Orrido!


La passerella sull’orrido di Prés-Saint-Didier. Immagine tratta da La Stampa

Non è vero che siamo in crisi. Nonostante i tagli del Governo che minacciano la nostra autonomia, siamo ancora liberi di spendere e spandere come abbiamo sempre fatto. L’assessorato al Territorio e “Ambiente” ha destinato un milione di euro per la realizzazione di quello che viene spacciato per percorso didattico (si tirano in ballo gli innocenti per far una certa figuretta!) e che in realtà è una passerella per turisti, ridicola da un lato: si apre su uno strapiombo di ben dodici metri! e impattante dall’altro: l’orrido di Prés-Saint-Didier non è il Grand Canyon. Grazie alle amorevoli cure dell’amministrazione unionista ecco sparire un altro gioiello della nostra Valle. Mai più solo rocce e acqua, ma vetro, cemento e acciaio con tanto di pannelli illustrativi: wow! Ecco come trasformare l’orrido fascinoso della natura in banalissimo orrido quotidiano.

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40 commenti su “Orrido!”

  1. bruno courthoud Says:

    valle d’aosta = gardaland. Orrore, orrore! Un concentrato di pessimo gusto!

  2. libero Says:

    Da quello che ricordo di aver letto sul bollettino del parco del Mont Avic a firma dell’architetto Corrado Binel, temo che questo sia solo l’inizio di un crescendo di passerelle sospese sul vuoto. Il destino del parco è segnato! L’unica speranza è che il governo Monti prosciughi le entrate.

  3. Frank Burgay Says:

    Non vedo l’ora che questa farsa dell’autonomia finisca! Se essere autonomi significa buttare al cesso i soldi, meglio non esserlo… Tanto che minoranza linguistica dobbiamo difendere che solo lo 0,5% dei valdostani parla francese?

  4. bruno courthoud Says:

    prosciughi le entrate di modo che si calmino le fantasie malate di architetti ed amministratori (megalomania delle persone che fino a ieri vivevano nella m…. e oggi hanno soldi da sperperare).

  5. Alberto Grange Says:

    Bellissima iniziativa e sicuramente soldi non buttati nel cesso.

  6. bruno courthoud Says:

    In ogni caso di pessimo, pessimo gusto. “A chacun son vilain gout” diceva mia nonna. “Chez nous” abbonda. Preferisco le cose semplici e belle (costano anche meno).

  7. satalgico Says:

    Qui in Valle c’è solo la natura di straordinaria… se si abbruttisce quella perché le persone dovrebbero venir qui in vacanza? E’ qualcosa che va perso per sempre, pare non se ne rendano conto. I peggiori nemici della natura valdostana sono questi valdostani e pare non se ne accorgano!

  8. cesara pavone Says:

    Vorrei ricordare che l’attuale amministrazione comunale non ha in Consiglio alcuna opposizione perché nessun’altra lista si presentò contro quella della maggioranza uscente del Sindaco Bieller che non potè più candidarsi a sindaco ma fu di fatto il dominus della lista. Ora lui é vice-sindaco con deleghe all’Urbanistica, Bilancio e Finanze.
    Il progetto nelle sue grandi linee é esposto sotto i portici della casa Comunale, non mi sembra che i cittadini di Pré Saint Didier abbiano sollevato neppure una piccola obiezione.
    L’Orrido di Pré Saint Didier, sempre molto raffigurato in cartoline e libri valdostani é stato per anni una meta incontournable per chiunque visitasse l’Alta Valle, fino a quando il sentiero che lo raggiungeva é stato, dovutamente chiuso, per caduta massi.
    Ricordo anche che il sentiero porta sia all’Orrido sia alla vicina grotta da cui emerge la vena di “acqua calda”, come riporta il sito delle Termedipré.it
    “Le sorgenti termali di Pré-Saint-Didier sono localizzate a monte della confluenza del “Torrent Verney″ nella Dora Baltea e sgorgano all’interno di una grotta artificiale, situata alla base del “Orrido di Pré-Saint-Didier″ (“Gouffre de Pré-Saint-Didier″), scavato dalle acque della Dora di Verney.
    Sin dai tempi antichi le acque di Pré-Saint-Didier erano famose per le loro proprietà rilassanti dovute alla bassa mineralizzazione, ricostituenti, per la presenza di ferro, e antireumatiche, per la loro moderata radioattività.”

    La decisione di mettere in sicurezza la zona in modo da rendere nuovamente fruibile il percorso, interessante da più punti di vista, é una decisione da apprezzare.
    La passerella, dalle immagini sembra “spettacolare” e mi vien da pensare fruibile solo per pochi mesi, ma non conosco il progetto.
    Fossi cittadina di Pré Saint Didier chiederei al sindaco attuale, Alessandra Uva, di illustrare il progetto alla popolazione, che, avrà sicuramente ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie.

  9. libero Says:

    Per apprezzare la natura abbiamo bisogno della spettacolarizzazione creata dall’uomo, come non chiamarla arroganza! lo spettacolo che offre la natura è bastante a se stesso, non ha bisogno di sedicenti architetti in cerca di incarichi per pagarsi le vacanze magari in luoghi immacolati! In questo caso era sufficiente una rimessa a posto del sentiero, che bisogno ha l’orrido di una bruttissima passerella per manifestarsi?

  10. peggiocrazia Says:

    é solo una brutta copia del celebra “grand canyon skywalk”, quello si di pregievole fattura, senza quei pali (che dimostrano l’incapacità di copiare bene, o la scarsa professionalità)
    Questi sono gli in interventi che servirebbero anche da noi:
    “http://vimeo.com/21037947#”

  11. patuasia Says:

    Come avevo scritto sul post l’orrido di Prés-Saint-Didier non ha la stessa vastità del Grand Canyon, pertanto questa passerella risulta eccessiva, sovradimensionata e pesante. capaci di copiare male e senza fare le dovute proporzioni, dio mio! Non siamo un popolo senza Stato siamo gente senza cervello!

  12. peggiocrazia Says:

    Senza dubbio, infatti le soluzioni buone ci sono come nel link alla fine del mio commento.
    ed è credibile che l’union intraprenderà queste politiche di cambiamento culturale come è vero che io non ho scritto questo post!
    Sveglia, Licenziamoli tutti!

  13. Alberto Grange Says:

    Brava Cesara, io da cittadino di Pré dico che é una iniziativa che potrá fare in modo che si riveda l’ orrido come lo vedevo io da bambino, mentre adesso non si sale piú in alto del vecchio stabilimento romano…. E poi smettiamola con queste critiche a comuni Unionisti e non… Basta pensarla diversamente e diventi uno senza cervello? Ma per favore…

  14. marburg Says:

    Scusa Alberto, ma da bambino avevi la passerella da 1milione di euro? Perché non si riesce a fruire il paesaggio per quello che è senza metterci faraonici investimenti? Domanda ingenua, me ne rendo conto…

  15. Alberto Grange Says:

    Purtroppo non l’avevo e tutte le volte che si andava lungo il sentiero per raggiungere la grotta rischiavamo di prenderci una pietra in testa, ma eravamo bambini e ci piaceva così. Investimento faraonico? Se serve va benissimo. I soldi li buttano in tanti altri modi…. Ma voi che scrivete ci siete mai andati alla grotta?

  16. fausta baudin Says:

    l’idea di rendere fruibile l’orrido non è idiota, anzi, sarò la prima ad andarci se si farà qualcosa. basterebbe però, sui molti esempi svizzeri e francesi, una piccola passerella affiancata alla roccia, con un costo e un impatto paesaggistico mille volte inferiore. nella bassa valle, nella scorsa edizione del progetto europeo “Leader +” (mai più attivato dal 2007…), sono stati messi in sicurezza e resi fruibili, con poche decine di migliaia di euro, 4 orridi bellissimi: Guillemore a Fontainemore, e i tre orridi che si trovano nei paesi di Champorcher, Pontboset e Hone. I turisti apprezzano moltissimo e le casse comunali e regionali non si sono neppure accorte degli interventi, data l’entità della spesa, per lo più finanziata dall’Unione europea.

  17. patuasia Says:

    Probabilmente signor Grange, lei non era ancora nato quando andavo a vedere l’orrido e la grotta, o meglio grottina, dove sgorga un filicello di acqua calda e che mi fa nutrire seri dubbi che sia il solo a riempire le vasche delle Terme, ma è un dubbio che tengo per me.

  18. patuasia Says:

    Nessuno è contrario alla fruizione di una bellezza naturale purché questa resti tali, se perde il suo fascino perde anche il suo valore economico. Insomma la natura per essere redditizia deve essere il più possibilmente intatta. Ben venga una passerella leggera, sicura e non impattante che regalerà quel brividino in più che molto cercano: se l’orrido perde la sua qualità di orrido, diventa semplicemente orribile e ciao.

  19. tagueule Says:

    Facciamolo costruire ai cinesi….

  20. marburg Says:

    Si caro Grange, ho visto la grotta, per altro artificiale, e a parte le perplessità di Patuasia, non mi è mai sembrata così spettacolare. Poi, per chiarire meglio il mio pensiero, non ho nulla contro la sistemazione del sentiero, ma tutto contro l’orrida passerella milionaria. Chiaro?

  21. giancarlo borluzzi Says:

    http://www.google.it/search?hl=it&cp=12&gs_id=1a&xhr=t&q=tree+top+walk&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.&biw=1229&bih=812&wrapid=tljp1346686261716022&um=1&ie=UTF-8&tbm=isch&source=og&sa=N&tab=wi&ei=Pc1EUID7D4zP4QS5wYCAAg

    L’orrido di PSD è così mini che quel camminamento penalizza sensibilmente il godimento visivo.

    Per chi è curioso, allego il link di un camminamento (Tree Top Walk -presso Denmark in Western Australia) che credo unico al mondo: passerelle senza i vetri di PSD, anche se ci si muove a 50 metri da terra tra alberi altissimi; ci sono due camminamenti, il maggiore è lungo 600 metri e il sito, oltrechè spettacolare, è vastissimo.
    E’ interessata dal camminamento solo una piccola parte, per cui chi non condivide l’opera in quanto snaturante può liberamente muoversi altrove, in basso ove generalmente non batte mai il sole.

    Chi non condivide la violenza perpetrata al sito di PSD si gratta: non si sposta per vederne un altro.

  22. armando fiou Says:

    Lo faranno sicuramente perchè fa schifo non serve e, soprattutto, costa uno sproposito. Queste sono le tre caratteristiche fondamentali per avere successo in valle.

  23. Rasputino Says:

    I turisti lo potranno andare a visitare con il treno …

  24. cesara pavone Says:

    Non definirei mai la grotta, pur artificiale, in dx orografica dell’Orrido, una “grottina”, perché essa ha, son sicura non solo per me, anche una importante valenza storica.

  25. Alberto Grange Says:

    Probabilmente Patuasia e Marburg non avete mai visto la “Grotta”, ma avete visto la porta in ferro di chiusura della “Grotta”. Filino di acqua…. Ovviamente non essendo mai stati all’interno non sapete… Patuasia, facevi il bagno con i Romani? Poi che sia con il treno, con l’aereo o che faccia schifo e non piaccia (Fiou e altri), l’importante è che tutti possano vedere questo meraviglioso spettacolo (anche se non è il Grand Canyon!!!).

  26. patuasia Says:

    Non sono così vecchia, signor Grange 🙂 ma sono intimamente convinta che il flusso dell’acqua ai tempi dei romani era ben altro rispetto a quello contemporaneo e il mio dubbio rimane. Il termine “grottina” non voleva essere dispregiativo, ma di confronto con altre grotte di mia conoscenza. Sul concetto mostruoso che TUTTI debbano vedere tutto c’è da discutere a lungo, ma estremizzandolo potrei proporre di asfaltare i sentieri di montagna affinché TUTTI possano vedere le meraviglie della Valle d’Aosta.

  27. Alberto Grange Says:

    Beh mi ha detto che probabilmente non ero ancora nato quando lei andava a vedere la grotta e l’orrido che ho pensato facesse i bagni con i romani 🙂 ….. Comunque aspettiamo che facciano questa passerella e poi liberi di criticare…. E sopratutto non asfaltiamo i sentieri…

  28. marburg Says:

    Lei si dichiara d’accordo nel non asfaltare i sentieri e nello stesso tempo è entusiasta della passerella panoramica? La invito a consultare il post seguente “La mente divisa”: lei ne è un bell’esempio.

  29. Alberto Grange Says:

    Effettivamente asfaltare i sentieri e fare una passerella è la stessa cosa…io consulterò la mente divisa ma lei prima di scrivere cose non scritte accenda il cervello

  30. maicol Says:

    tranquilli tra il dire e il fare ci sono di mezzo almeno 4 o 5 consulenze e studi di fattibilità, poi poseranno la prima pietra a ridosso delle elezioni (qualsiasi riferimento a qualsivoglia università è puramente casuale) e poi passeranno almeno altri vent’anni di nulla.

  31. ciao ciao Says:

    A proposito di tutela della montagna , chi dice nulla delle nuove tendenze architettoniche in fatto di rigugi (e bivacchi) ? Tecnologicamente all’avanguardia, OK, ma brutti ed orridi, a volte casermoni (finanziati con soldi pubblici) che non si costruiscono più neppure a valle (vedi Cervinia e simili). Se quando si tinteggia solo una facciata in centro storico occorre il parere del comune perchè la tinta non stoni con le altre costruzioni, come mai si ammettono certi orrori (bizzarrie e sperimentazioni di architetti) in alta quota pochi passi da alpeggi e in um ambiente che andrebbe “toccato con le pinze” per “superare finalmente il concetto di rifugio-baita” ? Moderno non significa necessariamente brutto (o cemento a vista, come nelle squallide periferie urbane anni 70), anche a valle nelle moderne costruzioni o ristrutturazioni lo si è capito da tempo. In alta quota, lontano (o quasi) da altri fabbricati tutto è permesso, e così nascono rifugi che sembrano stazioni sciistiche per escursionisti improvvisati che non hanno piu quel poco di spirito di avventura di una volta, cercano uno Jacuzzi e la connessione ADSL dimenticandosi che il rifugio non è un punto di arrivo ma di partenza verso nuove e stimolanti avventure (per quanto siamo sulle nostre Alpi e non nella foresta vergine) ?

  32. patuasia Says:

    Aggiunta di dolore su dolore!

  33. giancarlo borluzzi Says:

    @ ciao ciao.

    Sicuramente sarebbe auspicabile che i fulmini distruggessero alcuni rifugi e bivacchi. Ma, complessivamente, non sono tanti: temo tu sia stato suggestionato dal nuovo bivacco Gervasutti, semplicemente inqualificabile, ma “rara avis”.

    L’affronto alla montagna è a mio avviso soprattutto opera di impianti funiviari e sciistici.
    La nuova funivia all’Helbronner è un must in materia: i valdostani tanto sprovveduti in alpinismo quanto dotati di micronazionalismo beota la lodano quale top panoramico mondiale.
    Io sono certo che prendendo 100 persone che mai hanno visto neve e montagne e portandole all’Helbronner & al Diavolezza & al Metro Alpin, 60 direbbero che il miglior panorama lo si ammira dal Diavolezza e 40 darebbero la preferenza al Metro Alpin; 0 all’Helbronner.

    La zona oltre il colle del Gigante è superlativa, ma la funivia è costruita per una massa di persone che non va oltre il suo punto di arrivo e che si ritiene accalappiabile con una pubblicità esaltante aspetti architettonici che costituiscono una bestemmia nei confronti dell’ambiente circostanza. La rozzaggine estetico/culturale va di pari passo con l’ignoranza montana.

    Tra le brutture aggiungerei le scale d’accesso ai rifugi: oscar a quella verso il Konkordia, una decina di rampe “condominiali” in un luogo altrimenti suggestivo.

  34. ciao ciao Says:

    No, non sono stato fulminato dal Gervasutti, ma piuttosto da alcuni progetti (non in VDA) che ci sono anche sull’ultimo numero della rivista del CAi, e da quel casermone del Rif. Frassati. Per il resto se un giorno avremo dei rifugi con replicatori di cibo, piattaforma teletrasporto (solo per le emergenze !) ed infermeria con medico olografico di emergenza, (hai mai visto Star Trek ?) beh, nulla di particolare. Ma dovranno essere anche inseriti nel contesto della montagna, quello che volevo dire è che da un lato i nuovi rifugi assomigliano alle stazioni sciistiche e funiviarie (che mi pare anche tu non apprezzi) e non a costruzioni che dovrebbero servire perlappunto “da rifugio” o base per scalate e dall’altro che, in nome dellìinnovazione tecnologica, si fanno passare in quota progetti che a valle non avrebbero l’avvallo della commissione edilizia perchè non inseriti nel contesto montano (prova a fare un trullo in VDA…., mica è un casermone, però….)

    Sulle scale non mi pronuncio, se si parla di scale antincendio però occorre considerare anche il problema della sicurezza, per le altre sicuramente ci sono brutture di ogni tipo. Ma, come dicevo, per essere moderni non occorre per forza sfidare l’orrido (a volte accande anche nell’arte…)

    Comunque il Gervasutti a mio parerer è un esperimento un po’ per fare parlaree di se e dei progettisti (che mi pare fossero architetti e non ingegneri). Altrove hanno scelto altre soluzioni, moderne ma diverse. Personalmente pernso che la tipologia a moduli di una base lunare (tipo “Constellation” , il programma che Mr Obama ha affossato…) si adatterebbe anche ai bivacchi, ma accanto ad un alpeggio di vecchie baite come figurerebbe ?

  35. giancarlo borluzzi Says:

    http://www.lafiocavenmola.it/modules/xcgal/displayimage.php?pid=14326&album=1107&pos=19

    Ovviamente non parlo di scale antincendio, legittime, ma di scale di accesso: quelle al Konkordia le vedi cliccando sopra. Per decenni si è saliti con corde fisse e brevi scalette alla marinara, oggi è un obbrobrio.

    Io distinguerei tra rifugi veri e posti “mangia&bevi” da cui fai gite ma non salite alpinistiche.
    Nel secondo caso chiuderei un occhio, nel primo le “casermone” non sono poi tante: la nuova Rosahutte è grossa quanto metallica, ma è lontana da vie di salita.
    Piuttosto il nuovo Gouter è criticabile, così “cicciobomba” proprio sulla via al Bianco.
    Giudicherei anche l’interno: la nuova capanna del Velan è metallica, fuori non infastidisce più di tanto, ma l’interno è penalizzato dal fatto che si è pensato prima alla volumetria esterna e poi adattato l’interno.
    Per me l’optimum è l’FXB, nord dei Combin: moderna la tecnologia, esterno ben inserito e interno innovativo ma funzionale.

    Sul Gervasutti: bisognerebbe dirottare un drone per farlo bombardare.
    Come pure il bivacco della Maya, val Ferret svizzera, sotto il Dolent: pare un tram visto di lato, tutto rosso, oltretutto innalzato su una base in cemento sopra una morena!
    Comunque in Svizzera ci sono rifugietti/bivacchi che sono un amore: Solvay e Mittelegihutte innanzi tutto.

    E gli svizzeri piazzano barre di acciaio, con catarifrangenti da bicicletta in cima alla barra, sui ghiacciai per indicare i crepacci al buio: come si mettono così si tolgono.
    Ovviamente nella Valle dei tipi da spiaggia dell’UV a nessuno viene in mente di fare altrettanto.

  36. noncacciounalira Says:

    concordo, e lancio una idea: rifugi scavati nella roccia in modo da non deturpare il paesaggio ? Ok era una battuta. Ma il fatto che dicono “non esiste una architettura tipica dei rifugi” è una fregatura: anche se è vero (c’è un bel libro uscito adesso sulla costruzione dei rifugi che spiega l’evoluzione tecnica ed architettonica) ciò ha consentito ai progetti sti da un lato di non dover sottostare a tipologie che magari sarebbero state troppo costose (cioò soluzioni solo estetiche e non strettamente funzionali), dall’altro ha favorito la proliferazione di strutture architettonicamente senza troppe regole. A mio parerer, per concludere, bisognerebbe invertire su rifugi piccoli, di piccolo impatto soprattutto in quei luoghi ove non c’è un grande traffico escursionistico (e ciò, assieme ad una politica di educazione alla montagna, sia ben inteso, perchè gli escursionisti la ripettino e non danneggino quel poco che c’è), con architetture integrate a quella alpina, anche innovative ma senza obbrobri, e anche bivacchi ove occorre (sempre con una certa sorveglainza ed educazione perchè non diventino immondeziai). Meglio che lo stato o regione finanzi opere di basso impatto o il recupero di quelle eistenti. Quanti residuati di stazioni sciistiche abbandonate ci sono già in montagna (ex cime bianche, ecc.) ? E nessuno che abbia voglia o soldi per rimuoverle, non vorrei che succeda anche per certi rifugi. Comunque a mio parere in montagna occorre anche un po’ di avventura, a costo di dormire sui tavolacci 😉 E non dobbiamo pensare “ma altrimenti molta gente in montagna non andrà mai”, anche a me paicerebbe andare sulla Stazione Spaziale Int. ma non ne ho le possibilità (anche fisiche). La montagan non deve essere “per tuttia” a tutti i costi ma per chi la ama e la rispetta davvero (locali e turisti)

  37. predzo patué Says:

    Buongiorno, ognuno ha le sue opinioni più o meno condivisibili su ogni argomento, ma credo che per criticare pesantemente un opera bisognerebbe conoserla a fondo. Se chi critica crede che l’orrido sia alto 12 m, così si evince dal commento, viene da pensare che a Prè Saint Didier non ci sia mai stato… La passerella sporgerà di 12 m e al di sotto ci saranno circa 150 m d’aria. Verrà realizzata nella zona dove attualmente è presente la tirolese del parco avventura che attraversa la valle e permetterà di osservare dall’alto a tutti l’intera gola adesso non accessibile per pericolo di caduta massi. Chi scrive in oltre di passerelle leggere addossate alla roccia forse non conosce la complessa geologia del sito. La roccia è molto fratturata e attaccare una passerella a roccia marcia non è un’ottima idea…
    In oltre in quel famoso milione di euro mi sembra giusto non citare che sia stato ripulito il bosco al di sopra delle attuali terme da alberi schiantati e immondizie, che sia stata messa in sicurezza da eventuale caduta massi l’area del ponte romano e che sia stato realizzazzato/ripristinato un sentiero che collega il capoluogo al parco avventura…

  38. patuasia Says:

    L’accento esclamativo dopo la frase “strapiombo alto dodici metri” ha senso ironico e riporta una frase letta da un comunicato stampa. All’orrido ci andavo spesso da ragazza, ammetto di non averlo più frequentato da un po’, ma credo che cambiamenti geologici di una certa rilevanza non ce ne siano stati da allora. Detto questo confermo che una simile passerella mi sembra inopportuna per un luogo così intimo.

  39. Alberto Grange Says:

    Bravo Predzo Patué, concordo pienamente con tutto quello che hai scritto


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