Archive for the ‘Montagna’ category

Un cervello piccolo piccolo

1 dicembre 2014

Soffriamo della sindrome del nano: amiamo tutto ciò che è gigantesco. L’aeroporto sportivo non andava bene ne progettiamo uno commerciale (con l’esito che sappiamo). L’ospedale non è abbastanza grande lo vogliamo raddoppiare. L’università che attualmente ospita poco più di un migliaio di iscritti la vogliamo per un indotto che è dieci volte superiore. Le funivie devono diventare sempre più grandi, sempre più internazionali… il traino economico dell’intera regione rimane quello dell’edilizia, alla faccia del turismo sostenibile e culturale che dovrebbe sostituirlo. Dietro l’angolo si intravvedono sbancamenti, parcheggi, sconvolgimento della vivibilità e del paesaggio. Il modello dello sviluppo economico è quello che ristagna dagli anni sessanta. In cinquant’anni non si è affacciata nessun’altra prospettiva. In compenso non valorizziamo le cose grandi che abbiamo. Volete vedere che il cromlech verrà sepolto nelle cantine del nuovo ospedale? Che delle miniere di Cogne non se ne farà nulla? Che le stele rimarranno inumate nel loro sargofago immenso e costoso per altri lunghi anni? Abbiamo manie di grandezza, ma il cervello è piccolo piccolo… infatti consideriamo la cultura come un semplice coadiuvante dello sci.

Un concetto troppo difficile?

10 ottobre 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Su Cime Bianche non si cerchi di lanciare la crociata montanari contro ambientalisti perchè la gente ormai non cade più in questi tranelli. Qui si sta discutendo di sviluppo di un territorio, di economia che si regge sulle proprie forze, delle caratteristiche per le quali i turisti vengono a scoprire la bellezza della montagna, non solo tre mesi all’anno e non in un posto qualunque ma proprio nelle nostre Valli. Nessuno chiede di eliminare lo sci, attività ormai turisticamente matura, ma ci si preoccupa di non pregiudicare il futuro: un futuro che deve essere sostenibile, ambientalmente ed economicamente.

(altro…)

Buon Compleanno Reinhold!

17 settembre 2014
Immagine tratta da internet.

Immagine tratta da internet.

Condivido pienamente ciò che dice Messner riguardo alla montagna.

Io dico che esiste l’alpinismo delle cifre e quello delle piste, cronometro e vie tracciate. È un modo di affrontare la montagna da sport misurabile, da città insomma. Si va soltanto per trovare la propria misura, mentre la montagna è bellezza, lentezza e silenzio… L’alpinismo di oggi è uno sport, bellissimo, ma uno sport. È diviso tra l’arrampicata indoor e le vie preparate, tempestate di chiodi dove non c’è il rischio di cadere, dove il concetto alpinistico dell’esposizione non esiste più. Poi c’è il turismo d’alta quota, quello da centomila dollari per arrivare in vetta all’Everest. Non critico, non giudico, non c’è giusto o sbagliato, dico soltanto che tutto ciò è altro dall’alpinismo» (Tratto da La Stampa)

Siamo tutti Stefano Unterthiner!

26 agosto 2014

La Regione Valle d’Aosta, nelle parole dell’assessore Aurelio Marguerettaz, si sente offesa e risponde al noto fotografo, Stefano Unterthine, dandogli dell’ingrato. “Le sue parole sono lesive dell’immagine di una realtà che da sempre ha investito affinché la salvaguardia del proprio territorio e lo sviluppo dell’attività turistica, così come la sua antropizzazione, potessero coesistere… Parole che sono ancor più gravi perché arrivano da chi è stato incaricato dall’Amministrazione regionale come testimonial della campagna pubblicitaria del progetto VIVA – Valle d’Aosta Unica per Natura.”. Insomma chi riceve incarichi pubblici non può avere idee proprie, ma deve piegarsi a novanta. La provocazione (se Stefano non avesse usato parole pesanti chi lo avrebbe ascoltato?) non va presa  come dovrebbe e cioè come una critica che un rappresentante dei cittadini ha il dovere di ascoltare, ma come alto tradimento. E questo non è un modo di ragionare mafioso? Sì lo è! (altro…)

Montagna o Luna Park?

4 luglio 2014

Riceviamo da Legambiente e volentieri pubblichiamo.

Nel devastato panorama dei trasporti valdostani, dove s’incrociano bandi milionari (deserti) e treni immaginari, c’è chi continua a proporre benzina e rumore come soluzione ai problemi del turismo. La recente iniziativa del Sindaco di Valtournenche in favore dell’eliski è una delle tante che vanno in questa direzione. Ci congratuliamo con lui e con i suoi otto colleghi sindaci, capaci di “promuovere questa pratica coniugandola con la salvaguardia e la tutela del territorio di alta montagna nell’interesse di tutti i suoi frequentatori”. L’ipocrisia delle parole riesce ad offuscare la realtà. E’ come “distruggere la natura per salvaguardarla” o, come si diceva una volta, “salvare capra e cavoli”. Un augurio a chi pensa di poter far convivere il turismo dolce, gli escursionisti, lo sci alpino e quello di fondo con quei pochi privilegiati che gli volano rumorosamente (e pericolosamente) sulla testa! Invitiamo quei sindaci a decidere responsabilmente tra l’eliski e gli amanti della natura.

Sci estivo libero!

13 giugno 2014

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Ma un articolino sul fatto che abbiamo il ghiacciaio sciabile più alto e lungo d’Europa, sul fatto che da Zermatt sia sempre aperto e invece noi chiudiamo due, dicasi due mesi?!? Sul fatto che sto girando le alpi (Stelvio, Tonale, Hintertux ecc) per accontentare clienti che vogliono sciare e la prima domanda dovunque arrivi è: Cervinia chiuso??? Come mai?? Son matti!!!
E alla risposta che la regione darebbe “tanto nessuno vuol sciare a maggio e giugno” facciamo sapere che per esempio questo week end a Bormio non hanno posto negli hotel aperti? Che a Hintertux le piste sono piene di squadre nazionali che verrebbero molto più volentieri a Cervinia perché ci si mette meno ad arrivare in ghiacciaio, la qualità neve è migliore, le piste più lunghe e c’è un paese?(che in quasi tutti i ghiacciai è ad almeno mezz’ora d’auto dalle funivie).
Diciamo qualcosa sul fatto che addirittura fino a fine giugno potremmo essere aperto sul versante italiano senza dipendere dagli svizzeri??
Il tutto non solo per dare risposta ad una richiesta sempre più evidente,ma per prima cosa perché sarebbe ottima pubblicità, secondo perché le piccole realtà come i piccoli hotel e i maestri di sci che si sono ritagliati una loro clientela potrebbero lavorare, mentre così la nostra cara regione impedisce anche a chi vorrebbe lavorare. Senza ribadire il discorso squadre nazionali che sarebbero oltre ad una buona pubblicità un ottimo bacino di affluenza.

Lo svantaggio

13 Mag 2014

All’incontro con il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ho provato un momento di forte imbarazzo. Il nostro deputato stellafiorito, Rudi Marguerettaz, parlando della Valle d’Aosta l’ha definita “realtà svantaggiata”. La Regione che vanta i redditi più alti d’Italia realtà svantaggiata? La Regione che ha avuto dallo Stato in un trentennio centinaia di milioni e di milioni prima in lire e poi in euro per poco più di 100.000 abitanti una realtà svantaggiata? Possibile che il nostro ruolo nei confronti dello Stato sia sempre quello degli accattoni? Dei parassiti che chiedono e chiedono in virtù dei loro limiti socio-geografici? Ma ditemi voi è stato più svantaggiato chi è nato a Cervinia o a Carema? Avete un’idea di quanto valgano i terreni dello svantaggio? Quanto costa al metro l’immobiliare della sfortuna? Se non si cambia mentalità e quindi approccio culturale non avremo un futuro, non più. I soldi statali saranno sempre meno. Sarà dunque necessario considerare ciò che abbiamo non come uno svantaggio, ma come una grande opportunità, rimboccarsi le maniche e farla fruttare con sensibilità e creatività contemporanee. Lo svantaggio è solo nelle nostre teste.