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Tempus venit

18 febbraio 2013

C’era la Fiera di Sant’Orso che catturava tutta l’attenzione, la digestione  e la felicità dei valdostani – dunque  la cosa è passata un po’ in secondo piano. Fatto sta che i media non hanno opportunamente valorizzato la sentenza “Tempus venit”, quella dell’affaire Facchineri-Tropiano.
Dopo un’esemplare indagine della Dda e dei carabinieri di Aosta, la conclusione è  stata di condanna per tutti gli imputati. Perché l’aggettivo “storica”? Perché per la prima volta viene applicata ai colpevoli l’aggravante dei metodi mafiosi: dunque in questo caso si è trattato sì di estorsione, ma con l’aggravante dei metodi mafiosi. Non commessa da delinquenti qualunque, ma da mafiosi. Quindi, contrariamente a quanto è successo in passato, quando fior di indagini (come “l’Operazione Lenzuolo”) non avevano ottenuto dal collegio giudicante il riconoscimento del  vincolo di associazione mafiosa (416 bis), per la prima volta nella storia valdostana abbiamo la dimostrazione giuridica dell’esistenza di metodi mafiosi. Non siamo ancora alla certificazione dell’associazione ‘ndranghetista, ma siamo ampiamente oltre la metà della strada. Questa non è più un’impressione, un’opinione, una sensazione, ma è la sentenza di un tribunale della Repubblica: è un fatto giuridicamente accertato. Una vittoria di investigatori tenaci, instancabili, spesso reputati solo ostinati. Per chi una sconfitta storica? Per la sonnolenta società valdostana, trovatasi impreparata al pericolo perché nutrita, per un trentennio abbondante, della disastrosa concezione unionista della cultura identitaria di tipo linguistico. In base a questa teoria l’integrazione di chi viene da fuori, come ad esempio la numerosissima rappresentanza calabrese, avviene solo sulla base di criteri pseudo culturali di tipo linguistico. Peccato che la cittadinanza etnico-linguistica  non comprenda né l’educazione alla legalità né i diritti/doveri di cittadinanza. Secondo sconfitto: il pregiudizio localista tipico del Nord Italia, di natura  sottilmente xenofoba, che vive sulla presunzione – folle e anche molto stupida – dell’intangibilità del proprio territorio: le mafie sono un fenomeno solo del Sud, qui da noi non possono attecchire. (roberto mancini)