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Stella d’Oriente che brilli lassù…

11 maggio 2015

La prima cosa che salta all’occhio, quello mio, è che la politica in queste elezioni comunali, è diventata più chiara, quasi trasparente. Nel senso che non si vergogna di dire come si comporta nell’intimità. Ma quali cittadini! Ci sarebbero le primarie, ma neppure quali partiti! Chi sceglie e chi decide sono le lobby più o meno locali, o meglio, nascono locali per poi moltiplicare i loro tentacoli affaristici un po’ ovunque. Non per tutti i partiti è così, ma per alcuni, diciamo per quelli che tengono la barra del timone.

La vice-sindaco dell’Union, ostenta il medaglione della massoneria. E non è un caso che il candidato più votato della lista del primo partito cittadino sia quel Sorbara che mi querelò per via della pubblicazione di una sua particolarissima telefonata che denunciava il suo buon cuore verso un povero disoccupato, calabrese pure lui. Massoni e calabresi abbiamo in casa. (E per calabresi non intendo un’appartenenza geografica che di per sé non avrebbe senso, piuttosto antropologica). Il traffico lo dirigono loro. E lo dichiarano apertamente. Con un bel sorriso stampato sulla faccia.

Si presenta sulla scena un nuovo tipo di innocenza. Si tratta di una forma di illibatezza dovuta alla naturale arroganza di essere nel giusto e solo perché si comanda. Perché si sta sopra. Perché si appartiene a una grande famiglia di potere consolidato da buoni e lucrosi affari. Non è democrazia questa, ma una sua abile manipolazione. Chi ci governerà per i prossimi cinque anni saranno i mediocri esecutori di una democrazia arrangiata da chi li tiene per i fili.

Dopo il voto…

10 maggio 2015
Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto… una indescrivibile  leggerezza dell’essere.

E’ la prima volta che annullo la scheda votando me stessa. Temevo sensi di colpa. Invece no! Al contrario mi sono sentita vaporosa, sollevata, impalpabile come l’aria. Piacevolmente distaccata. C’è altro nella vita, mi sono detta. C’è la bellezza! L’arte e l’avventura sia fisica sia intellettuale. E checché ne dica Renzi la politica non è una cosa bella. Potrebbe esserlo. Certo che potrebbe esserlo, ma con regole precise e rispettate come lo erano nelle guerre del settecento. Un nuovo e più evoluto tipo di guerra senza morti. Fatta di abilità, di intelligenza, anche di spregiudicatezza, ma svolta all’interno dell’arena della legalità e del rispetto reciproco.

Qui abbiamo a che fare con gli interessi di alcune famiglie massoniche, con la ‘ndrangheta… che condizionano la nostra vita e ci appioppano le loro scelte, le loro visioni, le loro soluzioni amministrative… che sporco gioco è? L’opposizione esiste, ma è incapace di sostenere e cambiare questa situazione. Ingenua? Superficiale? Infantile? In parte corrotta? Se non negli affari, almeno nei rapporti che prediligono il familismo, le amicizie consolidate, i rapporti sicuri e prevedibili. Insomma, non c’è aria nuova in giro. Così è e così sarà.

Ma io mi sento ormai lontana, irraggiungibile…

Per un voto anti ‘ndrangheta

22 maggio 2013

Frequentare incontri con le esperienze e le idee, espresse in libri, di magistrati come Antonio Ingroia, Nicola Gratteri o Salvatore Vella fa bene allo spirito. Ma anche all’intelligenza: ti insegnano a non essere un cittadino ottuso, un babbeo che si beve ogni evento senza mai interrogarsi sul significato nascosto di quanto accade. In una parola: un buon cittadino si difende dagli abusi della politica ladra e dai criminali solo se possiede una visione critica della realtà. In questa maniera aiuta pure inquirenti e forze dell’ordine, che spesso sono di grande capacità, ma isolati, nella loro opera di contrasto al crimine. Insomma bisogna essere cittadini smaliziati: mica penserete che la ‘ndrangheta al Nord voglia dire sangue per le strade, no? Il crimine organizzato vuol dire soldi, investimenti, affari, appalti. Non è necessario attendere i colpi di pistola per vivere realtà mafiose. La ‘ndrangheta ha bisogno di consenso. Ecco, voi passate ai raggi X i canali del consenso.
Per una serie di ragioni politiche di ottuso localismo etnico, la mentalità valdostana e la sua “kulture” nell’ultimo trentennio sono state modellate da un esaltato micro-nazionalismo, continuamente inteso a magnificare le doti dell’etnia eletta. Voi spegnete le fanfare elettorali da bar Pezzoli e notate le anomalie valdostane intorno a voi. Sono tutte sicuro indice di presenza criminale? Nossignore! Sono funghi -spia, come l’amanita muscaria (quella velenosa e rossa di Biancaneve), che in genere cresce vicino al porcino. Poi magari i porcini non ci sono, ma voi intanto notate i funghi- spia. Così magari evitate di essere voi Biancaneve…
In Aosta e Valle ci sono troppi sportelli bancari. Troppe banche. Come mai? Irresistibile richiamo della Svizzera? Affinità “culturali”? Poi ci sono troppi “compro oro”. A chi appartengono? Troppi incendi ad automezzi, anche se studiosi localisti assicurano si tratti di fuochi celtici, riti druidici… Troppe associazioni culturali che ricordano la “Magna Grecia “ di Francesco Furchì, accusato di aver sparato ad consigliere torinese Alberto Musy. Che cultura producono? Poi c’è grande fervore massonico in Vda. Non capisco il bisogno di segreto, ma la massoneria mica è reato! Però spesso comportamenti e circostanze prive di significato in termini penali, sono estremamente allarmanti  sotto il profilo del costume. Un esempio? Il Monteleone dell’Archeos, estorto dal clan ndranghetista Facchineri, si è correttamente rivolto per difesa non già al clan Raso, ma ai carabinieri.
Se per caso, dopo questi episodi a suo danno, Monteleone avesse improvvisamente sentito il bisogno di iscriversi alla loggia Mont Blanc di St-Vincent , o a qualche sua omologa svizzera, la cosa mi darebbe da pensare. Una ricerca di garanzia aggiuntiva? Più che la legge potè la loggia?  Speriamo di no eh? Mah, boh, chissà…
Voi mandate in consiglio regionale gente, di qualunque schieramento, che si ponga questi interrogativi. Inquietanti. (roberto mancini)