Archive for the ‘Futuro’ category

Dopo il voto…

10 maggio 2015
Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto… una indescrivibile  leggerezza dell’essere.

E’ la prima volta che annullo la scheda votando me stessa. Temevo sensi di colpa. Invece no! Al contrario mi sono sentita vaporosa, sollevata, impalpabile come l’aria. Piacevolmente distaccata. C’è altro nella vita, mi sono detta. C’è la bellezza! L’arte e l’avventura sia fisica sia intellettuale. E checché ne dica Renzi la politica non è una cosa bella. Potrebbe esserlo. Certo che potrebbe esserlo, ma con regole precise e rispettate come lo erano nelle guerre del settecento. Un nuovo e più evoluto tipo di guerra senza morti. Fatta di abilità, di intelligenza, anche di spregiudicatezza, ma svolta all’interno dell’arena della legalità e del rispetto reciproco.

Qui abbiamo a che fare con gli interessi di alcune famiglie massoniche, con la ‘ndrangheta… che condizionano la nostra vita e ci appioppano le loro scelte, le loro visioni, le loro soluzioni amministrative… che sporco gioco è? L’opposizione esiste, ma è incapace di sostenere e cambiare questa situazione. Ingenua? Superficiale? Infantile? In parte corrotta? Se non negli affari, almeno nei rapporti che prediligono il familismo, le amicizie consolidate, i rapporti sicuri e prevedibili. Insomma, non c’è aria nuova in giro. Così è e così sarà.

Ma io mi sento ormai lontana, irraggiungibile…

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Bandiera bianca

7 aprile 2015

Passare accanto alle macerie della ex caserma Testafochi è un colpo al cuore. Quei mattoni, quella calce erano impastati della storia della nostra città. Città di alpi e di alpini. L’architetto che ha messo al mondo il progetto millefoglie della futura università e che ha ridisegnato il tessuto urbano, non possiede la nostra memoria storica e giustamente se ne fotte. Ma gli amministratori no, non dovevano fottersene. Invece cancellano. La città se ne va via con le ruspe, sparisce con le gru e l’identità collettiva segue la via del cemento. E non è una nuova classe dirigente aggressiva e affamata e smemorata che genera lo squallore contemporaneo; sono i vecchi, quelli che la memoria ce l’hanno e che dovrebbero preservare per le generazioni future. Ma la loro città non è figlia della storia, piuttosto è figlia della cabina elettorale. Totale disamore. Squisito interesse. Questi mediocri impiegati di una democrazia rabberciata che vuoi che se ne facciano della memoria di una città? Eppure senza, un luogo si svuota di contenuto diventa terra di scontenti. Come lo sono i nostri giovani.

Masoch docet!

28 marzo 2015

Non c’è che dire, Alpe negli ultimi tempi sta collezionando una serie di figuracce da paura! Che non possono far altro che diminuire la sua credibilità di fronte agli elettori. Possibile che dopo l’esperienza catastrofica in Regione i suoi dirigenti non abbiano capito la lezione? Che non devono assolutamente fidarsi dei Viérin? Prima vanno a festeggiare alla Gabella poi si fanno soffiare il sindaco e il vicesindaco, con una furbata degna della peggior politica va detto, ma che tira in porta e segna. Il clan denomintao UVP la fa franca. Sempre. Posiziona i suoi uomini, strumentalizza e corrode gli alleati. E questi, affetti dal desiderio naturale di essere sottomessi da qualcuno più forte, si lasciano inchiappettare, belando qualche pallido rimprovero sul mancato utilizzo della vaselina. Alla sinistra masochista piace subire le umiliazioni. In questo tour elettorale prevedo orgasmi multipli.

Valorizzare cosa?

17 novembre 2014

Quante volte avrete letto e sentito che bisogna valorizzare i Beni culturali, volano per un turismo in crescita? Tante, tantissime volte, eppure i fatti dimostrano quanto poca sia la volontà politica in tal senso. Laurent Viérin ha dato il via alla RESTITUTION che altro che danni non ha fatto: la Porta Pretoria è il testimonial principe della sua azione amministrativa. Ha confermato la tradizione feudale che vede nei rapporti personali il metodo di eccellenza per la scelta di un programma, mai ha dato il via a un progetto politico globale, confidando nell’ausilio di personale competente. Unico assessore che si è mosso in tal senso è stato Liborio Pascale che ha inaugurato una stagione culturale vivace e irripetibile (lo dico per onestà, personalmente non ho avuto buoni rapporti con l’allora direttore artistico Janus). In piccola, piccolissima parte lo ha seguito Ennio Pastoret, poi tutto è rientrato nei gusti e nella gestione personali del politico di turno: la RESTAURATION! (altro…)

Tanto tuonò che non piovve

15 aprile 2014

Dunque forse è tempo di raccontarsi le cose come stanno. Entrambi gli schieramenti, i 18 della maggioranza rollandiniana come i 15+2 dell’opposizione, per avere il sopravvento hanno bisogno di due-tre Scilipotiz che passino nello schieramento avverso. Con Rollandin in sella e attento e marziale come un carabiniere a cavallo , per ora non avviene alcuna transumanza. Bisogna attendere il risultato delle europee: un eventuale trionfo renziano può innescare una frana, con circa mezza dozzina di Scilipotiz in veloce mutazione “progressista.” . Tenete conto che gli unionisti, di entrambi gli schieramenti (perché entrambi sostanzialmente unionisti, anche se pentiti…) , in genere posseggono l’infallibile istinto del salmone per risalire i torrenti di chi comanda a Roma. O vince a Bruxelles. Una vittoria di Renzi può sbloccare i giochi, far emergere eventuali congiurati all’interno dell’Union, dar loro il coraggio di andare dall’Empereur invitandolo a smammare. Uguale considerazione per i disgustosi SA: di fronte ad un eventuale dilagare renzista nelle europee, la loro vocazione alle intese col vincitore fiorentino non avrà freni. Diverso se invece Grillo avrà un botto elettorale, diventando il secondo partito italiano. In questo caso prevedo defezioni difficili tra i 18. Capitolo Centoz e Floris: che i segretari dei partiti sostengano la tesi per cui la politica non si decide solo in piazza Déffeyes mi sembra normale. Sopratutto nel caso di Centoz, che nelle assembleee elettive è ancora debole. I due poveri segretari si trovano alle prese con i rispettivi gruppi regionali ingrifati ed eccitati dalle crepe del rollandinismo, che vendono come già spacciato, un po’ per propaganda e un po’ per interesse.
Però non è ancora il momento del ko, per gli equilibri regionali tocca aspettare il 25 maggio, data delle europee.
Che fare intanto? Ispirarsi all’intelligente osservazione della sempre acuta Viviana Rosi, la prima a notare come l’italiano venga ritenuto inadatto ad esprimere programmi epocali, o pretesi tali: il fiscal compact, la renaissance, il job act. Pure la escort… (roberto mancini)

Tutti insieme appassionatamente?

30 marzo 2014
Tutti insieme appassionatamente?

Tutti insieme appassionatamente?

Cosa scrive Cognetta sul suo profilo fb: “Dopo il consiglio di ieri sera ci siamo concessi un pò di svago. Per il lavoro svolto. la condivisione dell’obiettivo, la costanza e l’efficacia nel perseguirlo ringrazio tutti i colleghi di opposizione, qualcuno della maggioranza, ma più di tutti i cittadini che ci hanno seguito, appoggiato, rischiato e vinto. Ecco loro sopratutto hanno vinto, hanno vinto i valdostani che ne hanno basta. Noi per voi lotteremo sempre perché da oggi comincia il lavoro più difficile. Il sistema da smantellare è enorme e ovviamente non lascerà le armi tanto facilmente ma ricordate che: “loro non molleranno mai, NOI NEPPURE!

Quindi larghe intese?

Futuro passato?

23 gennaio 2014

Il progetto strategico è a lungo termine. Alpe, PD Vda e UVP stanno definendo la linea politica per le prossime europee che poi sarà la linea per le prossime comunali e, se non cade questa Giunta, per le prossime regionali. Se si vuole mandare all’opposizione questa fetta di Union è l’unica strada percorribile. Poi avremo al Governo l’altra parte. Speriamo che i futuri rapporti di forza all’interno della coalizione siano ben distribuiti, giusto per non avere un dejà vu… e magari qualche bella personalità politica e umana, capace di tenere banco al futuro ometto al comando.