Qualunquisti si diventa


La fragilità della speranza

La fragilità della speranza

Il mio collega Poudzo sta diventando un cinico qualunquista. Non era mica così! Macché! Lo capisco, come capisco tutti quelli che non sono e non andranno a votare alle prossime elezioni. Personalmente, io sono una di quelle che vive il voto come un sacramento: unico appiglio per poter dire la propria. Ma non sono una bacchettona del senso del dovere. E poi è difficile credere in qualcuno. Secondo voi Veltroni ha ancora un senso? E Louvin? E Donzel? Secondo me no! L’unico politico in Valle che può avere ancora una chance e giocarsi la carta della fiducia del popolo del centrosinistra è Carlo Curtaz. Non mi interessa il partito a cui appartiene, mi piace la persona. Fra i tanti è l’unico che non mi ha delusa perché ha saputo, con intelligenza, conservare gli ideali che sono i nostri, senza annegarli, come hanno fatto tanti, nello stagno della retorica e dell’utilitarismo. A differenza di Poudzo, ci tenevo a dirvelo, io credo ancora in un possibile futuro migliore. Dimenticavo, l’ultima volta che ho preso un caffé con Carlo risale a quindici o più, anni fa.

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