Archivio per febbraio 2012

Coraggio

29 febbraio 2012

Ci sono cose che non capisco. Tra poco verrà indetta la prima riunione della Commissione antimafia, commissione a cui presenziano personaggi che non sono all’altezza del compito per motivi di carattere etico e morale, caratteristiche che dovrebbero essere seriamente prese in considerazione sempre, ma soprattutto in questo caso. Mi riferisco al dispensatore di pizzini verbali, Diego Empereur e a Leonardo La Torre, protagonista in una vicenda giudiziaria per turbativa d’asta. Che la maggioranza sia sfrontata, arrogante, fuori dalla realtà che vede i politici come la peste nera, lo abbiamo capito, ma che la minoranza accetti queste regole del gioco io proprio non lo capisco. Nessuno crede nella validità di questa commissione e nel suo ruolo, allora perché abbassare il capo pur di farne parte? Non sarebbe stato un segno di coraggio non accettare le candidature proposte e lasciare il giochetto inutile ai soliti giocatori? Viviamo in un clima tale che le mosse tradizionali, i compitini regolarmente svolti, non hanno nessuno scopo, se non quello di legittimare il gioco perpetuo. Occorre, al contrario, creare sconcerto, rompere le fila, tradire l’abitudine che premia sempre e solo chi sta al comando.

Denuncia!

28 febbraio 2012

A seguito dei continui e gravi disguidi sulla linea Aosta-Torino invitiamo l’assessore, Aurelio Marguerettaz, a denunciare la Rete Ferroviaria Italiana per l’interruzione di pubblico servizio!

Unione Sovietica!

27 febbraio 2012

Del come non si fa informazione e si alimenta la propaganda. Sull’ultimo numero del Peuple, in copertina campeggia la fotografia del ministro alla Sanità, Renato Balduzzi, con il presidente della Giunta, Augusto Rollandin. L’articolo verte sulla visita del ministro e sul nuovo progetto dell’ospedale: nessun commento è stato pubblicato. Per forza! Balduzzi dice chiaro e tondo che non è più il tempo delle cattedrali nel deserto e che i soldi a disposizione della Valle d’Aosta coprono una minima parte del costo complessivo. L’organo del regime, invece, con l’annotazione che Rollandin ha anche incontrato il primo ministro, Mario Monti, rafforza il concetto che l’Imperatore è avvezzo agli incontri con i vertici del potere, abitudine che basta e avanza per garantire la serietà propria e dei progetti che presenta. La demagogia, l’informazione manipolata, la propaganda volgare fanno del Peuple un giornale vecchio, roba da Unione Sovietica ai tempi di Breznev. Già, ma noi viviamo in Unione Sovietica!

Demenza Italia!

27 febbraio 2012

Impossibile non rendere pubblico questo accorato appello che, oltre me, riguarda anche voi, cari lettori di Patuasia. Si tratta, a dire il vero, di un avvincente spaccato sociologico di una fetta di umanità che da noi ha trovato facile accoglienza. Cotanta ricchezza non poteva essere abbandonata nelle lande sperdute del web, Patuasia si è sentita in dovere di offrirle un po’ della sua luce : così dalla più buia periferia internettiana, signore e signori ecco a voi il link: http://www.giovaneitaliavda.org/?q=node/50

Domenica con…

26 febbraio 2012

Domenica con… i bambini di Patuasia.

Cucciola del Benin - foto: Patrizia Nuvolari

Un po’ di chiarezza

25 febbraio 2012

Usiamo il logo del pirogassificatore come un urlo che manifesta il nostro irriducibile NO!

Riceviamo dal signor, Fabrizio Roscio, un’analisi dei testi pubblicati sulla rivista Environnement e volentieri pubblichiamo. (Le parti in grassetto e in corsivo sono a cura dell’assessorato).

Numerosi articoli della rivista n.53 di Environnement non sono firmati e non viene citata la fonte dei dati riportati.

Gestione non significa smaltimento. In VdA si sta tentando di mettere una pezza ad una gestione inadeguata dei rifiuti. Invece di rispettare le priorità imposte dalla normativa ad ogni livello, come ridurre i rifiuti e recuperare materia, si punta ad una soluzione impiantistica, quasi magica, che dovrebbe rimediare a tutto. Magari fosse così. Nel documento si parla di gesto di responsabilità, sarebbe gesto di responsabilità innanzitutto rispettare la legge.

Cos’è un pirogassificatore? E’ un moderno impianto di smaltimento rifiuti che recupera energia e calore dalla combustione del gas ottenuto dai rifiuti, non pericolosi e non differenziati, che residuano da tutte le misure di riduzione e differenziazione messe in atto. Le norme europee e nazionali impongono di ridurre al minimo e valorizzare al massimo i rifiuti. La raccolta differenziata, il riciclo e il recupero consentono di raggiungere il primo obiettivo, il pirogassificatore il secondo, garantendo un buon rendimento energetico.

La prima parola “E’”, andrebbe sostituita con “Sarebbe”, in quanto gli impianti descritti non esistono nella realtà. Per avere credibilità occorrerebbe precisare a quali impianti esistenti si fa riferimento, in modo da consentire le verifiche del caso. Per quanto riguarda la VdA, non vengono rispettati né la riduzione, né il recupero. Il rendimento reale del pirogassificatore è così basso da poterlo paragonare a smaltimento tout court. Comunque, se si rispettassero le leggi in materia di gestione dei rifiuti, il residuo sarebbe così esiguo che nessun imprenditore sano di mente vorrebbe costruire un impianto appositamente per smaltire i rifiuti chez nous.

Perché costruire un impianto di pirogassificazione in Valle d’Aosta? Per smaltire le 45.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti nella regione in un anno. Il pirogassificatore rappresenta, ad oggi, la soluzione migliore dal punto di vista della tutela ambientale, sanitaria, dei costi e del rendimento energetico. La Regione Valle d’Aosta è arrivata a questa scelta attraverso un lungo lavoro di studi e analisi condotto fin dal 2005 da esperti e tecnici.

Per smaltire le 45.000 tonnellate prodotte, senza rispettare la legge, altrimenti sarebbero 20.000, la regione fa un impianto da 60.000 tonn/anno, logico no? Non sto a entrare nel merito del resto della frase, ma sono sostanzialmente balle. Quando è stato chiesto di fare un confronto serio tra le ipotesi in campo, per semplicità “pirogassificatore” e “trattamenti a freddo”, l’amministrazione regionale si è rifiutata, nonostante una risoluzione del Consiglio.

Dove sorgerà, quali saranno i tempi di realizzazione e quanto costerà l’impianto? L’impianto sorgerà a Brissogne in località l’Ile Blonde. Per la progettazione e la costruzione dell’impianto che dureranno 3 anni e per la gestione per 20 anni di tutti i servizi connessi ai rifiuti, il costo stimato sarà di 225 milioni di euro. E’ stato calcolato che il costo di gestione per tonnellata di rifiuto non aumenterà rispetto alla situazione attuale, la quota a carico dei cittadini sarà coerente con l’attuale.

L’attuale sistema di smaltimento si basa esclusivamente sulla discarica, che è il sistema più economico in assoluto, con costi inferiori a 100€ a tonn. Il pirogassificatore, secondo quanto riportato nel bando costerà attorno a 150€ a tonn. Facilmente si arriverà a 200€ a tonn, che è il prezzo medio sul mercato per lo smaltimento di questo tipo, come non faranno ad aumentare i costi rimane un mistero.

Quale impatto avrà sull’ambiente e sulla salute? L’impianto produrrà, rispetto ai tradizionali processi di combustione dei rifiuti, una quantità minima di scorie, appena il 7-10%. Le scorie non sono pericolose per la salute e l’ambiente poiché vengono immediatamente vetrificate e resi inerti. Le ceneri residue, nell’ordine del 2-4%, potranno essere avviate al riutilizzo nell’industria o a discariche per rifiuti speciali. Gli studi condotti dai tecnici dimostrano inoltre che gli effetti del trattamento a caldo dei rifiuti non cambiano l’attuale livello di qualità dell’aria e che l’effetto delle emissioni del pirogassificatore è trascurabile rispetto a quelle attualmente presenti dovute alle nostre attività quotidiane, come il traffico, il riscaldamento domestico e le attività produttive.

L’impianto avrà necessariamente degli impatti aggiuntivi rispetto a oggi. Oggi non esiste, domani esisterà e fumerà. Vetrificare le scorie costa energia, che verrà sottratta al già basso rendimento dell’impianto. I residui del processo, siano essi fanghi o polveri, sono rifiuti pericolosi, che vanno smaltiti in discariche speciali, probabilmente in Germania, a caro prezzo. L’alternativa è realizzare in VdA una discarica per rifiuti pericolosi, qualche migliaio di tonn all’anno, ma bisogna avere il coraggio di dirlo alla gente. Nel paragrafo si parla di studi che dimostrano che il “piro” avrà un effetto trascurabile. Tali studi non sono mai stati mostrati, mentre ne esistono altri prodotti dalla Commissione europea nel 2000 (Linee guida sulla gestione dei rifiuti nelle aree di montagna), che sconsigliano di ricorrere all’incenerimento dei rifiuti nel contesto alpino. Altri studi come quello del 2008, pubblicato dall’IVS francese affermano che le popolazioni che vivono nei pressi di un inceneritore si ammalano di più rispetto al resto della popolazione.

La Valle d’Aosta farà da cavia per questa nuova tecnologia? No, esistono nel mondo oltre 100 impianti di pirolisi e gassificazione, perfettamente funzionanti e attivi. Si contano esempi in Norvegia, Inghilterra e Germania.

Se si legge il documento del Politecnico di Torino realizzato per l’ATOR, i numeri degli impianti sono di gran lunga inferiori. In Europa se ne conoscono 7 funzionanti dal 2000 in poi. Se si prende ad esempio la Norvegia, gli impianti non sono veri e propri pirogassificatori, ma inceneritori innovativi. In Norvegia la raccolta è diversa rispetto alla nostra: si raccoglie la frazione umida, ma non si raccolgono le plastiche. Da noi è il contrario, il che pone seri dubbi sul funzionamento dell’impianto.

Perché non portare i rifiuti fuori dalla valle? La normativa europea e la legge regionale n.31 del 3 dicembre 2007 stabiliscono che il ciclo dei rifiuti deve essere chiuso all’interno della regione Valle d’Aosta. Si tratta di un gesto di responsabilità dei cittadini nei confronti dei loro rifiuti.

Quest’affermazione non è corretta: sia la DE 98/08, sia la normativa nazionale consentono accordi tra regioni vicine per esigenze impiantistiche, per esempio 2 regioni piccole possono dotarsi di un unico impianto anziché farne uno a testa. La legge regionale impone invece la chiusura del ciclo nella regione. Lo scenario del pirogassificatore non rispetterebbe questa norma, perché alcuni scarti, classificati come pericolosi, andrebbero smaltiti fuori, come già detto. Lo scenario che avevano proposto le associazioni prevedeva la chiusura del ciclo in valle dopo un decennio, tempo necessario a intraprendere una corretta gestione dei rifiuti, dopo anni di malgoverno.

Nella seconda parte, che non riporto, si parla delle 4R (riduzione, riutilizzo, riparazione e recupero).  La regione VdA non rispetta queste priorità, infatti i rifiuti sono in continuo aumento. A dicembre del 2001 la raccolta differenziata avrebbe dovuto raggiungere il 60% e si attesta solo al 42%. La legge stabilisce in modo chiaro che va fatto prima il recupero di materia, solo successivamente il recupero energetico. I due tipi di recupero non sono sinonimi.

Sulle tappe si può solo dire che è la storia vista da un unico punto di vista, le associazioni avrebbero un’altra visione, ma sarebbe troppo lunga da riportare.

Ad oggi le associazioni, in primo luogo ValleVirtuosa, hanno ottenuto di  chiedere ai valdostani, mediante referendum, di esprimersi sulla scelta del pirogassificatore. Se la regione è così convinta delle proprie ragioni dovrebbe chiedere di votare a favore, non di disertare le urne. Parafrasando un motto dell’assessore all’ambiente, speriamo che i valdostani ragionino con le proprie teste.

Old style

24 febbraio 2012

Sembra proprio che la crisi della politica qui non tocchi nessuno. Le cose vanno avanti come nella Prima e, ancor meglio, nella Seconda Repubblica. Giochini, giochetti, scambi di poltrone, accordi, giuramenti, brindisi e aperitivi… . Ecco che la Stella alpina, pur di malavoglia, vota Empereur alla Presidenza della Commissione consiliare antimafia perché in cambio avrà un suo uomo alla Corecom (Comitato regionale comunicazioni); ecco che la recente riforma che ha ridotto da cinque a tre i componenti della Corecom viene ripensata dalle opposizioni pur di avere un loro rappresentante, quando sarebbe più facile e logico chiedere che uno dei tre fosse espresso dalla minoranza. Che nella Commissione antimafia ci sia Leonardo la Torre, protagonista in un processo per turbativa d’asta, e un Diego Empereur dispensatore di pizzini verbali, non turba nessuno. Gli eventuali turbamenti verranno gratificati in qualche modo con qualche concessione… sapremo quale. Insomma i giochetti old style continuano tra falsi veleni e battutine… e la gente è sempre più disgustata.