Posted tagged ‘Università di Torino’

Università VdA innovativa?

11 gennaio 2013

Riceviamo dal signor François Burgay e volentieri pubblichiamo.

Prima della vacanze Natalizie c’è stata l’inaugurazione dell’anno accademico 2012-2013 dell’Università della Valle d’Aosta (UNIVdA) e sono state presentate alcune novità, a detta del rettore e del presidente della Regione, estremamente tecnologiche. Quali? Wi-Fi gratuito per tutti i dipendenti (studenti inclusi) dell’Ateneo, presentazione online della domanda di iscrizione e abolizione del libretto cartaceo. Il Presidente Rollandin ha aggiunto: “Credo che siamo la seconda Università che si spinge verso questa tecnologia”. Se le nostre “Colonne d’Ercole” sono a Pont-Saint Martin possiamo dire di essere i primi in classifica (inventata dallo stesso Rollandin?), ma basta spingersi un po’ oltre i confini valdostani e analizzare la realtà di Bologna, dove ho avuto la fortuna di studiare, per capire che tra i primi non siamo. Dal 2008 l’Ateneo emiliano ha abolito ogni forma di libretto cartaceo, introducendo il sistema informatico di verbalizzazione degli esami e dal 2007 gli statini erano già in “pensione”. Da prima della mia iscrizione il Wi-Fi era disponibile gratuitamente in tutte le sedi dell’Università che si distribuisce su un territorio estremamente più vasto rispetto alle due sedi dell’UNIVdA. Senza andare troppo lontano da casa, Torino offre gli stessi identici servizi e sono convinto che queste realtà non siano le uniche nel panorama nazionale. Il video che presenta queste “novità” fa anche riferimento ad un “livello di eccellenza” dell’Ateneo nostrano. Un’indagine del Sole 24 ore (2012) ci pone all’8° posto tra le Università private su 14. Tradotto: siamo mediocri. Ma forse ci piace sentirci i migliori anche quando non lo siamo, quindi convinciamoci che il mondo finisca a Pont Saint-Martin e viva l’innovazione del nostro Ateneo!

Un leone di carta!

25 ottobre 2010

Lo dice anche un professore universitario che la nostra autonomia è finta! Si chiama Mario Rey e insegna Scienze delle Finanze all’Università di Torino. «La Regione Valle d’Aosta non ha autonomia impositiva e vive di finanza derivata, trasferimenti dello Stato che la mettono in condizione di dipendenza. Un’autonomia di questo genere rischia di essere soggetta a un grosso condizionamento politico». (La Stampa). Non rischia: è soggetta al condizionamento politico! Tanto che l’Union, il partito di maggioranza, ha trovato la sua ideologia nel concetto: né a destra né a sinistra, ma a destra e a sinistra per il bene della Valle. Bene che si traduce nei soldoni da cui dipendiamo dallo Stato. Questa ideologia è stata ricordata con una certa pedanteria e senza vergogna alcuna, durante i recenti fatti politici che hanno visto i rappresentanti dell’Union e del PdL avvicendarsi a Roma. Siamo un leone di carta e il federalismo fiscale una forbice di acciaio.

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Università de che?

28 Maggio 2010

La dichiarazione del sindaco Bruno Giordano, su cosa ne sarà dell’Università di Aosta, conferma la politica amministrativa del nostro capoluogo. “Non si è ancora posata la prima pietra che già si vuol conoscere il colore delle piastrelle!”, una frase emblematica che bene rispecchia la totale assenza di programmazione che ha caratterizzato i dieci anni di Giunta Grimod e che persevererà nella stupida tradizione. Si costruirà una faraonica cittadella universitaria senza una pur pallida idea di quali corsi ospiterà. Nessuna strategia sul target di studenti che si vorrebbe avere e quali ripercussioni questo target avrebbe sul contesto cittadino. Nessuna idea. Peccato, le buone  idee invece le hanno gli altri. Nell’Università di Torino c’è il corso triennale di Scienze e Cultura delle Alpi, approdato al suo decimo anno accademico. Un corso che va dall’ambito paesistico-ambientale alla promozione e gestione del turismo; dalla nivologia all’antropologia; dal settore faunistico e botanico a quello agro-pastorale. Un corso che offre una preparazione sia tecnica sia umanistica, finalizzata alla comprensione globale del sistema alpino. Al Politecnico, sempre a Torino, si dedica particolare attenzione all’architettura montana (Iam) dove si promuovono ricerche sulle tecniche architettoniche volte alla qualificazione dei territori montani. Noi, evidentemente, non abbiamo bisogno di professionalità e di capacità imprenditoriali per promuovere sapientemente il territorio alpino, tantomeno di valorizzarlo, noi, con l’aria che tira, abbiamo maggior bisogno di psicologi!

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