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Dopo il voto…

10 Mag 2015
Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto un refolo di vento nuovo.

Dopo il voto… una indescrivibile  leggerezza dell’essere.

E’ la prima volta che annullo la scheda votando me stessa. Temevo sensi di colpa. Invece no! Al contrario mi sono sentita vaporosa, sollevata, impalpabile come l’aria. Piacevolmente distaccata. C’è altro nella vita, mi sono detta. C’è la bellezza! L’arte e l’avventura sia fisica sia intellettuale. E checché ne dica Renzi la politica non è una cosa bella. Potrebbe esserlo. Certo che potrebbe esserlo, ma con regole precise e rispettate come lo erano nelle guerre del settecento. Un nuovo e più evoluto tipo di guerra senza morti. Fatta di abilità, di intelligenza, anche di spregiudicatezza, ma svolta all’interno dell’arena della legalità e del rispetto reciproco.

Qui abbiamo a che fare con gli interessi di alcune famiglie massoniche, con la ‘ndrangheta… che condizionano la nostra vita e ci appioppano le loro scelte, le loro visioni, le loro soluzioni amministrative… che sporco gioco è? L’opposizione esiste, ma è incapace di sostenere e cambiare questa situazione. Ingenua? Superficiale? Infantile? In parte corrotta? Se non negli affari, almeno nei rapporti che prediligono il familismo, le amicizie consolidate, i rapporti sicuri e prevedibili. Insomma, non c’è aria nuova in giro. Così è e così sarà.

Ma io mi sento ormai lontana, irraggiungibile…

Abbasso l’autonomia!

12 novembre 2014

Io credo che la sperimentazione della scuola multilingue sia solo un pretesto politico per confermare la bufala della minoranza linguistica. Poi c’è anche il desiderio di qualche genitore che vede il proprio figlio già proiettato nelle varie cabine di regia che governano il mondo, ma questi deliri di onnipotenza sono solo il corollario di un disegno più concreto. L’autonomia è a rischio estinzione e l’unico appiglio è proprio quello che ci presenta come una minoranza culturale. Sappiamo bene che così non è, che il francese è lingua detestata e pochissimo parlata, che la Festa più vissuta dall’intera comunità non ci azzecca un piffero con la tradizione dei celti, ma preferisce i sapori del Mediterraneo. Dunque dobbiamo inventarci una prova che contraddica la realtà, almeno a livello ufficiale, Questa prova è la scuola. (altro…)

Che sia troppo tardi?

1 ottobre 2014

Pubblico volentieri la nota del consigliere regionale Alberto Bertin di Alpe in merito alla mancata istituzione dell’osservatorio permanente sulla criminalità organizzata.

“Nel luglio dello scorso anno il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha approvato all’unanimità una mozione per l’istituzione di un osservatorio permanente sulla criminalità organizzata di stampo mafioso. Dopo più di un anno, nonostante le nostre numerose sollecitazioni, l’argomento non è stato ancora affrontato con serietà dalla commissione competente e niente è stato deciso riguardo all’istituzione dell’osservatorio. A questo punto si ritiene necessario verificare se esiste ancora la volontà politica per dare seguito alla mozione approvata il 26 luglio 2013 e nel caso procedere rapidamente. Purtroppo, una volta di più, si percepisce la sottovalutazione di una parte significativa della politica di questo preoccupante fenomeno criminale nella nostra regione. È importante e urgente mettere in atto ogni azione in grado di mantenere alta l’attenzione e contrastare il diffondersi delle mafie in Valle d’Aosta, ‘ndrangheta in primis, ne va del nostro futuro.”

L’archiviazione dell’operazione “Lenzuolo”

24 giugno 2014

Proseguono gli articoli prestati da Nuovasocietà.it di Roberto Mancini.

L’ipotesi accusatoria nei confronti dei 16 indagati (13 ad Aosta, 3 in Calabria) così recitava: «…….perché ritenute responsabili di aver creato in Valle d’Aosta un’associazione per delinquere di stampo mafioso con le caratteristiche gerarchiche tipiche dell’organizzazione criminale calabrese».
L’indagine veniva svolta dal pm Francesco Mollace, della DDA di Reggio Calabria.
La competenza della procura calabrese derivava dalla convinzione che la struttura criminale, per le sue caratteristiche di “locale di servizio” fosse una promanazione delle cosche operanti in Calabria. Il Gip di Reggio Calabria tuttavia si dichiarava non competente, trasferendo il procedimento Penale alla Procura della Repubblica di Torino , presso la DDA (Direzione Distrettuale Antimafia).
Un filone di indagine proveniva inoltre da un episodio valdostano. In seguito all’omicidio di Gaetano Neri, avvenuto a Pont Saint Martin il 13 giugno 1991, suo cognato Salvatore Caruso, affiliato alla cosca Asciutto-Neri-Grimaldi di Taurianova, decise di collaborare con la Giustizia deponendo al processo Taurus in corte d’Assise di Palmi.
Neri venne assassinato a Pont da Salvatore “Sasà” Belfiore, secondogenito di Domenico. (altro…)

Valle d’Aosta nera

28 Mag 2014

Il giornalista, Roberto Mancini, ha avviato una collaborazione con il quotidiano on line, Nuovasocietà, Patuasia lo ringrazia per la concessione al blog dei suoi articoli.

Fari accesi sulla Valle d’Aosta “nera”, una regione a torto ritenuta immune da problemi. Da questo numero Nuovasocietà darà periodicamente conto al Piemonte e al resto del Paese della situazione criminale valdostana.
Non parliamo solo di crimini comuni, ma di ‘ndrangheta: acclarata con sentenze ormai passate in giudicato la presenza della cosca Facchineri di Cittanova, della cosca Nirta di san Luca, in attesa di un giudizio di primo grado per imputati contigui alla cosca Pesce di Rosarno, la pretesa Valle di Heidi maschera una situazione da tempo preoccupante.
 In proposito cercheremo di “fare memoria”, richiamando fatti criminali del passato, quasi tutti tuttora insoluti e felicemente rimossi da una coscienza collettiva valdostana troppo impegnata dall’ideologia localista ad autocelebrarsi. 
Alcuni di essi, come le prime due autobombe mai impiegate in Italia ( una della quali, nel 1982, la prima in assoluto contro un magistrato, il pretore Selis!), assolutamente clamorosi. 
Ultima notazione: il sistema istituzionale valdostano, grazie allo Statuto Speciale di autonomia, prevede che le mansioni di prefetto siano svolte dal presidente della Giunta, ossia dal capo dell’Esecutivo. (altro…)

‘ndrangheta rossonera

5 Mag 2014

La Stampa di Torino in pagina regionale rivela che le armi della strage di Duisburg (6 morti) sono passate dalla Vda grazie ai Nirta di Quart, condannati per traffico internazionale di droga. Sono gli stessi che hanno donato alla parrocchia del quartiere “de la Doire” una statua della madonna di Polsi. Intanto il vescovo di Aosta è occupato a biasimare il “materialismo degli atei”.Le vie del Signore e delle pistole di ‘ndrangheta sono infinite. Dunque la chiesa valdostana è connivente?
Connivente no: vecchia, distratta, con riflessi da Guerra Fredda, impaurita dalla religiosità calabrese, che è un carnevale magico e pagano degno di Fra’ Diavolo.
Evangelizzarli, una fatica improba. Meglio civettare acriticamente con le loro pratiche superstiziose e tribali, camuffandole da “religiosità popolare…”. Intanto si è concluso giorni or sono il processo di primo grado contro la famiglia Taccone, il padre Claudio, i figli Ferdinando, Vincenzo e Alex. Imputati di lesioni, danneggiamento e violenza privata nei confronti di una famiglia di St Marcel, i tre fratelli sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi, il padre a 2 mesi. I Taccone sono in attesa di altro giudizio presso la DDA di Torino (operazione “Hybris”) con le imputazioni di: Tentato omicidio, tentata estorsione, rapina, lesioni, danneggiamento con incendio, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. Sospettati di essere in contatto con la cosca Pesce di Rosarno, come rivelano le intercettazioni, le indagini a loro carico ebbero origine dal triplice rogo doloso di tre auto al quartiere Dora. (altro…)