Archive for the ‘Grandi Opere’ category

Sorpresa!

21 ottobre 2014
Chissà cosa ci riserverà questa volta la Sottointendenza! Incrociamo le dita!

Chissà cosa ci riserverà questa volta la Sottointendenza! Incrociamo le dita!

Riceviamo dal signor Pierlucio Pellissier e volentieri pubblichiamo.

Ieri mi sono imbattuto nell’ennesimo esempio di “in”comunicazione made in VdA. Qualcuno puo’ spiegarmi il nesso tra il cartellone del progetto di restauro della Maison Lostan e il circondario? A parte il disegno dell’elevazione, bello, non c’è scala, non c’è orientamento, stiamo parlando dei quale facciata est, ovest, sud, nord? C,e una pianta schematica per orientarsi? Due turisti mi hanno chiesto spiegazioni e malgrado tutto non sono stato in grado di racapezzarmi e di trovare un nesso tra il progetto e il costruito circostante. Bell’esempio di comunicazione, bravi!

Il processo

23 ottobre 2013

Condivido dalla bacheca fb del signor Orlando Navarra.

PROCESSO A ROLLANDIN: Il 22 novembre 2013 ore 9,30 Cittadinanzaattiva si costituirà parte civile nel processo a carico di Rollandin per la vicenda relativa al parcheggio dell’Ospedale. L’avvocato dell’associazione Stefano Maccioni mi ha chiesto di assisterlo sul territorio e quindi per quanto di competenza lo affiancherò quale sostituto e delegato agli atti del processo quando non sarà presente. Qual’è in sostanza l’addebito che viene contestato a Rollandin. In pratica: La Giunta Regionale con deliberazione n. 3293 del 12.11.2010 approva il contratto di compravendita con la Societè Saint Bernard Srl, per il valore di 16.900.000,00 euro di un parcheggio pluripiano da realizzare a servizio della struttura ospedaliera. Viene prevista in tale delibera la facoltà del Rollandin di apportare “solo” modifiche formali di poco conto. Invece, il Rollandin sottoscriveva con Tropiano un contratto di acquisto di cosa futura, mantenendo sempre il valore di 16.900.000 ma escludendo dalla realizzazione dell’opera: 1) l’allestimento dell’impianto antincendio; 2) le strutture necessarie per il superamento delle barriere architettoniche; 3) gli obblighi del venditore della esecuzione dei lavori relativi al tunnel di collegamento; 4) Ai primi tre punti si aggiungeva la modifica sostanziale della clausola relativa all’agibilità poiché appare evidente che non poteva essere rilasciata se mancavano proprio dei lavori rilevanti a tal fine. Pertanto il primo addebito consiste, facendo un esempio concreto, nel fatto che se si concorda tra le parti la costruzione di una casa e di un garage per un prezzo convenuto e poi si toglie dall’obbligo la costruzione del garage stesso epperò mantenendo lo stesso prezzo si determina un ingiusto e non giustificato vantaggio patrimoniale a favore della società costruttrice. Ma non è finita. Infatti, sempre secondo la tesi prospettata dal pubblico ministero nel capo d’accusa, il Rollandin intenzionalmente procurava un ulteriore ingiusto e rilevante vantaggio patrimoniale alla EDILSUD Srl alla quale veniva aggiudicato…..indovinate un po’…… il contratto relativo alla esecuzione dei lavori di costruzione del tunnel di collegamento tra il parcheggio Nord (sull’area dell’ex-residence Mont Blanc) ed il parcheggio SUD (sull’area di piazza Caduti nei Lager Nazisti) per l’importo di 1.305.322,88 Euro oltre IVA. Tutto ciò (la seconda parte del concesso vantaggio patrimoniale) avveniva con procedura negoziata senza previa pubblicazione di un bando di gara. La procedura negoziata quindi da un lato non si poteva attuare a favore di Edilsud poiché non aveva i requisiti necessari alla esecuzione di quella particolare tipologia di lavori (si legge nel capo di imputazione sub iudice); dall’altro tale procedura si può attivare solo quando l’esecuzione dell’opera (il tunnel di collegamento) riguardi lavori complementari non originariamente previsti nel progetto o contratto iniziale. Tuttavia è proprio questo il punto…… il tunnel era già stato individuato quale requisito indispensabile per ottenere la agibilità del parcheggio Nord sin dal primo contratto con la Societè Saint Bérnard. Credo, a questo punto che il Presidente Rollandin non possa più stare al suo posto poiché come rilevato nella richiesta di rinvio a giudizio la PERSONA OFFESA è la Regione Autonoma della Valle d’Aosta…..per ciò TUTTI NOI (autonomisti e non autonomisti, gente di destra, di sinistra e di centro). Inoltre poiché la richiesta delle opposizioni di votare la costituzione di parte civile della Regione Valle d’Aosta contro Rollandin è stata bocciata a maggioranza (18 a 17) va da sé che se si produrrà ulteriore danno erariale questo potrà essere pacificamente attribuito in parte a chi ha votato contro. Del resto, al di là dei comprensibili giochi politici di maggioranza ed opposizione, in relazione ai differenti ruoli, un presidente di Regione per di più con attribuzioni prefettizie e a tal punto compromesso (al quale umanamente si augura di essere assolto in base a convincenti spiegazioni) secondo l’apparenza delle attuali carte processuali non può restare al suo posto. Tutto ciò va infatti al di là della presunzione di innocenza, principio che vale solo nel processo penale e non nell’ambito politico-amministrativo; infatti in tale ultimo ambito occorre trasparenza e assunzione di responsabilità.

Lascia o raddoppia?

9 ottobre 2013

Sui trasporti paghiamo il prezzo di una politica che mai si è impegnata per il lungo periodo, lo avesse fatto vent’anni fa oggi avremmo una nuova linea elettrificata ed efficente. Pensare oggi all’elettrificazione significa condannare i pendolari a una vita intera di disagi e fatiche aggiuntive oltre a quelle lavorative. Perché per migliorare realmente il servizio elettrificare non basta occorre rifare interamente la linea che vuol dire scavare gallerie, raddoppiare i binari, ripensare le stazioni ecc ecc, un lavoro immane che chiede palate di milioni di euro e tempo. Certo, anche la soluzione dei treni bimodali fa rabbrividire: 50 milioni per non scendere dal treno a Ivrea. Riprendo la frase detta dal ministro Di Pietro nel 2006 che l’assessore ai Trasporti, Marguerettaz, ha ripreso in Consiglio ieri: “Non buttate via i soldi prima rifate la linea”. 50 milioni sono sinceramente troppi per una soluzione a breve termine che non inciderà molto sul risparmio temporale. Mi chiedo allora se per alleviare il grande disagio dei lavoratori non sarebbe stato più facile, economico e comodo prevedere per loro un servizio apposito su gomma e iniziare seriamente e finalmente ad avviare le procedure per una futura elettrificazione che peraltro non viene esclusa.

Il cuore di ferro

8 ottobre 2013

Sono stata di recente a Cracovia e ne ho approfittato per visitare la nota miniera di sale di Wieliczka, situata nella città omonima. Si tratta di una miniera non produttiva oggi trasformata in una forte attrattiva turistica. Al suo interno a quanche centinaio di metri di profondità, si trova oltre che una cattedrale interamente scolpita nel sale con statue annesse, anche un sanatorio dove si cura l’asma e altre malattie respiratorie attraverso l’inalazione di vapori salini. Questa miniera porta in questa cittadina perlopiù sconosciuta, un indotto di oltre un milione di turisti l’anno. Inevitabile pensare alla nostra meravigliosa e altrettanto unica miniera di Cogne. Il 31 ottobre ci sarà la definitiva cessazione della concessione mineraria, senza un piano per la sua salvaguardia e il suo recupero, il degrado distruggerà un patrimonio inestimabile e un pezzo indiscutibile della nostra identità storica. Strano che i nostri amministratori unionisti, così attenti all’identità e alla particolarità del nostro territorio non abbiano mai mostrato interesse verso questa miniera, la più importante fra quelle in Valle. Eppure con un buon progetto europeo, così come è stato recuperato il Forte di Bard che sta in piedi per miracolo e grazie ai notevoli investimenti regionali, si sarebbe potuta recuperare (e si può ancora, se si vuole) l’intera area per destinarla a un grande museo. Ho avuto la fortuna di visitare la miniera di Colonna: un potenziale di attrazione fortissimo. Molte sono ancora le testimonianze della vita dei minatori di allora e il percorso è davvero entusiasmante. Provate a immaginare una ricostruzione fedele e suggestiva in piena sicurezza delle gallerie, illuminate come lo erano allora, immaginate i rumori… le stanze… le rotaie… la terra e la roccia… un’esperienza di indubbia emozione. Adesso immaginate l’indotto economico che una simile attrazione potrebbe avere sul territorio e non solo su quello di Cogne. E pensate anche ai soldi che lo Stato non ci verserà più e poi fate le vostre debite conclusioni. Le mie sono che è da pazzi non approfittare dei fondi europei 2014-2020 per recuperare un così importante patrimonio storico-culturale che potrebbe creare numerosi posti di lavoro. Allora politici… ci sputate sopra!

Progresso di che?

28 maggio 2013

Fortuna che c’è l’associazione ambientale Mountain Wilderness che ha presentato un esposto alla Procura di Aosta per denunciare i lavori di costruzione della funivia del Monte Bianco. Si chiede “come sia stato possibile, in zona di alta protezione ambientale e area glaciale, tutelata dalla legge Galasso, imporre sbancamenti che di fatto hanno modificato la montagna più alta del nostro continente” (Ansa). Già come è stato possibile che una cultura alpina dia il via alla distruzione sistematica del suo territorio? Funivie, centraline, strade, case… stanno facendo man bassa della nostra Valle: la prospettiva è il progresso. Ma progresso di che? Davvero è progresso portare migliaia di turisti in cima al Monte Bianco? Non c’è un’alternativa che possa conciliare l’economia con la salvaguardia del territorio? Possibile che si debba sempre depredare e non valorizzare? Sembra di no. Se non si costruisce non c’è economia e quindi non c’è pil e quindi la gente si incazza perché non può spendere e se non può spendere l’economia va a rotoli. Sembra un girone dantesco. Abbiamo avuto il Paradiso terrestre, siamo stati bravi a farlo diventare un inferno. Les montagnards sont là?

Francobolli

21 gennaio 2013
Milanesio confessa che ha altro da fare, bene allora che lasci il suo incarico di amministratore unico dell'Università datogli dal Presidente, Rollandi, e lo lasci svolgere a qualcuno che ha titoli per farlo!

Milanesio confessa che ha altro da fare, bene allora che lasci il suo incarico di amministratore unico dell’Università datogli dal Presidente-amico Rollandin e lo lasci svolgere a qualcuno che ha i titoli per farlo! Può sempre dedicarsi ai francobolli.

Nuovo progetto!

16 gennaio 2013
Immagine tratta da La Stampa

Immagine tratta da La Stampa

Ho visto sulla Stampa la fotografia del nuovo progetto dell’ospedale. Dell’ultimo progetto dell’ospedale, già perché ce ne sono stati altri e chissà se questo sarà quello definitivo: ancora il VIA (Valutazione impatto ambientale) non si è pronunciato. Mi chiedo  come possa essere possibile che su un progetto di tale entità e così delicato visto che tratta della salute e della sofferenza, si possa cambiare idea da un anno all’altro. Altra considerazione che faccio è come si può non definire ospedale nuovo la struttura che si ergerà con sei piani fuori terra sull’area dell’attuale parcheggio. Trattasi infatti di un edificio con una volumetria molto importante che è difficile definire come semplice ampliamento. Il referendum che non raggiunse il quorum, prendeva in considerazione due scelte: un ospedale nuovo fuori Aosta e l’ampliamento di quello vecchio. Su questa seconda proposta la propaganda unionista diceva che era assurdo investire nel nuovo dopo che molti soldi erano stati spesi nella vecchia struttura. Vecchia struttura che, secondo il nuovo progetto, sarà in parte demolita. Se ci fosse oggi un nuovo referendum sono certa che i valdostani si comporterebbero in modo diverso. Mi chiedo anche come faranno i poveri degenti a sopportare, per minimo dieci anni, i lavori di un cantiere enorme. Costretti a respirare le polveri e sopportare i rumori, nonché tutti i disagi che un simile cantiere, si prevedono scavi per quasi centomila metri cubi, potrà creare. Senza contare i problemi di circolazione. Insomma l’ospedale nuovo si farà dove l’amministrazione ha deciso si dovesse fare e qui mi scappa un’altra domanda: forse per favorire qualcuno? Se fossero stati i valdostani ad essere favoriti, saremmo già ai primi piani di un ospedale nuovo su un terreno più agevole e senza disturbare nessuno.

Povero Enrico

12 gennaio 2013

Siamo alle solite, cioè al solito modo di governare: diciannove anni per costruire il nuovo teatro Splendor e in tutto questo tempo nessuno che abbia mai pensato a come gestirlo? “Stiamo valutando quale sia la formula migliore per la gestione della struttura. Vedremo se sarà più opportuna una gestione diretta, una gestione esterna o se affidare alla ditta che ha completato i lavori, almeno per un primo periodo. (aostasera.it) dice Augusto Rollandin. E dovrebbe arrossire dalla vergogna o sbiancare dal malore o diventare verde dalla rabbia o nero dall’incazzatura questo nostro presidente! Perché diciannove anni per non avere ancora un’idea sul da farsi sono una vergogna, un malore, una rabbia e un’incazzatura! Ricordo che per la costruzione della Grande Arche a Parigi dal giorno della posa della prima pietra al giorno dell’inaugurazione trascorsero quattro anni. E poi che senso avrebbe darlo in gestione alla ditta che lo ha completato? Quando mai le imprese si occupano di teatro? Il Capo si è bevuto il cervello? Altra persona che dà segno di malessere è il simpatico Roberto Contardo che propone di titolare il teatro a Enrico Thiébat. Motivo meritocratico principale: ha sempre sbeffeggiato i potenti. Premetto che questo non basta per meritare un simile onore, per questo ci vuole molto talento e non solo, occorre che il molto talento venga riconosciuto oltre i confini della propria casuccia, ma non è questo a stupirmi. Quello che mi lascia basita è che a un personaggio anarchico, controdentenza, ribelle, fuori dagli schemi, originale, caustico… come è stato ricordato Thiébat, debba dedicargli il teatro della città un’amministrazione mafiosa, clientelare e corrotta come la nostra. Sarebbe un atto di alta ironia da parte dei nostri politici e una bassa riconoscenza nei confronti del povero Enrico.

Facciamoci una pista!

5 gennaio 2013

A proposito dell’aeroporto Corrado Gex e dei soldi buttati in quell’assurdo progetto vi linko questo post dal sito del Comitato Aeroporto Sostenibile. http://aeroportosostenibile.wordpress.com/2013/01/02/mosca-aosta/

Domandina facile facile

4 gennaio 2013

Era il ventuno di giugno dell’anno scorso quando l’assessore, Marco Viérin, annunciò che i lavori dello Splendor sarebbero stati conclusi entro l’estate e che “… entro il 2012 contiamo di completare i collaudi in modo da poter aprire la struttura al pubblico“. Qualcuno di voi ha avuto l’occasione di presenziare all’inaugurazione?