Posted tagged ‘Roberto Cognetta’

Bon Bon…

14 marzo 2014

Nella foto che ritrae i due consiglieri pentastellati, Stefano Ferrero e Roberto Cognetta, mentre consegnano un fotocopiatore alla scuola elementare e dell’infanzia del Quartiere Dora di Aosta, si intravvede anche la dirigente Patrizia Bongiovanni, ex sovraintendente agli studi presso l’assessore Laurent Viérin. L’espressione è compiaciuta, eppure dovrebbe essere di forte imbarazzo. Sai quante fotocopiatrici potrebbero essere distribuite nelle scuole valdostane, se i consiglieri del suo partito, l’UVP, avessero adottato lo stile economico dei colleghi del M5s? Evidentemente la scelta dei grillini di abbassarsi lo stipendio è vista dai colleghi come puro folclore e non come una precisa azione politica. Folclore misto a carità che tira le labbra verso un sorriso benevolo e paternalistico. La politica che c’entra con lo stipendio?

Un passo indietro

19 febbraio 2014

Nel Consiglio regionale convocato per chiedere le dimissioni all’assessore alle Finanze, Mauro Baccega, il consigliere del M5s, Stefano Ferrero così diceva: ” Ciò che più mi amareggia è il fatto che con disinvoltura è stata descritta una circostanza che secondo noi è un’aberrazione della politica. Una disinvoltura assoluta nel dare quasi per scontato che certe cose possano essere fatte impunemente in base a una logica del tutti colpevoli nessun colpevole. Una logica che non ci deve essre in politica. Un comportamento scorretto attuato da alcuni non autorizza altri a fare lo stesso, altrimenti qui si finisce in una barbarie… Non è così che noi intendiamo la politica, ci aspettiamo un passo indietro che sarebbe l’unica cosa che dà un segnale veramente innovativo. Un segnale di correttezza rispetto a quello che i valdostani si aspettano da noi e da questo Consiglio regionale.“. Aggiunge poi il consigliere pentastellato,Roberto Cognetta: ” … Un sistema che ormai non è più tollerabile. Perpetuarlo o facendo finta di niente anche questa volta, sarebbe una responsabilità che si assumono i vostri due partiti“. Ecco, io queste parole le condivido e mi aspetto di sentirle ripetere quando al vaglio saranno chiamati tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza coinvolti a titolo personale nello scandalo dei contributi.

Tutti in difesa!

13 febbraio 2014
Grazie a Lara e a Vincenzo che mi hanno fatto compagnia.

Grazie a Lara e a Vincenzo che mi hanno fatto compagnia.

I consiglieri che ho incontrato li ho trovati piuttosto sulla difensiva. Imbarazzo. Ferrero l’unico che mi abbraccia e mi dice birichina che io traduco in un complimento. Cognetta mi fotografa e fila via. Roscio sorride tranquillo: non è un politico di professione. Chatrian mi guarda dritto negli occhi per dirmi che lui è estraneo a qualsiasi faccenda, come se lo avessi colpevolizzato di qualcosa. Certan mi bofonchia un discorso confuso sul noi-insieme… . Viérin saluta Caminiti che è con me e tira dritto. Isabellon fa una battuta che non ricordo, ma non si ferma. La Torre dice di aver accusato il colpo. Fosson, per lui non esisto. Gli altri scivolano. Nessuno che si fermi quell’attimo in più per chiedermi scusa. Una scusa non personale, certo, ma simbolica. Nessuno che si faccia carico degli errori commessi dalla politica e si cosparga in segno di espiazione il capo di cenere. Al contrario ho avvertito una chiusura a riccio in difesa della categoria. Chi in un modo chi in un altro, ma entrambi accomunati dallo stesso tetto. La politica valdostana non esprime grandi personalità, questioni di numeri, però gli stessi numeri esprimono eccellenze nella società civile, chissà come mai?

La coppia che scoppia

19 dicembre 2013
BU BU SETTETE!

BU BU SETTETE! This is a man!

I grillini e grilloni di nos-atre ci comunicano via fb cosa accade in Consiglio regionale. Iniziativa benedetta. MA… occorre saperla fare. La comunicazione è cosa seria e loro, più di tutti gli altri, dovrebbero saperlo. Analizziamo i primi filmatini. Dunque… i due fisicamente sono all’opposto, impossibile non associarli ad altre coppie simili come Stanlio e Olio o Gianni e Pinotto o Cochi e Renato o Cip e Ciop o Bubu e Yoghi… e loro che fanno? Invece di stemperare i contrari ecco che li esasperano. In un video Ferrero veste di nero e Cognetta di bianco, scelta legittima (il nero restringe e il bianco dilata), se l’obiettivo fosse stato quello di far sganasciare dalle risate (obiettivo raggiunto!), ma credo che le intenzioni dei due inconsapevoli comici fossero e siano serie. Altro motivo di ilarità sono le espressioni che ricalcano le diversità fisiche. Stefano Ferrero ha il viso scavato, immobile e glaciale, di rado sbatte le palpebre. Ottimo per un film noir, meno nella divulgazione. Perfetto nella parte di uno psicopatico alla Anthony Perkins per intenderci (Psycho di Alfred Hitchcock), Ferrero genera nell’utente disagio e distacco quando invece dovrebbe creare empatia. Cognetta è il suo contrario. Ha il facciotto pieno di un bambino e come un bambino non sta mai fermo. E’ ansioso di parlare e crea ansia. Disagio e ansia non sono gli ingredienti migliori per la divulgazione di quasiasi argomento. La sceneggiatura poi è così elementare che insulta anche la più scarsa delle intelligenze locali. Quel teatrino della lettura del giornale… le domande appiccicate come sputi… i sorrisetti che più che altro sono ghigni, tutto questo contribuisce a svilire i contenuti. Loro si sentono sicuri del prodotto perché a costo molto contenuto, ma non basta il prezzo stracciato per fare comunicazione: è doveroso conoscerne l’alfabeto. Tipica supponenza grillina.

Consiglio affettuoso: cari Stefano e Roberto, evitate di presentarvi in coppia e alternatevi, oppure date il compito a qualche grillino che sa comunicare meglio di voi, magari a qualche candidato per le prossime comunali che così ha l’opportunità di farsi conoscere con largo anticipo. 😉

Prima visione…

13 novembre 2013
U pilu!

… u pilu!

Influenza?

27 ottobre 2013

Oggi, in presenza della terza carica dello Stato, la presidente della Camera Laura Boldrini, si è notata l’assenza degli assessori, Aurelio Marguerettaz, Antonio Fosson e Marco Viérin; dei consiglieri Giuseppe Isabellon, Leonardo La Torre, Albert Chatrian, Laurent Viérin, Stefano Ferrero e Roberto Cognetta. Tutti influenzati?

Cosa ne pensa la gente?

19 ottobre 2013

Il consigliere Cognetta lancia una provocazione che, a dirla tutta, sa di ricattuccio tipo prima repubblica, ma che io volentieri accetto. In seguito a una lettera in risposta al mio post “Temperature” e che non sto a pubblicare per intero, aggiunge il testo di una e-mail che gli ho inviato qualche tempo fa di cui, secondo lui, io dovrei vergognarmi. Io invece non me ne vergogno affatto e rilancio la palla a voi. Ecco la seconda parte del testo:
“P.S. Detto ciò passiamo al privato, (se ci riesci). Nella rettifica potresti aggiungere che il meetup ha deciso di non affidarti un incarico relativo alla comunicazione del gruppo consiliare (nonostante io fossi d’accordo) e che mi hai scritto: “Poi devo anche dirti che la Rini è l’unico politico che io conosco che ha messo in pratica il concetto di meritocrazia. Mi ha invitata per una mostra, nonostante io sia stata piuttosto feroce nei suoi riguardi (guardati Patuasia dall’inizio e te ne renderai conto) perché riconosce la mia capacità professionale e artistica, chi altri? Nessuno, tantomeno gli amici che come gli altri, compresi voi, salvaguardano i loro interessi di bottega. E lei sa benissimo che io non l’ho esentata dal mio severo giudizio politico per questo.”Così vediamo cosa ne pensa la gente.

Ecco, Cognetta mi pone una specie di domanda alla quale io non so rispondere per cui la giro a voi. Dunque, cosa ne pensate del fatto che la presidente del Consiglio, Emily Rini, alla quale ho dedicato vignette e articoli piuttosto pungenti, abbia sorvolato sulla mia appartenenza politica e abbia invece considerato le mie qualità professionali, invitandomi a partecipare a una mostra? E cosa ne pensate della sottoscritta che prova ammirazione verso questo palpabile esempio di meritocrazia che, in quanto tale, se ne fa un baffo della tessera? Rispondete numerosi, così possiamo soddisfare la curiosità pruriginosa del nostro consigliere.

N.B.: Io sono per la trasparenza e le questioni che tratto con i politici per me non sono MAI private! Privata è la mia vita in famiglia, privati sono i miei viaggi e le mie emozioni, non certo le riflessioni che riguardano l’informazione, i partiti e il codice etico collettivo. Preciso inoltre che sono una giornalista e una blogger e quindi non considero amici i politici in quanto tali. E il privato di una qualsiasi personalità pubblica non incontra i miei interessi.

Temperature

18 ottobre 2013

Ieri è stato un giorno a temperature alterne per Patuasia: l’incontro con l’Ordine dei Giornalisti, piuttosto gelido (giusto e corretto che così fosse) e la telefonata con il consigliere regionale pentastellato, Roberto Cognetta, al contrario torrida. Se il clima antartico ancora non ha fatto germogliare l’esito dell’incontro con i colleghi, quello equatoriale ha finalmente fatto sbocciare il perché i grillini disdegnano la conversazione sul blog: livello culturale basso. E ciò che scrivo su di loro, sempre restando a ciò che mi ha detto Cognetta, è considerato merda. Le critiche, le osservazione, i ragionamenti che non rientrano nella loro scaletta morale e politica sono dunque merda. Eppure il web e la libertà di espressione che ne deriva sono il loro cavallo di battaglia. La piazza nella quale far nascere le idee e le idee, si sa, fioriscono soprattutto dalla dialetta che include gli scontri. Unici depositari della verità assoluta considerano imbecilli tutti coloro che non capiscono la loro superiore diversità. Eppure di imbecilli nei loro meetup ce ne sono a pacchi, ma quelli servono. Il loro livello culturale basso quindi non solo è benvoluto persino coccolato. Aiuta per la produzione di adrenalina. Il capo assoluto, Grillo, insegna: chi è critico viene sbattuto fuori. E chi lo è già per conto suo viene etichettato come un nemico, se poi è stato un simpatizzante si trasforma in traditore. Tutti aggettivi che si adattano bene a chi ha in mente una struttura più militare che politica. Ci dicono che lavorano per noi, ma se il prezzo che dobbiamo pagare per il loro impegno è l’ubbidienza e il silenzio io non ci sto. Ho sempre scritto  (evidentemente i miei amici a cinque stelle sono così allergici ai giudizi che non leggono tutto) che nel Consiglio regionale era necessaria una presenza grillina, che la loro condivisibile ossessione verso la trasparenza e la giustizia avrebbe dato una spinta all’inerzia degli altri partiti e continuo a crederlo. Sono anche convinta, nonostante il pessimo giudizio che loro nutrono nei miei confronti, che i due consiglieri, Ferrero e Cognetta, stiano lavorando bene e molto. Riconosco il sacrificio della loro visibilità politica per mantenere compatta e quindi più incisiva la minoranza: una generosità politica non comune, ma sono altresì convinta che il doveroso controllo dei cittadini, tutti e non solo degli iscritti, non debba escluderli. Accettare il confronto è un segno di raggiunta maturità politica, voltare le spalle con la supponenza di essere al di sopra esprime solo debolezza.

Chi uccide il TG3?

10 ottobre 2013

Riceviamo dal Movimento 5 stelle e volentieri pubblichiamo.

“Chi uccide il TG3-VdA? E chi ha distrutto l’informazione politica RAI in Valle d’Aosta?” è il titolo dell’evento che il gruppo consiliare Movimento 5 Stelle organizza per venerdì 11 ottobre 2013 alle ore 20.30 all’Hostellerie du Cheval Blanc di Aosta.
Come siamo messi in Valle d’Aosta? Lo stato dell’arte della testata giornalistica regionale RAI e delle sue scelte redazionali molto discutibili sarà analizzato, nel corso delle serata, dal Presidente della Commissione di vigilanza RAI, Roberto Fico, dal deputato del M5S, Ivan della Valle, dai Consiglieri regionali del M5S, Stefano Ferrero e Roberto Cognetta. Interverranno il caporedattore de La Stampa-Valle d’Aosta, Stefano Sergi e il giornalista Roberto Mancini.
 
 

Uno vale l’altro?

9 luglio 2013

I due consiglieri neoeletti del M5s, Roberto Cognetta e Stefano Ferrero, appena insediati in Consiglio si sono beccati subito una critica talebana. Non è stata consultata la base via web e hanno inciuciato con l’opposizione! Quella candidatura condivisa con gli odiatissimi Alpe e PD per l’elezione di Patrizia Morelli in alternativa a Emily Rini, ha fatto venire il mal di pancia a Giovan Battista De Gattis, un ex grillino. De Gattis forse non sa che la politica si fa innazitutto con i numeri  e quindi le alleanze (non sopporto più la parola inciucio) che si costruiscono per raggiungere gli obiettivi che ogni partito ha in cartellone, sono inevitabili. Se fra gli obiettivi particolari ce ne sono di comuni, fra cui quello di indebolire la maggioranza che ha come Presidente un pregiudicato e tenuto conto che M5s ha messo al primo posto la questione della legalità è ovvio, scontato, prevedibile, immaginabile, possibile, intuibile, probabile che il Movimento si unisca con chi ha lo stesso identico scopo, senza per questo venire meno alla sua identità. Il consiglio che De Gattis, dal profondo rosso della sua esperienza politica, dà ai due cittadini eletti è degno di essere ricordato: “Una famiglia di ceto medio basso vuol sapere se domani potrà o meno dare da mangiare ai suoi figli e non pretendere a tutti i costi che su una poltrona sieda un consigliere piuttosto che un altro“. (La Gazzetta matin). Secondo De Gattis un politico vale l’altro quindi per lui un consigliere di Stella alpina ha gli stessi obiettivi culturali-ambientali e sociali di uno del PD – Sinistra Unita. E un consigliere dell’Union ha la stessa visione del mondo di uno del M5s. Se così fosse perché i partiti? E dunque perché le elezioni? Ma il consigliere Roscio non è uguale al consigliere Baccega e Ferrero non è uguale a Perron e Donzel non è uguale a Fosson… ci sono visioni diverse fra maggioranza e minoranza e ci sono punti di attracco all’interno di quest’ultima, ed è su questi che occorre lavorare per portare a casa dei risultati. Perché da soli i due pentastellati non vanno da nessuna parte e questo, loro, lo hanno capito benissimo.