Archivio per maggio 2015

Ciao belli, ciao ciao!

18 maggio 2015
E' stato bello!

Dai, ditelo che è stato bello!

Cari amici e soprattutto cari nemici, Patuasia vi saluta… pronta per nuove e mirabolanti avventure!

Ieri, oggi, domani..

17 maggio 2015

Oggi Bicincittà. Avete visto un politico? Io della lunga carovana che mi è scivolata accanto ho riconosciuto un paio di candidati, ma nessun eletto. Vero che non li conosco tutti, ma anche vero che, se la manifestazione fosse stata organizzata dieci giorni fa la presenza dei nostri futuri o possibili rappresentanti sarebbe stata massiccia. La menano tanto con la partecipazione, ma chi non partecipa in realtà sono loro. Brutto esempio. Altro brutto esempio di totale assenza di empatia con la cittadinanza. Occasione splendida questa di Bicincittà che arriva a pochi giorni dalla proclamazione del nuovo consiglio comunale. Che bel gesto sarebbe stato quello di essere in mezzo alla folla dei “due ruote”. Vicinanza affettuosa e ideale a cui si sarebbe aggiunta una concreta dichiarazione di intenti. Quando mai il sindaco e i suoi consiglieri avranno la possibilità di stare insieme a migliaia di loro concittadini? Non mi aspettavo Marco Sorbara, quello che telefonò al pregiudicato Roberto Raffa per aiutarlo con “lavoretti” e oggi viene premiato dal consenso popolare e quindi promosso assessore. (Bello vero? Funziona così!). Mi aspettavo però Carola Carpinello di Valle virtuosa, Giuliana Lamastra e Loris Sartore di Alpe, anche Nicoletta Spelgatti, ma soprattutto mi aspettavo Fulvio Centoz. Le physique du role per la scampagnata ecosostenibile ce l’ha. E anche la tessera di un partito che si dice nuovo e rottamatore. Invece è la seconda volta che Centoz, nonostante l’aria del bravo ragazzo, gira le spalle alla città. La prima al Giacosa nel comizio di chiusura, quando il pubblico fu lasciato solo nell’attesa di Matteo Renzi. Non una parola spesa. La seconda oggi. Occasioni sprecate non solo per lui, ma per tutti. Buttate via dall’insensibilità e anche dall’ignoranza. Dall’incapacità di saper comunicare. Nessuno sforzo per ridurre il solco che demarca la lontananza della politica dalla vita reale. Per sentirsi un tutt’uno con noialtri. A loro va bene così. Il sistema non cambia regia. E perché, dopotutto funziona no? (Sorbara il più eletto con 743 voti!). Abbiamo votato, dunque abbiamo smesso di essere per cinque anni. Come sempre. Ieri, oggi, domani… lavoretti.

RETTIFICA:

Non ho visto Centoz in bicicletta, ma lui mi risponde che in piazza c’era. Ci credo e la sua presenza anche se non ha partecipato all’evento, ammorbidisce molto i toni amari nei suoi confronti. Rimangono intatti per tutti gli altri.

GENESI

16 maggio 2015

Bella la mostra di Sebastiao Salgado che si inaugura al Forte di Bard, GENESI. L’ho vista a Milano e la consiglio per il suo importante intento estetico-didattico. Salgado non è un reporter e non è un antropologo, è un narratore di storie. Racconta utilizzando le immagini espresse con la camera fotografica. Immagini al servizio di un pensiero: il suo. Per questo sono tollerabili e giustificate le sue fotografie costruite ad arte. Quei ritratti posizionati fin nei minimi dettagli. Altrimenti sarebbero falsi documenti. La fotografia è il linguaggio, ma ciò che crea non è riconducibile al fotoreportage e alla ricerca antropologica, è arte in senso lato. Linguaggio puro che prende in prestito la luce invece dei pigmenti o di altri materiali traducibili in espressione. I ritratti che realizza dei Mursi sono gli stessi che scattano decine e decine di turisti che arrivano al villaggio non troppo distante da Jimma, ma lui sa contestualizzarli all’interno di una narrazione che parla di un pianeta da difendere. E l’incanto dei suoi bianchi e neri è finalizzato allo stupore necessario, affinché il messaggio arrivi dritto dritto al cuore. E ci arriva, anche tramite la ricostruzione di una verità che oggettivamente non esiste più. Non in termini di quella purezza rappresentata. E’ il caso dei Mursi che spendono i soldi guadagnati con le acconciature più stravagandi, inventate apposta per i turisti e i fotografi, per trascorrere pomeriggi interi in compagnia di pessimo alcol. Ho citato questo caso perché anch’io sono stata in quel villaggio, ma è probabile che anche altre realtà siano meno idilliache di come il grande fotografo ce le rappresenta. Ma il fine giustifica i mezzi e il fine di Salgado è nobile. Riuscisse a trasmettere un po’ di amore verso il pianeta e i suoi abitanti più innocenti, sarebbe già abbastanza per farsi perdonare le sue contraddizioni.

Stoccafisso made in Italy

15 maggio 2015

Può un leone trasformarsi in uno stoccafisso? Può. Si è visto alla chiusura del comizio elettorale della coalizione-detta-di-centrosinistra. Dopo la melina dei vari segretari e presidenti di partito la palla del discorso è passata ad Augusto Rollandin che l’ha padroneggiata come un fuoriclasse. Destreggiata con facilità ha segnato il goal e portato a casa gli applausi. Leone in casa, senza dubbio. Ma fuori? Le partite fuori casa sono più difficili. Non c’è il calore della tifoseria. Bisogna essere pronti al contropiede. La domanda sul perché la Valle d’Aosta non voglia accogliere gli immigrati, ha colto alla sprovvista l’Imperatore. Non si aspettava la presenza in campo del giornalista di Piazza Pulita: la chiusura di un comizio per lui facile facile si è così trasformata in un fuorigioco che lo ha mediaticamente sconfitto. Trovato impreparato, Rollandin ha incassato il goal della figuraccia. Non può, infatti, un Presidente di Giunta rispondere come se fosse un ometto qualsiasi. Non può rivolgersi al giornalista, neppure tanto cattivo, ribaltando la questione con l’orrenda frase: “Li prenda a casa sua! Li ha presi?“, come se il problema dovessero risolverlo i semplici cittadini: ma che li paghiamo a fare i politici! (altro…)

L’origine del cambiamento

13 maggio 2015

L’opposizione nazionale e la minoranza del PD hanno ruttato contro l’Italicum perché legge antidemocratica che toglie agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati. Che sia un pretesto solo per affossare il Governo è chiaro come il sole. (Il vecchio PCI non ha mai voluto le preferenze e un referendum del 1991 ha decretato la volontà popolare che le ha affossate). Ma vediamo più da vicino il frutto di questo presupposto e inalienabile diritto. Date un’occhiata alle liste e rispondete alle domande: chi è stato eletto? Il più bravo? Il più attivo? Il più intelligente? Il più capace? Il più colto? Il più creativo?… NO! Sono stati eletti i più bravi nelle promesse. I più attivi nel porta a porta. I più intelligenti nel saper saltare nel carro più opportuno. I più capaci nell’offrire pacche sulle spalle, aperitivi e caffé. I più colti nell’arte della seduzione. I più creativi nella menzogna. E i migliori fuori! Non hanno mamme, parenti vari. Non hanno amici carissimi e santissimi. Questo e solo questo è il frutto delle preferenze! E si chiama clientelismo! Eccolo il risultato della demagogia che vuole il popolo sovrano. Il popolo è quello che è. Ma chi lo dovrebbe guidare deve stare sopra. Essere migliore in tutto. Dunque la politica deve premiare solo i politici meritevoli e darsi gli strumenti per farlo. Introdurre il concetto di meritocrazia che non è quello di portare più voti, quello spetta al partito con il suo programma. I candidati della lista vanno scelti all’interno di ogni movimento o partito, valutati ed eletti dall’assemblea degli iscritti. I candidati apicali in base alle primarie. Le maglie del clientelismo, del voto comprato anche solo con un caffé, non si chiuderebbero del tutto, ma si restringerebbero molto. Se lasciamo fare alla massa con la scusa di una democrazia cafona, becchiamoci i peggiori con la conseguenza che abbiamo sotto gli occhi: una politica accattona che fa sempre più schifo.

Analisi spicciolissima

12 maggio 2015

Come tradizione vuole sono tutti felici e contenti.

Stella alpina perde, ma il segretario si dice contento: è pur sempre il secondo partito della città. Alpe subisce un salasso, ma Sartore si dice contento: è pur sempre il primo partito dell’opposizione. L’Altra Valle d’Aosta ce la fa per un pelo, ma Carpinello si dice contenta: è solo il primo pelo per andare più in là. Si presume che quel là sia la grande pelliccia (ecopelliccia) della sinistra. Più onesto è Etienne Andrione di UVP che commenta il triste risultato facendo autocritica, ma Etienne è roba a sè, fuori dal politichese. Giustamente contenti Luca Lotto del M5s e Nicoletta Spelgatti della Lega nord per il brillante risultato ottenuto. Se la maggioranza presenta la solita compagine l’opposizione è più varia e con personalità piuttosto colorite. In teoria ci aspettiamo i fuochi d’artificio. E poi c’è lo sconfitto-sconfitto Luca Lattanzi che, guarda caso, si definisce comunque sereno.

Una curiosità, gli eletti del PD sono tutti calabresi. Dalla fontana, detta anche il fontanone, spiovono nuovi giochi d’acqua!

I finti giornalisti

12 maggio 2015

I finti giornalisti sono quelli che sparano cazzate per il gusto di farlo. I finti giornalisti non sanno scrivere, non cercano notizie, non elaborano pensieri… fanno pettegolezzo. Di quello triste, di bassa lega, di quello che vuole ferire. I finti giornalisti sono omuncoli e donnette. Cacche di mosca. Cattive. Stupidissime. E disoneste. I finti giornalisti sono quei tipi che ai corsi di aggiornamento firmano all’entrata e poi se ne vanno. Tornano solo per firmare alla fine della lezione che tanto loro che avrebbero da imparare? I finti giornalisti, se vedono un collega che intervista un terrorista, lo prendono per terrorista. Mi hanno vista alla serata conclusiva della coalizione vincitrice alle elezioni, dunque per i detentori di un cervello da rana, non avrei mai potuto essere lì mossa da curiosità, se ero lì ero già venduta al vincitore. Finta ribelle! Poco importa quello che ho scritto dopo che non era esattamente un inno, mica sanno leggere! Ma si può essere così desolatamente stupidi? E miserevoli? E codardi? Sono cacche di mosca, si può! I finti giornalisti dovrebbero essere radiati dall’Albo che non ci fa mica bene avere degli idioti cattivi tra di noi!

Sordi come campane!

11 maggio 2015

Non c’è verso non capiranno mai! La testa della casta è fatta di altra materia. Altro colore. Patrizia Morelli, consigliera regionale Alpe, in sala stampa mi viene incontro ed espira: “Hai letto la sentenza?”. Ho letto ciò che è stato riportato dai giornali e la domanda alpista esplicita in modo inequivocabile qual è la via maestra del comportamento del politico medio, quello che non insegue principi morali ed etici, ma solo ciò che prevede il verdetto di un giudice. Il resto è noia. Il resto siamo noi. I loro elettori, verso i quali gli eletti non provano il minimo imbarazzo. Anzi si sentono offesi, se fai notare l’incongruità del loro modo di gestire i soldi pubblici. Loro, poveretti, si sentono perseguitati e soffrono! Sperare nelle scuse, nell’autocritica, sperare in un comportamento degno è speranza vana: i politici non sbagliano mai! I politici non pagano mai!

La sentenza non dice che i consiglieri non hanno speso i soldi pubblici per pranzi, cene, regali e bla bla, dice che la legge non è chiara, che manca la soggettiva e bla bla, ma il fatto che il reato non sussista non vuol dire che il loro comportamento riguardo alle spese dei gruppi consiliari sia stato nobile. Opportuno. Virtuoso. Eppure non capiscono. Alla voce etica non ci sentono proprio.

Stella d’Oriente che brilli lassù…

11 maggio 2015

La prima cosa che salta all’occhio, quello mio, è che la politica in queste elezioni comunali, è diventata più chiara, quasi trasparente. Nel senso che non si vergogna di dire come si comporta nell’intimità. Ma quali cittadini! Ci sarebbero le primarie, ma neppure quali partiti! Chi sceglie e chi decide sono le lobby più o meno locali, o meglio, nascono locali per poi moltiplicare i loro tentacoli affaristici un po’ ovunque. Non per tutti i partiti è così, ma per alcuni, diciamo per quelli che tengono la barra del timone.

La vice-sindaco dell’Union, ostenta il medaglione della massoneria. E non è un caso che il candidato più votato della lista del primo partito cittadino sia quel Sorbara che mi querelò per via della pubblicazione di una sua particolarissima telefonata che denunciava il suo buon cuore verso un povero disoccupato, calabrese pure lui. Massoni e calabresi abbiamo in casa. (E per calabresi non intendo un’appartenenza geografica che di per sé non avrebbe senso, piuttosto antropologica). Il traffico lo dirigono loro. E lo dichiarano apertamente. Con un bel sorriso stampato sulla faccia.

Si presenta sulla scena un nuovo tipo di innocenza. Si tratta di una forma di illibatezza dovuta alla naturale arroganza di essere nel giusto e solo perché si comanda. Perché si sta sopra. Perché si appartiene a una grande famiglia di potere consolidato da buoni e lucrosi affari. Non è democrazia questa, ma una sua abile manipolazione. Chi ci governerà per i prossimi cinque anni saranno i mediocri esecutori di una democrazia arrangiata da chi li tiene per i fili.

Dopo il voto…

10 maggio 2015
Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto… una indescrivibile  leggerezza dell’essere.

E’ la prima volta che annullo la scheda votando me stessa. Temevo sensi di colpa. Invece no! Al contrario mi sono sentita vaporosa, sollevata, impalpabile come l’aria. Piacevolmente distaccata. C’è altro nella vita, mi sono detta. C’è la bellezza! L’arte e l’avventura sia fisica sia intellettuale. E checché ne dica Renzi la politica non è una cosa bella. Potrebbe esserlo. Certo che potrebbe esserlo, ma con regole precise e rispettate come lo erano nelle guerre del settecento. Un nuovo e più evoluto tipo di guerra senza morti. Fatta di abilità, di intelligenza, anche di spregiudicatezza, ma svolta all’interno dell’arena della legalità e del rispetto reciproco.

Qui abbiamo a che fare con gli interessi di alcune famiglie massoniche, con la ‘ndrangheta… che condizionano la nostra vita e ci appioppano le loro scelte, le loro visioni, le loro soluzioni amministrative… che sporco gioco è? L’opposizione esiste, ma è incapace di sostenere e cambiare questa situazione. Ingenua? Superficiale? Infantile? In parte corrotta? Se non negli affari, almeno nei rapporti che prediligono il familismo, le amicizie consolidate, i rapporti sicuri e prevedibili. Insomma, non c’è aria nuova in giro. Così è e così sarà.

Ma io mi sento ormai lontana, irraggiungibile…