Posted tagged ‘M5s valdostano’

Non sono capace!

22 marzo 2015

Roberto Cognetta, il grillino che si è mandato a casa da solo.

E anche Roberto Cognetta si è dimesso dal suo incarico da consigliere amministrativo dell’Expo VdA. Designato dal suo partito e dall’UVP (gli piace il vino della Gabella), era entrato nella nuova partecipata nell’ottobre del 2014, pochi mesi fa. Le sue dichiarazioni sono una teoria di lamentele sulle difficoltà riscontrate durante questi pochi mesi: la sede che non c’è, il sito internet che non c’è, i dipendenti negati, le discussioni tra assessorati, insomma tutta colpa delle diatribe interne della maggioranza, se lui non ha potuto lavorare. Poverino! E cosa si aspettava? Ponti d’oro? Il red carpet? 400 metri quadrati di ufficio? Si lamenta che gli assessori si offendono per il fatto che qualcuno lavori al posto loro e questa, lasciatemelo dire, è la solita fregnaccia della povera vittima costretta a soccombere perché il mondo intero le vuole male! Ma cazzo! Cognetta non ha dodici anni!

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Assolto!

13 gennaio 2015

Contenta per l’assoluzione data al consigliere Stefano Ferrero del M5s imputato di diffamazione,”perché il fatto non costituisce reato”. Evvai Stefano!

Il mondo politico al completo!

12 gennaio 2015
E... rieccoli!

E… rieccoli!

La presidente dell’UVP, Alessia Favre, dice sul sito del suo partito che nell’incontro della Costituente “il mondo politico valdostano era pressoché presente al completo“. A me risulta che Alpe non avesse delegato nessuno e che il M5s avesse disdetto l’invito…  eppure anche queste sono forze politiche presenti sul territorio! Sì, ma non sono interessanti per il progetto politico in atto e cioè la ricostruzione della nuova e grande Union valdotaine. Guardate la foto, vediamo i due boss seduti accanto e il delfino del clan Viérin appena dietro. Sono loro “il mondo politico al completo”! Accanto al Presidente della Giunta ci dovrebbe essere la massima figura dell’UVP e cioè Alessia Favre che invece sta più lontano, come un’ospite qualunque o quasi. Perché Dino che è solo uno dei tanti che fa parte del direttivo? Perché Dino è il vero presidente dell’UVP. La Favre è uno strumento che, evidentemente, ha i suoi vantaggi. Laurent, da bravo figlio, sta dietro. Aspetta la corona di carta che il padre gli sta preparando. (Quella di prezioso metallo rimarrà in testa al senior). Nel frattempo si fa pace con il nemico con la scusa di una guerra in difesa dell’autonomia. Eppure fino a poco tempo fa Laurent diceva di Rollandin: “che incarna la degenerazione del sistema dal quale ci siamo staccati, in tempi non sospetti. Rifiutando l’ipocrisia e abbandonando metodi e sistemi che non sono propri di questa comunità, nei quali non ci riconosciamo e che erano diventati indecenti“. Insieme a papino ha fondato l’UVP e si è costruito il suo esercito personale. (Come nelle guerre tradizionali anche in politica senza esercito non si va da nessuna parte.). Le parole sparate a raffica, durante la fondazione e conseguente campagna elettorale, erano proiettili a salve, capaci solo di ingannare gli ingenui. (altro…)

Pagliacci!

12 dicembre 2014

Crisi o non crisi i politici proprio non ne vogliono sapere di tagliarsi lo stipendio. Che patiscano gli altri! La maggioranza la conosciamo e sappiamo bene di che pasta è fatta: volete mica che un Perron, per citarne uno, sia di un qualche buon esempio? Però anche la minoranza, a parte il M5s, si comporta in modo subdolo: aspetta che tutti siano favorevoli per fare il grande gesto pur sapendo che sarà impossibile. Già, se fossero davvero interessati a dimostrare ai loro elettori che sono diversi basterebbe che mettessero in pratica l’emendamento che permette ai singoli consiglieri di rinunciare a una parte del loro reddito. Lo fanno? No! E allora che ce frega? Poi li vediamo in piazza a protestare contro al Governo! Pagliacci!

I sacrifici degli altri

10 novembre 2014

All’ennesimo invito, rivolto in Consiglio regionale dai due consiglieri pentastelli e da Patuasia, di dare un taglio ai lauti stipendi di chi siede su comode e protette poltrone, il presidente Marco Viérin risponde: «E’ solo demagogia, i costi della politica non sono imputabili solo ai consiglieri. Non è compito del presidente dell’Assemblea ridurre gli emolumenti ma l’argomento è motivo di confronto all’interno di tutte le forze politiche» (Gazzetta matin). Secondo lui è solo demagogia, secondo me è un esempio di correttezza morale verso chi la crisi ha spezzato le gambe. Poi ha ragione a dire che l’argomento deve essere discusso all’interno dei vari partiti e non di uno solo, e questo la dice lunga sull’affinità di fondo che lega le principali forze di governo e di opposizione. Bravi!

Domandine

11 ottobre 2014

Serve una nuova partecipata? Ce ne sono già 49  e questa sarebbe la cinquantesima! Fa strano che proprio i grillini che più di tutti hanno messo il dito nella piaga delle società pubbliche, oggi siano fra i promotori di un nuovo costoso contenitore, quello nato per l’Expo 2015. Ne avevamo bisogno in questo momento? Non poteva esercitare la stessa funzione le strutture coordinate dell’amministrazione regionale? Siamo l’unica Regione che ha scelto di costituire una società ad hoc per Expo 2015.

Dopo la sbornia…

4 giugno 2014

E i grillo-talpa? Che è successo? Appena eletti Ferrero e Cognetta avevano dichiarato che a loro non importava chi fosse al governo, loro avrebbero votato di volta in volta le singole proposte-leggi-mozioni-documenti… e, se fossero state in linea con il loro programma, le avrebbero votate. Anche quelle presentate da Augusto Rollandin. Poi si sono lasciati sedurre dalla Gabella e hanno abbracciato l’avventura-renaissance rompendo la neutra solitudine che contraddistingue il M5s. L’obiettivo primario era la sconfitta del “mostro”. Il cambiamento. La rinascita  sotto il segno dell’UVP. Sono stati immortalati, mentre parlano fitto fitto con Viérin, mentre brindano con il vino di Viérin… con l’orgoglio del vincitore hanno postato le foto su fb. L’ultima dichiarazione risale a pochi giorni fa ed è la ripetizione di quello affermato subito dopo la vittoria elettorale: non ci frega chi governa, noi voteremo quello che ci piace. Infatti hanno recentemente votato a favore della proroga fino alla fine del 2016 delle graduatorie dei concorsi pubblici. Due mesi fa non si sarebbero sganciati dal resto dell’opposizione. Che è successo nel frattempo? Rollandin non è più il pericolo numero uno? La base li ha messi in castigo? O è stato il vertice a farlo? Chi lo sa?

L’altra faccia della medaglia

15 maggio 2014

Come si fa a credere nel valore del merito se non si crede nella sua applicazione? Due esempi: A Roberto Louvin viene conferito il ruolo di presidente della Paritetica, invece di valutare il suo spessore intellettuale e professionale Chantal Certan, già segretario e ora consigliere regionale di Alpe, lascia intendere che sia perché ha lasciato il partito, dunque un debito pagato. Secondo esempio: sono stata invitata a realizzare una mostra sui disturbi alimentari, invece di valutare il mio curriculum e le mie capacità creative i due grillo-talpa, Cognetta e Ferrero, vanno immediatamente a chiede all’Ufficio di Presidenza l’elenco dei miei eventuali (e inesistenti) incarichi. Secondo loro, ma non solo loro, altro debito pagato. Come posso dunque credere a chi strimpella a destra e a manca che bisogna cambiare il sistema quando nel suo cervello albergano le stesse vecchie dinamiche? Lo stesso modo di valutare le persone che esclude qualsiasi merito? Di considerare solo in base dell’appartenenza politica? Per cambiare bisogna essere diversi. Pensare e soprattutto agire altrimenti. Sia la Certan sia i due grillo-talpa sono l’altra faccia della stessa medaglia, quella che al momento sta sotto.

Boomerang

7 maggio 2014

La lettera sulla Stampa a firma, Manila Calipari, riassume bene lo stupore che colpisce i comuni mortali riguardo alla crisi politica. Stupore che a sua volta si riassume in una domanda: perché la minoranza non segue la prassi legale e presenta una sfiducia costruttiva? La legge non ammette l’ignoranza, pertanto i consiglieri di UVP, ALPE, PD-Sinistra unita e M5S sapevano, ma pure sapevano che i numeri non ci sarebbero stati: in Valle funzionano i franchi tiratori protetti dal voto segreto, ma la prassi di cui sopra, prevede invece l’identità dello sfiduciante onde per cui… lo stagno attuale. Le colpe rimbalzano dalla testardaggine del presidente alla inadeguatezza degli uffici. Un mea culpa non è previsto. Eppure doveva essere abbastanza prevedibile che per scalzare un leone non sarebbe stata sufficiente una sfiducia, architettata durante il dopolavoro, per mettere alla berlina un politico votato da 10.000 valdostani. Il risultato è un boomerang. Un brindisi andato di traverso. Che si può fare? Alle elezioni PD e Alpe non ci pensano affatto e hanno ragione: l’elettorato li penalizzerebbe,  e quindi i numeri non ci sarebbero per sciogliere il Consiglio. Allora? Se entro i 60 giorni non si profilerà un nuovo esecutivo le elezioni saranno obbligatorie, che fare? (altro…)

Domandina difficile assai!

6 maggio 2014

Cerco di capire come si muove il M5s valdostano. Subito dopo le elezioni Stefano Ferrero aveva dichiarato che lui non avrebbe guardato in faccia a nessuno (e l’ha ricordato recentemente, forse perché gli iscritti gli hanno tirato le orecchie?), ma che avrebbe valutato di volta in volta gli argomenti che, se confacenti ai principi del Movimento, sarebbero stati votati. Augusto Rollandin non sarebbe stato un impendimento per questa prassi che è quella nazionale. Oggi l’Union valdôtaine e la Stella alpina hanno sottoposto all’attenzione dell’opposizione una serie di dossier che necessitano di risposte urgenti. Come si comporteranno i grillo-talpa nostrani? Valuteranno i documenti, cercando di farli andare avanti magari contribuendo a una loro miglioria o manterranno la fedeltà alla Gabella?