest’ultima possiede due Aston Martin, tre Lamborghini, una Bentley, quattro Porsche, due biciclette e i pattini a rotelle.

  24. Andrea Says:

    Quando parlavo di gelosia non mi riferivo certo all’auto ma piuttosto alla posizione!!!caro signor borluzzi,lei sono anni che prova a ricoprire l’incarico che le giovani in questione hanno conquistato!!!coerenza per favore borluzzi!!!!

  25. giancarlo borluzzi Says:

    @ Andrea. Io ritengo che la battaglia per la Valle si deve fare a Roma e non certo in un consiglio regionale ove si attende solo alla normale amministrazione. Non ho bisogno dei denari riservati ai consiglieri; io ho presentato alle elezioni dei simboli caratterizzandoli con una certa linea, che è l’opposta della tua. Poi sai, nella regione dei buoni benzina … Se uno vuole essere eletto si intruppa nel partito più grosso e tutto è più facile, ma ci sono i conti col proprio sentire e io sono coerente con quest’ultimo. Punto finale: che essere in consiglio da allineati a Rollandin sia una “posizione” è giudizio tuo e certo non mio nè della maggioranza dei patuasiani, pur con me divergenti in quasi tutto il resto. Se vuoi fare migliore figura, esprimiti sulla sensatezza dello statuto rossonero e sulle amenità di Chanoux da me indicate.

  26. courtney love Says:

    gelosoni, volevo chiedervi: ma poi, tanto per sapere, a cosa serve la consigliera di parità? un altro lauto stipendio con soldi pubblici…

  27. mistery Says:

    per Etta, l’UV ha fatto eleggere TRE giovani donne: la zublena dove la mettiamo? Bisogna ben dire che la sua presenza passa del tutto inosservata, pur essendo in giunta. Finora ha fatto solo “immagine” e, anzi, come assessore all’ambiente, ha anche contribuito alla possibilità di far grossi danni all’ambiente stesso, prestando il fianco al suo capo (e sputtanandosi così anche come tecnica ARPA) per giustificare la super porcata del termovalorizzatore/gassificatore o come vogliamo chiamarlo, ma comunque è una giovane donna super obbediente agli ordini (questo è sicuramente il suo maggior pregio, per LORO).
    A che serve la consigliera di parità? Boh? me lo son chiesto anch’io e penso che nessuno in tutti questi anni l’abbia mai capito. So solo che ha avuto anche altri incarichi pubblici, in modo molto inopportuno, seppur legale. Ma di incarichi pubblici in VdA ne sappiamo qualcosa e questo non è certo il caso più scandaloso. Ci sono accapparratori di incarichi che fanno ben peggio in Regione, nei comuni e comunità montane, al di qua e anche al di là dalle Alpi! Un certo (/a) Tersiva, che forse legge questo blog, ha iniziato a diffondere dati molto interessanti in merito.

  28. teddybear Says:

    Luigi XV aveva Madame de Pompadour, Napoleone III la Contessa di Castiglione, a Papi piace circondarsi di giovinette in fiore. In tutti i tempi la classe politica (almeno fino a Marrazzo) ha cercato la femmina giusta. Che abbiano in mente qualcuno anche per la Consigliera di parità e per la Consulta femminile che risponda a certi “canoni”? In Consiglio Valle a quanto pare ce l’hanno già fatta!

  29. Andrea Says:

    Vergogna!

  30. moussechocolat Says:

    Cerchiamo di non censurare, perché già solo il termine ci fa paura, siamo quindi costretti a riportare all’ordine qualcuno che esagera un po’, in questo caso il signor Teddybear. Il suo commento ci sembra offensivo nei riguardi delle donne in generale, un luogo comune che vede, alla base della carriera femminile, sempre e solo una mercificazione di sé. Può essere, ma non è regola. Qualche volta c’entra anche l’intelligenza. Madame de Pompadour è stata sostituita nel letto, ma non nel cuore del re proprio per il suo bel cervello, così dicasi per la Contessa di Castiglione.

  31. Diego Says:

    Ah La Emily io la invidio eccome e per molti motivi. Il primo e piu’ importante è che è una donna che si è fatta da se…. il secondo è la sua posizione di potere che si è guadagnata lottando con i denti e con grandi e nuove idee, il terzo per il suo amorevole babbo che ha utilizzato anche per lei lo stesso sistema che con lui per un certo periodo ha funzionato molto bene, certo che poi a forza di fare promesse da marinaio e dimostrare che la politica non è altro che puro interesse personale i voti (a cominciare dal suo comune di residenza) hanno cominciato col disperdersi!
    Comunque chapeau ad una famiglia che da decenni ci illumina con un modo assolutamente nuovo di fare politica, grazie ancora Rini!!! (ah, in ultimo anche le sue automobili e le sue proprietà un po’ le invidio!!!)

  32. Andrea Says:

    Finche pernettete la pubblicazione di post così offensivi, come quello di Diego, questi blog non avranno nessun valore e credibilità. Conosco gli ideatori di questo blog e sinceramente pensavo che volessero mantenere toni educati. Usando questi toni obbligate la gente a denunciarvi. Confidando nella vostra intelligenza spero sappiate riportare la discussione a Toni più rispettosi. Grazie

  33. giancarlo borluzzi Says:

    Andrea, mi fai pena col tuo “obbligate la gente a denunciarvi”, classico dire e non dire che lascia il tempo che trova. Infatti quanto scritto da Diego non offre alcun appiglio per alcuna denuncia, solo dimostra, vista la tua reazione, il tuo deficit organico di spirito democratico.

  34. michel Says:

    oh caspita…Per una volta mi tocca dare ragione al signor Borluzzi.
    Non si può negare che Rini padre e figlia hanno fatto un pò le bandiere al vento…Anche la Emily mi sembra che prima fosse stata ai vertici dei Foyer valdotain spinta dal papà per poi rientrare nei ranghi dell’Union x incanalare appunto i voti del padre.

  35. Diego Says:

    Andrea, Andrea, Andrea è chiaro dai tuoi post che sei di parte… forse sei un Rini sotto mentite spoglie?? Ma a prescindere da cio’ quel che ho scritto non è frutto di mie fantasie, vai a Villeneuve ad interrogare la gente e ti renderai conto che di persone da denunciare ce ne sono migliaia! E poi su, vorrai mica dirmi che sono questi i politici che ci meritiamo, no perchè se è cosi’ sei tu che devi vergognarti!

  36. superreina Says:

    Ripeterò fino alla nausea che cercheremo sempre di lasciare a tutti la possibilità di esprimersi, vi chiediamo quindi di contenere le ostilità entro i confini della decenza. Detto questo, Andrea, non ci sembra che gli “attacchi” nei confronti della tua amica, siano stati così pesanti, a parte Teddybear un po’ fuori dalle righe e subito ripreso da Moussechocolat. Le chiediamo di fare anche lei uno sforzo per essere un po’ più aperto “verso lo spirito democratico” e verso questo blog che non è precisamente una sacrestia.

  37. teddybear Says:

    @moussechocolat
    dopo il tuo richiamo all’ordine, anche se sono un orsacchiotto provo a risponderti senza graffiarti troppo. Se il mio commento ti è sembrato offensivo verso le donne in generale voglio subito rassicurarti: a questo mondo esistono un sacco di donne che fanno carriera grazie al loro aspetto, ma tutto ciò non sarebbe possibile se non ci fossero almeno altrettanti (se non di più) uomini che basano il proprio giudizio di una donna proprio e solo su quello. Erano questi i canoni a cui mi riferivo quando ho parlato di politica locale. Un altro discorso è poi passare dal bell’aspetto al meretricio, ma qui si può tranquillamente parlare di zoccole e di maiali, le une che si vendono, gli altri che approfittano della loro posizione di potere per poter godere di ciò che altrimenti sarebbe loro precluso (ma qui ogni riferimento alla realtà locale è OVVIAMENTE da escludersi). Fatta questa precisazione per la par condicio, credo converrai con me che il mondo della politica sia uno di questi luoghi di potere dove è più facile che si verifichi questa triste pratica, che porta anche al fatto “que des femmes pourraient agir contre d’autres femmes” per motivi che nulla hanno a che spartire con la valorizzazione del genere femminile. Paolo Guzzanti, da me citato in un altro post, parla infatti di “mignottocrazia” riferendosi ad alcuni episodi nella storia recente dell’attuale governo nazionale.
    Che le donne siano in gran parte escluse dai processi decisionali, e quindi anche dalla politica, lo sanno anche i sassi ma non è con il sistema delle quote rosa (che personalmente trovo avvilente e mortificante) che potranno uscire da questo limbo. La parità col genere maschile si otterrà solo valorizzando l’onestà e l’intelligenza di quelle che si impegnano, temo assai poche, e denunciando e svergognando quelle che invece si vendono (insieme beninteso ai loro clienti maschi).
    Per concludere, la Contessa di Castiglione non l’ho conosciuta personalmente, ma so che la sua “intelligenza” fu abilmente sfruttata dal cugino Conte di Cavour per ottenere l’appoggio dell’Imperatore francese nella guerra di Crimea.


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