Archive for the ‘Clan dei Viérin’ category

E le stalle stanno a guardare…

12 febbraio 2015

Perché non si elegge il Presidente del Consiglio regionale? Perché ancora non si capisce chi sta all’opposizione e chi fa parte della maggioranza. Il PD e Alpe sono chiari: il primo entra, il secondo sceglie di stare fuori. L’UVP asta in mezzo, blatera che la sua scelta è quella di rispetto verso il suo elettorato, in realtà prende tempo. Dunque, una nuova maggioranza si potrebbe fare con il solo PD, ma sembra probabile che Donzel e Fontana tra poco abbiano qualche imbarazzo… in tal caso al loro posto entrerebbero due consiglieri di cui uno di Rifondazione Comunista che chiaramente non appoggerà la Giunta Rollandin e poi Guichardaz senza il compare rimane un’incognita. Insomma il PD non è sufficiente a garantire la stabilità. Tutto ruota intorno all’UVP. E’ Laurent Viérin e papino suo che tengono in mano lo stallo! Sono contrari al rinvio, ma lo alimentano per indebolire la maggioranza. Sanno che per governare senza l’incubo dei franchi tiratori Rollandin non può fare a meno di loro e alzano la posta. Poteva essere Alpe a svolgere questo ruolo, non sarebbe stato meglio? Il Pd sarebbe arrivato a rimorchio e l’altra metà dell’Union sarebbe rimasta isolata all’opposizione sia in Regione sia in Comune. I rapporti all’interno della nuova coalizione sarebbero stati più equilibrati in termini di numeri. Invece l’attuale risultato, dovuto a una mentalità rigida, ancorata all’ideologia e a una coerenza che in politica non esiste, abbiamo la Balena rossonera che gioca a scacchi con se stessa e gli altri che stanno a guardare o peggio a scomparire.

Contrordine compagni!

30 gennaio 2015

Mi dicono che il simpatico Bertschy che io ho candidato come possibile Presidente del Consiglio è il braccio destro, ambasciatore fedelissimo del gestore della Gabella. Uffa! Possibile che si trovino sempre e solo braccia a servizio e mai teste autonome! Ritiro tutto quanto scritto precedentemente: avere lui è avere i Viérin e sai che bella spartizione di potere fra i due clan! Una presidenza di qua e una presidenza di là. Il giusto equilibrio in una situazione di quasi monocolore. A questo punto mi dite perché non andava bene Marco Viérin, se l’UVP vuole rimanere in minoranza e non vuole poltrone?

Fuori dai clan!

29 gennaio 2015

Tra un rivio a giudizio e l’altro non è che ce sono molti di papabili per la Presidenza del Consiglio. Il candidato perfetto per me sarebbe Alberto Bertin, ma per problemi di salute non credo che potrebbe assumere l”incarico. Vedrei bene Luigi BERTSCHY, mi sembra serio e sufficientemente autonomo nel pensiero. Non vedo assolutamente Laurent Viérin portavoce del clan dei Viérin. Se vogliamo venire fuori dalle logiche tribali dei due clan che tengono in scacco la Regione da troppi anni (e sarebbe anche l’ora!) è il caso di dare fiducia a nuove personalità politiche.

Ma quali contenuti!

29 gennaio 2015

Per tornare al Pd che non si capisce cos’è o si capisce benissimo, vorrei farvi notare la diversità che lo caratterizza rispetto a quello nazionale. Eppure il segretario è renziano, ma si direbbe che la sua influenza sia piuttosto ridotta, perché vi dico questo? Perché se Renzi all’Italia ha messo il turbo, così almeno dice, e vuole fare in fretta le riforme, la versione localista del suo partito preferisce il freno a mano. Infatti ha votato con l’UV e Stella alpina per il rinvio dell’elezione del presidente del Consiglio. “In attesa di trovare un accordo non sui nomi, ma sui contenuti”. (Ansa). Contenuti? Ma il Presidente del Consiglio non è una figura politica, ma istituzionale, di quali contenuti dovrebbe occupparsi? Dal sito del Consiglio regionale: “Il Presidente rappresenta il Consiglio regionale, lo presiede e ne è l’oratore ufficiale. Convoca il Consiglio, apre, sospende, chiude le sedute e ne mantiene l’ordine, concede la facoltà di parlare ai singoli consiglieri, dirige e modera le discussioni, impone l’osservanza del Regolamento interno, presenta le questioni, annuncia il risultato delle votazioni, predispone e provvede per il buon andamento dei lavori del Consiglio.”. E non sono capaci di trovare un garante per questo ruolo? E come può trovarsi in pole position proprio Laurent Viérin, appartenente al clan avverso a quello del Presidente? Non sarebbe opportuno, proprio per le ragioni di cui sopra, arginare la scelta entro quelle forze politiche che sono fuori dall’atavica lotta tribale all’interno dell’Union (L’Union è e resta una)? Così difficile usare il buon senso per il bene della Valle d’Aosta o, per lo stesso motivo, mandare tutti a casa e andare a nuove elezioni perché ci siamo rotti di questa pagliacciata che è diventata la politica valdostana! Ecchecazzo!

Una mentina?

26 gennaio 2015

Oggi Fulvio Centoz, segretario del PD, dice che i punti di riferimento sono diventati i contenuti e che le prese di posizione personali non devono essere il perno della politica, se no non se ne esce. A dire il vero lo diceva anche ieri, ma i suoi consiglieri regionali, allora duri e puri sostenitori del cambiamento radicale (?) gli fecero la guerra. Oggi che sono i Viérin a battere la pista, la loro posizione si è ammorbidita. Evidentemente il ruolo di interlocutore di primo piano non è quello adatto al PD, preferisce il profilo basso, si sente garante nei rapporti con lo Stato e questo è sufficiente. Anche Alpe si è lasciata fagocitare dal clan di Jovençan, dagli slogan rivoluzionari necessari all’UVP per giustificare la scissione dalla casa madre. Ma davvero è solo Rollandin il problema? O piuttosto un pensiero dominante che coincide con l’autonomia intesa come terreno di proprietà esclusiva di chi governa? Non è fin troppo facile scaricare su un capro espiatorio le cause della crisi della Valle d’Aosta? Se la colpa è solo sua tutti gli altri sono innocenti, al massimo vittime. Ma è così? Io non credo che sia così. Tra i massoni locali si nascondono nomi insospettabili. Di qua e di là. Ma nella stessa famiglia. (altro…)

Dalla Renaissance alla Constituante passando per…

20 gennaio 2015

Dal giornalista Roberto Mancini.

Dunque sembra ufficiale: dalla Renaissance e dalla Costituente nasceranno due risultati (più altri corollari, in corso di definizione): Laurent Viérin alla presidenza del Consiglio regionale, un candidato sindaco espresso dal Pd nelle prossime comunali di Aosta. Fuori dalla porta restano Alpe e M5S, la nuova maggioranza regionale ricompatta sotto un tetto comune i due clan tribali di Vierin e Rollandin, Cozza Alpina e i presunti rottamatori renziani del PD. Perché “presunti”?
Perché in realtà Centoz si comporta esattamente come i suoi predecessori, fin dalla preistoria, del PCI-PDS-Ds- Gauche valdotaine, PD. Se l’Union si rompe, ci pensa la Sinistra a ricompattarla! (altro…)

E stronzi!

17 gennaio 2015

Per il PD di Donzel, Guichardaz e Fontana, trovare il dialogo con Rollandin era blasfemia pura (Centoz lo aveva preso in considerazione), con il clan dei Viérin no. Perché? Perché in realtà chi detta ancora l’agenda del PD non è uno del PD, ma l’eterno Dino! L’unionista di sinistra. Come se esistesse un’Union solo rossa! E un’Union solo nera! La locazione politica della Balena è sempre stata chiara: ni droite ni gauche. Il GPS del partito rossonero ha da sempre indicato un’unica via: quella dei soldi. Cioè quella del Governo romano in carica da cui l’Autonomia dipende. Adesso è la volta di Renzi. Fulvio Centoz a cui non frega nulla della dignità e di una visione politica più a vasto raggio altrimenti agirebbe diversamente, può dunque contare sul ruolo di sindaco di Aosta, ma si contenterebbe pure di quello di vice-sindaco. Sbattuto fuori di casa verrebbe quello attuale: Bruno Giordano. Montone sacrificale per il bene della Vallée. (Ma siamo certi che non rimarrà a bocca asciutta!). (altro…)

Il nodo Rollandin

1 giugno 2014

Che il ribaltone sia stato un insuccesso è sotto agli occhi di tutti. E l’entità della sconfitta si misura nei conflitti che genera fra chi lo ha voluto e ideato. Le divisioni sono all’ordine del giorno: Alpe, tramite le parole inequivocabili della consigliera Chantal Certan, sostiene un concetto che Patuasia ha più volte ribadito: ” Il vero cambiamento in Valle ci sarà solo se finirà la spartizione-contrapposizione di poteri tra Rollandin e Viérin”. L’UVP è quella parte di Union che fa capo al clan Viérin, pertanto la dichiarazione della Certan esprime una precisa presa di distanza da quest’ultimo. Infatti la Favre, presidente UVP, risponde che chi considera la politica come una questione di fazioni la svilisce. La Favre fa finta di non conoscere le vere ragioni della nascita del suo partito, del dualismo tribale che ammorba la politica valdostana, della spartizione del potere non considerata congrua dai suoi amici: unica ragione dell’attuale crisi. Lei forse non lo sa, ma noi sì. Lei ha paura di venire isolata all’opposizione per quattro anni, un tempo troppo lungo che minerebbe le fragili fondamenta del suo partito composto da persone che all’opposizione non ci sono mai state. Che neppure considerano l’evenienza come possibile. L’UVP nel tempo si sgretolerebbe; i Viérin che la politica la conoscono come la conosce quell’altro e l’applicano con il medesimo stile, questo lo sanno bene. (altro…)

Larghe intese ad personam

28 maggio 2014

Seguiamo insieme il ragionamento di Raimondo Donzel che su aostanews24 dice: Io sono stato chiaro. Con questi risultati  non ci sono le larghe intese. C’è una prospettiva di cambiamento, che può essere aperta anche all’Uv e alla Stella Alpina. I risultati delle Europee dicono che in Valle d’Aosta ha vinto il cambiamento, aspettiamo, quindi, a breve il passo indietro di chi ieri si alleò con la destra di Berlusconi e oggi tiene in stallo la Valle d’Aosta.”. Cosa gli fa credere che i risultati delle europee significhino per la Valle il cambiamento che lui vuole? Niente altro che le sue ambizioni personali. Il PD che ha vinto in Italia e in Europa è il PD renziano e sappiamo tutti che lui è civatiano e prima era bersaniano e prima era franceschiniano e prima ancora veltroniano… renziano ancora no. I suoi rapporti con il segretario, Fulvio Centoz, che invece lo è, non sono buoni, direi agli antipodi. Se Donzel fosse l’espressione di questo PD vincente darebbe retta al suo segretario cosa che invece non fa. Dunque? Perché usa anche lui come Laurent Viérin una vittoria che personalmente non gli appartiene? Perché con Viérin ha un intuibile accordo in tasca e con Centoz no. (altro…)

Rigore mancato

17 maggio 2014
Ha intortato i grillini, i piddini e gli alpisti, ma la torta non gli è riuscita lo stesso!

Con il papà, ha intortato i grillini, i piddini e gli alpisti, ma la torta non gli è riuscita lo stesso!

I miei “amici” non capiscono perché io me la prenda tanto con loro. Eppure l’ho spiegato, ma per amore verso la causa, mi ripeto con un esempio facile facile che così potranno comprendere. Con un parallelo che si usa frequentemente: politica e calcio. Se ai rigori di un campionato importante, la mia squadra sbaglia tiro e bica la porta con chi me la prendo? Con il portiere? Con la squadra avversaria? Con l’altrui allenatore? No! Bestemmio contro quel pirla che ha sbagliato il rigore. Contro la mia squadra incapace di giocare bene. Contro l’allenatore che ha istruito  male i giocatori. O non è così? Aggiungo un’altra cosa, perché i grillo-talpa, invece di farsi trasportare dagli ardori gabelliani a sostegno di complotti carbonari color pastello, non hanno proseguito nella caccia agli atti politico-amministrativi per farne nuovi dossier da rendere pubblici? Questo era il loro compito e questo era quanto promesso all’elettorato. Troppa Gabella?