Archive for the ‘Mala Amministrazione’ category

Favori?

8 maggio 2015

Riceviamo da Alpe e volentieri pubblichiamo.

Tutto risale all’ultima seduta, quella di marzo, con una interrogazione del consigliere Fedi presentata in data 18 marzo, che chiedeva se la cifra promessa dalla Società Telcha per contribuire alla spesa delle luminarie natalizie, indicata a più riprese in 12.000 euro, fosse stata regolarmente versata e in quale data. Il Comune aveva a suo tempo deliberato l’uscita di 72000 euro per gli addobbi di Natale, una grande cifra per una amministrazione che aveva sforato l’anno prima il patto di stabilità. Spesa contestata da ALPE perchè uguale uguale a quella impegnata negli anni di abbondanza. Ora, passata la festa, le promesse di Telcha erano forse state state dimenticate? Il Vicesindaco Follien rispose in maniera solenne che la cifra pattuita era stata regolarmente versata al Comune, guarda caso, proprio il giorno di deposito dell’interrogazione, il 18 marzo. (altro…)

Cadute a terra!

5 maggio 2015

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Ciao Patuasia, via Clavalité è rimasta disastrata per mesi e mesi; a una settimana dalla riasfaltatura perfetta, davanti alla Caserma dei Carabinieri, hanno già scavato e tacconato il tutto.
Pianificazione – organizzazione – risparmio, questi sconosciuti.
Sinceramente in questo paese non si sa più se farsi sovrastare dall’amarezza, dalla tristezza o dalla rabbia.

Cartolina

9 aprile 2015

Nel sito turistico della Regione Valle d’Aosta l’immagine riportata della Porta Pretoria è quella di un tempo con tanto di piazzetta delle Armi. Allora i punti sono due: o il sito non è aggiornato ed è grave perché offre un’informazione sbagliata di un monumento, o anche le istituzioni si vergognano di mostrare ai turisti qualcosa che di cartolina ha ben poco.

Bandiera bianca

7 aprile 2015

Passare accanto alle macerie della ex caserma Testafochi è un colpo al cuore. Quei mattoni, quella calce erano impastati della storia della nostra città. Città di alpi e di alpini. L’architetto che ha messo al mondo il progetto millefoglie della futura università e che ha ridisegnato il tessuto urbano, non possiede la nostra memoria storica e giustamente se ne fotte. Ma gli amministratori no, non dovevano fottersene. Invece cancellano. La città se ne va via con le ruspe, sparisce con le gru e l’identità collettiva segue la via del cemento. E non è una nuova classe dirigente aggressiva e affamata e smemorata che genera lo squallore contemporaneo; sono i vecchi, quelli che la memoria ce l’hanno e che dovrebbero preservare per le generazioni future. Ma la loro città non è figlia della storia, piuttosto è figlia della cabina elettorale. Totale disamore. Squisito interesse. Questi mediocri impiegati di una democrazia rabberciata che vuoi che se ne facciano della memoria di una città? Eppure senza, un luogo si svuota di contenuto diventa terra di scontenti. Come lo sono i nostri giovani.

Niveaux differents2!

10 marzo 2015

A Torino è stato presentato dal sindaco Fassino, l’assessore alla Cultura della Regione Antonella Parigi, la direttrice del Turismo della Città Luisa Piazza e la presidente dell’Unione Industriale «Expo-Exto 2015», il fittissimo calendario di eventi che Torino offrirà in vista dell’Expo.

Ad Aosta Leonardo la Torre, il presidente della società di scopo varata dalla Regione per gestire la partecipazione della Valle d’Aosta all’Esposizione Universale milanese, dà le dimissioni perché ha bisticciato con l’assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz.

Silenzio di tomba!

6 marzo 2015

Nell’area che dovrebbe essere occupata dal nuovo ospedale si è scoperto, oltre al cromlech, un cumulo di pietre che parrebbe una sepoltura importante. Il silenzio che aleggia intorno alle antiche pietre preoccupa. Io di questa Sovrintendenza non mi fido. Non mi fido neppure dei politici, degli amministratori, dei dipendenti pubblici… Capisco un certo riserbo, ma qui è il silenzio tombale! Eppure una simile scoperta dovrebbe animare il dibattito culturale e non solo locale. Invece si è prudenti, si ha paura di parlare… ci sono forti interessi che cozzano contro la cultura. Si vuole minimizzare la scoperta per poi seppellirla sotto all’ospedale: giusta locazione per attirare turisti da tutto il mondo! Aspetto la campagna elettorale per vedere chi vorrà cavalcare questo difficile cavallo. Chi effettivamente crede nelle potenzialità culturali e turistiche del nostro capoluogo.

Terrorismo internazionale e terrorismo istituzionale!

27 febbraio 2015
La Porta dei nostri ricordi.

La Porta dei nostri ricordi.

Assistere impotenti al saccheggio della Storia fa male. Vero dolore fisico. Una botta in testa che stordisce e fa soffrire. L’ignoranza barbara dei terroristi non si ferma davanti alle vite umane e all’identità di un popolo (compreso il loro) che è fatta appunto di Storia. Quante volte abbiamo detto e sentito che il passato è fondamentale per capire il presente e preparare il futuro? Tantissime volte. Quasi una cantilena che rischia di diventare noia, eppure è così: l’insieme di ieri è la Storia di oggi. Cancellare la Storia significa ricominciare senza bagaglio: il passato non serve perché non c’è niente da capire. Non si deve capire, ma subire. E questa affermazione che racchiude in sé una politica ben precisa, la troviamo anche qui, nella civilissima società occidentale. Anche in Valle d’Aosta. La scarsa cura complessiva verso i Beni culturali, l’atto vandalico perpretato contro la Porta Pretoria ed eseguito dal terrorismo istituzionale locale, hanno ucciso pezzi della nostra Storia e quindi della nostra identità. Sembra esagerato ciò che scrivo, ma se fate attenzione non è così paradossale. Si tratta di modalità differenti e meno gravi in quanto è possibile porvi rimedio, ma il risultato finale non è poi così diverso.  (altro…)

L’identità di essere una merda!

30 gennaio 2015
Qui si tenevano i concerti della veuillà, c'erano i banchetti e le scale addossate alle mura... questo luogo era il cuore delle Fiera!

Qui si tenevano i concerti della veillà, c’erano i banchetti e le scale addossate alle mura… questo luogo era il cuore delle Fiera!

Questo era il cuore della Fiera di sant’Orso. Un cuore che pulsava vivo tra le pietre, oggi è una vuota arteria. Bell’intervento vero? E poi mi vengono a parlare di identità, della sua salvaguardia. Quella piazzetta era nostra, era la nostra vita, la nostra città! Svuotata dagli affari, dai favori… che non hanno colorazioni, ma un’unica tinta: quella della merda! Grazie Laurent Viérin per la Restitution, grazie Roberto Domaine, la puzza ci mancava!

La prima volta…

27 dicembre 2014

Non ricordo altro esempio di avvertimento mafioso nei confronti di un partito politico. Si tratta di Alpe, l’unico partito che si è opposto in Comune alla nuova destinazione d’uso dell’ex caserma della Guardia di Finanza quella progettata da Serafino Pallu e poi crollata. Da uso pubblico a uso privato. Cioè si è data la possibilità all’acquirente di costruire appartamenti. Un gran bell’affare! E’ stato pagato un rudere con vincolo a utilizzo pubblico, quindi una miseria, per poi trovare la piacevole “sorpresa” di poter costruire un condominio nel bel mezzo della città! Tutti favorevoli tranne Alpe che si è visto recapitare un biglietto intimidatorio di stampo mafioso con su scritto: “Ex Caserma, LA FAM. E’ COSA NOSTRA”. Non voglio correre troppo, ma credo che la faccenda puzzi e molto. Che si tratti ancora una volta di favorire qualcuno con metodi non proprio trasparenti. Il Comune ancora una volta non brilla nell’esercizio delle sue funzioni; vi ricordo che la scorsa consiliatura si è chiusa con un Consiglio del tutto arbitrario convocato con urgenza per poter firmare l’accordo di programma che ha dato il via all’acquisto dei parcheggi dell’ex residence Mont Blanc. Il resto è cronaca.

Senza cuore

21 dicembre 2014

Sono stata alla mostra: Omaggio a Franco Balan, perché presa da nostalgia verso quell’uomo e amico. Mostra sobria che dichiara l’assenza di fondi, ma i manifesti sono belli e i dodici personaggi valdostani sempre molto piacevoli da vedere. Mi stupisce che non ci sia stata nessuna inaugurazione. Questione di risparmio? Fosse questo il motivo sarebbe stato sufficiente non offrire l’aperitivo, ma risparmiare sulle parole che senso ha? Trovo desolante questo modo di trattare una persona come Franco, un artista che ha lasciato un’impronta così forte in Valle d’Aosta. Ma questa approssimazione, questo muoversi alla chetichella, sono coerenti con il pensiero dominante che non crede a niente e a nessuno al di fuori di se stesso. E’ il “fare per fare”, senza la necessaria cura che è sempre frutto di una passione. Senza la necessaria organizzazione che è sempre frutto di un obiettivo. L’assenza totale di passioni e di obiettivi caratterizza il nostro tessuto connettivo. Quel mettere tutto sullo stesso piano che è poi quello del favore, del contentino, del ritorno in termini di consenso, ha azzerato la tensione verso la qualità. E quindi verso il piacere. Fare, senza il piacere del fare, diventa così un automatismo deprivato di qualsiasi investimento emotivo. La mostra espone le opere, i manifesti dell’unico grafico locale che ha saputo creare una cifra personale intrecciata con la tradizione del territorio. Il primo omaggio che la collettività attribuisce a Franco Balan è avaro di parole, di emozioni, di ricordi, di amore. Siamo un popolo senza Stato o senza cuore?