Patuasia esprime tutta la sua solidarietà ai tredici studenti valdostani a cui i carabinieri hanno avviato le procedure per formalizzare una denuncia di “interruzione di pubblico servizio”. E’ assurdo che la denuncia non venga effettuata a Trenitalia colpevole di incapacità gestionale dei trasporti. Gli studenti pagano un regolare biglietto dunque hanno tutto il diritto di avere un servizio adeguato. Se questo non viene elargito deve essere perseguito. Invece, all’italiana, è più facile perseguitare i più deboli, estenuati dai ritardi e, in questo caso, dalla mancanza di carrozze sufficienti. Gli studenti hanno fatto bene a esprimere la loro rabbia in quanto le ragioni dei pendolari sono sempre state inascoltate dai vertici dell’azienda. Patuasia invita tutta la cittadinanza a esprimere solidarietà attiva nei confronti dei giovani in particolare e a tutti i pendolari.
Patuasia fa 14
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Forze dell'Ordine, Giovani, Mala politica, Malumore, Trasporti
Etichette: Ferrovia Aosta-Torino, Solidarietà
Attenti a quei due! Tre, quattro…
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Affari, Degrado morale, Disgusto, Domande, Folclore valdostano, Mala Educazione, Uomini politici, Vergogna
Etichette: Claudio Lavoyer, Criminalità, Etica, Leonardo La Torre, Patrizia Carradore, Regione autonoma Valle d'Aosta
Claudio Lavoyer è l’assessore che organizza l’appuntamento annuale in collaborazione con il Centro europeo di Bioetica e qualità della vita (?), Unesco, Università vda, Casinò… sul rispetto della legalità. Una delle frasi di Lavoyer testimonia il suo tenace impegno per un’amministrazione etica: “faremo tutto quanto possibile in termini di lotta alla criminalità, che è un prerequisito per lo sviluppo”. (La lotta o la criminalità?). Già Patuasia aveva fatto notare a suo tempo che non era di buon gusto la presenza di una persona simile che era stata condannata in primo grado per truffa ai danni della Regione. (La caduta in prescrizione non è un’assoluzione). Insieme a Lavoyer troviamo ancora una volta la sua compagna, Patrizia Carradore, anche lei coinvolta in guai giudiziari e prescritta. Promossa per merito al ruolo di assessore al Turismo di Aosta. I due giocano il ruolo dei finti tonti: fatti privati, cosa c’entrano con i nostri ruoli istituzionali? Secondo i due amministratori il concetto di etica si può scindere: in pubblico partecipo a convegni come “Diritto e Etica”, nel privato mi faccio i cazzi miei. In perfetto stile berlusconiano. La Carradore, poi, aggiunge quell’arroganza tipica di un certo stile politico alla Santanché, ma che in realtà nasconde la sua scarsa autonomia di pensiero: alla legittima richiesta di chiarezza da parte delle altre forze politiche, nonchè al dovere di spiegazione nei confronti dei cittadini, si trincera dietro un: “No comment, come dicono gli americani”. (La Stampa). Donna di mondo la nostra! Una domandina facile facile: qualcuno sa qualcosa del loro capogruppo, Leonardo La Torre? Se non ricordo male aveva un’accusa di turbativa d’asta finalizzata a favorire una sua azienda, pendente sul capo.
Aumma aumma!
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: 'ndrangheta, Affari, Criminalità
Etichette: 'ndrangheta, Aosta, Ex residence Mont-Blanc, Favoreggiamento, Giuseppe Tropiano, Società "Edilsud"
Il signor Tropiano, quello di Edilsud e cioè dell’affaire ex Residence Mont Blanc e cioè dei garage pagati al doppio del loro prezzo e cioè del patron della Festa dei calabresi, è indagato per favoreggiamento. Come avevo avuto l’ardire di scrivere tempo fa, una persona normale non avrebbe chiesto, dopo aver ricevuto delle minacce, aiuto a una nota famiglia calabrese per avere la dovuta protezione, ma alle Forze dell’Ordine. Un gesto simile è caratteristico di una “familiarità” alquanto sospetta. Che lo abbia fatto dopo, se lo ha fatto lui: le informazioni sul caso non trapelano, non lo giustifica a sufficienza.
Hurra!
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Informazione
Etichette: Patuasia
Ieri Patuasia ha registrato 2.239 visualizzazioni! Il record rimane quello dell’aprile scorso di 2.678.
Come si sente?
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Affari, Degrado morale, Mala Educazione, Ottimismo, Uomini politici, Vergogna
Etichette: Claudio Lavoyer, Giunta regionale Valle d'Aosta
La rivincita dei salassi!
Pubblicato 28 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Archeologia, Arte, Artigianato, Artisti in provincia, Cazzate varie, Consigli, Cultura morta, Degrado urbano, Folclore valdostano, Mostri, Turismo
Etichette: Archeologia romana, Comune di Aosta, Edoardo Andrea paron, Igor Mitoraj, Irsi Morandi, Museo a cielo aperto
Sono molo preoccupata. In Comune sta maturando l’idea di creare un museo a cielo aperto permanente di arte e artigianato valdostani. Brrr… , un progetto condiviso anche dall’opposizione che di arte, ahimé, non ci capisce un tubo come la maggioranza! Distribuire in un’area urbana delle sculture di artigianato mi sembra un insulto al concetto di urbanità. La rivincita postuma dei salassi su Roma. La consigliera Alpe, Iris Morandi, donna di solida cultura, si fa fregare dal folclore e considera l’abberrante idea come “un importante atout per la nostra città”. Convalida e sottolinea il concetto l’imberbe assessore all’Innovazione Edoardo Andrea Paron (se il contributo dei giovani è questo lasciamoli al bar!). Secondo l’Illuminato per rilanciare il turismo aostano occorre “avere qualcosa da offrire in termini culturali, perché il turista si aspetta di vedere qualcosa nel nostro territorio: la cosa più fotografata al mercatino di Natale è la cosidetta ‘chapelle’ dove ci sono le opere di artigianato”. (Aostasera.it). Paron dà il via all’artigianato su strada, ma si dimentica di citare la Fiera di sant’Orso sul suo mirabolante e innovativo sito! (PAZZESCO!). Dunque, secondo i politici comunali, Aosta è una città così sfigata che per darle una connotazione occorre riempirla di chissà-che-roba-in-legno. Per capirci, apprezzo e stimo il lavoro di Dorino Ouvrier, ma trovo la sua scultura inopportuna per la città; va bene a Cogne, ma non nel capoluogo. Aosta è la seconda città europea per beni romani, qualcuno se ne rende conto? Evidentemente no, se per darle un significato artistico occorrono le statue perlopiù penose dei nostri scultori (nel grande nessuno regge!). Cosa ci mettiamo nei luoghi più suggestivi? Una vecchina dai piedi troppo grossi che sorride a un gatto? Una madonna dalla testa liscia come la capocchia di un fiammifero? Una mamma che stringe a sé un bambino dalle proporzioni deformi? Qualche virgola astratta? Il ritratto del Papa? Ma per favore siamo seri! Valorizziamo come si deve il nostro superbo patrimonio storico-archeologico, magari togliendo da sotto le Porte Pretoriane i bidoni dell’immondizia! Magari eliminando le impalcature che mortificano il Teatro Romano! Aosta c’è già tutta, non ha bisogno di niente altro che non sia una buona salvaguardia. Etroubles è un’altra cosa, è un paese di montagna piuttosto riservato con poche connotazioni al suo interno, ha fatto bene a inventarsi il Museo a cielo aperto, gli ha conferito un genius loci che non aveva. Aosta è romana, le uniche opere che potrebbero aggiungere qualcosa alla sua specificità urbana potrebbero essere quelle dello scultore Igor Mitoraj, uno dei pochi artisti che si confrontano con le grandi dimensioni. Le sue opere raffigurano personaggi mitologici dell’antichità classica greco-romana. Ai tempi delle vacche grasse potevamo permettercelo. Il volto bronzeo di una dea, rovesciato di lato, avrebbe conferito una maggior suggestione dei tralicci metallici che sfidano in altezza il muro perimetrale del teatro. In tempi di vacche magre lasciamo perdere le idee balzane e piuttosto teniamo pulite le aree inestimabili che abbiamo.
Nebbia a Verrés
Pubblicato 27 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Giornalismo, Lavoro, Lettera
Etichette: Cassaintegrazione, Verrés Spa
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Durante i servizi del Tgr andati in onda il 20/01/12 e 26/01/12 dai titoli “La Verrés spa si salva” e “Crisi industriale”, ci viene raccontato che alla Verrés Spa sembra tutto risolversi per il meglio con la famosa “liquidazione in bonus” citata dai rappresentanti sindacali ( Monti per la Cgil il 20, Paganin del Savt, Albanese della Cisl il 26), invece proprio il 20 viene comunicato a circa 8/10 operai che entreranno in cassa integrazione e il 26 la stessa notifica per altri 10/12 operai, senza poi contare gli altri che sono stati messi in Ferie. Dalla prossima settimana si lavorerà solo per un turno, prima erano erano tre, praticamente più della metà restano a casa solo per il fatto che restano a lavoro quasi tutti gli Impiegati, e non sono pochi… Mi pare che la nebbia non si sia diradata, ma abbia avvolto proprio del tutto la Verrés spa. Senza poi contare che i macchinari saranno acquistati tramite asta pubblica ( rinviata per 3 volte ora la scadenza è al 9 febbraio), consultabile sul sito della Verrés spa nella sezione avvisi.
Se questa si puo definire buona informazione…
Domandina facile facile
Pubblicato 27 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Anniversari, Degrado morale, Memoria storica, Uomini politici, Vergogna
Etichette: Augusto Rollandin, Giorno della Memoria, Valle d'Aosta
Nel giorno della Memoria il presidente Augusto Rollandin ha affermato: “La memoria dell’Olocausto deve essere tenuta viva, perché la storia che si dimentica, si ripete.”. Sagge parole a cui nessuno, a parte qualche imbecille revisionista, può contrapporsi. Ma la memoria non deve diventare folclore. Semplice e doveroso rituale che con il tempo sbiadisce e annoia. La memoria per rimanere viva deve essere costante esercizio quotidiano. E per essere autentica non può macchiarsi di contraddizioni. Come può dunque un uomo che esercita il suo potere, contando sulla scarsa memoria dei suoi concittadini farsi portavoce della medesima?
Il peso della verità
Pubblicato 27 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Degrado morale, Folclore valdostano, Giornalismo, Mala politica, Uomini politici
Etichette: Ego Perron, Emma Marcegaglia, Giuseppe Oddo, Sole 24 ore, Valle d'Aosta
Stupito e amareggiato. Ego Perron si lamenta della visione distorta delle cose del giornalista del Sole 24 Ore, Giuseppe Oddo. Considera “l’articolo pesantemente denigratorio nei confronti di tutta la Valle d’Aosta”. (Ansa). Eh, no mio caro Ego, il giornalista non punta il dito contro la Valle d’Aosta , ma contro la politica dell’Union valdotaine! L’attacco pesante è contro di voi, la vostra politica che ci indebita e ci costringe a vivere al di sotto delle nostre potenzialità economiche. Che ci presenta agli altri italiani come inutili parassiti. Mi sembra che Marcegaglia sia stata chiara: le autonomie si giustificano con il buon governo, teoria che vado sostenendo da anni, il giornalista ha dimostrato, citando i fatti, che il buon governo in Valle d’Aosta non c’è. Dunque che il segretario ne tragga le dovute conseguenze. E se è così sicuro di essere stato oltraggiato che provi a querelarlo! Un giornale autorevole come il Sole stronca l’autonomia a causa di una politica mafiosa, il Peuple valdotaine esalta il lavoro dei nostri amministratori unionisti, provate a mettere sul piatto della bilancia le due testate e poi valutate su quale pesa la verità.
Ciao Giulio
Pubblicato 27 gennaio 2012 di patuasiaCategorie: Arte, Artisti in provincia, Requiem
Etichette: Artisti valdostani, Giulio Schiavon
Ricevo e pubblico volentieri la lettera del signor Patrizio Gabetti a cui aggiungo le mie condoglianze per la scomparsa dell’artista Giulio Schiavon. .
Pochi giorni fa è morto Giulio Schiavon. Lo avevo incontrato per strada e quasi non lo avevo riconosciuto. Minato da un male ormai in fase terminale, che non gli avrebbe lasciato scampo, lo ha stroncato un infarto che gli ha risparmiato ulteriori sofferenze. E proprio stamattina avevo parlato di lui con un amico comune che con Schiavon ha condiviso lunghi anni di insegnamento ma soprattutto di passione incondizionata e sincera per l’arte. A me di Schiavon piacciono molto, ancor più delle sculture, i quadri degli ultimi cinque o sei anni del suo percorso artistico; suggestivi, talvolta foschi, oscuri ma dal chiaro significato: questo presente non mi piace, e il futuro mi spaventa. Almeno questo è quanto io leggo in queste sue opere, e fu lui stesso a dirmi che le mie emozioni erano alquanto simili alle sue. Opere che in fondo gli assomigliavano, lui così schivo, solitario, avvolto da un’aurea di apparente incomunicabilità che invece trasmetteva segnali certissimi di disagio rispetto alla società in cui viveva. Ciao Giulio Schiavon; ci hai lasciato qualcosa, il tuo lavoro, che merita di essere ricordato.











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