Posted tagged ‘Schizofrenia’

Povero Enrico

12 gennaio 2013

Siamo alle solite, cioè al solito modo di governare: diciannove anni per costruire il nuovo teatro Splendor e in tutto questo tempo nessuno che abbia mai pensato a come gestirlo? “Stiamo valutando quale sia la formula migliore per la gestione della struttura. Vedremo se sarà più opportuna una gestione diretta, una gestione esterna o se affidare alla ditta che ha completato i lavori, almeno per un primo periodo. (aostasera.it) dice Augusto Rollandin. E dovrebbe arrossire dalla vergogna o sbiancare dal malore o diventare verde dalla rabbia o nero dall’incazzatura questo nostro presidente! Perché diciannove anni per non avere ancora un’idea sul da farsi sono una vergogna, un malore, una rabbia e un’incazzatura! Ricordo che per la costruzione della Grande Arche a Parigi dal giorno della posa della prima pietra al giorno dell’inaugurazione trascorsero quattro anni. E poi che senso avrebbe darlo in gestione alla ditta che lo ha completato? Quando mai le imprese si occupano di teatro? Il Capo si è bevuto il cervello? Altra persona che dà segno di malessere è il simpatico Roberto Contardo che propone di titolare il teatro a Enrico Thiébat. Motivo meritocratico principale: ha sempre sbeffeggiato i potenti. Premetto che questo non basta per meritare un simile onore, per questo ci vuole molto talento e non solo, occorre che il molto talento venga riconosciuto oltre i confini della propria casuccia, ma non è questo a stupirmi. Quello che mi lascia basita è che a un personaggio anarchico, controdentenza, ribelle, fuori dagli schemi, originale, caustico… come è stato ricordato Thiébat, debba dedicargli il teatro della città un’amministrazione mafiosa, clientelare e corrotta come la nostra. Sarebbe un atto di alta ironia da parte dei nostri politici e una bassa riconoscenza nei confronti del povero Enrico.

A scuola di schizofrenia!

3 novembre 2012

Sulla schizofrenia che ha colpito gravemente la maggioranza al Governo ho già scritto, ma i sintomi di tale patologia sono sempre più frequenti e preoccupanti che non posso non occuparmene ancora. Mi riferisco al corso di formazione per amministratori giovani, provenienti da tutta Italia, organizzato dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta insieme all’associazione Italiadecide. Il progetto si chiama: “Scuola di democrazia”. Sì, avete letto giusto: Scuola di democrazia! “E’ giusto e fondamentale investire nella formazione culturale degli amministratori e promuovere il concetto di cittadinanza attiva“. Sì, avete letto giusto, la presidente del Consiglio Rini ha usato queste due parole: cittadinanza attiva. Ma come potrà mai essere attiva una cittadinanza se viene invitata a non partecipare al voto? Ma che razza di scuola di democrazia è quella che giustifica chi non si unisce a una scelta importante per tutti? Questi politici non solo non sono né di destra né di sinistra, questi non stanno da nessuna parte, in nessun codice etico, morale, economico, ideale, culturale, identitario… questi sono come la mafia che insegue attivamente solo i piccioli!

Merda di mare

24 novembre 2010

- Io riduco i rifiuti - Io costruisco un centro di compostaggio - E io un bell'inceneritore! -

Mettete insieme questi elementi: bocciatura della petizione popolare che chiedeva un centro di compostaggio regionale; la partecipazione alla settimana europea per la riduzione dei rifiuti; la costruzione di un prossimo pirogassificatore. Cosa salta fuori? All’apparenza una totale schizofrenia: se si riducono i rifiuti e se si usano per produrre compost, non serve un inceneritore. Che invece è la scelta politica di questa amministrazione regionale. Allora perché educare i cittadini a smaltire sapientemente gli scarti, se per far funzionare la macchina occorrono diversi quintali di monnezza? Questa è stata infatti una delle motivazioni per la bocciatura del centro di compostaggio: la fame mostruosa dell’inceneritore. Allora? Perché tutte queste belle iniziative? Propaganda. Si tratta di semplice e pura propaganda per darci l’illusione di essere bravi cittadini europei. Della riduzione dei rifiuti non importa un fico secco. La signora Rosetta Bertolin scrive alla Stampa, invitando i concittadini a un gesto di protesta nei confronti del futuro impianto di incenerimento. Il gesto consisterebbe nel limitare al massimo il conferimento dei rifiuti, adottando il compostaggio domestico, praticando una differenziata molto rigorosa e chiedendo all’amministrazione competente di applicare il passaggio da tassa a tariffa come prevede la legge (la tassa è una cifra fissa, la tariffa è sul peso dell’immondizia prodotta). Parole sante che vanno condivise. Ma la nostra amministrazione sa già come provvedere alla bulimia dell’inceneritore anche senza i nostri rifiuti. Molto probabilmente saranno  quelli della Campania e di chissà quale altro posto, tutti insieme appassionatamente, che alimenteranno il pirogassificatore. La chiameranno solidarietà… sappiamo che si tratterà di business. Respireremo merda di mare.

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Giunta schizofrenica

3 marzo 2010

Esempio di doppia personalità!

La diagnosi dice che si tratta di schizofrenia. MENTE DIVISA. Del terzo tipo (come gli incontri). I sintomi riguardano il disturbo del pensiero, i problemi di pianificazione, la scarsa memoria e l’incapacità a risolvere i problemi. La Giunta regionale (ma non solo) ne è afflitta da diversi anni. L’ultima crisi di sdoppiamento riguarda la promozione di una rete turistica delle aree protette e l’istituzione di un Osservatorio sulla Biodiversità. Per questo si spenderanno 2 milioni di euro, soldi spesi bene senz’altro, peccato che non ci sia, appunto, un pensiero coerente che dovrebbe per primo tutelare i siti di importanza comunitaria e poi consentirne la fruizione turistica. La MENTE DIVISA non dialoga con se stessa, ma si esprime separatamente. Così nel dicembre scorso si è inaugurato, seppur sottovoce, lo sciagurato Funifor Passo dei Salati-Indren che parte dai  2970 metri dal Passo dei Salati per raggiungere, in cinque minuti, i 3275 metri del ghiacciaio di Indren. Un tracciato tutto valdostano perché il Piemonte aveva detto no al progetto per motivi di impatto ambientale. La Valle d’Aosta è andata avanti da sola, fregandosene bellamente dei pareri autorevoli dell’Arpa Piemonte, del Corpo forestale dello Stato, del CAI e soprattutto del fatto che il paesaggio violato fa parte di un SIC (sito di importanza comunitaria), istituito specificatamente per la salvaguardia degli ambienti glacio-nivali delle pareti sud del Monte Rosa. Per la solare soddisfazione dell’assessore regionale al turismo, Aurelio Marguerettaz. Da una parte si promuovono sciagure ambientali e dall’altra si cerca di vendere un’immagine della Valle di inalterata naturalità. Perché? Siamo convinti che la MENTE DIVISA, in fatto di coerenza progettuale, si fonda di fronte agli affari. Se si ricava interesse dal rovinare un delicato paesaggio alpino lo si rovina, se, al contrario, è vantaggioso proteggerlo lo si protegge. La cultura, la sensibilità, il rigore morale, il rispetto e l’obbligo nei confronti delle future generazioni, proprio non c’entrano. C’è da augurarsi che la salvaguardia della natura diventi al più presto un grande business.

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