Archive for the ‘Guerra fra clan’ category

Fronte del tordo!

29 aprile 2015

Tutti contro Roma! Tutti contro Renzi! Tutti contro il PD! E naturalmente i brillanti statisti della minoranza di sinistra seguono come capre, ancora una volta, il disegno dei Viérin: indebolire l’altra metà dell’Union. L’UVP organizza con il suo candidato sindaco, Etienne Andrione, un incontro sul tema dell’Autonomia, dopo varie “riflessioni” i candidati delle altre liste presenti firmano un documento in cui si riconferma il valore inalienabile dell’Autonomia valdostana e promettono fioretti sulla futura gestione virtuosa della medesima “arricchita dai contributi finora silenziati, negletti o soppressi (La Stampa.it). Contributi silenziati? Negletti? Soppressi? Più francese per tutti? I forse sindaci Etienne Andrione (Uvp) e Nicoletta Spelgatti (Lega) con la forse vicesindaco Giuliana Lamastra (Alpe) firmano. Carola Carpinello (l’Altra VdA), pur condividendo i contenuti, vuole discuterli con la sua lista. La lista dice no, mai con la Lega e i fascisti. (altro…)

Il cuculo e il pettirosso

16 marzo 2015

Sorridere fa sempre bene alla salute” sostiene Donzel su fb. A ridere troppo, però, si rischia che l’articolazione della mandibola vada fuoriposto per assestarsi in una smorfia di dolore anziché di gioia. Un urlo di Munch cristallizzato e privato del suo significato simbolico, reso patetico dalla sua altrettanto patetica origine: la politica. Comunque meglio correre il rischio e Patuasia, durante la prossima competizione elettorale, si metterà a disposizione della risata. Non c’è altro da fare. Mi presenterò a tutti gli arrabbiati di qualsiasi orientamento politico, ai delusi, ai depressi che hanno perso la speranza, ai rassegnati… e ricorderò loro l’impegno civile che ci porta davanti al seggio, ma, questa volta, senza il dovere che impone la realpolitik di votare il meno peggio: il meno peggio non c’è! La parte più sostanziosa si è raggrumata nei due clan rossoneri: la sinistra moderata e quella con-i-controcazzi appoggiano sia l’uno sia l’altro clan. Patetico! (Aggettivo che ha fatto tanto incazzare Andrea Padovani, quando dovrebbe essermi riconoscente per tanta attenzione!). Se la destra ha qualche spazio nella Lega e in quello che resta di Forza Italia la sinistra è panata. (Il M5s ha perso il suo appeal). Quello spazio che poteva essere rappresentato da l’Altra Valle d’Aosta, non c’è. Riempito dalle uova del cuculo Dino (per dirla con Mancini). (altro…)

Una mentina?

26 gennaio 2015

Oggi Fulvio Centoz, segretario del PD, dice che i punti di riferimento sono diventati i contenuti e che le prese di posizione personali non devono essere il perno della politica, se no non se ne esce. A dire il vero lo diceva anche ieri, ma i suoi consiglieri regionali, allora duri e puri sostenitori del cambiamento radicale (?) gli fecero la guerra. Oggi che sono i Viérin a battere la pista, la loro posizione si è ammorbidita. Evidentemente il ruolo di interlocutore di primo piano non è quello adatto al PD, preferisce il profilo basso, si sente garante nei rapporti con lo Stato e questo è sufficiente. Anche Alpe si è lasciata fagocitare dal clan di Jovençan, dagli slogan rivoluzionari necessari all’UVP per giustificare la scissione dalla casa madre. Ma davvero è solo Rollandin il problema? O piuttosto un pensiero dominante che coincide con l’autonomia intesa come terreno di proprietà esclusiva di chi governa? Non è fin troppo facile scaricare su un capro espiatorio le cause della crisi della Valle d’Aosta? Se la colpa è solo sua tutti gli altri sono innocenti, al massimo vittime. Ma è così? Io non credo che sia così. Tra i massoni locali si nascondono nomi insospettabili. Di qua e di là. Ma nella stessa famiglia. (altro…)

Coglioni!

16 gennaio 2015

La Costituente valdostana non era una prova per la maggioranza, così aveva dichiarato Laurent Viérin a cui nessuno ha creduto. Oggi ecco il primo atto del nuovo corso: dialogo a quattro! Union valdotaine, UVP, Stella alpina e Pd. Ma dove è andata a finire la verve polemica nei confronti di Rollandin dei consiglieri piddini? Maccome, pochi mesi fa era l’orco mangia tutto e oggi Donzel, Guichardaz e Fontana”prendono atto della necessità di valutare un percorso di confronto“? INCAPACI! Quando Rollandin, messo in crisi dalla minoranza, aveva aperto al dialogo quello era il momento per il “nuovo corso”! Centoz, se non sbaglio, ci aveva provato, ma fu messo all’angolo dall’integralismo idiota dei consiglieri piddini che, guarda caso, oggi si sono resi più morbidi. Forse perché c’è l’UVP di mezzo? L’amico Laurent? Il renziano? (Ma Donzel è civatiano!). Il dialogo allora si sarebbe potuto fare, sempre in quattro, ma con partner diversi: Union, Stella alpina, Alpe e Pd. Rapporti di forza più equilibrati che avrebbero permesso qualche cosa di commestibile. Perché non basta “trovare soluzioni per ridare un governo stabile alla Valle d’Aosta” se la stabilità è monocolore! E oggi la bilancia pesa sul fronte unionista. Gli equilibri sono i due clan rossoneri a giocarseli. Pd alla finestra come al solito.

I postumi della sbornia

11 giugno 2014

La politica valdostana non è mai stata così lontana dalla gente. Nelle dichiarazioni in Consiglio i vari capogruppo della minoranza hanno espresso la loro nei confronti del Rollandin-bis. Ovvio. Quello che fa specie è che tutti hanno usato a sproposito e d’abitudine, parole come comunità valdostana, cittadini, valdostani… , ma che ne sanno loro di noi? Avvitati nei loro interessi di partito e personali, i consiglieri regionali si sono allontanati anni luce dalla vita di chi rappresentano, così lontani da diventare indistinti. Una massa unica. La maggior parte della gente non ha capito un tubo di quello che è successo! Se ne sono resi conto? La Renaissance non esprime niente. Un marchio. Una parola. Magari letta o sentita di sfuggita, ma sicuramente non compresa. Gli attori di questa pièce sono trincerati sul loro-palcoscenico, in platea il pubblico langue e sbadiglia. Fuori la vita trascorre ignara tra gli alti e, più frequentemente, i bassi di sempre. In quella vita lì loro non ci sono. L’amaro in bocca non è dato come vuole la Morelli dalla crisi politica, ma dall’aumento del costo della vita. Un prezzo che non produce fierezza ed entusiamo naif! (altro…)

Duello all’alba?

27 maggio 2014

Tra un mese si andrà a elezioni anticipate. Chi le vuole sono i due capi clan: Rollandin e Viérin, sarà quindi un vero e proprio regolamento di conti. I voti al posto dei proiettili: ci siamo evoluti. I restanti partiti verranno annichiliti. Ridotti in ruoli di gregari. Il dibattito politico azzerato nella lotta di riconferma del potere. Non ci sarà nessuna esclusione di colpi, sarà una lotta decisiva. Ma quale Europa! Qui siamo nell’Etiopia di Lucy! Noi cittadini, noi valdostani dobbiamo contrastare questo appuntamento che ci devasterebbe. Noi non vogliamo né Rollandin né i Viérin! Noi vogliamo cambiare verso! Vogliamo una politica libera da appartenenze familiari e clientelari, condotta da politici liberi da queste paludi. Vogliamo una politica fatta di progetti, che sappia intercettare gli umori e i bisogni della collettività, totalmente al di sopra delle logiche tribali che l’hanno contraddistinta finora. No, quindi alle elezioni-duello che oltrettutto ci costerebbe molto, e sì a un accordo con le forze di maggioranza, basato sul passo indietro del Presidente e su alcuni punti programmatici comuni e da realizzare al più presto. Sono d’accordo con il signor Romano Dell’Aquila, anche lui non festeggia nessuna vittoria perché nessuna vittoria c’è stata. Anzi. Nella conta dei “vittoriosi” i voti non tornano. Molti hanno preso il volo. Per andare dove? Astensione? Scheda bianca? Scheda nulla? Grillo-talpa? Concordo anche sul fatto che per il PD valdostano si aprono autostrade, spero che Centoz, con il brillante risultato conseguito grazie al riferimento a Matteo Renzi, abbia la forza di rilanciare il partito e di renderlo protagonista del cambiamento anche in Valle d’Aosta.

Abbiamo vinto! Uhaa uhaaa auhaaaa!

16 maggio 2014

Guichardaz se la prende con la maggioranza – avevano promesso che sarebbero venuti con noi e poi invece sono rimasti a casa! – Se la prende anche con Rollandin “che non si rassegna a prendere atto che è un ingombro, un peso, una zeppa” (lastampa.it). Fa anche una specie di autocritica che autocritica non è. Tra i numerosi forse sul cosa-avrebbero-dovuto-fare traspare con evidenza la cultura del boy-scout: loro, i buoni, hanno creduto nei galantuomini e galandonne che così non si sono dimostrati. Non sa il buon Jean-Pierre che in politica la bontà non c’entra, che il Palazzo non è una succursale della Parrocchia! C’entra la capacità di comprendere le occasioni e i tempi opportuni per portare a casa un buon profitto per il proprio partito e quindi per gli obiettivi per i quali uno è stato eletto. Ma per quale motivo Rollandin che ha portato a casa 10.000 preferenze dovrebbe sentirsi un ingombro, un peso, una zeppa? Perché lo dice l’opposizione? Perché i franchi tiratori poco gentiluomini, lo hanno messo in minoranza un paio di volte? Non basta! E si è visto. Quasi due mesi di crisi per cosa? Per nulla. Per il tutto come prima. Che altro aggiungere? Ingenuità? Infantilismo? Pochezza? Incapacità? Irresponsabilità? Tutte queste cose insieme visto che la Renaissance ha creduto nel senso dell’onore di uno come La Torre! Comportamenti che oggi ridicolizzano quella che ieri era una opposizione.

Come ragazzini delle medie

20 aprile 2014

Mi dicono che sono diventata rollandiniana. Mi dicono che le mie critiche aiutano il sistema. Mi dicono che le mie parole sono quelle di una traditrice. Allora bisogna stare zitti? Esattamente come vuole il sistema! Ognuno deve accettare ciò che gli offre la sua parte politica con passività, senza pronunciare parole che non siano in linea. Ma allora ho ragione io a sospettare che in atto ci sia solo una sostituzione di nomi, ma una conservazione dello stile. Al contrario le critiche sarebbero ben accette. Sarebbero una fonte di riflessione. Darebbero vita a un dibattito vivace dal quale potrebbero germogliare le idee. L’appiattimento culturale passa anche da qui. Dal silenzio. Dal conformismo e dall’esclusione di chi conforme non è. Mi si accusa perché non sono catalogabile. Niente di più infantile.

Alchimie, alchitue, alchinostre

18 aprile 2014

Tutto questo puttanaio politico (concedetemi il termine) nasce unicamente per il bene della Valle d’Aosta. Solo per gli interessi dei valdostani. Un po’ come da piccoli si giustificavano le botte: mamma e papà ti picchiano per il tuo bene. Ci trattano come se fossimo bambini. Ci raccontano le favole. Usano senza timore di abuso, il termine cambiamento. La fine di un sistema affidata nelle mani del duo Leonardo La Torre-Milanesio che rivoluzione potrà mai portare? L’unico vero cambiamento sia in meglio sia in peggio, solo gli elettori saranno in grado di deciderlo. Se la richiesta di dimissioni non ha funzionato ora Camaleon-ardo presenta una nuova soluzione alchemica: le mozioni di sfiducia agli assessori. Dice per superare l’impasse e garantire governabilità. Apre le braccia a tutti. Signore e signori l’asta è aperta al migliore offerente.

Siamo tutti rollandiniani?

14 aprile 2014

Signori chi non la pensa come Raimondo Donzel, Carmela Fontana e Jean-Pierre-Guichardaz è rollandiniano! Centoz è rollandiniano. Io sono rollandiniana, il resto del mondo che si dissocia dai tre moschettieri è rollandiniano. ‘azzo! ‘azzo! ‘azzo! Lo vogliono dimettere, invece gli fanno campagna elettorale. Doppia personalità? Stato confusionale? Senilità precoce? Non credo a quanto sta accadendo. Donzel e i suoi fidi stanno massacrando il PD per la gioia dei grilli che hanno sempre visto il PD come il nemico numero due. (Non credo, infatti, che se ci fosse stato il Congresso PD, Stefano Ferrero avrebbe esordito con un: qui siamo tra amici!). Per la gioia dell’UVP che vede il suo elettorato lievitare (i tre passeranno alla Gabella? A questo punto è una domanda che va posta). Per la gioia di Alpe che spera anch’essa in qualche briciola di elettore e naturalmente per la soddisfazione della maggioranza che vede sfaldarsi l’opposizione. Ma quale Renaissance, qui è la Restauration! Quella che a breve non vedrà più traccia di un qualsiasi partito nazionale in Consiglio! Ottimo risultato, grazie Donzel, sei stato grande. Non so, a volte penso che l’autosospensione sia tutto un pretesto per tenere sotto scacco il partito. Cosa ha detto di così grave Centoz?

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