Che farà, che farà, che farààààà…


Emily Rini alla Cultura. Darà un segno diverso al suo assessorato, migliorandone la qualità propositiva e organizzativa o sarà ancora una volta la tradition feudale a continuare nella gestione delle risorse? Il modello feudale, interrotto dalla buonanima socialista dell’allora assessore Liborio Pascale durante il ribaltone del 1990 con l’incarico dato al critico Janus, vuole che sia il signorotto, generalmente privo di competenze specifiche, a scegliere chi, cosa e quando. Un modus operandi finalizzato a creare maggior consenso intorno a sé. Laurent Viérin ne è un esempio eclatante. A dire il vero anche Ennio Pastoret a suo tempo affidò l’organizzazione delle mostre a una giovanissima storica dell’arte e non mi pare che la sua carriera politica sia stata interrotta, pertanto la Rini può scegliere senza troppo imbarazzo per il suo futuro fra due modelli di gestione: quello feudale e quello contemporaneo. Che farà? Dalla sua scelta, consenso o cultura, potremo capire meglio chi è.

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4 commenti su “Che farà, che farà, che farààààà…”

  1. Zenith Says:

    Ahaha Patuasia ancora a sperarci? La cultura sta andando a rotoli…. L’università e una PAGLIACCIATA…e noi ancora qui a sperare che qualcuno ( di vecchio) cambi qualcosa?

  2. giancarlo borluzzi Says:

    La libertà d’azione della Rini è men che minima.

    Dovrebbe contrapporsi a chi, per giochini interni all’UV volti a satollare appetiti che neanche nella prima repubblica, l’ha spostata nell’organigramma come si fa con una pedina della dama; dovrebbe intraprendere una strada che porti al superamento dell’oscurantismo valdostano figlio di mentalità affette da autismo pseudoculturale.

    Ipotesi surreale, realisticamente potrebbe al massimo utilizzare il buon senso comune per ottimizzare alcune briciole marginali della cultura, ma tutto il suo passato la caratterizza quale persona posta al servizio dell’oscurantismo citato visto che strade alternative al medesimo giammai le ha percorse, anzi…

  3. ValledAostaCapitaledellAssessorato Says:

    Ma poi…. La Rini è apparato, mica altro. Non cambierà niente. Le risorse per l’arte e la cultura dedicate alla sviluppo di linguaggi e proposte di giovani e vecchi artisti valdostani saranno elargite con la logica della convenienza, dell’appartenenza, dell’immagine e dell’apparentamento.

  4. bruno courthoud Says:

    C’è il grosso problema dell’Università, di cui, oltre Pont-Saint-Martin, tutti parlano male (eufemismo).


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