Posted tagged ‘Roberto Louvin’

Tu chiamale, se vuoi, ipotesi

27 gennaio 2015

Non sarà un’avventura… no, non lo sarà. La scelta del candidato sindaco e vice-sindaco, sarà soppesata col bilancino degli equilibri politici. Quindi niente Centoz: troppo esposto alle critiche. E’ già sindaco che fa? Tradisce i suoi concittadini per andare in un altro Comune? Bella figuraccia! E poi è segretario del PD… va bene amministrare un comune piccolo piccolo, ma il capoluogo di Regione sarebbe troppo. Altra figuraccia. No, ci vuole altro. Un nome che piaccia ai Viérin innazitutto e che sia sopportabile anche a Rollandin. Un PD con tradizione unionista. Preferibilmente donna così dà un segnale di apertuta verso il gentil sesso e mette in difficoltà gli avversari: trovare il candidato giusto è difficile (siamo quattro gatti),  poi una donna… quasi impossibile. La Gazzetta Matin ha ipotizzato persone improponibili: Tonino Alder filo unionista da sempre, ma troppo vecchio e con qualche scheletruccio nell’armadio; Roberto Louvin politico di lungo corso, troppo lungo e poi che fa? Si rimette in pista con l’appoggio dell’Union valdotaine dopo che si era presentato come alternativa? No, sono ipotesi che non stanno in piedi giusto per scrivere qualcosa e offrire aperitivi da consumare nei bar. Se metto insieme gli elementi di cui sopra, mi viene un nome solo: Giuliana Ferrero. Proviene dalla politica per tradizione di famiglia, quel ramo della sinistra che ha sempre strizzato l’occhio ai Viérin, ha esperienza amministrativa, è giovane, è graziosa, è brava e si è allontanata dalla “cosa pubblica” quel tanto per essersi creata un alone di quasi verginità. Potrebbe essere lei.

L’altra faccia della medaglia

15 maggio 2014

Come si fa a credere nel valore del merito se non si crede nella sua applicazione? Due esempi: A Roberto Louvin viene conferito il ruolo di presidente della Paritetica, invece di valutare il suo spessore intellettuale e professionale Chantal Certan, già segretario e ora consigliere regionale di Alpe, lascia intendere che sia perché ha lasciato il partito, dunque un debito pagato. Secondo esempio: sono stata invitata a realizzare una mostra sui disturbi alimentari, invece di valutare il mio curriculum e le mie capacità creative i due grillo-talpa, Cognetta e Ferrero, vanno immediatamente a chiede all’Ufficio di Presidenza l’elenco dei miei eventuali (e inesistenti) incarichi. Secondo loro, ma non solo loro, altro debito pagato. Come posso dunque credere a chi strimpella a destra e a manca che bisogna cambiare il sistema quando nel suo cervello albergano le stesse vecchie dinamiche? Lo stesso modo di valutare le persone che esclude qualsiasi merito? Di considerare solo in base dell’appartenenza politica? Per cambiare bisogna essere diversi. Pensare e soprattutto agire altrimenti. Sia la Certan sia i due grillo-talpa sono l’altra faccia della stessa medaglia, quella che al momento sta sotto.

Renaissance? No, Réincarnation!

15 maggio 2014

Il nuovo presidente della Commissione paritetica per norme di attuazione dello Statuto speciale è l’avvocato Roberto Louvin. Chantal Certan,  consigliera regionale di Alpe gli fa gli auguri sul suo profilo fb, ma sono auguri al veleno: “I miei complimenti e gli auguri di buon lavoro. Peccato che non sia più attivo sostenitore di Alpe. Anzi, a ben pensarci è forse proprio per questa sua presa di distanza da Alpe che ha ricevuto, alla fine, la ricompensa. Doppi complimenti e doppi auguri, quindi”. Roberto Louvin è un uomo di cultura e professionalmente molto preparato, mi sembra che quello sia il suo posto. Ci fa onore. Ma dal momento che molti politici, e non solo politici, sono allevati con la convinzione che gli incarichi si diano solo in cambio di qualche favore, il fatto che a questo si possa associare il merito è assolutamente impossibile. Fa strano che la Certan appartenga a quella diaspora unionista che invoca il cambiamento, che promuove la meritocrazia quando il suo modo di pensare è quello che più si associa al clientelismo. La Renaissance? NO! Meglio la Réincarnation! (come dice il giornalista Daniele Mammoliti). Sinceri auguri a Roberto Louvin.

Le casseur des Alpes

7 marzo 2013

Réunir? Réussir? E’ l’esatto contrario, divide per riuscire . Scassa, smozzica, separa ovunque vada. Partiti, alleanze, schieramenti, maggioranze, nulla si salva. Prima frammenta il PCI-PDS-DS, poi l’Union, ora Alpe. Gioca sempre in casa e in trasferta, è sempre contemporaneamente sia maggioranza che opposizione. Prima si allea, poi rompe, poi ricuce, poi ri-rirompe. Più che il Leone dorato, il suo simbolo sarebbe il cuculo, noto per la sua  caratteristica del parassitismo di cova: consiste nel deporre il proprio uovo all’interno del nido di altri uccelli che poi verranno espulsi dal formidabile intruso. Ecco i fatti: Elezioni regionali 2003: Caveri vuole fare il Presidente, ma è solo Assessore al Turismo; inizia lo scasso, saranno le comunali  del 2005 ad offrire l’occasione per tornare in sella: “Caro Guste, se non vuoi che noi cuculi diamo i voti a Louvin e alla sua Aosta-Viva, via Perrin dalla presidenza con Caveri al suo posto,  via la Charles,  Le Dauphin all’istruzione e un assessorato al fido Pastoret”. Detto e fatto, risultato: Viérin (assieme a Rollandin) contro Louvin = vittoria. Politiche  2006 le Casseur des Alpes agisce nell’ombra, nel segreto dell’urna. Le politiche sono infatti le uniche elezioni segrete che si tengano in Valle d’Aosta. Le altre, Calabria felix… Nella sfida al Senato, Rollandin è contro Perrin. Viérin vota e fa votare Perrin, il cuculo unionista occulta le proprie uova nel nido di quello che diventerà Renouveau. Risultato:  Viérin (insieme a Perrin) contro Rollandin = vittoria. Politiche  2008 sempre voto segreto, stesse modalità; c’è un problema in più però, la forza di Perrin; allora il cuculo ritira le uova dal suo nido di Renouveau, ma fa comunque lo sgambetto a Guste votando Nicco contro Ego Perron. Tra Perrin e Fosson sceglie quest’ultimo, altrimenti salta l’alleanza con Rollandin per le imminenti regionali. Risultati: Viérin appoggia Nicco contro Perron = vittoria. Viérin appoggia Fosson contro Perrin = vittoria. Regionali 2008 il cuculo ha due uova in Giunta: Le Dauphin e il fido Pastoret. Abbandona Lucien che era servito solo per scalzare Perrin dalla presidenza, ma che con Guste aveva pattuito di espellere dalla giunta nella successiva legislatura. Le Dauphin inizia la campagna elettorale per il 2013, userà la Vallée di papà e i milioni di euro apparentemente  profusi per la cultura. In realtà sono soldi  impiegati solo a vantaggio della sua immagine e dei suoi clientes fissi, che foraggerà con i nostri soldi. Dicembre 2012 si alza il sipario, le manovre si fanno meno occulte ma il cuculo continua ad operare. Politiche 2013 nell’alleanza di Centro-sinistra deposita un uovo (Morelli) al Senato: non ci riesce alla Camera, Guichardaz è un sindacalista vero, va contrastato, quindi Le Dauphin  gli corre contro. Se ci fossero state le primarie della coalizione di  Centro sinistra? Le Dauphin avrebbe fatto il Renzi de nos atre, con il sostegno di Fiou e Ferraris (il nuovo che avanza). Risultato: sconfitta di misura, quindi vittoria mooolto beneaugurante per le prossime regionali. Il cuculo ha ora un suo nido nell’UVP? Gli basta? Nemmeno per sogno: il fido Vallet cova altre sue uova in Alpe che infatti è a forte rischio implosione.

Virus

16 gennaio 2013

Deve esserci un virus in giro che attacca i politici di annata. Prima Riccarand rassegna le dimissioni dal direttivo e dal giornale di Alpe. Poi arrivano quelle di Viérin, la nascita dell’UVP con Caveri e Rosset, poi Louvin di Alpe si dimette da consigliere regionale per tornare a insegnare e infine, La Torre e Luberto escono dalla Fédération. Le reali motivazioni di tutte queste scelte noi, poveri mortali, possiamo solo intuirle. A noi vengono snocciolate giustificazioni ideali che dette da alcuni di questi personaggi, risultanto comiche al limite del grottesco. Caveri e Viérin che parlano di valori e dialogo? La Torre che non condivide più la linea del suo segretario, Claudio Lavoyer? Quando mai la Fédération ha avuto una linea politica che non fosse quella di sbucciare pezzi di governo e sottogoverno? Luberto dice che non ci saranno partiti nuovi, perché loro ambiscono a un unico movimento autonomista. Capito che sono arrivati al capolinea ecco che i nostri “ribelli” si imbarcheranno nell’Union.

A che gioco giochiamo?

12 giugno 2012

Alpe si incontra a Chivasso con le varie Comunità alpine per elaborare un progetto politico che unisca quelle realtà che hanno in comune situazioni politico-geografiche e problemi annessi. Un progetto che potrà avere presto una forma nelle prossime elezioni politiche. E fin qui… quello che sconcerta o perlomeno non si capisce è la dichiarazione di Chantal Certan: “Il progetto che si sta portando avanti potrebbe avere, in Valle, anche altri interlocutori. Ma è ovvio che dipende dalla loro disponibilità” (La Stampa). Chi sarebbero questi interlocutori? Tempo fa il segretario Alpe si complimentava con l’Union valdotaine che aveva iniziato a creare una rete con altri movimenti autonomisti del Trentino, più o meno quello che sta intraprendendo Alpe. Se facciamo la somma di queste due dichiarazioni ci viene facile pensare che l’altro interlocutore o gli altri interlocutori, non possano che essere gli autonomisti locali. Roberto Louvin non si sente di escludere un raggruppamento autonomista e allora a che gioco giochiamo? Fatemi capire please!

44 gatti!

24 maggio 2011

Le dichiarazioni espresse dal nuovo segretario di Alpe, Chantal Certan, e dal consiglere regionale, Roberto Louvin, lasciano a dir poco perplessi. Dalle pagine della Vallée notizie, Certan dice che per lei i valori dell’Union valdotaine rimangono intatti e che l’attuale dirigenza li ha traditi. Che significa? Che il nuovo partito è nato perché alla guida della vecchia Union ci sono dei brutti, sporchi e cattivi? Non fosse per questo tutto il resto andrebbe bene? Evidentemente sì. Louvin, dalle pagine della Stampa, informa che Alpe è entrato a far parte di Ale, il partito europeo a cui aderiscono 44 formazioni politiche autonomiste, “un mosaico importante dei Popoli senza Stato e la Valle d’Aosta non può non farne parte.”. Popoli senza Stato? Che significa? Che ha ragione Perron, presidente dell’UV, quando si defila dai festeggiamenti per l’Unità d’Italia? Che dunque, noi valdostani siamo un Popolo senza Stato? Se mettiamo insieme le due dichiarazioni degli altrettanti vip alpisti emerge un quadretto familiare, fin troppo familiare. Niente di nuovo per Alpe, anzi di antico. Aspetto con trepidazione una smentita.

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Io copio!

29 marzo 2011

I bambini dell'Union raccontano favole!

Se Berlusconi prende atto che una gran fetta di elettorato è culturalmente ferma alla seconda media e si esprime di conseguenza, l’Union Valdotaine deve considerare i suoi elettori infanti della scuola materna. Nell’ultimo editoriale del Peuple, Ego Perron (superata la crisi il faccione è ricomparso seppur obliquo), confessa al suo pubblico (ne ha uno?) la delusione provata al Congresso dell’Alpe. La favola raccontata ai piccini è quella classica che contrappone il buono al cattivo. Narra il pifferaio di una Union disponibile “à lancer une confrontation sur les thèmes importants et sur les grandes questions… et prete à discuter avec les autres forces politiques pour apporter des rèsultats à la communauté valdotaine“. Ma la fatina rossonera così amorevole e disponibile verso il prossimo, si trova ad affontare Alpe, una stregaccia che è sempre contro “n’importe quelle décision, contre tout ce que représente le système actuel”. Riconosce il samaritano, i tratti della “gauche radicale, contre tout e contre tous!”. La fisionomia di Antonio Di Pietro. I leaders carismatici di Alpe: Carlo Perrin, Roberto Louvin ed Elio Riccarand, cloni di Di Pietro? Come è possibile affermare una cretinata simile? E’ possibile se si è un lettore affezionato di Libero e se si è un ammiratore del metodo Berlusconi. Infatti per Pollicino, non ha importanza il contenuto bislacco del suo articolo, ma l’effetto che fa. Affermare che Alpe sia un partito di estrema sinistra equivale a scimmiottare Il Primo Ministro quando taccia di kumunisti questi e quelli. Lo scopo è lo stesso: impaurire l’elettorato moderato che potrebbe nutrire qualche simpatia verso l’avversario politico. Anche in questo nessuna autonomia di pensiero e di strategia: l’Union Valdotaine copia Roma!

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Lettera a Babbo Natale

22 dicembre 2010

Caro Babbo Natale,

quest’anno ti chiedo di mettere sotto l’albero un’opposizione, perché quella che abbiamo non è tale, ma è solo una minoranza. Te lo chiedo non per me sola, ma per tutti quelli che sono sfiduciati dalla politica. Tutti quelli, e siamo molti, che hanno alzato la bandiera bianca, lo stesso colore del probabile prossimo voto, non per pigrizia e neppure per rassegnazione, ma per esasperazione. La politica delle interrogazioni, delle interpellanze, delle mozioni, non è quella politica nuova che ci era stata promessa. E’ politica da impiegati dal posto-fisso-così-mi-piazzo-e-non-ci-penso-più. Politica dal gusto tradizionale, pesante da digerire. Cosa ha voluto dire Louvin con “opposizione utile”? Utile a chi? E Cerise, come può ancora meravigliarsi che “l’atteggiamento costruttivo spesso non viene accolto dalla maggioranza”? Ma li ha guardati bene in faccia i suoi colleghi? E cosa vuole realmente significare Donzel quando afferma la sua “disponibilità al dialogo con tutte le forze che ci sono in Consiglio?”. Il loro, quello dei consiglieri di minoranza, è un mondo a parte. Lontano da tutti. Lontano dagli studenti (si sono fatti vedere ai cortei? Io non li ho notati!). Lontano dagli operai. Lontano dai comitati e dalle associazioni. Lontano da noi di Patuasia. Lontano dagli Amici di Beppe Grillo. Lontano da quel mondo che cerca una via d’uscita al ristagno delle intelligenze, al malaffare, anche con linguaggi nuovi. Troppo nuovi per loro: piccola aristocrazia di burocrati. Continuano a recitare la stessa parte senza accorgersi, distanti come sono dalla realtà, che  “dopo un certo numero di repliche lo spettacolo diventa stucchevole e noioso”.  Quante persone si sono allontanate dalla speranza di un cambiamento, stanche dei soliti discorsi sul “nuovo” e sulla “partecipazione”? Parole importanti, ma dal guscio vuoto? Portami, caro Babbo Natale, un’opposizione vera che scenda in piazza, che sappia ascoltare, divulgare, proporre, credere nelle persone e non solo durante i periodi elettorali. Un’opposizione dalle idee chiare, forte, creativa, anche divertente. Un’opposizione che sappia vivere e respirare lontano dalla muffa degli uffici e dagli afrori dei bar. Grazie.

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Una casa, grazie!

25 giugno 2010

Signor assessore mi vuole dare una casa come si deve e possibilmente non abusiva? Grazie a nome di tutti i randagi.

Non lo abbiamo mai nascosto: amiamo gli animali e li consideriamo conquilini a tuttotondo del pianeta Terra, pertanto non possiamo non applaudire Roberto Louvin, capogruppo di Alpe in consiglio regionale, per aver riportato in discussione i termini dell’ampliamento e sistemazione del canile regionale. «Il canile è in una situazione di sofferenza» ha evidenziato il consigliere Roberto Louvin «e necessita di interventi urgenti». (Aostaoggi.it) . I lavori avrebbero già dovuto essere conclusi, ma guarda caso si sono interrotti (provate solo a immaginare cosa accadrà alle Grandi Opere) a causa della variante del piano regolatore di Saint-Christophe. Sottolineo il pasticcio in corso: iniziano i lavori, evidentemente senza che nessuno sappia niente di quello che bolle in pentola, a lavori avanzati viene fuori che nella zona “FA1” dove c’è il canile, non si possono costruire nuovi fabbricati! Adesso il lungimirante assessore, Marco Viérin, si è dato 90 giorni, cioè tre mesi, per trovare una scappatoia: ma si può amministrare così?

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