Gemelli


Mi sono chiesta perché mai il presidente del Consiglio regionale del Molise, Mario Pietracupa, sia venuto in Valle a difendere l’autonomia delle regioni a Statuto speciale. Quali potevano essere i sani principi di cui queste due regioni sono portatrici. La risposta me l’ha data il Sole 24 Ore. Il Molise come la Valle d’Aosta è una regione piccola piccola e, come la Valle d’Aosta, è fra le più indebitate d’Italia. Anch’essa è costellata di partecipate e l’intero sistema di potere ruota intorno al presidente della Giunta, Michele Iorio, un ventennale padre-padrone, condannato in primo grado a 18 mesi di reclusione. L’economia è di stampo socialista, tutto gira entro l’area politica di chi governa. Numerose sono state le aziende che, sovvenzionate con il denaro pubblico, sono miseramente fallite, mai nessun colpevole. La nomina dei vertici è sempre politica. Diversi assessori hanno avuto problemi con la giustizia e per questo oggi ricoprono incarichi di alta responsabilità. I conflitti di interessi sono all’ordine del giorno. La finanziaria regionale è sotto osservazione dal Tar e lo è stata della Banca d’Italia. L’opposizione tace. (www.massimoromano.net). Alla luce di questi fatterelli era giusto e coerente firmare un gemellaggio con il Molise, regione che ci somiglia molto. Il presidente Pietracupa ha così posto la sua firma sull’Albo d’Onore della Regione Valle d’Aosta, un tipo di onore che non ci fa onore.

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6 commenti su “Gemelli”

  1. roberto mancini Says:

    chi si somiglia, si piglia.

  2. bruno courthoud Says:

    “mètre scié nù” ovvero “piccolo è bello”, bastano i soldi, non c’è neanche bisogno di “otonomiia”.
    Scusate, non conosco bene il patuanto, e adesso è tardi per impararlo.

  3. mesard Says:

    Molise e valle d’aosta unite dalle dimensioni asfissianti della sua classe politica. Purtroppo quando si rubano denari pubblici quasi mai si compie un reato.

  4. tagueule Says:

    @mesard
    Non è proprio così: stamattina a Napoli ne hanno ingabbiati un paio, l’altro giorno a Milano quello della Lega l’hanno beccato con le mani nella torta nuziale. È che quelli sono pivelli, ladruncoli dell’ultima ora, al massimo sessantenni, gente incapace, che crede ancora di passare inosservata tra la massa. Qui le tecniche sono affinate. I primi in Valle d’Aosta li ingabbiarono negli anni 70 e oggi sono ancora lì. Cosa significa? Significa che, fatto l’errore, hanno trovato il rimedio. Qui il maneggio è di altissimo livello. I nostri non sono scaltri, sono oltre la scaltrezza. Sono geniali nel perseguire il fine. In tal senso ne hanno più di tutti noi.

  5. Gundulfo de Candia Says:

    @Taguele Uno degli insegnamenti più importanti del ventennio di Silvio Berlusconi è proprio questo: l’onestà è quel concetto astratto che lega il cittadino alla legge. Se le leggi non ti consentono di essere onesto le puoi sempre cambiare o abrogare.

  6. maicol Says:

    e Gigi d’Alessio per il Capodanno in piazza ad Aosta è la ciliegina sulla torta.


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