Posted tagged ‘Saint-Vincent’

Caduta in basso!

29 settembre 2013

Per la cittadina termale, di terme appena aperte che minacciano crisi, è una discesa continua. Con un Casinò in profondo rosso, una passata esposizione di arte contemporanea: Sveart che avrebbe dovuto oscurare la Biennale di Venezia e che invece ha registrato un migliaio scarso di presenze e un presente festival della pizza la caduta di stile è sotto gli occhi di tutti! Vi ricordate la manifestazione Grolla d’oro data al miglior film italiano?

Qualcuno ne parla?

6 gennaio 2013

E allora della manifestazione che avrebbe dovuto, secondo la previsione del noto curatore Paolo Levi, rottamare la Biennale di Venezia, che si dice? Io non sento nulla. L’ultimo post sul sito risale al 12 dicembre. Quanti visitatori ci sono stati? Quanti articoli pubblicati su riviste specializzate? Quanti galleristi hanno preso contatto con le Accademie europee invitate? Quanti collezionisti si sono fatti vivi con gli artisti? Quanti turisti hanno prenotato per l’evento? Sarebbe interessante conoscere le cifre esatte, perché da queste si evince il successo o meno di una manifestazione. Sarebbe altrettanto interessante fare una comparazione con le cifre registrate nell’ultima edizione della Biennale veneziana, giusto per capire, se questa è stata rottamata e quindi sostituita dalla brillante idea del critico che tanto ama la Valle d’Aosta e l’amico Rollandin.

Adeguato sarà lei!

29 novembre 2012

Quando leggo queste affermazioni non sapete quanto mi incazzo! Oggi si inaugura Sveart che io ho ribattezzato in un più esplicito Svenart. Così dice, dalle pagine della Stampa, uno dei due curatori Federico Faloppa: “credo che sia un budget adeguato a un progetto come questo. La preparazione di Sveart ha richiesto tempo, ma anche risorse economiche che ne permettessero la realizzazione. Le spese per le spedizioni, l’ospitalità e per un oculato allestimento sono molte”. E sono balle! 500.000 euro cioè un miliardo delle vecchie lire per questo progetto che non ha nulla di innovativo (manifestazioni di questo tipo ce ne sono e da svariati anni) sono troppi! Si sfruttano i giovani che non costano nulla per far guadagnare i curatori che, da operazioni di questo tipo, sono gli unici a trarre un vero beneficio. E questi osano parlare di sfida culturale? L’unica sfida di questo “progetto ambizioso” è poter garantire un oculato vitalizio biennale. Ma la crisi che toglie risorse agli studenti valdostani non sfiora questi avventurieri dell’arte? E il Casinò in passivo che chiede i soldi a CVA com’è che li investe in queste pseudo biennali?

SVENART!

2 ottobre 2012

E’ una biennale che si colloca al di fuori dei circuiti commerciali e obsoleti delle grandi esposizioni internazionali come l’Arte Fiera di Basilea, la biennale di Venezia o la Tate Gallery di Londra; spesso vette inarrivabili per i giovani artisti che si affacciano sulla scena contemporanea”, questo ha affermato Paolo Levi, curatore e ideatore di Sveart (visti i costi di realizzo ribattezzata in Svenart). Ma non basta: “Abbiamo le condizioni per dare fastidio per concorrenza a nomi come Biennale di Venezia, Tate Gallery, Castello di Rivoli. Dalla nostra abbiamo la meritocraza delle accademie europee, con i docenti che scelgono gli allievi migliori da inviare in quello che deve diventare un punto d’incontro, e che poteva nascere solo qui». Delirio allo stato puro a cui si associa Luca Frigerio, amministratore di successo del Casinò di Saint Vincent. Che  altro poteva dire? Che era una bufala colossale strapagata, in tempi di crisi, dai cittadini valdostani? Secondo il critico d’arte, che tanta fortuna ha incontrato a casa nostra, la sua biennale è dunque altra cosa rispetto alle obsolete biennali europee (che c’entrano la Tate Gallery e Rivoli che sono dei musei?) e di questo siamo assolutamente certi: come potrebbe competere Sveart con Art Basel, Documenta e la Biennale di Venezia? Il costo per l’inaugurazione però è all’altezza delle ambizioni di Levi: 36.000 euro! Pure il sito che è costato 24.000 euro e ne può valere sì e no un decimo! L’intero progetto (due paginette) è stato venduto come ” un’iniziativa nuova, un concorso speciale, un repertorio unico“, ma nuovo, speciale e unico non è. Ricordo BASE, la Biennale d’arte degli studenti europei, promossa dalla Commissione europea che prevede l’inserimento dei giovani vincitori nel mondo del lavoro tramite stage di formazione presso aziende deputate. E la Biennale dei Giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, la più prestigiosa vetrina dell’arte giovane europea, creata ormai dieci anni orsono. Anche in questa occasione i giovani vincitori avranno la possibilità di esporre le loro opere in prestigiose locations europeee, entrando così a far parte di un circuito conosciuto e internazionale. Il vincitore di Sveart sarà ospitato con una personale, in una delle tante sale valdostane: una bella differenza che fa la differenza! Ma Sveart non vuole essere una manifestazione alla moda: non ne avrebbe le capacità. Ci fanno passare per fessi, ma solo i politici, probabilmente per calcolo o per favori da elargire o perché fessi lo sono per davvero, ci cascano e spendono e spandono i nostri soldi! Per concludere mi rivolgo al signor Levi, per dirgli una cosa ovvia e cioè che il sogno custodito nel cassetto di ogni giovane artista non è tanto quello di esporre a Saint-Vincent o in Valle d’Aosta quanto quello di far parte di quei circuiti commerciali e obsoleti che lei, da escluso, tanto disprezza.

“Una cagata pazzesca!”

7 agosto 2012

L’assessore al Turismo e alla Cultura (?) di Saint-Vincent

InSaintVincent è un consorzio turistico che vuole riportare il paese del Casinò agli antichi fasti. Anzi antichissimi. Gli organizzatori vogliono, infatti, erigere in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, nientepopodimenoché una piramide! Mille scatoloni fustellati saranno innalzati allo scopo e decorati con i geroglifici, i segni dell’antico Egitto. In piazza ci sono già le rovine di un tempio olmeco in pietra simil polistirolo, adesso sarà impreziosita da una piramide di cartone. Che bello! Come se non bastasse, quaranti figuranti faranno le veci dei sacerdoti di Amon, dei faraoni della XVIII o XIX dinastia, i più popolari, delle numerose divinità… e, per allietare ulteriormente gli occhi, ci saranno pure le danzatrici del ventre. La “gigantesca” piramide che dovrebbe stupire, affascinare, meravigliare, suggestionare i turisti, sarà alta quattro metri l’equivalente di un gazebo, solo un po’ più grande. Quattro metri e quaranta figuranti: in definitiva di colossale questa manifestazione ha solo la stupidità! Ma che c’hanno in testa quelli di Saint Vincent? Realizzano una fasulla Biennale d’Arte di sconosciuti di cui più dei due terzi finirà a fare il barista (ma non per questo poco costosa: 500.000 euro!) e adesso propongono e, ahimé, concretizzano questa vera manifestazione d’Egitto!

Progetto furbetto

19 luglio 2012

La Regione ha promosso un nuovo grande evento, il Premio Biennale di Arte Europea a Saint Vincent denominato SVEART (Saint Vincent European Art). Obiettivo: riportare i fasti trascorsi nel paese del Casinò fallito. Come è nato il tutto? Nel modo più banale e semplice possibile. Un curatore torinese, Paolo Levi, conoscitore della Valle e delle casse regionali, ha presentato la proposta su un paio foglietti e ha atteso la gentile risposta. Lo stringato progetto che è stato approvato, prevede il coinvolgimento delle più prestigiose Accademie e Istituti d’arte nei ventisette stati membri dell’Unione europea. Per ogni Paese verranno selezionati due artisti, un uomo e una donna a cui verranno richieste due opere da esporre. L’evento è previsto per il 29 novembre del 2012. Costo sostenuto dalla Regione e dal Casinò: 500.000 euro. Per una vera Biennale d’arte questa cifra è ridicola, per questa “novità assoluta” è enorme, seguitemi. Per l’ideazione e il progetto della manifestazione verranno spesi 12.000 euro, cioè il tempo per la stesura di due paginette a cui si aggiungono altri 18.000 per la curatela espositiva e i contributi critici. Trentamila euro per seimila battute spazi inclusi, visto che lo sforzo della selezione delle opere sarà a cura degli artisti medesimi i quali a loro volta verranno scelti dai direttori delle loro accademie di frequenza. Gli artisti giovani e sconosciuti non rappresentano un costo così come i loro selezionatori che verranno ricompensati con un soggiorno spesato (dalla cifra in preventivo potranno portare tutta la famiglia!). La curatela di un’esposizione è altra cosa e comprende una linea di lettura, un percorso storico-critico che in questo caso non c’è, la ricerca e la scelta delle opere. Per SVEART si tratta solo di raccogliere il materiale già selezionato e imbrigliarlo in un contesto espositivo (mettere due chiodi), ma per far questo si aggiungono altri costi di segreteria generale e coordinamento: ben 168.000 euro che aggiunti agli altri 30 fanno 198.000 euro. Questa cifra solo per qualche contributo critico, mettere insieme le opere e per… l’ideazione! Abnormi anche i costi del sito Internet: 24.000 euro, dell’applicazione IPHONE – IPAD: 6.000 euro, dell’inaugurazione: 36.000 euro (nel buffet si prevedono pinne di pescecane, nidi di rondine e tartine imburrate  con polvere d’oro!) e dell’ospitalità: 40.000 euro. La pubblicità che è l’aspetto che maggiormente dovrebbe interessare l’amministrazione regionale, richiede costi inspiegabilmente bassi: 24.000 euro come a dire che all’ideatore di SVEART di pubblicizzare l’evento poco importa. Insomma si tratta del classico progetto-furbetto che, come dice giustamente il consigliere di Alpe Alberto Bertin, non è stato valutato seriamente nei suoi obiettivi e ricadute economiche e sociali sul territorio, non esistendo ahimé una seria programmazione culturale complessiva.

UHA UHA UHAA 13!

17 marzo 2010

Il Casinò di Saint-Vincent chiude con un utile di sei milioni netti il bilancio 2009! Fantastico! Dopo anni di color rosso il verde speranza sembra far capolino non solo sui tavoli da gioco. A cosa è dovuto il miracolo dell’ottima performance? Merito della modifica del Disciplinare per la gestione dello stesso e cioè  “merito” della Regione che ha rinunciato a una buona fetta della torta, mantenendo solo il 10% degli introiti! Allora di questo miracolo da baraccone a noi che ce ne viene? 

UHA UHAA UHAAA UHAA UHAAA UHAA UHAA UHAA!

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