Posted tagged ‘Telcha’

Favori?

8 Maggio 2015

Riceviamo da Alpe e volentieri pubblichiamo.

Tutto risale all’ultima seduta, quella di marzo, con una interrogazione del consigliere Fedi presentata in data 18 marzo, che chiedeva se la cifra promessa dalla Società Telcha per contribuire alla spesa delle luminarie natalizie, indicata a più riprese in 12.000 euro, fosse stata regolarmente versata e in quale data. Il Comune aveva a suo tempo deliberato l’uscita di 72000 euro per gli addobbi di Natale, una grande cifra per una amministrazione che aveva sforato l’anno prima il patto di stabilità. Spesa contestata da ALPE perchè uguale uguale a quella impegnata negli anni di abbondanza. Ora, passata la festa, le promesse di Telcha erano forse state state dimenticate? Il Vicesindaco Follien rispose in maniera solenne che la cifra pattuita era stata regolarmente versata al Comune, guarda caso, proprio il giorno di deposito dell’interrogazione, il 18 marzo. (altro…)

Che farà, che farà, che farààààà…

3 settembre 2014
Un bel pezzo di storia... che farà la Sovrintendenza?

Un bel pezzo di storia… che farà la Sovrintendenza?

Ma guarda… per tre metri quadri di basolato romano e qualche fondamenta del settecento più una fornace, (pietre attualmente sepolte sotto tonnellate di sabbia, perché è risaputo che nei secoli sono state esenti dall’aggressione degli agenti atmosferici), in attesa della copertura del monumento che le disseppellirà, è stata distrutta un’area cittadina, centro nevralgico della città storica. Trasformata la vivibilità che da luogo di incontro è diventato mero passaggio. Ora i lavori di scavo della Telcha hanno portato alla luce questo reperto che non sembra essere di interesse secondario. Che farà il sottointendente Roberto Domaine? 

Una bufala!

9 Maggio 2010

Sempre Vincenzo Calì scriveva sul suo storico e compianto blog:

“Tutto parte dal teleriscaldamento. Una bufala. Il calore prodotto dalla Cogne è poca cosa per una città come Aosta. Economicamente l’investimento non è interessante. In realtà il teleriscaldamento è la foglia di fico dietro cui si nasconde un affare più lucroso: la centrale di cogenerazione energetica, la quale produrrà non solo il calore per il teleriscaldamento, ma soprattutto energia elettrica. La centrale sarà alimentata, oltre che (solo in minima parte) dal suddetto calore della Cogne, anche dal metano e dall’incenerimento dei rifiuti (i cosiddetti Cdr-q, che chiamati così fanno meno effetto, sembrano caramelle. Infatti quando la giunta ha annunciato che li voleva produrre tutti hanno festeggiato).

I rifiuti inceneriti nell’impianto di cogenerazione (un inceneritore con un nome meno minaccioso) conterranno anche la parte umida, perché per questa, grazie alla legge 210/2008, sono reintrodotti gli incentivi detti cip6 anche al di fuori della Campania. Questo sembra spiegare perché la giunta non vuole saperne di differenziare la parte umida dei rifiuti. Serve a essere bruciata.

Per realizzare il piano, come usa nell’era post tangentopoli, si costituisce una società mista, la Telcha, partecipata al 49% da Cva. La Telcha, visto che dalle bollette del teleriscaldamento, ma soprattutto dalla produzione incentivata di energia ricaverà molti guadagni, dovrebbe in teoria affrontare con i suoi soldi (che già in certa percentuale si possono considerare pubblici) i costi di investimento della posa dei tubi. Dovrebbe essere un investimento “privato”. Almeno, così è presentato al comune di Aosta che approva il progetto di teleriscaldamento. Ma poi si pensa sia meglio che il costo degli scavi se lo accolli la collettività. Come fare? Basta dire che gli scavi non serviranno solo per il teleriscaldamento, ma anche per un’opera pubblica “utile” alla città: la metropolitana! Si dice: visto che si scava per il teleriscaldamento, perché non allargare i buchi e farci passare, oltre ai tubi, anche un treno?

Riassumendo: si progetta un’opera al cui confronto il trenino di Cogne è un caso di ottima amministrazione. La Telcha vede ridotti i suoi costi di investimento. La centrale di cogenerazione, che non è per nulla necessaria dal punto di vista dell’interesse della collettività (di energia elettrica in Valle se ne produce mica poca, grazie all’idroelettrico) e sarebbe difficilmente spiegabile, viene realizzata camuffandola dietro un servizio che gode di buona fama (spesso immeritata) come il teleriscaldamento.

Risultato: la metropolitana a un certo punto (ma solo dopo aver scavato i buchi) sarà accantonata. Nella centrale di cogenerazione elettrica saranno bruciati rifiuti (chiamati col nome esotico Cdr-q) in città, vicino al quartiere Dora. Se ciò sia nocivo alla salute o meno è tema controverso. Di sicuro, come ha dimostrato recentemente uno studio preparato da un insieme di associazioni, la Valle d’Aosta potrebbe facilmente ridurre la quantità di rifiuti a valle della raccolta differenziata, della separazione dell’umido e del recupero di ciò che resta (con il metodo Vedelago) fino a livelli molto bassi, per i quali la discarica attuale sarebbe sufficiente per qualche decennio ancora. Invece la separazione dell’umido non si farà, la raccolta differenziata sarà frenata, e i rifiuti saranno bruciati per produrre energia elettrica. Intanto, nelle catacombe di Aosta, Alder Tonino si divertirà a correre sui tapis roulant.”.