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‘ndrangheta rossonera

5 maggio 2014

La Stampa di Torino in pagina regionale rivela che le armi della strage di Duisburg (6 morti) sono passate dalla Vda grazie ai Nirta di Quart, condannati per traffico internazionale di droga. Sono gli stessi che hanno donato alla parrocchia del quartiere “de la Doire” una statua della madonna di Polsi. Intanto il vescovo di Aosta è occupato a biasimare il “materialismo degli atei”.Le vie del Signore e delle pistole di ‘ndrangheta sono infinite. Dunque la chiesa valdostana è connivente?
Connivente no: vecchia, distratta, con riflessi da Guerra Fredda, impaurita dalla religiosità calabrese, che è un carnevale magico e pagano degno di Fra’ Diavolo.
Evangelizzarli, una fatica improba. Meglio civettare acriticamente con le loro pratiche superstiziose e tribali, camuffandole da “religiosità popolare…”. Intanto si è concluso giorni or sono il processo di primo grado contro la famiglia Taccone, il padre Claudio, i figli Ferdinando, Vincenzo e Alex. Imputati di lesioni, danneggiamento e violenza privata nei confronti di una famiglia di St Marcel, i tre fratelli sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi, il padre a 2 mesi. I Taccone sono in attesa di altro giudizio presso la DDA di Torino (operazione “Hybris”) con le imputazioni di: Tentato omicidio, tentata estorsione, rapina, lesioni, danneggiamento con incendio, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso. Sospettati di essere in contatto con la cosca Pesce di Rosarno, come rivelano le intercettazioni, le indagini a loro carico ebbero origine dal triplice rogo doloso di tre auto al quartiere Dora. (altro…)

In odore di santità

27 gennaio 2013

Due notizie: la prima, la patetica ri-francesizzazione dei quartieri Dora e Cogne da parte della giunta du maire Brun Jourdain.
Non è solo ridicola , ma tragica. Perchè? La seconda notizia, emersa dal certosino lavoro di Albert Bertin della commissione regionale  Antimafia, è la seguente: la famiglia Nirta, condannata anche in Appello per traffico trans-nazionale  di droga con la Colombia, da tempo si è fatta interprete, presso il parroco del quartiere Dora, della richiesta di una festa dedicata alla madonna di Polsi. Dicono offrendo pure una statua.
Non si tratta di fedeli qualunque: il ramo valdostano è imparentato con la cosca dei Nirta-Strangio di San Luca, protagonisti, fin dal 1991, di una sanguinosa faida contro i Pelle-Vottari. Dopo una breve sosta la faida riprende nel 2006 con l’uccisione di Maria Strangio, moglie di Giovanni Nirta, e con la strage di Duisburg il 5 agosto 2007 ( 6 morti). Anche gli allievi carabinieri di Moncalieri sanno quanto affermato dal volume “Atlante della mafie”, Rubbettino editore, a pag 217: “gli ndranghetisti……da più di un secolo eleggono durante la festa di Polsi (a settembre) il loro capo annuale. In più di un secolo la Chiesa non si è mai accorta di quanto avveniva”? Speriamo che la Chiesa valdostana sia  meno miope (e complice…) di quella calabrese. La morale della storia? La patetica “kulture” identitaria dell’Union ha abbassato le difese civiche della Valle verso la penetrazione ‘ndranghetista e malavitosa. Si limita a a negare il fenomeno non avendo gli strumenti culturali per individuarlo.
Né forse l’interesse elettorale di farlo… Come quei coglioni di leghisti lombardi: mentre loro si pascevano di dialetto, cassouela e corna celtiche, la ‘ndrangheta si è insediata in tutto l’hinterland milanese (Buccinasco docet), sotto il loro naso.
E le istituzioni valdostane? Fanno filologia romanza con le targhe dei quartieri e corsi di dialetto montagnardo. Sulla religiosità mafiosa consiglierei un libro: Isaia Sales, i preti ed i mafiosi, Baldini & Castoldi. Più utile dell’occitano. (roberto mancini)