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Berlusconi docet

17 gennaio 2010

Per poter esprimere un parere bisogna essere eletti dal popolo. Questa è l’interpretazione che il Signor Massimo Lattanzi, consigliere regionale PdL, dà della democrazia e della libertà. La signora Rosaria Castronovo, dell’esecutivo della Consulta femminile, si era permessa di inviare una lettera a tutti i consiglieri regionali per criticarne la riforma che di fatto ha trasformato un organismo libero in uno strumento di palazzo (ne abbiamo già scritto). La risposta del “signore” di cui sopra, non si è fatta attendere e, oltre all’arroganza che viene sempre giustificata dall’investitura popolare, ha dimostrato ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il disprezzo verso il confronto e le regole democratiche. Come Qualcuno più in alto di lui, il nostro Lattanzi è convinto che l’elezione lo ponga al di sopra e non al servizio di tutti. Si sente talmente protetto dal voto popolare, da lui considerato un lasciapassare, che all’osservazione fatta dal giornalista della Stampa, Enrico Martinet, sul diritto di opinione dei cittadini, risponde con una serie di accuse deliranti. Ce l’ha, naturalmente, con i magistrati “super partes”, con i giudici costituzionali, con i giornali e giornalisti, tutti “comunisti”! Con queste recriminazioni da bar cambia il binario della questione, sposta il tema su argomentazioni altre e di gusto popolare come gli stipendi, le caste, i privilegi…, con la motivazione facile che “la gente deve sapere”. Svia l’attenzione dal tema principe perchè sa indifendibile, punta i fari sui luoghi comuni del malcontento di massa e si trincera sicuro nell’area riconosciuta del suo stare: “almeno tutti sanno da che parte sto” che spaccia come garanzia di onestà intellettuale. Anche di Hitler e Stalin si sapeva da che parte stavano, erano per questo onesti? Non si può negare che Massimo Lattanzi sia uno scolaro brillante che apprende con facilità lo stile della scuola berlusconiana.

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