Posted tagged ‘Degrado’

Sordi come campane!

11 maggio 2015

Non c’è verso non capiranno mai! La testa della casta è fatta di altra materia. Altro colore. Patrizia Morelli, consigliera regionale Alpe, in sala stampa mi viene incontro ed espira: “Hai letto la sentenza?”. Ho letto ciò che è stato riportato dai giornali e la domanda alpista esplicita in modo inequivocabile qual è la via maestra del comportamento del politico medio, quello che non insegue principi morali ed etici, ma solo ciò che prevede il verdetto di un giudice. Il resto è noia. Il resto siamo noi. I loro elettori, verso i quali gli eletti non provano il minimo imbarazzo. Anzi si sentono offesi, se fai notare l’incongruità del loro modo di gestire i soldi pubblici. Loro, poveretti, si sentono perseguitati e soffrono! Sperare nelle scuse, nell’autocritica, sperare in un comportamento degno è speranza vana: i politici non sbagliano mai! I politici non pagano mai!

La sentenza non dice che i consiglieri non hanno speso i soldi pubblici per pranzi, cene, regali e bla bla, dice che la legge non è chiara, che manca la soggettiva e bla bla, ma il fatto che il reato non sussista non vuol dire che il loro comportamento riguardo alle spese dei gruppi consiliari sia stato nobile. Opportuno. Virtuoso. Eppure non capiscono. Alla voce etica non ci sentono proprio.

La grande bruttezza 4

26 settembre 2014
I tigli rimasti sono potati con brutalità. Una metodologia che facilita le malattie e l'insorgere di funghi, meglio così poi hanno la scusa per abbatterli. Al Comune gli alberi ci stanno sui coglioni.

I tigli rimasti sono potati con brutalità. Una metodologia che facilita le malattie e l’insorgere di funghi, meglio così… poi hanno la scusa per abbatterli. Al Comune gli alberi ci stanno sui coglioni.

Nel Quartiere Cogne i tigli avevano un ruolo molto importante: davano ombra e ossigeno e rendevano belle le strade. Poi ci fu il restauro degli immobili e degli spazi e molti di essi furono tagliati per dare luogo ai parcheggi che non danno ombra, non danno ossigeno e non rendono belle le strade. Sui tigli i bambini si facevano le capanne, tra le auto in sosta oggi i ragazzi si fumano le canne. I tempi cambiano, ma perché in peggio?

La grande bruttezza 2

25 settembre 2014
C'era una volta un quartiere...

C’era una volta un quartiere…

Il Quartiere Cogne è di proprietà del Comune di Aosta, voluto così da un’amministrazione ignorante e incapace di vedere il futuro. Oggi avrebbe potuto essere un esempio di urbanizzazione storica da inserire nei dépliants turistici. Un quartiere residenziale con gli orti quanti ne sono rimasti? Pochi. Dunque, sarebbe stato il fiore all’occhiello di un passato industriale. Un passato estremamente importante per la storia di Aosta. Cosa è rimasto? Questa desolazione.

Grasso che cola

27 ottobre 2013
Nuovo! Anzi nuovissimo!

Nuovo! Anzi nuovissimo!

Grasso che cola per qualcuno e acqua che genera muffa per tutti gli altri. Nuovo, anzi nuovissimo, il garage nell’ex residence Mont Blanc fa acqua da tutte le parti. Costato ai valdostani molto di più del prezzo del mercato, il garage presenta già numerosi esempi di degrado, nonostante sia stato inaugurato solo da poco tempo. Come mai? Errori di calcolo di qualche ingegnere della Edisud, la società di Giuseppe Tropiano? Scarsa qualità dei materiali? Non è la prima volta che accade, già la vasca di piazza Narbonne aveva creato problemi di infiltrazioni nel sottostante garage, così rilevanti da dover stravolgere il progetto originario e tramutare lo “specchio d’acqua” in una aiuola sopraelevata. Qualcuno ha pagato per questa inadempienza strutturale? Certo! Abbiamo pagato noi cittadini! Due volte! Come abbiamo già pagato il doppio i posti auto nel suddetto garage. Le muffe costano!

Errori-orrori

3 agosto 2013
Piazza Narbonne, ovvero il casino di sempre.

Piazza Narbonne, ovvero il casino di sempre.

A Parma il sindaco Pizzarotti del M5s  ha inuagurato la tolleranza zero verso tutti quei comportamenti che degradano i luoghi simbolo della città. Dopo un certo orario e in centro storico, niente più raggruppamenti spumeggianti birra, niente bivacchi a ridosso dei monumenti, niente schiamazzi e vandalismi. Il sindaco promette guerra contro tutto ciò che influenza “negativamente anche i flussi turistici per assicurare ai cittadini e ai visitatori l’accesso e la libera fruizione dei beni artistici e culturali” (ilfattoquotidiano.it)

E noi? Noi i vandali ce li abbiamo a palazzo. A sconciare i monumenti ci pensano i nostri amministratori, per cui che sensibilità potranno mai avere per riconoscere il degrado? Che competenze hanno per assicurare il decoro di una città? Loro che distruggono l’armonia urbana di un monumento come la Porta Pretoria, perfettamente inserito nel suo contesto? Tutto quello che hanno fatto è stato un errore e un conseguente orrore. Non c’è bisogno di un elenco, basta passeggiare per Aosta. Cosa ne sanno del senso civico e di come si misura una città? Nulla. Sugli errori-orrori si formano le nuove generazioni, incapaci di valutare e di confrontare, perché quasi privi di una scelta. La televisione a cui si rivolge la politica che cerca facile audience, non è una buona maestra, ma risulta essere per molti l’unico approccio alla “cultura”. Ecco che allora la vita viene confusa con il casino. L’allegria con la sbornia. La felicità con una frettolosa scopata nei cessi di una discoteca.

Pari pari

22 febbraio 2012

Cito pari pari dalla rubrica della Stampa a cura di Massimo Gramellini: “Volete un agile elenco delle assurdità istituzionalizzate? Stare in coda per ore in un ufficio pubblico trattati come intrusi. Disputarsi un centimetro quadrato di corridoio nei carri-bestiame a rotaie dei pendolari. Studiare in scuole che cadono a pezzi e curarsi in ospedali che farebbero ammalare i sani.Vi ricorda niente?

Ipotesi

9 febbraio 2012

Milioni di euro per la manutenzione delle scuole, eppure queste versano nel degrado: come mai?

Sua eccellenza 2

8 febbraio 2012

Il crollo della controsoffittatura della scuola elementare di Saint-Pierre non è la prima volta che accade. Le maestre interrogate confermano che “circa due anni fa era successa una cosa simile in segreteria” (La Stampa). Nonostante la richiesta di controlli questi, secondo le testimonianze, non furono mai eseguiti. Se non sbaglio un incidente simile è successo di recente nella scuola Magistrale o Liceo Psicopedagogico di Aosta. Se aggiungiamo che buona parte degli istituti aostani non hanno al loro interno una palestra, possiamo proprio considerare la scuola valdostana una vera eccellenza.

Ieri e oggi!

3 giugno 2011

A proposito di piazza Narbonne. E noi paghiamo!

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Aosta: che cielo?

27 maggio 2011

Porte Pretoriane: un angolo buio!

Si vogliono valorizzare gli angoli più trascutrati della città con un progetto che vede coinvolti il Comune e la Regione: si chiamerebbe  Aosta: museo a cielo aperto. Naturalmente è stata individuata una persona che coordini il tutto e presi impegni con la Sovrintendenza. Sembrerebbe un bel progetto. Non siamo contrari a queste iniziative: siamo stanchi. Sembra una gara a chi più le spara, ricerca affannosa di un’idea vincente, dimostrazione di vitalismo culturale, forse è così, ma è cosa certa che tutta questa energia è dettata da ignoranza. Quella profonda. Quella che mai più si potrà colmare. Quella che non si riconosce tale. Propongo fra gli angoli dimenticati e trascurati le Porte Pretoriane, dove da sempre stazionano i bidoni delle immondizie; la piazza Narbonne con i faretti dell’illuminazione tutti rotti, le panchine unte e scheggiate; piazza Caveri diventata un pollaio; via antica Zecca con il suo rivolo fangoso; piazza Roncas dalle mille panchine e fioriere di cemento; le aiuole cittadine, cacatoi per cani… . Per finire propongo la città intera.

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