Posted tagged ‘democrazia’

I valdostani hanno già deciso!

19 gennaio 2013

Riceviamo dall’associazione Valle Virtuosa e volentieri pubblichiamo.

Il 18 novembre scorso c’è stato un responso elettorale chiaro: i valdostani hanno deciso che la gestione dei propri rifiuti deve avvenire senza inceneritori. La decisione del Governo nazionale di impugnare la legge regionale relativa alle “Nuove disposizioni in materia di gestione dei rifiuti” è un atto tecnico che non può cancellare la volontà dei valdostani. Siamo comunque abituati a percorrere una strada disseminata di ostacoli, che, però, ogni volta sono svaniti. Sulla costituzionalità della legge si sono dapprima pronunciati i giuristi componenti della Commissione per i procedimenti referendari, affermando che “la ratio principale della legge in questione è la tutela della salute”. Il principio è stato ribadito anche dal giudice del Tribunale di Aosta Paolo De Paola, che ha respinto il ricorso promosso da Anida, Noy Ambiente e Rea Dalmine: “La finalità di tutela della salute umana (oltre che dell’ambiente), che connota la normativa comunitaria in materia di rifiuti recepita nel nostro ordinamento è stata chiaramente espressa dalla Corte di Cassazione […]”. Non abbiamo dunque ragioni per essere preoccupati poiché, comunque vada, la strada che la Valle d’Aosta dovrà percorrere è già tracciata dalla volontà popolare e siamo sicuri che gli amministratori che usciranno dalle prossime elezioni la faranno propria.

Presidente ci aiuti!

14 novembre 2012

Riceviamo dal signor Mario Badino e volentieri pubblichiamo.

Gentile Presidente Giorgio Napolitano,

come certo saprà, domenica 18 novembre in Valle d’Aosta si svolgerà un referendum propositivo. Obiettivo della consultazione popolare è decidere se mettere al bando o meno i sistemi di trattamento a caldo nello smaltimento dei rifiuti prodotti in Valle. Il quesito è stato ritenuto ammissibile dall’apposita commissione regionale e tale giudizio è stato confermato dalla magistratura, che ha respinto i ricorsi presentati contro il referendum. A fronte di ciò, i partiti della locale maggioranza di governo (Union Valdôtaine, Stella Alpina, Fédération Autonomiste e Pdl), che indicano nella costruzione di un pirogassificatore la soluzione più idonea per il trattamento dei rifiuti, invitano pubblicamente all’astensione, con tanto di manifesti “elettorali” che recitano: «Non andare a votare in democrazia è un diritto». Il Presidente dell’Union Valdôtaine, Ego Perron, per legittimare «la possibilità del non voto», ha perfino citato l’articolo 75 della Costituzione. Come cittadini, invochiamo il Suo intervento chiarificatore di Garante della Costituzione. È davvero conforme allo spirito costituzionale astenersi dal voto? O la possibilità del “non voto”, prevista dall’articolo 75, si limita a registrare un’evenienza di segno negativo? È poi legittimo invitare la popolazione a non recarsi alle urne, al fine d’impedire il raggiungimento del quorum? In caso affermativo, è accettabile che tale invito sia formulato da forze politiche che esprimono la locale maggioranza di governo e sono perciò identificate da alcuni cittadini con le stesse Istituzioni? Ci sembra, infine che l’invito all’astensione sia in contrasto con il carattere di segretezza del voto garantito dall’articolo 48 della Costituzione, specialmente in un contesto di piccoli seggi e piccoli paesi: è chiaro infatti che, quando a chi voterebbe «No» è chiesto di rimanere a casa, i cittadini che si recano alle urne sono etichettati come sostenitori del «Sì». Nel ringraziarLa per la Sua attenzione, confidiamo, signor Presidente, nel suo interessamento per la vicenda, che certo restituirebbe al confronto democratico tra proposte diverse la centralità necessaria in vista di una soluzione condivisa dei problemi della comunità.

Votare è democrazia!

18 ottobre 2012

Si trovano in evidente difficoltà. La maggioranza a distanza di un mese dalle votazioni per il referendum non sa ancora che pesci pigliare: votare no o non votare? E questo la dice lunga sulla loro serietà di amministratori. Cercano trucchi e trucchetti per avere più spazio nella comunicazione: quel Comitato del NO nato improvviso, con argomentazioni assai discutibili e composto principalmente dai partiti della maggioranza. Dicono che il Comitato del SI’ fa del terrorismo, ma qualcuno di loro conosce il significato della parola? No! Ma usarla fa scena, crea disagio nella popolazione, incute paura. Metodo efficace quanto meschino. Metodo che non offre informazioni scientifiche alternative, ma spinge sull’emotività. Metodo adottato da chi considera i cittadini solo uno strumento numerico per mantenere il proprio sistema di potere. Andare a votare significa avere una possibilità di scelta su una prospettiva futura che interessa tutta la Valle d’Aosta, non solo i politici della maggioranza e gli imprenditori che costruiscono inceneritori. Tutti devono poter valutare, se avere una torre alta 60 metri nella plaine è cosa buona per i nostri polmoni. Se per il Comitato del No è una scelta giusta e non dannosa che dicano le loro ragioni, così come quelli del Comitato del SI’ stanno facendo, saranno i cittadini poi a decidere a chi credere. Questa è democrazia! Metterla come la stanno mettendo le forze di maggioranza, cioè sull’attacco politico all’Union, è un depistaggio dall’argomento vero che, evidentemente, nasconde una carenza di informazioni.

Sistema di potere

17 ottobre 2012

Finalmente Ego Perron ha espresso in modo chiaro cosa pensa della democrazia il partito di cui è presidente: l’Union valdotaine. “Siamo contro  il referendum”. Essere contrari allo strumento più democratico della nostra organizzazione sociale, quella unica possibilità data insieme al voto e che permette ai cittadini di esprimere il loro parere, significa essere antidemocratici. La gestione del potere, tutto conferito nelle mani di pochi feudatari sotto l’egida di un imperatore, è prova nei fatti dello spirito politico che attraversa il Mouvement, ma le parole sono sempre andate da un’altra parte. Oggi il Partitone unico ha trovato coerenza e unità fra il fare e il dire: è contro la volontà popolare, quindi è contro la democrazia. Infatti, come definisce il presidente il suo partito è un esempio lampante del loro modo di intendere la politica: sistema di potere unionista, il potere di Rollandin! (aostasera.it). Ancora qualche dubbio su cosa è l’Union valdotaine?

Autonomia e democrazia in pericolo!

6 settembre 2012

Quando scrivo che è l’Union, con i suoi illustri interpreti, la vera nemica dell’autonomia, non voglio fare della provocazione, ma informare su un dato di fatto. Da pochi giorni l’ennesima prova che la mia tesi è esatta. La Valle d’Aosta ha voluto il referendum propositivo e lo ha ottenuto grazie alla sua autonomia legislativa, bene ora il nostro presidente di Giunta, Augusto Rollandin, scrive al Governo centrale affinché intervenga politicamente per evitare che questo referendum abbia corso. “… se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.”. Questa in corsivo è l’ultima parte della lettera che Rollandin, insieme alla Zublena, ha inviato al ministro Clini. La riporto e la riporterò ancora, perché è di una gravità enorme. Cos’è un referendum? E’ il momento più alto di democrazia in quanto è il popolo sovrano a esercitare una scelta. Rollandin non vuole impedire solo che si costruisca un pirogassificatore, peggio! Vuole impedire che la volontà popolare si esprima! Infatti l’esito del referendum non è detto che sia favorevole al Comitato del SI’. Per impedire questa libertà che, mi ripeto, è l’espressione della nostra autonomia, l’imperatore non si fa scrupolo di chiedere aiuto a quell’odiato Stato che a suo dire la minaccia! Eppure quello stesso Stato non ha ostacolato il referendum sul nucleare che si è regolarmente svolto e che ha rispettato il verdetto risultato contrario a quello della maggioranza politica di allora. Allora, c’è ancora qualcuno che nutre dei dubbi su chi mette a repentaglio la nostra autonomia e conseguente libertà?

Digressione 35

7 dicembre 2011

Non abbiamo scelta, dobbiamo digerire tutti gli errori della politica e pagare. La situazione è così grave che neppure scendere in strada con le spranghe la risolverebbe. Ci tocca pagare anche per nostra colpa. Colpa della nostra ignoranza. Superficiali e pigri ci siamo lasciati abbindolare dalle facili promesse di un pubblicitario. La democrazia ha dato ragione a chi ci ha condotti sull’orlo del baratro. Dispensatore di sogni di pessimo gusto. Guardiamo il vuoto e per non cadere siamo costretti all’unico appiglio. Che non significa la salvezza, ma solo temporanea sospensione.

Berlusconi docet!

15 novembre 2011

Sono stata eletta per cui fatemi lavorare! L’assessore regionale all’Ambiente, Manuela Zublena, nel rispondere alla lettera pubblicata sulla Stampa della signora Luna Meneghini, si esprime esattamente come l’ex (che brivido scrivere ex!) premier, Silvio Berlusconi. Il popolo sovrano, una volta che ha eletto i suoi rappresentanti, deve tacere e accettare le scelte che per esso fa la maggioranza. Questa è la sua interpretazione di democrazia. Un po’ riduttiva e che considera il “popolo sovrano” utile solo una volta ogni cinque anni. Un popolo bue. Nella democrazia evoluta, invece, si vuole che i cittadini siano sempre attenti al lavoro svolto dai loro eletti, sappiano controllarli, indirizzarli nelle scelte… che svolgano un ruolo attivo, partecipe e non succube delle decisioni prese dagli amministratori. Questa è la vera democrazia! Delegare non significa consegnare corona e scettro, ma un’infinità di responsabilità che più sono condivise meglio è per tutti.

Giù le mani!

21 aprile 2011

Cari amici grazie per la solidarietà espressa. Vi ringraziamo perché tenete alla libertà, alla vostra libertà! Perché questo blog è uno spazio libero e VOSTRO. Grazie per non aver dimenticato cosa è la dignità conquistata a caro prezzo da chi ci ha preceduti. Grazie per essere donne e uomini e non servi. Non hanno importanza le differenze di colore quello che conta ora è la sostanza che ci accomuna e che ha un nome solo: DEMOCRAZIA. Non ci faremo tappare la bocca, che lo sappiano. Noi non siamo come loro, non organizziamo mostre o festival sul Coraggio per poi cancellare un blog coraggioso. Noi siamo coraggiosi! Il nostro spirito è libero e vola alto. Noi non abbiamo paura, noi ci siamo. E non siamo pochi. Giù le mani dalla libertà! Cari amici, grazie di esserci!

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La democrazia non è di casa qui.

3 marzo 2011

Questa figurina dei Mangia-Mangia vale doppio!

Come funziona una democrazia? Con una società civile. Questa si trova in Germania dove un ministro non può mentire neppure per questioni che riguardano la sua vita privata. In Germania esiste ancora una società civile che poggia su principi solidi da noi no. Là i ministri bugiardi si dimettono da noi fanno carriera. Dunque difficile parlare di democrazia. All’etica che dovrebbe essere il fondamento della politica, si è sostituito il fare. Per non andare troppo lontano da casa, noi abbiamo un Presidente condannato che governa grazie a un elettorato che non si può definire società civile. Un elettorato che si fa un baffo delle regole morali e si affida alla capacità decisionale di un uomo che ha avuto seri guai con la giustizia. Rollandin è stato riabilitato? E cosa significa? Il provvedimento giudiziario che estingue l’interdizione dai pubblici uffici, non costituisce una riabilitazione morale! Perché, secondo voi, un pedofilo che ha pagato il suo debito alla società può tranquillamente tornare al suo lavoro a contatto con i bambini?  O sarebbe più sensato fargli fare qualcos’altro? Sono convinta che tutti propenderebbero per il buon senso. Eppure, nei confronti della cosa pubblica, si ragiona in maniera diversa. Rollandin che è stato condannato nel 1994 in via definitiva dalla Cassazione per aver danneggiato la Regione nella gestione dei contributi alle società concessionarie per i trasporti pubblici, oggi si trova sullo scranno più alto della stessa Regione e, come se non bastasse, è pure Prefetto e Presidente dell’Università valdostana! Concilia con la civiltà tutto questo? Guste è un uomo che fa. Prende le decisioni. Per i nuovi barbari, basta e avanza. L’importante è che fra i suoi provvedimenti ci sia spazio anche per gli interessi del suo elettorato. Così ragiona chi vota Guste Mica Qualunque and company. La società civile è un’altra cosa e sta da un’altra parte. Lo stesso vale per la democrazia.

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Digressione 4

17 novembre 2010

Ho ancora nelle orecchie la registrazione dei lamenti delle vittime della strage di Brescia. E sono passati trentasei anni. Gemiti che ti rimangono addosso, insieme alle immagini di quegli anni di piombo. Cicatrici della prima giovinezza che non si emargineranno mai. Lo sanno tutti coloro che in quegli anni hanno pianto, gridato, manifestato, lottato per difendere la democrazia contro il fascismo. Le sue istituzioni. Oggi lo Stato non ha prove sufficienti per condannare gli imputati di strage. Dopo tanto tempo nessuno è colpevole. Oggi si sa, ma lo si sapeva anche ieri, che lo Stato è in parte colluso. Omertoso. Inaffidabile. Mi piacerebbe credere nello Stato, affidarmi alle sue istituzioni, provare fiducia nella giustizia. Confesso che non ci riesco e non per ideologia, più semplicemente per intuito. L’Italia è malata, le metastasi sono diffuse ovunque. Questa ennesima prova di debolezza sfianca l’ultima resistenza. Resistere a cosa? Al malaffare che è coperto dai funzionari pubblici? Suggerito dai politici? Ignorato dai più?

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