Analisi spicciolissima


Come tradizione vuole sono tutti felici e contenti.

Stella alpina perde, ma il segretario si dice contento: è pur sempre il secondo partito della città. Alpe subisce un salasso, ma Sartore si dice contento: è pur sempre il primo partito dell’opposizione. L’Altra Valle d’Aosta ce la fa per un pelo, ma Carpinello si dice contenta: è solo il primo pelo per andare più in là. Si presume che quel là sia la grande pelliccia (ecopelliccia) della sinistra. Più onesto è Etienne Andrione di UVP che commenta il triste risultato facendo autocritica, ma Etienne è roba a sè, fuori dal politichese. Giustamente contenti Luca Lotto del M5s e Nicoletta Spelgatti della Lega nord per il brillante risultato ottenuto. Se la maggioranza presenta la solita compagine l’opposizione è più varia e con personalità piuttosto colorite. In teoria ci aspettiamo i fuochi d’artificio. E poi c’è lo sconfitto-sconfitto Luca Lattanzi che, guarda caso, si definisce comunque sereno.

Una curiosità, gli eletti del PD sono tutti calabresi. Dalla fontana, detta anche il fontanone, spiovono nuovi giochi d’acqua!

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11 commenti su “Analisi spicciolissima”

  1. JulienS Says:

    Reggio-Aosta
    Ci pensavo anch’io oggi. Non so se a Reggio Calabria si registrino tanti eletti calabresi quanti ad Aosta. L’Union (e, nel suo piccolo, il Pd) pascola dove un partito di massa (senza scrupoli per definizione) deve pascolare: nelle praterie del consenso immediato.
    A pagamento dilazionato. Funziona così, in particolare oggi, questa nostra (disgraziatissima) democrazia.

  2. Ya basta Says:

    Cari signori, sono la maggioranza se non sbaglio 30.000 é normale che abbiano una forza elettorale potente.
    E poi chi si accontenta gode

  3. Gelindo de Cogne Says:

    Analisi mica tanto spicciola…

  4. Gelindo de Cogne Says:

    Elettori 28.651
    Votanti 17.553 61,26%
    Schede bianche 1,38%
    Schede nulle 4,67%

    Pertanto voti espressi : 55% degli aventi diritto.
    Maggioranza al 54%.
    In sintesi si governa con il consenso di circa 10 mila persone su una popolazione di circa 35 mila.

  5. Sully Says:

    gli assenti hanno sempre torto; il dissenso si esprime votando (bene, se possibile)

  6. Bisker One Says:

    Concordo con Sully. Il partito astensionista, non avendo alcuna rappresentanza, non fa che regalare la vittoria alla coalizione più forte, quindi, come succede in tutto il resto d’Italia, anche ad Aosta chi amministra lo fa col “consenso” di un quarto della popolazione, percentuale che rende obbligatorie le virgolette che ho messo. Però ormai capisco perfettamente lo scollamento che si sta verificando tra popolazione e politica; ormai sembra di andare a votare dei marziani.

  7. Gelindo de Cogne Says:

    Non noto la differenza tra l’assenza, la scheda bianca e la scheda nulla. Se non altro chi non è andato a votare ha avuto la possibilità o l’intelligenza di capitalizzare meglio il proprio tempo.

  8. Gelindo de Cogne Says:

    Quindi chi vota scheda bianca o rende nulla la propria scheda ha in qualche modo torto?

  9. Gelindo de Cogne Says:

    Prima della regole che hanno imposto la presenza del genere femminile nelle liste, brillava l’assenza delle donne in politica. Colpa loro, dunque, visto che chi è assente ha torto?

  10. Paul Says:

    30.000 calabresi ad Aosta su 35.000 abitanti? dai non esageriamo… si certo saranno 10.000/15.000 (che sono comunque tanti) ma non il 90% della popolazione

  11. GG Says:

    Faccio anch’io una “spicciolissima analisi” del Votomé:
    Ad Aosta le schede nulle sono aumentate, rispetto al 2010, di 133 unità. Facciamo finta che siano tutte adesioni alla proposta di patuasia e che tutti costoro avrebbero votato qualcosa di diverso dal listone vincitore. Incrementando il totale dei voti validi aostani di questo quantitativo arriviamo a 16.624, con un conseguente risultato della Grosse Koalizione pari al 53.75%, una briciola meno del 54.18% effettivamente conseguito.
    Ne consegue che non è patuasia responsabile dell’esito, il segnale del “votomé” non ha inciso in modo significativo sulle elezioni, quindi l’opposizione ad Aosta dovrebbe lavorare di più, farsi sentire di più, proporre soluzioni alternative credibili.
    Non dico che sia facile, ma se nel 2°, 3° e 4° comune valdostano (complessivamente quasi 15.000 abitanti) l’UV è finita fuori dalla giunta, si può fare.


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