Archive for the ‘Immigrazione’ category

Stoccafisso made in Italy

15 maggio 2015

Può un leone trasformarsi in uno stoccafisso? Può. Si è visto alla chiusura del comizio elettorale della coalizione-detta-di-centrosinistra. Dopo la melina dei vari segretari e presidenti di partito la palla del discorso è passata ad Augusto Rollandin che l’ha padroneggiata come un fuoriclasse. Destreggiata con facilità ha segnato il goal e portato a casa gli applausi. Leone in casa, senza dubbio. Ma fuori? Le partite fuori casa sono più difficili. Non c’è il calore della tifoseria. Bisogna essere pronti al contropiede. La domanda sul perché la Valle d’Aosta non voglia accogliere gli immigrati, ha colto alla sprovvista l’Imperatore. Non si aspettava la presenza in campo del giornalista di Piazza Pulita: la chiusura di un comizio per lui facile facile si è così trasformata in un fuorigioco che lo ha mediaticamente sconfitto. Trovato impreparato, Rollandin ha incassato il goal della figuraccia. Non può, infatti, un Presidente di Giunta rispondere come se fosse un ometto qualsiasi. Non può rivolgersi al giornalista, neppure tanto cattivo, ribaltando la questione con l’orrenda frase: “Li prenda a casa sua! Li ha presi?“, come se il problema dovessero risolverlo i semplici cittadini: ma che li paghiamo a fare i politici! (altro…)

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L’incubo peggiore

7 maggio 2015

A pensarci, credo che il rifiuto di Rollandin verso i migranti sia una faccenda esclusivamente di politica interna. Accettarli avrebbe rischiato di far scivolare qualche voto unionista nella lista della Lega che sui migranti ci sta lucrando. Considerata la balena rossonera divisa a mezzo quei voti potrebbero fare la differenza. Pensare a un ballottaggio con in mezzo il partito di Salvini sarebbe l’incubo peggiore. Insomma tutto sommato che il vincitore arrivi primo da subito. E poi, magari, i 79 posti si trovano…, massì che si trovano.

Quello che fa più tristezza è l’assoluto silenzio della Chiesa valdostana, la stessa che si fa sentire con largo anticipo sull’eventualità offerta dal Giubileo straordinario di poter restaurare a gratis i suoi immobili per poi lucrarci sopra come ha fatto con la Casa del Pellegrino.

Settantanove!

6 maggio 2015

Capisco quando il presidente della Giunta, Augusto Rollandin, dice che “la Valle si trova nella assoluta impossibilità a garantire posti di accoglienza temporanea che rispondano a criteri di sostenibilità e di dignità, oltre ai 62 posti già occupati”, in quanto organizzare condizioni di accoglienza dignitose non è così semplice come sembra, ma l’abbandono, senza uno sforzo serio, di una soluzione per settantanove disgraziati spalmati su settantaquattro comuni, è veramente difficile da accettare. Siamo la Regione più ricca d’Italia e non siamo in grado di alloggiare sul nostro territorio una manciata di disperati? Offrire loro un tetto e una dignità temporanei? Cavolo, ma allora non abbiamo imparato niente! E non si tratta di una questione di sensibilità come dice Rollandin, non solo. Si tratta di dignità. La nostra! Invece noi, nonostante l’autonomia, siamo come tutti gli altri: incapaci di dare una risposta concreta e immediata ai problemi! Noi, come tutti gli altri, rifiutiamo le nostre responsabilità! Allora è sacrosanto e giusto che rigettiamo anche la nostra “diversità” per omologarci in un tutto umanamente indecoroso! Tutti infilati nella stessa collana di squallore. Se non siamo in grado di affrontare gli eventi, nelle minuscole proporzioni che ci toccano, come pensiamo di saper difendere la nostra autonomia? Con quali argomenti? Con quelli obsoleti della Storia? L’autonomia è un concetto elevato destinato solo a chi sa affrontare i cambiamenti epocali con coraggio e a testa alta, non per chi si sbraca alla prima difficoltà.

(Senza contare la figura di merda che abbiamo fatto a livello nazionale, altro che buon esempio!)

Leghisti razzisti!

27 aprile 2015

La Lega nord dice che non è razzista. Chi afferma il contrario viene apostrofato di buonismo. Vediamo chi ha ragione.

La campagna elettorale della Lega che vede Nicoletta Spelgatti candidata sindaco, ha come frase di battaglia la seguente: “Prima gli aostani”. Prima di chi? Secondo i seguaci di Salvini i cittadini che hanno la residenza e pagano le tasse si dividono in una ulteriore graduatoria: chi è nato qui da generazioni e chi no. Primi e secondi. La differenza dunque si basa esclusivamente sulla base etnica e non è forse sulla presunta superiorità di una presunta razza che si fonda il razzismo? In questo caso i diritti basilari come la casa, non sono di tutti gli esseri umani che contribuiscono allo sviluppo di una comunità, ma appartengono in primis a chi detiene determinate caratteristiche. A chi c’era già da prima. La Valle d’Aosta è stata redarguita dall’Europa per non essere così accogliente come dice di essere, ma ai leghisti ancora non basta. Fanno finta di non sapere. Per avere un minimo di aiuto sociale, secondo loro, occorrerebbe essere residenti per otto anni (legge che era in vigore ed è stata cambiata proprio perché fuori dalle direttive europee), prima i doveri e poi i diritti. Per la Lega gli esseri umani, se non appartengono al territorio da generazioni, non hanno diritti, solo doveri e poi ancora se ne parla. Difficile non vedere l’impronta del razzismo in questa affermazione. Un razzismo ancora più bieco in quanto strumentale alla vittoria elettorale. Ancora più disgustoso in quanto dirotta la fragilità verso altra fragilità per favorire politici che fragili non sono. (altro…)

Il logorroico!

20 aprile 2015

Ma è mai possibile che il signor Francesco Lucat non riesca mai a stare zitto? Neppure in una manifestazione dove viene richiesto il silenzio? NO! Non ci riesce proprio. Soffre di diarrea verbale. Se non blatera per almeno centoventi minuti consecutivi non gli sembra di esistere. Deve ascoltare il suono della sua voce per essere, la sua fisicità non gli basta a lui serve il sonoro. Questa sera, in piazza, si è commemorata la tragedia del Mediterraneo, in un centinaio ci siamo raccolti ai lati dell’Alpino di Canonica. Il collante fra noi era il silenzio. Non è comune stare in silenzio, se non si è soli, ma solo il respiro dell’aria e il gorgoglio della fontana erano ammessi al rispetto per le vittime. Le parole bandite come ospiti urticanti. Non c’era niente da dire. Ma lui, il logorroico, ha voluto togliere la maglia del silenzio che ci ricopriva e ci teneva insieme, raggelandoci con quella sua voce grossa, esplosa nel buio come un petardo! Una donna, presumibilmente l’organizzatrice del presidio, lo ha zittito, invitandolo a rispettare ciò per cui eravamo venuti. Niente da fare. Il logorroico ha puntato di nuovo l’arma e ha sparato un  “voglio rompere il silenzio per raccontarvi una storia…”. No no e ancora no! Zittito definitivamente! Ho letto tra le sue labbra un va fan culo, mentre andava a scaricare la sua verbosità qualche metro più in là con i compagni di partito. Siamo rimasti più di mezz’ora a dividerci un silenzio carico di commozione. Niente per quelle donne, quei bambini, quegli uomini e ragazzi, ma qualcosa.

Come scovare i veri progressisti

31 gennaio 2013

C’è un problema, irrisolto  da 30 anni. Come individuare, all’interno della Sinistra, i rapanelli di Viérin? Ossia le uova del cuculo che papà Dino ( abilissimo !) infila storicamente nel nido della Sinistra? Che poi li alleva inconsapevole, tranquilla, asciutta e un po’ rinco? Come coi vampiri, per i rapanelli si potrebbe inventare qualche infallibile test, che faccia le veci del mortifero aglio.
Ne propongo uno. Il problema politico fondamentale dei prossimi 5 anni sarà quello di garantire i diritti di cittadinanza ai circa 5 milioni di immigrati che ospitiamo. O li conquistiamo (nella realtà! Non a parole…) alla sbandierata superiorità occidentale, (diritti sociali, di libera espressione, di lavoro non schiavista, di studio ecc…), oppure ci ritroveremo pure noi con le periferie in fiamme. Come Sarkò ha insegnato. Allora vorrei in VDA non la festa degli emigrati, che ormai non sono più concittadini nostri, ma quella degli immigrati. Che lo devono diventare subito, massimo dopo qualche anno. Perchè? Per una ragione di lungimiranza politica: la civiltà e maturità democratica di un sistema si dimostra da come vengono integrati i non autoctoni. Se si sceglie la strada della Lega, si è convinti  che basti la sub-cultura identitaria ( dialetto e scorregge celtiche…) per determinare la cittadinanza. Al posto del rispetto della legge, si insegna ai “foresti” il tribalismo dei dialetti per identificare i clan amici. In questa maniera i leghisti hanno indebolito le difese culturali e morali della società civile verso le mafie, per cui la Lombardia è una succursale della ‘ndrangheta. Per una ragione di lungimiranza culturale: ho il sospetto che la storia del pensiero islamico, che comprende solo 1 miliardo e mezzo di persone, sia più importante per il nostro avvenire (economico, culturale, personale) di quella di Introd. Quando la festa annuale degli immigrati organizzata dal PD? Così contiamo i progressisti. (roberto mancini)

Adottata sarà lei!

24 gennaio 2013

La signora Elena Pascal, sulla Stampa di ieri, elencava una summa delle tipiche banalità  localiste della Lache Gauche. (Strani rapanelli marci, rossi di fuori neri di dentro: rossoneri insomma….). Dunque alcuni concetti  meritano confutazione.
Il leitmotiv, tipico di tutti i localismi persecutori, ripete pedissequamente lo schema unionista degli ultimi 50 anni: l’Autonomie est en danger, faut défendre le Statut Special. Come biascica Perron. Le amenità sono altre: “dello Statuto Speciale non importa nulla ai figli di coloro che nel Ventennio vennero ad italianizzare la Vda”. Lo Statuto non è più una legge dello Stato, dunque modificabile in caso di mutazione della situazione storica, ma un dogma immutabile: come l’Immacolata concezione, l’Immacolata autonomia. Alla Khomeini. Secondo: nell’Europa della libera circolazioni di merci, capitali e persone, interpretare le immigrazioni come complotti per alterare realtà “etnico-linguistiche” è ragionamento da leghista di Adro. Gli immigrati magrebini ( o slavi, o rumeni) non vengono ad Adro per snaturarne la pregiata genealogia, ma inseguendo  lavoro e pane. La loro presenza può sortire il risultato di alterare i preziosi equilibri culturali e linguistici che fecero di Adro una piccola Atene della Padankia (Padania della minkia…)? Un borgo famoso nel mondo per le tradizionali gare di rutti , le Ruttiadi celtiche?
Certo. Ma è mutazione benefica. Evita il gozzo di Adro, tipico delle realtà provinciali autistiche, quelle che non praticano alcuna “contaminatio”, meno che mai culturale. Dulcis in fundo, madame Pascal usa il termine “italiani di adozione”. Sicuramente, nelle sue intenzioni il termine non è  offensivo, ma è ugualmente da respingere. A nessuno, nemmeno ad un fascio-razzista di casa Pound, verrebbe in mente di definire un valdostano come “ italiano di adozione”. Lo stesso per chi è venuto in Valle . Si adottano i poveracci, i figli di puttana, i trovatelli e i morti di fame, ma nessun italiano venuto in Valle aveva tutte queste caratteristiche. Gli italiani in Valle non hanno bisogno di essere adottati, sono a casa loro. Oppure la Vda non fa parte del territorio della Repubblica? Boeri di montagna… (roberto mancini)