Posted tagged ‘libertà’

Pane e satira

10 gennaio 2015
La satira lo fa ingrassare!

A qualcuno si allungava il naso a qualcun altro…

In un suo recente scritto, Luciano Caveri, ribadisce “il ruolo e la nobiltà della Satira politica, che pure può spingersi anche molto in là, ma è il prezzo della Libertà, che non esiste dove albergano logiche totalitarie di vario genere”. Per sua fortuna è cresciuto scoprendo cosa fosse la satira, prima sfogliando la raccolta dell’Asino poi Linus. La sua formazione politica si è costruita anche attraverso scrittori al curaro come Stefano Benni e Michele Serra, passando da Wolinski, Altan, Vauro. Per non parlare de Il Male, di cui ricorda le gesta clamorose e clamorose vignette. E come potrebbe mai dimenticare Giorgio Forattini, suo appuntamento immancabile. La sua testolina si formò anche con la satira politica televisiva di cui fecero spese personaggi come Dario Fo. E poi ancora Grillo e Begnini, insomma Caveri è cresciuto a pane e satira. Secondo lui “la satira politica è e resta una ginnastica mentale, che può dare fastidio, ma di cui in democrazia non si può fare a meno.” Una ginnastica che però Caveri non fa. Ricordo una querela che fece a me e al direttore del Travail per una vignetta satirica su di lui, querela archiviata con delle motivazione che avrebbero dovuto farlo arrossire. Invece il nostro bellimbusto (si fa per dire) non solo non arrossisce, ma si fa ritrarre con la scritta “Je suis Charlie” durante la Costituente valdostana. Una bestemmia che, se non fosse per la sua ridicola statura politica, farebbe rivoltare lo stomaco di tutti i vignettisti da lui citati.

Vincere!

21 marzo 2014

Mi piace la politica perché in molti Paesi ha sostituito la guerra. Il compito è quello di far funzionare in modo decente gli interessi molteplici e differenti che contraddistinguono gli individui. Con gli anni sono diventata pragmatica. Conservo gli ideali, come conservo il profumo e il sapore di quella minestra di patate e carote che mangiavo all’asilo e che non ho mai più assaporato. In una società come la nostra funziona solo ciò che vince. O meglio, chi detta legge e cioè i comportamenti, che sommati fra loro sono la cultura di un popolo, è chi riesce a mettere mano sulle leve del comando. Tutto il resto è folclore. Pertanto non mi associo più agli slogans, ai clan di appartenenza culturale: trappole contro l’intelligenza, per molti così rassicuranti! Detesto l’infantilismo soprattutto a sinistra che non solo cade in queste trappole, ma le costruisce. La libertà non ha famiglia. La libertà è sola. Con questa consapevolezza le etichette per me sono ormai fuori luogo. Possono servire per comprendere un passato, ma sono obsolete e inutili nel presente. Steccati che non aiutano a capire le numerose sfacettature che la realtà presenta. Meglio guardare ai risultati. Meglio vincere.

Autonomia e democrazia in pericolo!

6 settembre 2012

Quando scrivo che è l’Union, con i suoi illustri interpreti, la vera nemica dell’autonomia, non voglio fare della provocazione, ma informare su un dato di fatto. Da pochi giorni l’ennesima prova che la mia tesi è esatta. La Valle d’Aosta ha voluto il referendum propositivo e lo ha ottenuto grazie alla sua autonomia legislativa, bene ora il nostro presidente di Giunta, Augusto Rollandin, scrive al Governo centrale affinché intervenga politicamente per evitare che questo referendum abbia corso. “… se il referendum dovesse avere esito positivo per i proponenti, si affermerebbe il principio che a livello regionale su iniziativa referendaria si può arrivare a bandire una modalità di trattamento rifiuti rispetto ad altre, con un effetto domino le cui conseguenze nazionali sicuramente non Le sfuggiranno.”. Questa in corsivo è l’ultima parte della lettera che Rollandin, insieme alla Zublena, ha inviato al ministro Clini. La riporto e la riporterò ancora, perché è di una gravità enorme. Cos’è un referendum? E’ il momento più alto di democrazia in quanto è il popolo sovrano a esercitare una scelta. Rollandin non vuole impedire solo che si costruisca un pirogassificatore, peggio! Vuole impedire che la volontà popolare si esprima! Infatti l’esito del referendum non è detto che sia favorevole al Comitato del SI’. Per impedire questa libertà che, mi ripeto, è l’espressione della nostra autonomia, l’imperatore non si fa scrupolo di chiedere aiuto a quell’odiato Stato che a suo dire la minaccia! Eppure quello stesso Stato non ha ostacolato il referendum sul nucleare che si è regolarmente svolto e che ha rispettato il verdetto risultato contrario a quello della maggioranza politica di allora. Allora, c’è ancora qualcuno che nutre dei dubbi su chi mette a repentaglio la nostra autonomia e conseguente libertà?

Proviamo a contarci

16 novembre 2011

Riceviamo dal signor Bob Sinisi e volentieri pubblichiamo.

Tiro il fiato, e parto con il fiume di parole che mi scorre ormai da giorni nella testolina. Ho un sogno, neanche troppo difficile da realizzare, per la verità.

Immagino una manifestazione di tutti gli individui liberi e indignati che popolano questa isola infelice. Contro la gestione scellerata della crisi, e i politici condannati in via definitiva che decidono dei nostri destini, dopo aver messo al sicuro i loro. Contro l’arroganza del potere, la deriva culturale, ben amministrata dall’intellighenzia locale (con il cash di Mamma Regione). Per fermare la lenta agonia di una città sporca, cementificata e inquinata.

E, soprattutto, a favore della libertà di espressione. L’ho già scritto, ma qui da noi, chi si mette di traverso ha finito di vivere in pace. “Qui si fa come dico io” vi ricorda qualcosa?

Per questo penso a una manifestazione dal carattere fortemente simbolico: pacifica, innanzitutto, e poi  silenziosa, i cui partecipanti indossino un bavaglio. Un bel bavaglio davanti alla bocca. Ovvio, non ci si può presentare davanti al Palazzo in dieci, i cortigiani si sbellicherebbero dalle risate, e la casa reale si fregherebbe le mani. Questa nota è un grido d’allarme, ma anche un termometro. Insomma, dalle eventuali adesioni verificherò il grado di indignazione e di insoddisfazione delle persone a cui sono legato, grazie anche a Facebook. Poi si deciderà che fare.

Questo scritto sarà visibile a tutti, i servi premurosi tra qualche minuto saranno al telefono con i loro padroni e io, comunque vada, ho chiuso. Sapete benissimo dove lavoro. Ma, credetemi, non mi sono mai sentito così vivo e orgoglioso da anni a questa parte. Proviamo a contarci.

Ora e sempre Resistenza!

25 aprile 2011

Per il 25 Aprile, giorno della Liberazione dalla dittatura fascista, propongo questa mia intervista pubblicata su Aostaoggi.it, un piccolo, modestissimo contributo alla Storia che vide le nostre madri e i nostri padri dare la vita per la nostra libertà. Donne e uomini di ogni pensiero politico, oggi sempre uniti per difendere la nostra Democrazia.

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Digressione 8

13 febbraio 2011

Immagine tratta dal giornale online Liberation

Dopo la lotta e la vittoria si pulisce: fantantisco! Sono stata in Egitto diverse volte e avrei dovuto tornarci la settimana prossima; ho seguito, come molti, le fasi diverse della rivolta e mi auguro che la democrazia abbia finalmente accesso in quel paese meraviglioso e ricco di risorse. Che l’enorme disparità sociale venga colmata, permettendo ai più una vita dignitosa. C’è grande bellezza in queste donne e uomini nel voler ripristinare l’ordine sottomesso nella loro caoticissima città.  A me questa immagine commuove e vorrei essere lì con loro.  Tra i miei sogni c’è quello di organizzare un gruppo di volontari per ripulire il deserto dall’immondizia lasciata dai turisti. Evidentemente le aiuole e i muri di Aosta non mi bastano eh eh eh! (Aspetto paziente le solite battute).

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UHA UHAA UHAAA 23

16 novembre 2010

A nome di tutta la comunità valdostana, voglio esprimere la vicinanza a Aung San Suu Kyi, simbolo della pace, per la quale dopo tanti anni si sono conclusi gli arresti domiciliari. Credo sia doveroso celebrare questo momento per sottolineare l’importanza della libertà di pensiero e il coraggio di mantenere fede ai propri principi morali e politici, esponendosi in prima persona nella difesa della democrazia e dei diritti umani“. Con queste parole il presidente della giunta regionale della Valle d’Aosta, Augusto Rollandin, si è guadagnato il premio come miglior cabarettista dell’anno! Meglio di lui solo Berlusconi!

UHA UHAA UHAA UHAAAA UHAAA UHAA UHA!

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