Archive for the ‘Indagine’ category

A ciel sereno!

22 novembre 2014

La legge regionale non prevedeva l’obbligo di certificare le spese, dunque la prassi per alcuni gruppi consiliari era quella di non conservare le fatture. Altra prassi comune era quella dei regali natalizi nonostante la legge (creata dallo stesso Consiglio) fosse sempre stata chiara: i contributi finanziari sono dati se inerenti alle funzioni politico-istituzionali dei Gruppi consiliari per diffondere sul territorio la conoscenza sull’attività dei Gruppi stessi. Difficile che una scatola di cioccolatini rientri in questa voce. Naturalmente da parte di tutti i consiglieri coinvolti nell’indagine non c’è traccia di imbarazzo, figuriamoci se mai arriveranno alle scuse. Sono eternamente sereni e confidano nell’operato della Giustizia che, come afferma il PD, “saprà riconoscere la piena e assoluta innocenza di tutti i membri del partito per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio.” (La Stampa). Anche Alpe ha cercato di agire per il meglio, e l’UV non può che aver utilizzato con correttezza i soldi di tutti. E i pranzi e le cene e gli aperitivi del PdL e di Stella alpina non possono che essere stati digeriti per la salute di noi tutti. Può essere che i nostri politici siano stati in buona fede, se così fosse, la gravità del loro comportamento sarebbe ancora più pesante. La spensieratezza in politica mal si combina con la responsabilità. Cosa diceva Norberto Bobbio? E’ disonesto colui che rivolge la sua azione a vantaggio non del corso  sociale, ma a vantaggio proprio o del proprio gruppo. Dunque i soldi pubblici dati per il partito (finanziamento illecito) non è tanto un vantaggio per l’intera collettività, ma riguarda solo il partito di appartenenza, una specie di propaganda indiretta. Così le cene, le lotterie, le sagre, i regali e le feste varie. Ecco cosa sfugge ai politici e non solo a quelli di casa nostra: il senso dell’onestà come la intendeva il grande filosofo torinese. Usare i mezzi della politica, in questo caso i contributi, per il bene collettivo che esula non solo dal proprio interesse personale, ma anche di partito.

Gira e rigira…

19 novembre 2014

Nessuno che dia la notizia dell’avviso di garanzia e contestuale termine delle indagini a carico di san Giuseppe Tropiano, di  Serafino Pallu, di Pasquale Toscano (geometra di Tropiano), Roberto Guerrino Montrosset (titolare di una discarica), di Vincenzo Furfaro e di sua figlia, Rossella Furfaro, per associazione per delinquere finalizzata al traffico di rifiuti non pericolosi? L’indagine è della dottoressa Paola Stupino della Corte di Appello di Torino, Gruppo specializzato Criminalità organizzata. Avete notato come gira che ti rigira sempre gli stessi nomi compaiono?

Curiosità

13 giugno 2014

In questo frizzante periodo di scandali, scartabellando tra le pagine virtuali alla voce Impresentabili mi appare un nome: Antonio Tomassini, ex senatore di FI prima e PdL poi, ex presidente della Commissione Sanità al Senato. Un nome che ricordo di aver sentito circolare in qualche modo qui, in Valle d’Aosta. Trovo conferma. Nel 2010 il Comune di Valtournenche lo insigna della cittadinanza onoraria, questa la motivazione: “Al senatore Antonio Tomassini, medico e uomo politico di prima grandezza, per l’affetto e l’attaccamento a Valtournenche in anni di fedele frequentazione, dimostrato nei fatti con la sua disinteressata e appassionata attività politica a favore dello sviluppo turistico della località”. Non sapevano quelli del Comune che nel 1999, il medico disinteressato e appassionato, fu condannato con sentenza passata in giudicato a tre anni perché aveva falsificato una cartella clinica di una paziente deceduta. Un cittadino onorario poco onorevole si direbbe, tanto che poi fu condannato in via definitiva nel 2012. Fu successivamente riabilitato, come lo è stato il nostro Presidente, ma con l’approvazione del decreto legislativo sull’incandidabilità dei condannati fu uno dei quattro (su 100 parlamentari) e tutti del Pdl, a essere escluso dalle liste di qualsiasi corsa elettorale. Forse il Comune di Valtournenche non sapeva e ha continuato a non sapere anche di un avviso di garanzia nell’ambito dell’indagine sulle convenzioni concesse dalla Regione Lombardia ad alcune strutture sanitarie private. Ecco, non sapeva, lo perdoniamo, ma ora sa. Tutti chiedono esempi di fermezza sulla moralità e sull’etica, saprà il Comune farsi fulgido esempio, ritirando al politico di prima grandezza la cittadinanza?

Impossible!

19 maggio 2014

Ma vi rendete conto che quel giornaletto di due fogli e otto pagine in bianco e nero, tranne durante le elezioni  che è a colori e in italiano, con il titolo “Le Peuple valdotain” è costato, sommando i soldi dati dal gruppo consigliare unionista e quelli versati dallo Stato, durante i quattro anni della trascorsa legislatura, un milione 859mila 100 euro e 98 centesimi, versati nelle casse della società “Nouvelle editrice”! Ma come può essere possibile?

Essere o apparire?

24 marzo 2014

Pubblico con ritardo e mi scuso, il comunicato stampa del gruppo di minoranza di Torgnon in relazione al consiglio comunale di Torgnon del 7 marzo 2014 che ha affrontato la questione relativa a Perrin Davide.

Il consiglio comunale più lungo, complicato ed imbarazzante della storia di Torgnon. Noi del gruppo di minoranza siamo allibiti ed esterrefatti di come il Sindaco e la maggioranza abbiano affrontato la gravissima questione dell’ indagine per “voto di scambio con criminali” che coinvolge l assessore al turismo e all’agricoltura Perrin Davide. Il sindaco ha incentrato il discorso non sulla gravità della questione, ma puntando il dito sul “degrado morale” e “lo sciacallaggio” da parte dei giornalisti e del Capogruppo di Minoranza in particolare nei confronti dell’indagato, nonché sviando l’attenzione dei consiglieri sull’indagine che coinvolge le forze politiche valdostane a 360 gradi; minimizzando così in modo assolutamente inopportuno la gravità della questione. (altro…)

Scandali made in VdA

10 marzo 2014

Scandalo trasporti e voto di scambio 1993

Uno degli indagati dell’operazione“Lenzuolo” del 1999 è un anziano ebanista di Saint Vincent, Francesco Raso, che da tempo dimostra grande attenzione e passione per la politica, già nel 1978 siede nel comitato direttivo del Psi della VDA. Come precedentemente ricordato, è il pentito Salvatore Caruso, trasferitosi in Valle nel 1982, che nel novembre 1993 spiega alla Procura di Aosta come anche qui siano presenti ed operanti esponenti di ’ndrangheta. Caruso afferma che sin dal 1988 ha appreso dell’esistenza di una cosca in VDA ed indica quale capo-bastone Francesco Raso, sostenendo che questi è il successore di Santo Oliverio. È in seguito a questa deposizione che Raso verrà indagato nell’operazione “Lenzuolo” sopra descritta. Il Raso comunque, già nel 1993, sale agli onori della cronaca in occasione del cosiddetto scandalo dei trasporti, che coinvolge Augusto Rollandin e Ilario Lanivi, ex presidenti della giunta regionale. Si tratta di due distinte inchieste che hanno come unico punto in comune Augusto Rollandin, all’epoca capogruppo dell’Union in Consiglio regionale dopo aver dimissionato il 30 novembre 1992, perché inquisito per l’appalto del compattatore di Brissogne. Accusato di finanziamenti illeciti ad una società di trasporti che lo vedeva socio occulto, nel secondo filone di indagini Rollandin è accusato di voto di scambio nelle elezioni regionali del maggio 1993: avrebbe infatti pagato Domenico Cosentino con una somma di denaro contante consegnata da Rosina Rosset a Jean Barocco, suo ex segretario particolare.Quanto al Raso, egli avrebbe garantito un congruo pacchetto di voti ai candidati dell’Union in cambio di alcune assunzioni ad impieghi pubblici. (altro…)

Se potessi avere mille euro…

30 gennaio 2014

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla malavita incistata nella politica valdostana ecco che una nuova indagine potrebbe toglierglieli. Una intercettazione ha rivelato uno scambio di favori fra l’assessore all’Ambiente, Agricoltura e Turismo del Comune di Torgnon, Davide Perrin, e un delinquente comune coinvolto in un’indagine per estorsione ai danni di un gestore di night club. Mille euro consegnati dal cugino, Fulvio Perrin, in cambio di una ventina di voti per favorire il candidato numero 24 nella lista dell’Union valdotaine nelle passate elezioni regionali. Trattasi di un classico esempio di voto di scambio. C’est la tradition!

La ‘ndrangheta c’è (ultima parte)

24 gennaio 2014

Abbiamo dunque visto come anche la sentenza di Appello confermi le condanne comminate in prima istanza al Raffa e come egli si ponga il problema di entrare nel mercato, scalzando l’impresa Archeos di Monteleone, cui brucerà una pala meccanica. Per dar vita ad un “consorzio” che faccia concorrenza ad Archeos , egli delinea una vera strategia imprenditoriale, complementare a quella dell’intimidazione mafiosa tramite incendio:
con la politica “ qualche gancio ce l’abbiamo e gli prendiamo qualche lavoro”, e “non dovremmo avere grossi problemi, anzi penso che problemi…non ne abbiamo per quanto riguarda la parte politica tu sai bene che tu….”, come testimoniano le intercettazioni che abbiamo pubblicato nella scorsa puntata. Che “con la politica non ci fossero problemi” lo conferma , questa telefonata che egli riceve il 10 Agosto 2011, ossia un mese prima dell’episodio criminoso dell’incendio di Quart.
Al telefono lo chiama l’assessore comunale di Aosta ai Servizi sociali, l’unionista Marco Sorbara.

SORBARA: Ciao sono Marco Sorbara

RAFFA: Ciao Marco

SORBARA: Ciao memorizzati questo numero eh…. perchè l’altro c’è e non c’è questo invece è sempre acceso ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Si perchè qua diventi pazzo con i cellulari è un disastro è veramente un macello è un macello almeno cos’ì con questo mi trovi sempre ok ?

RAFFA: Ok va bene ok tutto bene Marco ?SORBARA: Ascolta volevo chiederti una cosa io ho laggiù al quartiere Cogne la struttura per gli anziani quella dove ci sono gli anziani è una struttura del Comune

RAFFA: Eh

SORBARA: Dove devo fare tutta una serie di piccoli interventi non so mettere apposto eh … tinteggiare un sai quelle ante di una volta rifare un piccolo murettino per sei sette mila euro tu potresti fare dei lavoretti del genere ? O non li fai ?

RAFFA Roberto: Perchè no… Marco quando si tratta di lavoro facciamo tutto noi

SORBARA: Eh appunto ho detto per chiamare qualcun’altro ho detto chiamo te non se vuoi te lo fai tu se lo vuoi fare con eh… Giuseppe vedi tu io te lo do a te allora io lascio adesso il tuo numero di telefono al mio dirigente Egle Gaglietto ok ?

RAFFA: Va bene ok

SORBARA: Eh eh

RAFFA: Uh….un pò alla volta

SORBARA: Un pò alla volta eh…. noi noi fretta non ne abbiamo lo sai Roberto fretta zero

RAFFA: Poi noi della fretta siamo contrari …inc… ride….

SORBARA: No no io dico sempre piccoli passi anche perchè abbiamo fatto poi adesso lasciamo un pò parlare la gente e poi rifacciamo di nuovo …ride…. (fine). roberto mancini

La ‘ndrangheta c’è (4° parte)

21 gennaio 2014

E l’altro fratello, Vincenzo Raso, dipendente della Edilsud di Tropiano?

Per conoscere la funzione che gli veniva attribuita dal Tropiano, è necessario richiamarsi ad un fatto particolare, come recita la sentenza di primo grado a pag 164: “ll 9 settembre 2008 Maci Blerim, autista, denunciava che la notte precedente ignoti avevano danneggiato l’autocarro marca IVECO FIAT 240 targato AR252YB di proprietà del signor Daniele Paglialonga . Il mezzo era parcheggiato in via I° Maggio nel Comune di Aosta, al confine con località Pont Suaz del Comune di Charvensod. Il danneggiamento avveniva con la rottura degli specchi retrovisori e, numerose ammaccature ad entrambe le portiere; veniva anche lasciato un accendino sul serbatoio del gasolio che comunque risultava chiuso regolarmente a chiave. Nulla veniva asportato dall’autocarro anche se il cassone conteneva numerose cassette di frutta e verdura.”. Il signor Paglialonga si rivolgeva allora a Tropiano con queste parole: “C’è….c’è una questione in…aperta a Pont Suaz…con un signore calabrese che è un paesano tuo” e “gli dici te come bisogna comportarsi?”, “non ti volevo mai disturbare però…”, “Non lo so come comportarmi sinceramente…ooo…non lo so proprio casomai sbaglio capito?”. Tropiano rispondeva: “se vuoi dirgli…guarda io adesso ho parlato con un amico che conosco adesso poi sentirà se devo spostarmi mi sposto” e , quindi: “Tu digli “per oggi sto qua…domani poi vediamo”…io come torno su pomeriggio vedo un attimino di sentire…di sentire…di scambiare due parole con una persona che conosco…se può fare qualcosa te lo dico ok?”, “Tu fai…tu gli fai così…tu gli dici “guarda per oggi sto qua…se mi devo spostare mi sposto…perché veramente non mi va quello che tu dici…però se lo devo fare lo deve dire qualcun altro” ok?”.“Si ho capito…ho capito…la persona che dico…io non è che riesco a muovermi più di tanto…però voglio parlare con una persona che è molto vicina a questi che mi hai detto tu e ti dico se…questi ti dicono “Daniele ti devi spostare” ti sposti…se no…trovati una soluzione…ok?”. “Questo amico che… vedrai che le cose si sistemano ….ok?” – “Daniele ascolta …. Daniele ascolta a me …. chiama il tuo operaio …. gli dici di non muovere il camion di dov’è” – “Allora adessoo…digli che arriva Vincenzo Raso…un amico…eee…ho parlato io…e gli spiega tutto come stanno andando le cose …. che poi ci pensa lui … ok?” – “È una persona che ….. le cose le sistema …”.
La corte di Appello non entra invece nel merito del profilo dell’intera famiglia Raso, ed afferma:
le argomentazioni della difesa….appaiono aderenti al ruolo svolto dal solo imputato e non già dal gruppo familiare di appartenenza, del tutto estraneo nel presente giudizio”.
Da qui l’assoluzione. (roberto mancini)

La ‘ndrangheta c’è! (3° parte)

20 gennaio 2014

La famiglia Raso?
Nella sentenza di primo grado essa viene così delineata a pag 188:
“Tra i detti fiancheggiatori ( della cosca Facchineri, ndr) vi sono i Raso, il cui capostipite Raso Domenico ,detto “Micu Zuccaro”, è stato coinvolto in varie vicende giudiziarie e sottoposto ad indagini per vari reati e, soprattutto, nel procedimento penale della D.D.A. di Reggio Calabria a carico del noto latitante Luigi Facchineri + 11, per il delitto di associazione di tipo mafioso in relazione al quale è stato colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere. Anche i figli Vincenzo, Michele e Salvatore sono indicati dai militari dell’Arma di San Giorgio Morgeto quali persone inserite nella cosca “Facchineri”. Nell’annotazione citata si legge anche: “Nell’ambito delle indagini sull’esistenza del Locale della ‘ndrangheta in Aosta, (Operazione Lenzuolo, ndr) il Raso era persona di estremo interesse operativo e braccio destro del capo dell’epoca Santo Pansera. Alla morte di quest’ultimo, fonti informative hanno riferito che il Raso è attualmente il capo della consorteria anche e soprattutto per i legami di parentela anzidetti”. Raso Michele, nel 1985 denunciato in stato di libertà per omicidio doloso e per associazione di stampo mafioso, sino all’avvento della nuova cosca operante nel territorio di San Giorgio Morgeto cioè quella “Facchineri”, era inserito a pieno titolo nella cosca “Furfaro”, con a capo Furfaro Antonio, assassinato nel 1991.”.
Con questo back-ground quando Salvatore Raso viene assassinato il 17 settembre 2101 in san Giorgio Morgeto, gli inquirenti fanno una scoperta: “…ad opera dei militari di Taurianova veniva anche eseguita una perquisizione presso l’abitazione della vittima, durante la quale era rinvenuto e sequestrato un manuale di 21 pagine, contenente la descrizione di alcuni riti di affiliazione alla ndrangheta dal titolo “i codici sociali minore, maggiore e criminale” (pag 33). (continua) roberto mancini