Archive for the ‘Analisi spicciola’ category

L’origine del cambiamento

13 maggio 2015

L’opposizione nazionale e la minoranza del PD hanno ruttato contro l’Italicum perché legge antidemocratica che toglie agli elettori la possibilità di scegliere i propri candidati. Che sia un pretesto solo per affossare il Governo è chiaro come il sole. (Il vecchio PCI non ha mai voluto le preferenze e un referendum del 1991 ha decretato la volontà popolare che le ha affossate). Ma vediamo più da vicino il frutto di questo presupposto e inalienabile diritto. Date un’occhiata alle liste e rispondete alle domande: chi è stato eletto? Il più bravo? Il più attivo? Il più intelligente? Il più capace? Il più colto? Il più creativo?… NO! Sono stati eletti i più bravi nelle promesse. I più attivi nel porta a porta. I più intelligenti nel saper saltare nel carro più opportuno. I più capaci nell’offrire pacche sulle spalle, aperitivi e caffé. I più colti nell’arte della seduzione. I più creativi nella menzogna. E i migliori fuori! Non hanno mamme, parenti vari. Non hanno amici carissimi e santissimi. Questo e solo questo è il frutto delle preferenze! E si chiama clientelismo! Eccolo il risultato della demagogia che vuole il popolo sovrano. Il popolo è quello che è. Ma chi lo dovrebbe guidare deve stare sopra. Essere migliore in tutto. Dunque la politica deve premiare solo i politici meritevoli e darsi gli strumenti per farlo. Introdurre il concetto di meritocrazia che non è quello di portare più voti, quello spetta al partito con il suo programma. I candidati della lista vanno scelti all’interno di ogni movimento o partito, valutati ed eletti dall’assemblea degli iscritti. I candidati apicali in base alle primarie. Le maglie del clientelismo, del voto comprato anche solo con un caffé, non si chiuderebbero del tutto, ma si restringerebbero molto. Se lasciamo fare alla massa con la scusa di una democrazia cafona, becchiamoci i peggiori con la conseguenza che abbiamo sotto gli occhi: una politica accattona che fa sempre più schifo.

Analisi spicciolissima

12 maggio 2015

Come tradizione vuole sono tutti felici e contenti.

Stella alpina perde, ma il segretario si dice contento: è pur sempre il secondo partito della città. Alpe subisce un salasso, ma Sartore si dice contento: è pur sempre il primo partito dell’opposizione. L’Altra Valle d’Aosta ce la fa per un pelo, ma Carpinello si dice contenta: è solo il primo pelo per andare più in là. Si presume che quel là sia la grande pelliccia (ecopelliccia) della sinistra. Più onesto è Etienne Andrione di UVP che commenta il triste risultato facendo autocritica, ma Etienne è roba a sè, fuori dal politichese. Giustamente contenti Luca Lotto del M5s e Nicoletta Spelgatti della Lega nord per il brillante risultato ottenuto. Se la maggioranza presenta la solita compagine l’opposizione è più varia e con personalità piuttosto colorite. In teoria ci aspettiamo i fuochi d’artificio. E poi c’è lo sconfitto-sconfitto Luca Lattanzi che, guarda caso, si definisce comunque sereno.

Una curiosità, gli eletti del PD sono tutti calabresi. Dalla fontana, detta anche il fontanone, spiovono nuovi giochi d’acqua!

Gli utili-idioti

18 marzo 2015

La vittima per eccellenza di queste elezioni è l’identità politica. Era facile prevederlo. Siamo tutti autonomisti, siamo tutti per il cambiamento, per lo sviluppo, per la promozione della città, per la responsabilità, per i giovani… in questa globalizzazione dell’aria fritta è facile saltare da un recinto all’altro. Si individua quello con la mangiatoia più generosa. E le porte sono aperte ovunque. L’UVP accoglie un ex socialista dopo aver criticato la casa madre di essersi socialistizzata; ex federalisti vanno a brucare nella Stella alpina; ex stellafioriti trovano la biada nell’Union; ex fasci portano acqua a un eventuale sindaco del PD… E’ il delirio che denuda la realtà. Ciò che si è sempre detto trova innegabile conferma: la cadrega è l’unica motivazione concreta. La teoria un’esca per conquistarla. (altro…)

L’immaginazione al potere!

14 marzo 2015

Nessuna novità in queste elezioni comunali, a parte la sfrontataggine dei concorrenti che viene liberata dagli ultimi residui di pudore. Non è stata colta la grande opportunità di un nuovo percorso ed eccoci qui, ancora una volta, a veder gareggiare i due clan rivali: Rollandin e Viérin. Si può dire che anche la nostra “primavera valdostana” è stata una bufala come quella libica. Con le inevitabili differenze e proporzioni, anche da noi quello che è stato solo un conflitto di interessi politici ed economici è stato interpretato come un desiderio di rinnovamento. Le tribù libiche chiedevano una migliore e generosa distribuzione dei proventi del petrolio, il clan Viérin una più favorevole ripartizione del potere. Abbattere il tiranno è stato lo slogan che ha unito là le truppe militari e qui i consiglieri dell’opposizione. In Libia il dittatore è stato annientato con metodi violenti, da noi neppure con quelli democratici.  (altro…)

Occhio compagni!

2 marzo 2015

A questo punto l’orizzonte aostano comincia a intravedersi. Tre coalizioni: Union-SA-Pd, Alpe-Sinistra-UVP, Lega-FI, a cui si aggiungeranno alcune nanoparticelle e il solitario M5s. Le prime due si dicono di centro-sinistra in realtà sono le due parti dell’Union con spolverata di sinistra. Se nella prima corazzata è concordato il ruolo di sindaco (PD) e di vicesindaco (UV) nella seconda ancora si sta discutendo. Nelle ultime regionali il Comune di Aosta ha visto questi risultati: Union 27,6 – Stella alpina 17,5 – PD 12,6. Contando questi numeri possiamo affermare che il partito meno rappresentativo è quello che ha portato a casa il ruolo più prestigioso: il Sindaco (ruolo che avrebbe avuto anche accordandosi con gli ex alleati Alpe e Sinistra, lasciando l’UVP più facilmente da sola). Gli altri: Alpe 13,2 – UVP 11,2 – Sinistra 5,5. L’UVP farà fuoco e fiamme per avere il Sindaco o il vice. L’accordo con l’Union, SA, PD è saltato perché non è stato concesso né l’uno né l’altro incarico, è bene che Alpe e Sinistra facciano altrettanto. Perché? (altro…)

L’Altra…

26 febbraio 2015

I niveaux différents dell’UVP non hanno retto a lungo: in comune l’UVP farà opposizione al Leone rampante e ai suoi alleati. Che farà Alpe? Sceglierà di stare con l’Altra Valle d’Aosta o con l’Altra Union valdotaine? Perché non credo che la Sinistra radicale valdostana sia felice di correre con il partito dei Viérin e di Caveri no? Dunque in casa alpista assisteremo al dibattito di sempre che vede come protagonisti gli ex Union e gli ex Verdi. Spero che la parte più urbana del partito abbia il sopravvento, anche perché è quella maggiormente rappresentativa nel capoluogo e scelga di stare con la Sinistra. Se poi il PD avesse un ripensamento i giochi diventerebbero più interessanti perché il risultato finale non sarebbe scontato.

Les jeux ne sont pas faits!

14 febbraio 2015

Come possono l’Union valdotaine e la Stella alpina lasciare marcire quello che resta della Fédération? Insieme usano la stessa cabina armadio e conoscono tutti gli scheletri che hanno in comune: impossibile uno sfratto. Che farà dunque il PD? Farà parte di una ammucchiata più grande e imprevista? E come difenderà Donzel e la sua claque di ferventi donzelle, il concetto tanto urlato di CAMBIAMENTO? Se già ora la dirigenza PD si arrampica sui vetri saponati di una giustificazione politica, dopo sarà impossibile. CreareVdA è un soggetto troppo viscido per riuscire a mantenere un minimo di equilibrio. E di decenza. Consiglio a Centoz di far leva sul ruolo nazionale del suo partito e di non ammettere il partito di Lavoyer in una eventuale coalizione futura per le elezioni comunali. Già ha riunito  le due parti dell’Union ci manca che raccatti anche i resti! Il suo deve essere un NO categorico! Nel caso non fosse ascoltato sarebbe opportuno riaprire immediatamente il dialogo con Alpe e Sinistra VdA (dialogo che sarebbe stato sensato aprire da subito). In questo caso si avrebbero due liste interessanti che rischierebbero entrambe di risultare prime. Si aprirebbe un nuovo scenario. Una bella sfida politica al posto di un dèjà vu. E poi come si troverebbe Viérin senza la stampella PD che lo giustifica a sinistra? E come potrebbe giustificare l’opposizione in Regione?