Posted tagged ‘Union Valdotaine Progressiste’

Bon Bon…

14 marzo 2014

Nella foto che ritrae i due consiglieri pentastellati, Stefano Ferrero e Roberto Cognetta, mentre consegnano un fotocopiatore alla scuola elementare e dell’infanzia del Quartiere Dora di Aosta, si intravvede anche la dirigente Patrizia Bongiovanni, ex sovraintendente agli studi presso l’assessore Laurent Viérin. L’espressione è compiaciuta, eppure dovrebbe essere di forte imbarazzo. Sai quante fotocopiatrici potrebbero essere distribuite nelle scuole valdostane, se i consiglieri del suo partito, l’UVP, avessero adottato lo stile economico dei colleghi del M5s? Evidentemente la scelta dei grillini di abbassarsi lo stipendio è vista dai colleghi come puro folclore e non come una precisa azione politica. Folclore misto a carità che tira le labbra verso un sorriso benevolo e paternalistico. La politica che c’entra con lo stipendio?

Caveri-Favre querela archiviata! (2° parte)

17 febbraio 2014

Stralci significativi dalla richiesta di archiviazione.

… l’evento ( la presentazione ufficiale dell’UVP n.d.a) veniva richiamato in chiave moderatamente ironica, in una vignetta pubblicata sul periodico Le Travail, vignetta che secondo i querelanti sarebbe da ritenersi diffamatoria in quanto avrebbe utilizzato, maliziosamente, il termine “dinastia” e, inoltre, avrebbe fatto illecito utilizzo delle generalità della minore, figlia di Favre, addirittura tramite accostamenti “sconci, ripugnanti o subdoli” tali da determinare un superamento dei limiti riconosciuti dalla giurisprudenza ai fini dell’operatività scriminante del diritto di satira. La notizia di reato appare, per diversi motivi, priva di qualsiasi concreto fondamento. Il termine “dinastia” non assume in sé alcuna connotazione negativa, semplicemente richiamando la possibilità che i figli di due autorevoli esponenti della politica valdostana possano seguire la brillante carriera dei genitori… Più in generale la vignetta pubblicata appare, sia per la grafica utilizzata, sia per i termini scelti, totalmente scevra di contenuto lesivo dell’onore e della reputazione di chicchessia… Il mero esame visivo della vignetta è sufficiente a dimostrare l’assoluto rispetto del limite della continenza. Anche a voler leggere una critica politica alle posizioni presentate da Caveri e Favre è palese che tale critica, espressa attraverso una ironia moderatissima, rientra abbondantemente entro la latitudine del diritto di critica e quindi esclude qualsiasi antigiuridicità della condotta.  In caso contrario dovremmo giungere alla conclusione che i rappresentanti di un movimento politico dovrebbero ritenersi immuni da qualsiasi critica, anche espressa con toni misurati e con termini privi di ogni connotazione negativa… I querelanti richiamano la “Carta di Treviso” che in materia di tutela dei minori vieta ai giornalisti di diffondere generalità e immagini di minori coinvolti in fatti di cronaca… Nel caso di specie ciò non è avvenuto, essendosi limitata l’autrice della vignetta a riprendere in chiave lievemente ironica, un evento pubblico durante il quale una minore era stata presentata all’uditorio, verosimilmente con intento beneaugurante nei confronti del neonato movimento politico.

Mia osservazione. Trovo davvero significativo che un partito battezzi la sua nascita con una querela verso chi lo guarda in modo critico. Come può dirsi progressista l’Union valdotaine progressiste? Come può presentarsi come la voce del cambiamento quando querela voci diverse dalla sua? Devo riconoscere a Rollandin che, nonostante tutto ciò che ho scritto e disegnato contro di lui, mai è sceso così in basso. Poteva intentare contro di me decine di querele, ma sapeva che rientravano nel sacrosanto diritto democratico alla satira. Evidentemente Caveri e Favre non sono all’altezza di una democrazia evoluta.

L’infante

7 novembre 2013

Questa frase Caveri l’ha scritta in un editoriale pubblicato sul sito del suo partito, l’UVP, mi aspetto pertanto una denuncia.

Il fiore cresciuto tra i raggi

21 ottobre 2013

E così René Tonelli è passato all’UVP. Per coerenza con le sue idee e per onestà intellettuale. Così scrive sul sito del partito-progressista. Salire sul carro del vincitore o del prossimo vincitore, è dunque interpretato come coerenza e onestà con le proprie idee. Dopotutto l’ex presidente del Foyer ha ragione: quando mai la Fédération ha maturato idee proprie? Con l’insuccesso elettorale che ha messo alla porta il suo partito, René aveva espresso l’intenzione di abbandonare la politica. Ma ci ha ripensato e ha preferito cambiare marchio. Come La Torre, suo ex compagno di partito, fece poco prima delle elezioni. Nessun salto acrobatico per René, ma decisione approfondita: se l’elettorato ha bocciato la Fédération perché deve rimetterci lui? Il getto d’acqua gelida che ha spento le fiamme dello zio (ma le ha spente?), non ha sfiorato la sua anima che “arde e scoppietta” per il bene dei valdostani. E’ amareggiato con l’attuale maggioranza che lo ha reso orfano: “…hanno mancato totalmente di rispetto nei confronti di Fédération Autonomiste, depauperandola del proprio bacino di voti invece di valorizzare e rafforzare il ruolo della squadra“. Oltre la siepe René cerca una rivincita, un nuovo fiore cresciuto tra i raggi del tanto auspicato successo. Auguri!

Il Progressista!

16 ottobre 2013

Qualcuno su questo blog mi ha rimproverata di avercela troppo con quelli dell’UVP che tanto fanno per cambiare il sistema. Rispondo che quelli dell’UVP, a parte coloro che ci credono veramente ma non fanno certo parte del vertice, gli altri questo sistema l’hanno governato per lunghi anni, con la presidenza di Dino Viérin padre e con l’assessorato alla Cultura e Istruzione di Laurent Viérin figlio. Dunque gli attuali progressisti sono altrettanto responsabili del disastro nel quale siamo precipitati. Troppo facile tirarsi indietro cinque minuti prima del tracollo. Troppo facile addossare le colpe ad altri e promuoversi oggi come i salvatori della Petite Patrie. L’obiettivo, in realtà, non è altro che riprendersi il potere politico ed economico ora in mano all’antico nemico. Questione di clan come ho sempre detto. La presunta diversità è, appunto, solo presunta, i fatti raccontano altro. Raccontano di un codice etico nell’Union Valdotaine Progressiste di cui i fondatori sono molto orgogliosi come Claudio Bredy:Siamo i primi a dotarci di questo strumento, un codice etico supportato da uno statuto chiaro e trasparente che fissa l’organizzazione interna“. Questa novità impegna gli aderenti al dialogo, al rispetto della persona, privilegia la meritocrazia al clientelismo, ama la trasparenza e si oppone ai conflitti di interesse. Un codice tanto bello quanto banale e che non si è mai applicato concretamente. Eppure la dissonanza fra teoria e fatti l’avevo resa pubblica più volte, mai presa in considerazione da nessuno. Di cosa parlo? Del conflitto di interessi dell’ex consigliere Luciano Caveri che non ha mai creato imbarazzo. Direttore dei programmi RAI regionali e consigliere di maggioranza e di minoranza poco prima delle elezioni, Caveri riceve dallo Stato un assegno vitalizio di 5.475.47 euro mensili per 20 anni di contributi in qualità di parlamentare a cui si aggiungono altri lauti stipendi pagati sempre dal pubblico. Così ben servito avrebbe potuto facilmente rinunciare al doppio stipendio, conferendo alle parole la robustezza dei fatti. Ha rinunciato? NO! Qualcuno dei giacobini-progressisti glielo ha mai chiesto? NO! Caveri si è preso tutto il malloppo senza un minimo di vergogna. Nessuno dei suoi colleghi è mai arrossito. E allora di che diversità vanno cianciando?

AAA Bruto cercasi

14 ottobre 2013

Così scrive il presidente dell’UVP, Alessia Favre, sul sito di partito: “E qui voglio ribadire quanto già detto, anche in occasione del nostro Rendez-vous Progressiste, che non siamo disposti a fughe in avanti se queste presuppongono accordi sotto banco.” Non hanno ancora deciso quali e quante poltrone assegnare ai possibili transfughi e, naturalmente, tutto alla luce del sole! “Dialogare sempre e dialogare con tutti, ma facciamo attenzione.” Che non chiedano troppo. “Non abbiamo promesso posti di lavoro, noi, non abbiamo promesso contributi, noi, non abbiamo nemmeno giurato che la crisi era una scusa, ma abbiamo promesso coerenza ed onestà. E non siamo cambiati.” Che non siano cambiati da che stavano con l’Union è più che vero che non abbiano promesso questo e quello fa scompisciare dalle risate: se vogliono governare hanno bisogno di qualche “traditore” e con che cosa lo comprano? Con gli ideali? Uhaaa uhaa! “Lo spirito di solidarietà fa parte dell’anima valdostana, lo è sempre stato. Ma che non si confonda la necessità di trovare strategie e soluzioni concrete per non far crollare ancora più a picco la nostra comunità, con il ricorrere agli “inciuci”. Union e UVP hanno la stessa anima, quindi impossibile che non siano solidali fra loro, se troveranno il giusto accordo sulle cadreghe da occupare, mi raccomando, che non venga interpretato come inciucio, ma come strategia per la salvezza della Valle! Uhaaa uhaaa uhaa! Mettono già le mani avanti! “Ricordiamoci che per ripulire il tavolo, non basta togliere le briciole (parola che purtroppo tanto si adatta alle problematiche finanziarie che la nostra Regione dovrà affrontare a breve!), ma bisogna scuotere la tovaglia.” Insomma per l’UVP è sufficiente far fuori il vecchio leone per risollevare le sorti della Regione. Viérin è il nuovo uomo del destino, quello dei “certi ideali quali la libertà, la chiarezza, la trasparenza” Quello “della voglia di cambiare e la necessità di ripulire il tavolo”. Cioè cambiare l’attuale tovaglia per sostituirla con una dal proprio armadio. Quanti saranno i Bruto? E ci saranno?

Lo zaptié

14 ottobre 2013

Ci scherziamo un po’? L’Union manda in avanscoperta le truppe coloniali, come faceva l’esercito Italiano. Alle solite la mansione viene brillantemente assolta da Léonard La Tour, lo zaptié preferito dalla Balena Rossonera. Zaptié non è un’offesa: si trattava dei carabinieri indigeni, collaborazionisti dei colonialisti italiani in Etiopia. Quanto ai soldati etiopi collaborazionisti degli invasori fascisti, si trattava degli ascari. Quando l’imperatore Hailé Selassié ritornò ad Addis Abeba, fece tagliare ai traditori del proprio popolo la mano destra ed il piede sinistro, poi li rispedì a casa. Nell’impossibile caso di una scomparsa dell’Union, credo che del super-collaborazionista La Tour ben altre e significative appendici sarebbero in grave pericolo… La sua proposta è un “balon d’essai”, avanzata con spudoratezza degna dell’Oscar dell’impudicizia montanara. Dopo 5-6 mesi dalle elezioni, in cui Uv e Uvp si sono accusati persino della strage di Capaci, ora propone un commovente “embrassons-nous”. Abbiamo scherzato? Che rispetto per l’elettorato! Degno di un granduca zarista. I socialisti, cattivo sangue non mente… Inquieta poi che da parte dell’UVP la risposta della segretaria, Alessia Favre, non sia stata una pernacchia, ma un ‘ovvio “trattive alla luce del sole” che comunque lascia ogni porta aperta.
I padroni coloniali dello zaptié sanno benissimo che i “progressisti”, gloriosi guerriglieri del Pezzoli, dopo sei mesi senza “biada” sono già col fiato corto. L’opposizione è faticosa e poco redditizia, la Viérin-family non dispone di fondi sufficienti a foraggiare le sue truppe, che dal canto loro la Resistenza sono abituati a farla nei corridoi della Regione. Gente dura. E’ iniziato il mercato delle vacche.

Ps: Il curriculum politico dello zaptié La Tour contiene una militanza socialista ( sindaco di Aosta), poi la fondazione di Forza Italia in Valle, poi il passaggio in Fédération, ora il parcheggio come zaptié presso la Balena Rossonera. Un degno rappresentante della peggior casta trasformista e politicante. (roberto mancini)

L’erede

11 ottobre 2013

Viérin scrive sul sito del partito che quella dell’Union è una politica verticistica destinata a finire. Una politica che i progressisti non condividono: al vertice solitario preferiscono la triade. Vi ricordate la gestione del Dino padre con ai lati lo Spirito santo della di lui segretaria omonima e il figlio adottivo tal Maccari? Cristo! Avete presente in quella certa gestione con quale gentilezza e spirito di servizio avevano i due? Lei era stata battezzata “la zarina”, giusto per sottolinearne il caratterino; lui metteva il becco dappertutto nonostante dovesse solo occuparsi dell’Ufficio stampa. Un gentiluomo che aveva patteggiato un anno e due mesi per corruzione, truffa aggravata e tentata concussione. Sai che cambiamento potrà mai offrire l’erede Laurent! Due zarine al posto di una?

 

Machegliefrega!

7 ottobre 2013

Avete notato che ieri sera alla proiezione del film Trashed che trattava dello smaltimento rifiuti, non c’era nessun rappresentante delle forze politiche unioniste? UVP compresa? Se l’assenza dell’Union è comprensibile non lo è per l’UVP che ha strombazzato in lungo e in largo il suo diretto coinvolgimento, se non addirittura il ruolo essenziale per la vittoria. Come mai? Che l’appuntamento popolare fosse stato solo un mezzo politico per creare la crisi interna con conseguente scissione e del pirogassificatore non fregasse niente?

Dieci a sette

6 ottobre 2013

Piero Floris, presidente di Alpe. Autonomo, senza tessere di precedenti partiti. L’uomo giusto per dare ad Alpe la sua più corretta identità: fino a ieri troppo autonomista, se non addirittura filo indipendentista. Così giusto da non avere rivali e ottenere l’unanimità del consenso. Alpe la si dava per spacciata ora, che si è creato il giusto equilibrio interno dopo anni di rodaggio che hanno limato molte punte, si presenta come l’unica forza senza riferimenti romani di centrosinistra. Non si potrà più dire che è un partito di transfughi unionisti (una mezza verità, ma la percezione che si avvertiva all’esterno era soprattutto questa). Affermazione che rimane veritiera per l’UVP che conserva tutte, magari appena annacquate, le caratteristiche del partito-madre. Cambia solo l’anagrafe del capo. Bene dunque questa boccata di autentica novità politica: un cambiamento non da poco che offre al Movimento interessanti prospettive. Se consideriamo il M5s valdostano orientato a sinistra, la somma nella minoranza di questa area politica è di dieci a sette. E’ sufficiente per contrastare il disegno politico dei Viérin di una grande Union?