Posted tagged ‘Televisione’

Affondi europei

4 novembre 2014

Riceviamo dal signor Giancarlo Pasqualotto e volentieri pubblichiamo.

Forse ai più è sfuggita l’ennesima figuraccia fatta dagli enti locali della nostra regione a livello nazionale ed oltre.Invito tutti a dare un’occhiata alla puntata andata in onda su Rai1 il 6 ottobre 2014 del programma Petrolio intitolata “Castello di Carte” ed incentrata sul tema della burocrazia. Nello specifico la parte che riguarda la valle ha per titolo “Affondi Europei”.Faccio i miei personali complimenti a questa coppia di giovani che ha avuto il coraggio di segnalare in modo esplicito le difficoltà che tutti noi cittadini incontriamo ogni giorno quando entriamo negli uffici della PA. Sono anche indignato come Valdostano per quello che questi giovani imprenditori hanno subito e per la decisione estrema che hanno dovuto prendere a seguito di questi nefasti eventi. Sono certo però, che altrove avranno maggior fortuna ed ASCOLTO! (altro…)

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Una di noi!

3 novembre 2013
Tutti gli altri a seguire!

Tutti gli altri a seguire!

Questa sera alle ore 20 su Rai 3, ospite della trasmissione “Che tempo che fa”, condotta da Fabio Fazio, sarà l’astrofisica Marta Burgay, una di noi!

Digressione 12

13 marzo 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

La RAI ha appena firmato un contratto con il sig. Ferrara al quale viene affidato lo spazio che fu di Biagi. 
Ogni giorno, dopo il tg1, il sig. Ferrara avrà la possibilità di dire tutto quello che pensa per 7 minuti. 
Questi 7 minuti CI COSTERANNO tremila euro alla volta.  Sì, avete capito bene, il sig. Ferrara porterà a casa ogni santo giorno per ben 3 anni 3 mila euro al giorno, ma non è quello economico l’aspetto più grave. Non basta che Berlusconi abbia tre reti al suo servizio e che controlli quelle di Stato, adesso ci infila pure il suo amico e portavoce!  Noi cittadini, purtroppo, non possiamo fare molto. Io vi chiedo addirittura di non fare nulla, non sintonizzatevi sul suo programma, se guardate il tg1 cambiate canale appena finisce il telegiornale, non consideriamolo, lasciamo che gli ascolti a quell’ora crollino. 
Diamo un segnale preciso, è una cosa piccola? Forse, ma è anche un’ indicazione che siamo stufi di pagare  per farci manipolare le menti. Allora più siamo meglio è!

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La Patrie dei famosi di serie C

27 gennaio 2010

Altre braccia rubate!

Abbiamo sempre criticato le scelte turistico-culturali quando queste sono facili scimmiottature della volgarità televisiva. Abbiamo sempre sottolineato la contraddizione fra queste scelte e l’intenzione di valorizzare l’identità legata al territorio. Quindi valutiamo come l’ennesima cretinata quella di voler ospitare il cast del programma televisivo L’isola dei famosi. Le motivazioni dell’assessore Aurelio Marguerettaz al riguardo sono le motivazioni di un commerciante, ma un uomo pubblico ha doveri verso la collettività che non sono propriamente quelli di un commerciante. Che razza di testimonials sono quelli dell’isola? Di quali valori culturali sono portatori? A quale target si rivolgono? Che immagine della Valle d’Aosta contribuiscono a diffondere? E quell’immagine ci piace? Queste domande il nostro Marguerettaz avrebbe dovuto porsele, perché prima di promuovere una qualsiasi cosa occorre avere un’idea chiara del prodotto che si vuole offrire. Idea che lui non ha. Un prodotto di eccellenza, tanto per citare un termine da lui usato spesso, per essere tale necessita di scelte mirate e coerenti. Ma nel suo cervello non alberga un ben che minimo concetto di turismo che sia sinonimo di qualità, piuttosto di caciara che fa numero: BASTA CHE ARRIVI GGENTE! “«La funzione specifica dell’Assessorato del turismo è quella di promuovere l’immagine della Valle d’Aosta, cercando di diversificare l’offerta, sulla base degli andamenti del mercato turistico, per consentire al maggior numero di persone possibile, compreso il pubblico del programma L’Isola dei famosi, che raccoglie una media di 5 milioni di spettatori, con punte di 7 milioni a puntata, di conoscere ed apprezzare le bellezze della nostra regione». Non lo sfiora l’ipotesi che la Valle non è cibo per abbuffate, ma raffinato e delicato piatto da gustare. No, non è nel suo stile! Una volta sui nostri sentieri passeggiava il fior fiore della cultura italiana, oggi verrà sostituito dai vip televisivi di serie C e dai loro fans. Ve l’immaginate a godere della bellezza dei monti?

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I coglioni di piazza

19 maggio 2009
Ritratto di un tipico coglione

Ritratto di un tipico coglione

I coglioni-di-piazza ci sono sempre stati solo che una volta non stavano in piazza. Gli sfigati frequentavano i bar delle loro periferie, tane dove potevano sublimare, a suon di rutti, le loro frustrazioni. Facevano a cazzotti, si ubriacavano, bestemmiavano…, ma il tutto si esauriva nel pudore del proprio territorio. Oggi, grazie ai grandi fratelli e sorelle veline, figli di nostra-signora-tivù, i coglioni-di-piazza sono stati sdoganati e si trovano ovunque, soprattutto in piazza. Come in televisione fanno a cazzotti, si insultano, sbraitano… si ubriacano, con la sicurezza di chi è nel giusto. E in effetti è così. Il loro comportamento, privo di una qualsiasi forma legata alla buona educazione, è la nuova normalità. Gli attuali modelli televisivi hanno coniato una forma di spontaneità spiccia che lascia spazio alle barbarie verbali e gestuali. Una libertà espressiva che ha distrutto quella correttezza formale che teneva in equilibrio la fragile impalcatura sociale. Così il rutto libero ha liberato i coglioni dalle galere del bon ton. Provate a chiedere gentilmente a questi di spegnere il cellulare durante la proiezione di un film o di abbassare il volume della radio, mentre stazionano in divieto di sosta o di non farvi partecipi della loro vita privata, urlando al telefonino, le risposte vi trasformeranno subito in marziani. Vi faranno sentire (e lo siete) dei diversi. Non sono loro a essere “fuori registro”, ma voi. Cioè noi. Sparuti naufraghi.

NB: i coglioni di piazza non hanno età.