Archivio per ottobre 2013

Si può fare?

31 ottobre 2013

Il consigliere regionale del M5s, Stefano Ferrero, dice che i 100.000 euro per l’organizzazione della “Scuola di Democrazia” gli vanno di traverso. Non ha torto: sono francamente troppi. Non so… mi sembra che anche Luciano Violante, come altri vip prima di lui tipo Mogol, Toscani, Sgarbi…, interpreti la Valle d’Aosta come un’occasione per mungere un po’ di soldi. La cosa mi dà fastidio. Mi ha sempre dato fastidio, soprattutto ora che di soldi non ce ne sono quasi più. La manifestazione è importante e va fatta, ma sono certa che potrebbe essere organizzata senza l’ausilio della società “Italiadecide” dell’Onorevole. La Presidenza del Consiglio dispone di personale sufficiente e capace per gestirla autonomamente, risparmiando sui costi. Certo, non saranno quelle le cifre che potranno combattere la crisi, ma l’utilizzo sobrio delle risorse può dare avvio a un altro modo di considerare la cosa pubblica (anche privata). Lo spreco illimitato sostituito dalla cultura del risparmio. Accendere la lampadina per generare una nuova e più luminosa energia, fatta di idee a costo misurato. Un altro punto di vista che può rivelarsi uno stimolo creativo. Si può fare?

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Il grande freddo

30 ottobre 2013

Laurent Viérin è appena tornato da un’esperienza indimenticabile in Trentino. Già gli mancava una campagna elettorale e così si è preso cinque giorni di trasferta per tenere comizi nella stupenda regione autonoma che ha tanti punti in comune con lui/noi. Insieme ai numerosi amici, esponenti del Partito autonomista Trentino Tirolese, ha combattuto battaglie politiche e condiviso esperienze fino alla vittoria di ieri. Laurent è stato felice di sostenere la lotta di popolo e di difesa dell’autonomia, di rinsaldare i legami di amicizia tra le nostre realtà, unite nella difesa dei principi e ideali comuni. Laurent ha visto brillare la luce dell’entusiasmo, la passione per un ideale e l’orgoglio di essere autonomisti. Felice della vittoria degli amici autonomisti, impegnati come lui nella difesa delle minoranze linguistiche e dell’identità dei popoli. I popoli fratelli.

Non so perché, ma mi sono venuti i brividi.

Nessun dorma!

29 ottobre 2013

Guardiamo la luna eh? Non il dito…
Non cadiamo nel tranello della “disinformatja”: ora molti giornalisti da Apt in cerca di consenso del Potere (contributo per motosega?) scriveranno che “ la ndrangheta non esiste in VDA”. Non è così, la parte importante della sentenza della corte di Appello di Torino conferma che qui da noi si fanno estorsioni mafiose e che i colpevoli sono stati individuati e condannati in due gradi di giudizio.
Gli escavatori non prendevano fuoco per autocombustione, come ci siamo raccontati per decenni. Le due sentenze differiscono nella parte che riguarda i destinatari dell’estorsione, ossia i fratelli Tropiano. In primo grado la Corte ha ritenuto che, rivolgendosi ai fratelli Raso come “mediatori” con il clan Facchineri, i Tropiano abbiano concorso all’estorsione mafiosa in loro danno: dovevano rivolgersi subito allo Stato, come fece l’Archeos dopo il rogo in suo danno. Da qui la loro condanna.
In secondo grado, assoluzione: i Tropiano non hanno concorso all’estorsione mafiosa in loro danno. Però che vuol dire? Le interpretazioni possono essere plurime. Dunque… sono curiosissimo delle motivazioni (90 gg) e del dispositivo della sentenza (che uscirà a giorni, indicando gli articoli cui si riferisce quella parte di verdetto). Come avranno motivato l’assoluzione i giudici torinesi?
Considerano che i contatti con la famiglia Raso non ci siano stati? Sembra strano: gli atti del primo grado sono pieni di intercettazioni che indicano la funzione di “guardianìa” svolta dai Raso in Calabria, per conto dei Tropiano. Oppure considerano che ci siano stati, ma che non rappresentino un reato? Oppure ancora hanno applicato l’art 384 cp, quello della “non punibilità”? Ossia quello che riconosce che il reato è avvenuto, ma in una tale situazione di emergenza per i Tropiano da non poter essere punito? La seconda ipotesi  mi sembra la più agghiacciante. Perchè?
Vorrebbe dire sancire con una sentenza un principio giuridico pericolosissimo: qualora si subisca un’estorsione mafiosa, semplicemente non è reato farsi “proteggere” da altri ambienti mafiosi o malavitosi, anziché dai carabinieri. Un precedente giuridico di enorme gravità, che autorizzerebbe chi subisce minacce ad ignorare lo Stato e a rivolgersi serenamente al boss più vicino.
In pratica, uno sdoganamento del contropotere mafioso alternativo a quello statale.
 Si potrebbero aprire prospettive esaltanti:
ogni azienda con il proprio mafioso di “riferimento”…
Slogan da marketing? 
“Un Mangano al giorno toglie i problemi di torno”.
Mah, boh, chissà….
Attendiamo dunque di conoscere le carte.
 Nel frattempo, nessun dorma. (roberto mancini)

Giuseppe e i suoi fratelli

29 ottobre 2013

Giuseppe Tropiano e i suoi fratelli sono stati assolti in appello dall’accusa di favoreggiamento con la ‘ndrangheta. Avevano chiesto aiuto agli amici legati all'”associazione culturale” calabrese, ma questo non è considerato un reato. Le mie considerazioni personali nei confronti dei Tropiano non cambiano e vorrei precisare che la mia non è stata una campagna denigratoria e diffamante, ma ha rispettato il verdetto della legge al suo primo grado di giudizio, come ora rispetto l’appello. La legge ha le sue regole e può assolvere un medico che ha causato la morte di un paziente, ma io da quel medico preferisco non andarci. Prudenza non è mai troppa. Se poi come dice qualcuno, per esprimere un parere occorra attendere i tre gradi di giudizio, allora mettiamoci il bavaglio che facciamo prima.

Ingolfati!

28 ottobre 2013
Operazione "Golfo".

Operazione “Golfo”. A quando un prossimo gemellaggio?

Perla nera 3

28 ottobre 2013

Difficile la vita di una blogger! Difficile soprattutto perché il mondo ha preso una direzione contraria rispetto a quello che si credeva la strada giusta. Dopo l’ex consigliere regionale, Luciano Caveri, che mi querela perché ho citato le sue stesse frasi, dopo l’assessore comunale, Marco Sorbara, che mi querela perché ho postato una sua conversazione, di dominio pubblico in quanto facente parte della sentenza “Tempus Venit”, dopo il giornalista di 12vda, Angelo Musumarra, che mi fa un esposto all’Ordine dei giornalisti perché rispondo alle sue insinuazioni diffamanti adesso è il turno di un certo Stefano Mandalari che mi scrive: “Dato che sono una persona corretta… la informo che in caso di cancellazione di tutti i riferimenti a Mandalari Stefano dal suo sito e con relative scuse pubbliche sempre sullo stesso entro la serata di oggi non farò consegnare alla polizia postale tramite il mio legale delle copie stampate relative alla mia persona su patuasia. Distinti saluti Mandalari Stefano“. Cosa avevo pubblicato su Patuasia? Alcune sue affermazioni violentemente razzistiche nei riguardi degli zingari e del ministro ecco: ” sparargli e problema risolto… io disponibile... basta fare delle leggi adeguate”. (Leggere post: Perla nera e Perla nera2). Secondo l’offeso io dovrei chiedergli scusa e di che? Magari nel frattempo si è ricreduto e ha capito che aveva scritto una cosa tremenda, magari ha cancellato il suo commento e la cosa mi farebbe molto piacere, ma allora perché tanta aggressività nei miei riguardi? Perché non scrivermi di togliere l’articolo in seguito a sincero pentimento? La rabbia invece tradisce un’indole che del pentimento non conosce traccia. Il mondo va al contrario. E gira in quella direzione così in fretta che chi scrive frasi razzistiche contro gli zingari si sente pure difeso dalla polizia postale! Mi gira la testa!

Influenza?

27 ottobre 2013

Oggi, in presenza della terza carica dello Stato, la presidente della Camera Laura Boldrini, si è notata l’assenza degli assessori, Aurelio Marguerettaz, Antonio Fosson e Marco Viérin; dei consiglieri Giuseppe Isabellon, Leonardo La Torre, Albert Chatrian, Laurent Viérin, Stefano Ferrero e Roberto Cognetta. Tutti influenzati?