Mani sporche sulla città


Quale Polo universitario? nessuno lo sa. E nessuno è in grado di “individuare con certezza le risorse necessarie all’attuazione dell’intera opera” (Bruno Milanesio, amministratore unico della NUV). Eppure si vuole andare avanti a tutti i costi (impresari da accontentare), con il rischio di creare un enorme incompiuto per anni e anni. Il sindaco ci scherza su e propone, nel caso la crisi economica ci lasciasse la voragine degli scavi, di riempirla con l’acqua per realizzare un laghetto adatto alla pesca sportiva dei tanti pensionati Cral. Non credo sia il caso di lasciarsi andare alle battute, perché il rischio di trasformare la città in un cantiere rumoroso e polveroso è più che mai reale. Il PD e l’Alpe fanno domande, interrogano, insomma eseguono il loro dovere di minoranza, ma essendo tali valgono come il due di picche. Occorre informare di più. Fare presente la scarsa chiarezza dei vari progetti presentati in pompa magna dall’attuale maggioranza in campagna elettorale. L’università non ha ancora un piano urbanistico di dettaglio, perché quello votato dal Consiglio comunale non è ripreso dal nuovo progetto a cura dello Studio Cucinella. Non è stata neppure pensata una mensa per gli studenti, quanti posti per dormire e mai si è stabilito quali gli indirizzi dei corsi di studio: umanistici, scientifici? Si trasloca da una proposta all’altra con una tale facilità che non si può non addebitare alle amministrazioni, regionale e comunale, superficialità e incompetenza. La nostra città è in mano loro.

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7 commenti su “Mani sporche sulla città”

  1. fiatosprecato Says:

    In questi giorni si sono affidati gli appalti per le “opere propedeutiche alla realizzazione dell’università”. Sa tanto di “Ponte sullo stretto di Messina”.

  2. Bisker One Says:

    E’ proprio come il progetto dell’ampliamento dell’ospedale, girato e rigirato, gonfiato e rigonfiato. Finirà anche questo per andare a piantar cipolle, come tutti gli altri; ma non prima che vi vengano investiti abbastanza soldi pubblici da realizzarne quattro, di campus universitari. Altra opera “faraonica mancata” per la quale l’attuale classe politica entrerà nella storia.

  3. tagueule Says:

    Beh, ma ci sarà ancora una Corte dei Conti. O no? O su questi soldi pubblici nessuno ha potere di controllo? Non lo chiedo per provocazione, ma per ignoranza. Se qualcuno ha una spiegazione seria lo ringrazio.

  4. Paul Says:

    Lo “spreco” assurto al rango di ideologia di riferimento… mi immagino la scena: si ritrovano alla sagra della trifolla e incominciano “Io ho sputtanato 50 milioni”; “Io 80!” “Uh… non ci crederete, ma io ho mandato in vacca lavori per un importo pari al PIL del Centrafrica!”

  5. giancarlo borluzzi Says:

    L’UV guarda al trapassato e ignora il presente.
    Le posizioni altalenanti quanto incongrue e pure comiche su ospedale, aeroporto e università lo confermano.

    Sull’università: questa struttura sarà sottoutilizzata, ma dovrà avere un corpo docente. Dove lo si andrà a prendere?

    Non c’è stato alcun dibattito sulla previsione della sola laurea triennale o sull’introduzione anche di quella magistrale (nuova dizione che sostituisce il termine “specialistica”).

    Eppoi un organigramma relativo alle facoltà da prevedersi andava fatto in modo approfondito perchè alcune discipline tecniche richiedono spazi specifici per laboratori e altro non necessari per corsi, poniamo, letterario-umanistici.

    Si è creduto di sciorinare i muscoli baccani seguendo l’innamoramento per il termine università, ma le carenze culturali, e quindi anche programmatorie, non sono copribili dalla propaganda di parte.

  6. Mistinguet Says:

    Patuasia, ti propongo di aprire un dibattito sulle cose che funzionano o che funzioneranno in Valle d’Aosta (se se ne trova una..): Aeroporto, Università, Ospedale, Casinò, Cantieri Forestali, Teleriscaldamento, Edilizia Scolastica, Comuni, Comunità Montane, Informazione, Trasporti pubblici, valorizzazione della cultura, turismo, burocrazia, rispetto dell’ambiente, occupazione, agricoltura, ecc.
    Alla fine del dibattito stileremo il bilancio consuntivo del sistema Valle d’Aosta e di chi lo “governa” (per modo di dire)


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